Elizabeth Costello

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.7
(344)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Svedese , Polacco

Isbn-10: 8806168754 | Isbn-13: 9788806168759 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Baiocchi

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Elizabeth Costello è una scrittrice australiana famosa per un primo romanzo incui dà voce alla Molly Bloom di Ulisse perché racconti la sua storia. Il libroviene considerato alla stregua del capolavoro di James Joyce da cui deriva, el'anziana autrice viene premiata e invitata a tenere conferenze in tutto ilmondo. Evitando ostinatamente di soddisfare la curiosità del pubblico sulsignificato e le implicazioni del suo romanzo, e sulla sua storia personale,Costello, in ogni apparizione pubblica, racconta storie che raramente ipresenti vogliono ascoltare, affronta argomenti inquietanti, discute questionicontroverse, sempre portando al limite dell'assurdo le compiaciute certezzedel discorso illuminista.
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  • 4

    "Sono una scrittrice, commercio in finzioni. Sono una scrittrice e scrivo quello che ascolto. Sono una segretaria dell’invisibile"

    Uno scritto estremamente originale che vien da definire romanzo - saggio.

    Attraverso sei lezioni/dissertazioni Coetzee per il tramite della anziana scrittrice Elisabeth Costello (alter ego dell'autore ...continua

    Uno scritto estremamente originale che vien da definire romanzo - saggio.

    Attraverso sei lezioni/dissertazioni Coetzee per il tramite della anziana scrittrice Elisabeth Costello (alter ego dell'autore nella finzione narrativa) si apre, si espone, si sbilancia, si rammarica ... e compone una sorta di testamento spirituale sulle tematiche legate alla vita e alla letteratura che gli stanno più a cuore. Alcuni dei temi affrontati nelle lezioni: il realismo, la narrativa in Africa, il problema del male in letteratura.

    Non sviluppa una storia con una morale, l'etica è l'oggetto stesso delle riflessioni. Non è un romanzo etico, ma un romanzo sull'etica.
    Si parla di lezioni ma in esse non vi si ritrova nulla di didascalico.

    Sul problema del male:
    "In particolare, non è piú cosí convinta che la gente venga sempre migliorata da quello che legge. Inoltre non è convinta che gli scrittori che si avventurano nei piú oscuri territori dell’anima ne escano sempre incolumi. Ha cominciato a chiedersi se scrivere quello che si vuole scrivere, né piú né meno che leggere quello che si vuole leggere, sia di per sé una buona cosa."

    Una forma di scrittura che si nutre del contraddittorio, in ciascuna lezione Elisabeth argomenta e discute le sue idee attraverso un dibattito con una controparte che muta di lezione in lezione, vivace e acuta che confuta la scrittrice con argomentazioni di livello.
    La posizione dell'autrice è quasi sempre quella del dubbio, spesso appare confusa, si ricrede per poi tornare con determinazione sulle sue convinzioni innescando domande nel lettore senza fornire risposte preconfezionate.

    "...non crede piú tanto nel credere. Le cose possono essere vere, pensa ora, anche se uno non ci crede, e viceversa."

    Si distingue tra le altre l'ultima lezione "Davanti alla porta" - racconto kafkiano. Alla scrittrice viene chiesto di esporre il suo credo da una non meglio identificata commissione esaminatrice come condizione necessaria per attraversare la porta (o una delle porte ) che le si parano innanzi.

    "Credo in quelle piccole rane....
    Esistono, che io ve lo racconti o meno, che io ci creda o meno . È per via dell’indifferenza di quelle piccole rane al fatto che io creda (tutto quello che vogliono dalla vita è ingozzarsi di zanzare e cantare; e i maschi tra loro, quelli che cantano di piú, non cantano per saturare con la loro melodia l’aria notturna ma come forma di corteggiamento, per cui sperano di essere premiati con l’orgasmo, la varietà di orgasmo delle rane, e cosí via all’infinito), è a causa della loro indifferenza nei miei confronti che credo in loro."

    Una lettura veramente molto interessante che pretende un lettore attivo con voglia di ragionare, porsi domande e cercare di darsi risposte individuali.

    ha scritto il 

  • 4

    Utilizando como recurso las diferentes conferencias dadas por la ficticia novelista Elizabeth Costello -quizás alter ego de Coetzee- el autor nos hace analizar y conocer puntos de vista sobre temática ...continua

    Utilizando como recurso las diferentes conferencias dadas por la ficticia novelista Elizabeth Costello -quizás alter ego de Coetzee- el autor nos hace analizar y conocer puntos de vista sobre temáticas como la vejez, la defensa de los animales, los campos de exterminio de Auschwitz y el mundo de los escritores.

    ha scritto il 

  • 5

    Hortus Conclusus

    Questo libro non doveva scavalcare il mio rovente muro d'orto. Non in questo modo, perché questo è il libro che avrei voluto scrivere io! e adesso ho scoperto che l'ha già scritto un'altro che mi ha p ...continua

    Questo libro non doveva scavalcare il mio rovente muro d'orto. Non in questo modo, perché questo è il libro che avrei voluto scrivere io! e adesso ho scoperto che l'ha già scritto un'altro che mi ha pure soffiato il premio Nobel.
    Ne ho invidiato ogni riga ogni parola ogni segno di punteggiatura e anche gli spazi bianchi fra le righe.
    Il capitolo finale, metafora della morte, è una costruzione gigantesca.

    ha scritto il 

  • 2

    Per il momento (metà libro) mi sento tanto il ragionier Fantozzi durante la proiezione de La corazzata Potemkin.

    Finito.
    Confermo: palla cosmica.
    Elizabeth Costello non è altro che un artificio letter ...continua

    Per il momento (metà libro) mi sento tanto il ragionier Fantozzi durante la proiezione de La corazzata Potemkin.

    Finito.
    Confermo: palla cosmica.
    Elizabeth Costello non è altro che un artificio letterario per dar voce ad un alter ego dell'autore, una protagonista che dietro un'eloquenza elegante nasconde un'inesauribile vena polemica.
    Però anche io credo nelle rane, solo questo so.

    ha scritto il 

  • 4

    Coetzee, se vale de esta figura femenina para dar cuentas de sus reflexiones y motivaciones existenciales.
    Elizabeth Costello es su alter-ego, una reconocida novelista australiana que a través de ocho ...continua

    Coetzee, se vale de esta figura femenina para dar cuentas de sus reflexiones y motivaciones existenciales.
    Elizabeth Costello es su alter-ego, una reconocida novelista australiana que a través de ocho conferencias impartidas por buena parte del mundo, nos da muestras de su carácter, su personalidad, y su agónico anhelo por encontrar siempre las palabras adecuadas que llenen los vacíos en los que siempre nos quedamos inmersos.
    Esta mujer puede ser madre, hermana, amante, pero ante todo se siente escritora.
    Coetzee indaga de esta forma en la comprensión del ser humano.
    Sus debilidades, sus bajezas y sus numerosas sombras.
    Interesante e introspectiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Elizabeth Costello (capire e capirsi)

    Ai personaggi di Coetzee si addice l'esitazione che paralizza o stizzisce. Questo romanzo interessantissimo esprime la poetica di Coetzee al suo meglio.

    Elizabeth Costello è una scrittrice che ha sup ...continua

    Ai personaggi di Coetzee si addice l'esitazione che paralizza o stizzisce. Questo romanzo interessantissimo esprime la poetica di Coetzee al suo meglio.

    Elizabeth Costello è una scrittrice che ha superato i sessanta, suo malgrado è tenuta a presiedere premi letterari e ad imbastire discorsi. Il libro è una spirale di impressioni in cui ad evidenziarsi è il lato assurdo, quasi casuale, della comprensione e della comunicazione.

    Il figlio della protagonista l'accompagna e la sostiene ma anche lui fatica ad accettare che sua madre sia la stessa autrice di romanzi aspri e Joyciani che con la Elizabeth Costello che conosce non hanno niente a che fare; e sua madre è la stessa che scrive libri e che gridava come una pazza quando lui era bambino: gridava "voi mi uccidete".
    Ora deve trattare davanti ad un platea su "Che cos'è il realismo?", della narrativa africana, oppure fino a dove deve spingersi nelle descrizioni cruente uno scrittore.

    Eccola che pensa che «non sarebbe mai dovuta venire. I convegni sono fatti per scambiarsi le idee, o almeno così dovrebbe essere. Non è possibile scambiarsi le idee se non si sa cosa si pensa.»

    Sua sorella è diventata una missionaria e tra loro ci sarà un bellissimo scambio di opinioni.
    Sua sorella crede nel Cristo sofferente, Elizabeth Costello crede a poche cose e non le sa definire, nell'ultimo capitolo una sorta di commissione kafkiana le chiederà di chiarire in cosa crede. Un tempo credeva nell'ebbrezza del corpo, adesso crede in qualcosa che sta per "insopprimibile spirito umano".

    Un filo di pietà sopravvive sulle ceneri proprio perché nessuno si capisce, lei e gli altri scrittori, il pubblico che le fa domande, suo figlio, sua sorella. Anche per se stessa Elizabeth ha esperienze che non ha mai rivelato a nessuno.

    Viveva a Melburne e si era lasciata rimorchiare da uno scaricatore nel porto della città, lui aveva 30 anni ed era brutale, lei 19 anni era giovane appassionata d'arte e ribelle e voleva fare l'amore con uno sconosciuto come se fosse un esperimento. Quando nella camera d'albergo decide di tirarsi indietro lui la prende a pugni, la spoglia e la scaraventa sul marciapiede nuda. Non lo dirà mai a nessuno e col tempo non lo dirà nemmeno più a se stessa perché nemmeno a se stessi bisogna dire tutto.

    ha scritto il 

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