Enigma in un luogo di mare

[di] Fruttero & Lucentini

Di ,

Editore: Gruppo editoriale L'Espresso

3.7
(838)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 378 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: A000060411 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

Ti piace Enigma in un luogo di mare?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
La biblioteca di Repubblica. Le strade del giallo ; 17. - Edizione su licenza Mondadori, pubblicata senza ISBN
Ordina per
  • 1

    Un capolavoro di suspense (assente), profondità (mancante) e divertimento (carente)

    Pag. 20: i personaggi entrano alla rinfusa come dal barbiere (buongiorno, com'è il tempo? Libeccio, oggi eh?)

    Pag. 50: siamo passati dal salumiere. Gente continua ad entrare, non ci si capisce nulla. ...continua

    Pag. 20: i personaggi entrano alla rinfusa come dal barbiere (buongiorno, com'è il tempo? Libeccio, oggi eh?)

    Pag. 50: siamo passati dal salumiere. Gente continua ad entrare, non ci si capisce nulla. Ma non era un giallo?

    Pag. 100: la macelleria è piena di gente, non ci si muove. Ma ho dimenticato già tutti quelli che ho conosciuto dal barbiere.

    Pag. 150: enigmi non se ne vedono, morti neppure. Ho il sospetto di avere un libro difettoso, forse la copertina è giusta ma il contenuto sbagliato (sono in drogheria, forse ho sbagliato negozio?)

    Pag. 206: un morto (Finalmente, non se ne poteva più! Non capisco bene chi sia, non so chi l'ha ammazzato e, soprattutto, non è che mi interessi nemmeno molto...)

    Pag. 350: mancano ancora all'appello un paio di persone (che non si trovano) e anche l'investigatore (chi è? qualcuno che investiga non ci dovrebbe essere per statuto?). L'interesse a sapere chi è stato (a fare cosa? boh) non c'è. In compenso vorrei vedere morti il barbiere, il salumiere, il macellaio e il droghiere. I discorsi sono sempre sfilacciati e inconcludenti. Rivaluto l'idea di rispolverare Umberto Eco, perfino lui è molto più interessante, tutto dire.

    Pag. 388: la parte migliore del romanzo, LA FINE! Torno a casa ben rasato, con 4 chili e mezzo di prosciutto, 12 chilogrammi di carne, stanco e con tanta voglia di cambiare libro.

    No, non è proprio il mio genere.

    ha scritto il 

  • 1

    " 'Un fa ridere"

    Lettura completata. Stesso stato d'animo che coglie quando ascolti una barzelletta che non ti fa ridere.

    Una folla di personaggi definiti con l'approssimazione delle ombre cinesi, assolutamente non st ...continua

    Lettura completata. Stesso stato d'animo che coglie quando ascolti una barzelletta che non ti fa ridere.

    Una folla di personaggi definiti con l'approssimazione delle ombre cinesi, assolutamente non strumentali allo sviluppo della trama. Forse l'obbiettivo era la descrizione del colore locale?
    Orbene a me tutta questa truppa ha fatto l'effetto di  rumore di fondo a copertura dell'assenza di contenuti.
    Uno sviluppo lento e privo di ritmo.
    Un senso dell'humor assolutamente non sincronizzato col mio (ammesso e non concesso che io ne abbia)

    Questo libro non mi ha intrattenuta, non mi ha divertita, non mi ha incuriosita, non mi ha messo alcuna aspettativa nelle fasi in cui viene svelato il presunto enigma (ehm... non ho nemmeno capito bene come siano effettivamente andate le cose, ma mi ha lasciato così indifferente che l'idea di rileggere le ultime pagine non mi sfiora neanche lontanamente)

    Sicuramente un problema mio, dal momento che continuo imperterrita a leggere cose che non sono il mio genere.
    "Mammeglio" evitare?
    O "Mammeglio" abbandonare?

    ha scritto il 

  • 4

    Io me lo sono letto d'un fiato, questo enigma satiresco che si svolge sotto i pini marittimi della costa toscana, in inverno, nella solitudine dei boschi, delle dune e delle burrasche che tutto spazza ...continua

    Io me lo sono letto d'un fiato, questo enigma satiresco che si svolge sotto i pini marittimi della costa toscana, in inverno, nella solitudine dei boschi, delle dune e delle burrasche che tutto spazzano, nascondono e rivelano. Una trama intricata, affollata da personaggi che si stampano nella mente, cinematografici, ma che popolano probabilmente anche i nostri ricordi. Si tratta di un giallo, con tanto di morti, amanti, psicolabili, macchiette, bambini e vecchi. Un pullulare di piccole menzogne, vigliaccherie, corna, cattiverie, frustrazioni e belle case, di una borghesia agiata che raramente manca nei racconti del duo Fruttero&Lucentini. Un libro corposo, ma che ti incuriosisce e ti invoglia alla lettura e finisce che anche tu senti le loro voci, l'aroma di salmastro, il solco tra i seni della ragazzi dai costumi facili e dai gusti difficili, il rombo delle Alfa e i lampeggianti dei carabinieri.
    Se lo trovate in qualche libreria dell'usato non fatevelo scappare.

    ha scritto il 

  • 4

    Unici

    Ironico, mai scontato e divinamente esilarante. Fruttero & Lucentini, con il loro pungente sguardo, raccontano uno spaccato dell'Italia di qualche anno fa ma sempre vivo. Una miriade di comparse, ogn ...continua

    Ironico, mai scontato e divinamente esilarante. Fruttero & Lucentini, con il loro pungente sguardo, raccontano uno spaccato dell'Italia di qualche anno fa ma sempre vivo. Una miriade di comparse, ognuno con il suo apporto decisivo ad una storia gialla che si snoda in curve e volute fino all'epilogo... e che epilogo!

    ha scritto il 

  • 4

    La ricetta delle zie

    Non hanno mai sbagliato un colpo, i grandissimi F&L, salvo l'orrendo "Italia sotto il tallone", peccato di autoesaltazione seguito al trionfo della Donna della domenica.

    Anche qui cucinano una pietanz ...continua

    Non hanno mai sbagliato un colpo, i grandissimi F&L, salvo l'orrendo "Italia sotto il tallone", peccato di autoesaltazione seguito al trionfo della Donna della domenica.

    Anche qui cucinano una pietanza da gran gourmet, con quel tocco di sapiente malinconia che, dietro ai tic e ai topoi della ricca borghesia che è loro terreno d'elezione, sfuma i contorni e fa indulgere alla comprensione e alla simpatia per i personaggi. Un trucco d'artista anche quello, s'intende, come la storia quasi parallela raccontata dai tarocchi.

    Dal punto di vista della trama è geniale: l'omicidio di Gimo potrebbe avere tanti moventi e tanti autori, mentre degli altri neanche si sa se siano stati commessi. Se ne parla, si discute, altre storie s'intrecciano e ci sviano ma senza creare confusione, semplicemente calandoci nella vita della Gualdana e del borgo.

    Insomma un libro che non si riesce a chiudere. Ineffabile lo stile disincantato e sornione e anche lezioso, ma sempre elegante e brillante.

    ha scritto il 

  • 3

    Più romanzo di costume che giallo

    La pineta della Gualdana, sul litorale della Maremma, nasconde un complesso di esclusive villette, seconde case di facoltosi e annoiati turisti: il sig. Monforti e la signora Neri, timidi innamorati; ...continua

    La pineta della Gualdana, sul litorale della Maremma, nasconde un complesso di esclusive villette, seconde case di facoltosi e annoiati turisti: il sig. Monforti e la signora Neri, timidi innamorati; una coppia di comici TV in crisi d’ispirazione; i sig. Zeme, lei gravemente depressa; il conte Delaude, maturo dongiovanni; due anziane amiche svizzere. E una pletora di coloriti personaggi locali. La vigilia di Natale, dopo una furiosa tempesta, il mare restituisce il cadavere di uno dei residenti, ucciso da un violento colpo alla tempia. E i signori Zeme sono scomparsi. Non sarà facile x il maresciallo Butti risolvere il caso, coadiuvato dal volonteroso sig. Monforti. Più romanzo di costume che giallo, la prima parte è dedicata alla descrizione, ironica e arguta, del microcosmo della Gualdana, e benché un po’ lenta e prolissa, specie nei richiami storici, riesce a tener desta l’attenzione, sebbene la trama sia quasi inesistente. Poi la storia prende una piega gialla, anche se l’espediente del geniale investigatore dilettante non è certo originale. La conclusione, forse, è un po’ deludente, basata più su ipotesi e supposizioni che su fatti concreti. Denominatore comune di quasi tutti i personaggi è la depressione, che porta la tormentata sig. Zeme a cambiare continuamente idea, ad alternare discorsi logorroici a un cupo mutismo, esasperante x chi le sta accanto. Monforti trova sollievo dall’angoscia dedicandosi alle indagini; il Romito, alle sue stravaganti recitazioni; Eladia, all’interpretazione delle carte. Romanzo a tratti autobiografico: la moglie di Fruttero soffrì di depressione x quasi tutta la vita, e Lucentini si suicidò. E nei comici Max & Fortini non è difficile individuare un’ironica raffigurazione degli autori. Troppe ipotesi, elucubrazioni, divagazioni, vicoli ciechi, rallentano però la storia, fino a sconfinare nella prolissità, rendendo a tratti la lettura esasperante, un tormentone infinito. Come la depressione, appunto.

    ha scritto il 

  • 4

    La sottrazione del brodo di coltura rappresentato da Torino toglie forse un po’di alimento alla consueta hylarotragedia medio-altoborghese ammannita da Fruttero e Lucentini. A patto di apprezzarne lo ...continua

    La sottrazione del brodo di coltura rappresentato da Torino toglie forse un po’di alimento alla consueta hylarotragedia medio-altoborghese ammannita da Fruttero e Lucentini. A patto di apprezzarne lo sviluppo un po’ lento e l’assoluta, incongrua stolidezza delle forze dell’ordine, questo Enigma comunque non delude e ripropone in fondo il tema giocoso del delitto in un gruppo chiuso di persone strizzando perfino un po’ l’occhio ad Agatha Christie.

    ha scritto il