Eneide

Di

Editore: Giulio Einaudi

4.2
(1618)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 581 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Catalano

Isbn-10: 8806001086 | Isbn-13: 9788806001087 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Cofanetto , Paperback , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina rinforzata per biblioteche , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 4

    Placitone etiam pugnabis amori?

    A caldo ho opinioni contrastanti. E' indubbio che sia il degno successore dei poemi omerici e che sia uno scritto di valore. Ma forse è più facile quando hai come modelli l'Iliade e l'Odissea, da cui ...continua

    A caldo ho opinioni contrastanti. E' indubbio che sia il degno successore dei poemi omerici e che sia uno scritto di valore. Ma forse è più facile quando hai come modelli l'Iliade e l'Odissea, da cui attingi a piene mani. Ecco, forse è questo l'unico difetto... l'aver avuto per modelli dei mostri sacri, che risultano probabilmente meno perfetti, in alcuni punti, ma più "viscerali" e "sinceri".
    Virgilio, per descrivere le vicende di Enea, ha preso le idee buone dall'uno e dall'altro libro e ci ha costruito sopra la sua storia epica, per la grande gloria di Roma.
    Molto bello il canto VI, la discesa agli Inferi: credo sia la parte più alta dell'opera... e, leggendola, non possono non tornare in mente i canti della Divina Commedia, studiati all'epoca delle superiori.
    Per quanto riguarda la figura di Enea... mah... mi aspettavo di più... la sua "pietà" (dedizione alle tradizioni, alla famiglia e alla divinità) mi convince a tratti.
    In tutti e tre i poemi epici del'antichità, l'unica persona che se ne frega di ciò che dicono dei e uomini è Achille... fossero stati tutti come lui, che pur essendo un mezzo del fato metteva al primo posto le proprie decisioni e il proprio cuore, forse non vi sarebbe stata alcuna guerra, né a Troia, né nel Lazio.

    Letto l'ultimo verso, rimane questa domanda: "Chissà la versione finale, come sarebbe stata!"

    ha scritto il 

  • 0

    In arcadia [senza fretta]

    un mio amico ha comprato un'eneide al mare
    anche se a casa ce l'ha già ma era al mare e

    voleva assolutamente leggere il VI libro che è
    la discesa di enea all'inferno, stava proprio bene al

    mare mi d ...continua

    un mio amico ha comprato un'eneide al mare
    anche se a casa ce l'ha già ma era al mare e

    voleva assolutamente leggere il VI libro che è
    la discesa di enea all'inferno, stava proprio bene al

    mare mi dice il mio amico "e mi era venuta voglia del
    VI libro"

    beh la sua ragazza, mi dice, gli ha un po' rotto
    le palle per questo acquisto "ah", gli avrebbe detto,

    "questa ci mancava" oppure "ma guarda cosa ha trovato"
    eleganze così, capisci, mi dice coso.

    "e poi", continua il mio amico, "va a fare la spesa la mia
    ragazza e compra del prosciutto crudo da 30 euro al

    chilo e io perché ho preso una seconda eneide vengo
    redarguito capisci capisci" mi sussurra coso nelle orecchie

    e io gli faccio
    "su su, regàgliela a lei la copia dell'eneide"

    veh, ha detto, e io poi?

    ha scritto il 

  • 4

    La traduzione, con testo latino a fronte, è arricchita da un apparato di note (purtroppo non a piè di pagina) dotte, ben argomentate con precisi riferimenti bibliografici , alberi genealogici di pers ...continua

    La traduzione, con testo latino a fronte, è arricchita da un apparato di note (purtroppo non a piè di pagina) dotte, ben argomentate con precisi riferimenti bibliografici , alberi genealogici di personaggi e/o divinità, carenti tuttavia di un pizzico di “pathos” necessario al lettore pronto a innamorarsi del “pio” Enea & Co.

    ha scritto il 

  • 5

    Enea sarà pure tosto e figo ma Diomede gli aveva fatto un c--o così a Troia

    E' veramente piacevole da leggere, ovviamente nel caso si abbia una buona traduzione; scorre tutto di un fiato.
    A volte non capisco perché si ha nei confronti di alcune opere
    una eccessiva deferenza ( ...continua

    E' veramente piacevole da leggere, ovviamente nel caso si abbia una buona traduzione; scorre tutto di un fiato.
    A volte non capisco perché si ha nei confronti di alcune opere
    una eccessiva deferenza ( è capitato anche in me in passato ma sto provando a risolverla) che rende molto complesso l'approccio con il rischio di non godersi l'opera stessa;poi se devi studiarlo è un'altra cosa
    Questo libro va letto, intendo letteralmente!!

    ha scritto il 

  • 4

    Quanto affanno corre tra gli uomini! Gli uomini mortali. Gli eroi, gli uomini comuni e gli umili, che corrono, palpitano, amano, odiano, uccidono e infine muoiono. Ma per quanto si affannino, non poss ...continua

    Quanto affanno corre tra gli uomini! Gli uomini mortali. Gli eroi, gli uomini comuni e gli umili, che corrono, palpitano, amano, odiano, uccidono e infine muoiono. Ma per quanto si affannino, non possono liberarsi dalla struttura rigida che li ingabbia impietosamente, per cui alla fine non fanno altro che eseguire e compiere i disegni degli dei, per nulla distaccati dai desideri terreni, anzi. Se tutto gli va bene, come scrive Baricco la loro massima aspirazione può essere quella di diventare eroi. E quest’immortalità è pagata a caro prezzo. Gli dei hanno un enorme Risiko ai loro piedi e non si risparmiano colpi pur di vincere le loro battaglie.
    Uno degli elementi più affascinanti dei libri come l’Eneide è proprio questo doppio livello: sopra le testa degli uomini mortali, stanno gli dei con le loro macchinazioni, le loro “terrene” contese, implacabili ed estenuanti tessitori di tele. Tramano, macchinano senza sosta all’ombra di Giove potente.
    Grande idea narrativa questa. Gli antichi non avevano altro modo per capire – e soprattutto spiegare e narrare – le capricciose ed imperscrutabili svolte del destino.
    E poi dopo c’è il ritmo poetico che resiste da millenni.
    Bello, bellissimo. Profumo di macchia mediterranea. Profumo di resina, di olii, di vino deciso. Profumo di mare. Ricordi dolcissimi degli anni sereni di scuola. Profumo di gioventù. Lo rileggo sempre con piacere. Anche se (a scuola non te lo dicono), Virgilio tutto ha copiato e preso in prestito come modello.
    L’Eneide, ormai ne sono convinto, serve a mettere in luce la grandezza di Omero, primo tra i sommi poeti. Con buona pace per Dante.
    E poi, pensiamoci bene. Dove dà il meglio di sé Virgilio? Ma è facile rispondere: quando canta l’amore di Didone, quando ci racconta la sorprendente e fraterna amicizia di Eurialo e Niso, quando fa cadere Camilla per mano dell’infame Atrunte (ah, come te lo fa odiare per benino questo Atrunte). In breve, quando si libera dall’imitazione dei testi greci e lascia librare la sua poesia. E lo stesso Turno ci piace più di Enea, perché più autentico, più umano, e non così spietatamente politico freddo e falsamente “pio”. Su dai, a questo Enea finto giusto e colmo di pietas io non ci credo. Vuoi mettere con Ettore o con Achille? Io sto con Turno, non me ne frega nulla che alla fine perda. Se Tarantino portasse l’Eneide sul grande schermo, la penserebbe allo stesso modo.

    ha scritto il 

  • 5

    Come posso recensire Virgilio? La mia traduzione era un po' dura da leggere, leggevo 100 versi al giorno, e pian piano ho seguito Enea fino in Italia, parteggiando per Turno pur sapendo che non c'era ...continua

    Come posso recensire Virgilio? La mia traduzione era un po' dura da leggere, leggevo 100 versi al giorno, e pian piano ho seguito Enea fino in Italia, parteggiando per Turno pur sapendo che non c'era speranza. Sono contenta di aver finito questo capolavoro!

    ha scritto il 

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