Enrico V

Testo inglese a fronte

Di

Editore: Garzanti Libri

4.1
(282)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 270 | Formato: Altri

Isbn-10: 8811584698 | Isbn-13: 9788811584698 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere , Storia

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Descrizione del libro
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  • 0

    Per la breccia di Porta Pia [via Inghilterra]

    Sangue di Dio! alla breccia, cani che siete! Fatevi sotto,
    coglioni!

    [Atto III, scena II, 20-21]
    [Up to the breach]

    [Senza acredine, s'intende]

    ha scritto il 

  • 5

    Completata la lettura del quarto dramma storico che compone la quadrilogia chiamata "Enrieide" due cose mi sono ormai chiare: i drammi storici di Shakespeare (che sto trovando uno più bello dell'alt ...continua

    Completata la lettura del quarto dramma storico che compone la quadrilogia chiamata "Enrieide" due cose mi sono ormai chiare: i drammi storici di Shakespeare (che sto trovando uno più bello dell'altro) si devono leggere in ordine cronologico. Ordine cronologico non di scrittura ma di successione storica dei vari sovrani, altrimenti si perde quella meravigliosa unità di fondo che lega l'uno all'altro le vicende narrate nei singoli drammi.

    La seconda cosa è che anche quando racconta una vicenda apparentemente molto lineare come nel caso di Enrico V che, banalizzando, potrebbe essere riassunta nelle tre parole "veni, vidi vici" (decisione di far la guerra alla Francia, spedizione in Francia, battaglia di Agincourt e vittoria finale) in realtà in ogni dramma c'è una tale complessità di livelli di analisi che rinuncio a priori ad accennarne anche solo qualcuno, qui.

    "Oh, per una Musa di fuoco, capace di ascendere
    al risplendente empireo dell'Invenzione:
    un regno per palcoscenico, principi per attori,
    e monarchi, a spettatori di un dramma grandioso!
    Allora sì che, da par suo, il battagliero Harry
    sarebbe un Marte personificato, ed alle sue calcagna,
    tenuti a freno come dei segugi, Ferro, Fuoco e Fame
    s'acquatterebbero, cupidi d'azione. Ma perdonate, pubblico cortese,
    la scarsa, incerta ispirazione di chi ebbe l'ardire,
    su questa indegna impalcatura, di portare in scena
    sì epica vicenda."
    (dal Prologo dell'Atto I)

    Più leggo Shakespeare e più rimango deliziata dalla bellezza e dalla musicalità della scrittura, che si percepisce in pieno anche in traduzione, ma rimango anche stupefatta dalla straordinaria modernità dei contenuti.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere Enrico V è una sfida e una gioia.
    Vedere il film di Branagh un'emozione che scatena i brividi in ogni nervo del tuo corpo.
    Credevo che l'incitamento di Gibson in Braveheart fosse il migliore m ...continua

    Leggere Enrico V è una sfida e una gioia.
    Vedere il film di Branagh un'emozione che scatena i brividi in ogni nervo del tuo corpo.
    Credevo che l'incitamento di Gibson in Braveheart fosse il migliore mai scritto. Ma non avevo ancora letto questi:
    "La selvaggina è qui, seguite l'impulso, e mentre caricate gridate: "Dio è con Enrico, l'Inghilterra e San Giorgio!"
    "Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello, e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata, e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui, e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!"

    ha scritto il 

  • 5

    Ovvero quando il Principe Hal molla amici e combriccola, taverne e bordelli, e finalmente diventa re. King Henry V.

    Ma Shakespeare inganna ancora una volta e se all'apparenza il dramma è un pretesto ...continua

    Ovvero quando il Principe Hal molla amici e combriccola, taverne e bordelli, e finalmente diventa re. King Henry V.

    Ma Shakespeare inganna ancora una volta e se all'apparenza il dramma è un pretesto per raccontarci la famosa disfatta francese ad Agincourt, esaltando il patriottismo inglese, se andiamo a fondo c'è molto, tantissimo di più.
    E' la storia di un re non ancora re, di un giovane che si ritrova ad interpretare un ruolo senza sapere bene come fare. Vuoi che se n'è fregato le mani fino al giorno prima, vuoi che pure il padre, Enrico IV, re non doveva essere, ma il trono se l'è preso dal cugino, Riccardo II.
    Così Enrico V, da solo, deve imparare la lezione. E decide che vuole conquistare il trono di Francia per affermarsi. E iniziamo a conoscerlo. Scopriamo che ha causato la morte di Falstaff, padre putativo, tramite il ripudiamento alla fine dell'Enrico IV. Che fa giustiziare alcuni nobili, amici suoi (anche se suò padre l'aveva messo in guardia nel dramma precedente), perchè hanno complottato alle sue spalle. Che si dimostra regale e cavalleresco incitando i suoi soldati "ancora una volta nella breccia, cari amici, ancora una volta!". E poi che minaccia il governatore della cittadina di Halfleur intimandogli di lasciarlo passare, pena lo stupro delle donne, l'uccisione degli uomini tramite spaccamento crani e addirittura prospettandogli l'omicidio degli infanti esponendoli poi su delle picche affilate.

    Enrico che non è allora quel re che l'Inghilterra vuole farci credere, ma che Shakespeare, grande conoscitore di sentimenti, ci racconta come prode, coraggioso, sicuramente, ma anche confuso e capace di farsi uscire di bocca un discorso che di cavalleresco poco ha (discorso che Laurence Olivier tagliò di netto nel suo film, mentre Kenneth Branagh lo inserì comunque, lode a lui e al suo meraviglioso film).
    E poi ci sarebbe quell'altro discorso, quello che ha reso celebre il dramma in tutto il mondo, che è famoso senza saperlo. Si, perchè se Shakespeare non avesse già gettato le basi per il teatro, possiamo dire che pure nel cinema ha messo mano. Quello che pronuncia Enrico ai suoi soldati prima della battaglia, il celebre Discorso di San Crispino, "noi pochi, ma felici, noi banda di fratelli" non è altro che il modello di tutti i discorsi pre battaglia che abbiamo letto o visto da qui in poi. Tutti, da Il Gladiatore a Braveheart a tutti quelli che vi possono venire in mente.

    Dramma sull'affermazione di un re, pro o contro la guerra (questo solo registi e attori che lo mettono in scena possono deciderlo), Shakespeare ama confonderci. Ma per chiudere in bellezza ci regala una scena bellissima, lontana dal sangue e i morti della battaglia appena avvenuta: il corteggiamento di Katherine di Valois da parte di Enrico. Lei capisce poco l'inglese, lui parla poco francese. Una scenetta deliziosa insomma per chiudere in bellezza uno dei capolavori più massimi di Shakespeare. Da leggere e rileggere. E da vedere ovviamente.

    Videorecensione dal mio canale:
    http://youtu.be/xWlste7TYM0

    ha scritto il 

  • 5

    Ti chiami William Shakespeare se, passati quattrocento anni dalla pubblicazione della tua opera, Hollywood ancora non si è stancata di copiarti la scena del "discorso epico ai seguaci prima della batt ...continua

    Ti chiami William Shakespeare se, passati quattrocento anni dalla pubblicazione della tua opera, Hollywood ancora non si è stancata di copiarti la scena del "discorso epico ai seguaci prima della battaglia decisiva"...senza peraltro riuscire mai a migliorarla.

    This story shall the good man teach his son,
    And Crispin Crispian shall ne'er go by
    From this day to the ending of the world,
    But we in it shall be remembered,
    We few, we happy few, we band of brothers.
    For he today that sheds his blood with me
    Shall be my brother; be he ne'er so vile,
    This day shall gentle his condition.
    And gentlemen in England now abed
    Shall think themselves accursed they were not here,
    And hold their manhoods cheap whiles any speaks
    That fought with us upon Saint Crispin's Day.

    ha scritto il 

  • 3

    Guerra, morte e tradimenti

    Opera teatrale seguito dell'Enrico IV: il giovane Hal (come lo appellava Falstaff) diventa Enrico V, mostra una maturità regale e affronta e sconfigge i francesi, guadagnandone il diritto ad ereditare ...continua

    Opera teatrale seguito dell'Enrico IV: il giovane Hal (come lo appellava Falstaff) diventa Enrico V, mostra una maturità regale e affronta e sconfigge i francesi, guadagnandone il diritto ad ereditare la corona di Francia.... non tra le migliore opere del bardo: troppi temi e troppi personaggi, per quanto alcuni fulminanti e geniali (tra tutti Pistola) - ho avuto nostalgia di Falstaff (la cui morte è annunciata in poche righe) e mi sono perso tra i tanti valorosi cavalieri....

    ha scritto il 

  • 5

    Non c'è molto da dire. Ogni opera di Shakespeare merita le quattro stelle. Se potessi darne cinque, però, non le destinerei ad Enrico V. Ho sempre considerato il corpus delle opere di Shakesperae come ...continua

    Non c'è molto da dire. Ogni opera di Shakespeare merita le quattro stelle. Se potessi darne cinque, però, non le destinerei ad Enrico V. Ho sempre considerato il corpus delle opere di Shakesperae come un organismo fisiologicamente concepito, con organi e arterie, liquidi e umori. Una specie di visione olistica della letteratura; stasera mi sento molto new age. Devendra bernhart docet.

    ha scritto il