Ensaio sobre a cegueira

Por

Editor: Companhia das Letras

4.4
(11350)

Language: Português | Number of Páginas: 312 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Spanish , Catalan , Chi traditional , German , Italian , French , Dutch , Swedish

Isbn-10: 8571644950 | Isbn-13: 9788571644953 | Data de publicação: 

Também disponível como: Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Social Science

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Descrição do livro
Um motorista parado no sinal se descobre subitamente cego. É o primeiro caso de uma 'treva branca' que logo se espalha incontrolavelmente. Resguardados em quarentena, os cegos se perceberão reduzidos à essência humana, numa verdadeira viagem às trevas.'O Ensaio sobre a cegueira' é a fantasia de um autor que nos faz lembrar 'a responsabilidade de ter olhos quando os outros os perderam'. José Saramago nos dá, aqui, uma imagem aterradora e comovente de tempos sombrios, à beira de um novo milênio, impondo-se à companhia dos maiores visionários modernos, como Franz Kafka e Elias Canetti.
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  • 2

    Francamente, sono rimasta delusa da questo libro, mi aspettavo che il messaggio di cui si fa portavoce venisse trasmesso in modo totalmente diverso. Saramago, attraverso un racconto duro e violento pe ...continuar

    Francamente, sono rimasta delusa da questo libro, mi aspettavo che il messaggio di cui si fa portavoce venisse trasmesso in modo totalmente diverso. Saramago, attraverso un racconto duro e violento per certi aspetti, cerca di rappresentare l'impoverimento morale dell'uomo moderno, ma in un'alternanza di realismo da un lato e di brevi sentenze filosofiche dall'altra, tale che alla fine mi hanno dato l'idea di un moralismo molto spiccio, fine a se stesso, all'interno di una narrazione che, in modo quasi ossessivo secondo me, diventa un puro elenco di immagini crude e di violenze.

    dito em 

  • 5

    Cecità di José Saramago

    LIBRO DEL MESE DI GIUGNO 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11284.html

    SINOSSI
    In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'insp ...continuar

    LIBRO DEL MESE DI GIUGNO 2016
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11284.html

    SINOSSI
    In un tempo e un luogo non precisati, all'improvviso l'intera popolazione diventa cieca per un'inspiegabile epidemia. Chi è colpito da questo male si trova come avvolto in una nube lattiginosa e non ci vede più. Le reazioni psicologiche degli anonimi protagonisti sono devastanti, con un'esplosione di terrore e violenza, e gli effetti di questa misteriosa patologia sulla convivenza sociale risulteranno drammatici. I primi colpiti dal male vengono infatti rinchiusi in un ex manicomio per la paura del contagio e l'insensibilità altrui, e qui si manifesta tutto l'orrore di cui l'uomo sa essere capace. Nel suo racconto fantastico, Saramago disegna la grande metafora di un'umanità bestiale e feroce, incapace di vedere e distinguere le cose su una base di razionalità, artefice di abbrutimento, violenza, degradazione. Ne deriva un romanzo di valenza universale sull'indifferenza e l'egoismo, sul potere e la sopraffazione, sulla guerra di tutti contro tutti, una dura denuncia del buio della ragione, con un catartico spiraglio di luce e salvezza.

    RECENSIONE
    Questo libro mi ha lasciata sbigottita, costernata e con un malessere allo stomaco indescrivibile. Scrittura semplice, scorrevole, però, a volte, era necessario tornare indietro per i dialoghi, separati solo da una virgola, per riprendere e capire chi parlava e chi rispondeva. I personaggi non avevano identità erano descritti come dei totali sconosciuti (es. "il primo cieco", "la ragazza con gli occhiali", "la moglie del medico", ecc.).

    Per me nel complesso è stata una vera e propria rivelazione; l'allegoria usata da Saramago fa capire benissimo l'indifferenza del mondo. Nell'insieme mi è piaciuto molto anche se leggerlo è stata una vera impresa, perché tanta crudeltà, cattiveria, ferocia fanno PAURA.

    Oggi tutti noi siamo consapevoli di vivere in un mondo pieno di egoismo, cinismo, di crudeltà; siamo tutti alla ricerca di cose materiali nuove, impossibili, che diano un barlume di felicità; cerchiamo ad ogni costo di ottenere quello che vogliamo giusto o sbagliato che sia; pensiamo che le persone siano di nostra proprietà come gli oggetti.

    Saramago ha centrato in pieno questo nuovo mondo che gìà dagli anni novanta dava segni di forti cambiamenti, rispetto a quanto vissuto dai nostri nonni o genitori, i quali uscivano vincitori da una guerra mondiale con tanta voglia di dimenticare le orribili realtà vissute e con tantissima voglia di ricominciare a costruire una nuova vita, uniti tutti insieme, per "fondare" un nuovo mondo. C'era più altruismo, amore, fraternità; oggi ormai questa situazione si è rovesciata, viviamo in un mondo tutto nostro, con la paura di chi ci sta intorno.

    La crudeltà di alcune scene mi hanno molto impressionato, però mettono in risalto "l'animale feroce" che c'è nell'essere umano.

    Solamente un personaggio, "la moglie del medico", non diventa cieca, viene graziata perché si mette a disposizione per il bene altrui, soprattutto di suo marito; certo anche lei privata di ogni dignità, maltrattata nel profondo dei sentimenti, violentata in modo oltraggioso, tira fuori il suo orgoglio e la sua ferocia e commette un delitto per ripagare del male subito sia per lei sia per le sue compagne. E' lei alla fine la vera protagonista della storia; è lei che aiuta non solo suo marito ma anche il resto del gruppo, gli amici di "camerata" del manicomio. E' lei che capisce per prima che rinchiusi come bestie avevano perso totalmente l'identità ed ogni valore, tutto per la sopravvivenza; infatti continua ad aiutare il suo gruppo fino a quando non ritorna il sereno. Finale tranquillo e scontato, solo che mi sono chiesta: "Dopo quella brutta esperienza, come sarà la vita del gruppo?" Saramago fa capire qualcosa su loro futuro, ma non esplicitamente, quindi tutto può succedere.

    Per me premio Nobel super meritato e consiglio vivamente la lettura di questo libro, perché comunque spinge il lettore a mettersi in discussione e ragionare.

    RECENSIONE A CURA DI BRUNY

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

    dito em 

  • 4

    Una lettura emotivamente difficile.

    Questo libro è intenso, scritto benissimo anche se a tratti un pochino lento, dopo la metà è impossibile posarlo. Mi è piaciuto davvero moltissimo!

    dito em 

  • 5

    Siamo ciechi nell'animo?

    Cecità è un libro scritto dal narratore, poeta, drammaturgo, giornalista e critico letterario José Saramago. Il libro viene pubblicato nel 1995 in Portogallo, patria dello scrittore, e nel 1996 in Ita ...continuar

    Cecità è un libro scritto dal narratore, poeta, drammaturgo, giornalista e critico letterario José Saramago. Il libro viene pubblicato nel 1995 in Portogallo, patria dello scrittore, e nel 1996 in Italia. Nel 1998 gli verrà assegnato il Premio Nobel per la letteratura.

    In una città senza nome è una giornata come tutte le altre. Le strade sono piene di traffico, un automobilista in fila aspetta che la luce del semaforo da rossa diventi verde. D’improvviso però tutto, per quell’uomo, diviene bianco: non ci vede più. Preso dal panico per la nuova e inaspettata condizione , viene aiutato a tornare a casa da un falso benefattore. Il primo cieco, così lo conosceremo per l’intera storia, si recherà assieme alla moglie da un oculista per cercare spiegazioni di questa improvvisa cecità. Il medico, però, non riscontra nessuna anomalia negli occhi del paziente: dovrebbe vederci alla perfezione ma non è così.Questa cecità è strana non solo perché non presenta alcun sintomo e arriva all’improvviso, ma soprattutto perché immerge il paziente nel bianco totale. Il medico privo di risposte, rimanda a casa l’uomo. Quella stessa sera anche il dottore diverrà cieco. Questi non saranno due casi isolati, “il male bianco” prenderà le sembianze di un’epidemia. Il Governo, per cercare di arginare quest’emergenza, internerà i contagiati e i presunti contaminati in un ex manicomio.
    Ma non tutti vengono colpiti dalla cecità: la maglie del dottore sarà l’unica vedente in un mondo di non vedenti. Ella, però, per restare vicino al marito si fingerà cieca per essere internato con lui. La quarantena non sarà facile, di fatti se inizialmente le scorte di cibo arrivano con regolarità, con il passare del tempo vengono sempre meno: questo perché la cecità non ha risparmiato nessuno, ha colpito l’intero paese.
    La moglie del medico, che possiamo considerare senza alcun dubbio la protagonista, sarà vittima ma allo stesso tempo carnefice, testimone della crudeltà e della cattiveria del genere umano. Il paese a causa della cecità cadrà del degrado totale, ma quando tutto sembrerà esser perduto ecco che il primo cieco riacquisterà la vista e così tutti gli altri.

    Cecità è un libro che di certo non lascia indifferenti. Attraverso l’espediente dell’improvvisa perdita della vista, Saramago riesce ad inquietare il lettore. La narrazione è così incalzante e viva che molte volte avremo noi stessi paura di diventare improvvisamente ciechi. La cecità di cui avremo molta paura non sarà tanto quella fisica, ma quella dello spirito: il romanzo non fa altro che descrivere la terribile guerra del tutti contro tutti. I personaggi non solo perdono la vista, ma diventano ciechi nell’animo e nelle emozioni. La terribile e comune sorte non fa altro che accrescere il senso di sfiducia, egoismo, cattiveria e indifferenza che albergano nell’uomo. Pur di sopravvivere si è disposti a tutto: la solidarietà, il senso di unione e coesione sociale sembrano essersi persi nella confusione generale.
    Saramago getta il lettore in uno scenario apocalittico: persone cieche abbandonate a loro stesse, lasciate soprattutto in balia dei loro più bassi sentimenti. Il bene e il male non si sa più cosa siano; cosa sia giusto e cosa sia sbagliato ormai non lo sa più nessuno. Tutto sembra essere guidato da un’unica e sola legge: quella del più forte.
    Un unico barlume di speranza è portato avanti dalla moglie del dottore, l’unica che, in un mondo di ciechi, riesce ancora a vedere. In lei ho visto il germoglio della speranza, dell’amore e della solidarietà, anche se molte volte le situazioni l’hanno costretta a fare i conti con azioni che in una normale condizione non avrebbe mai pensato di fare.
    Il libro non si presenta come una lettura leggera, anzi, a mio parere, dovrebbe esser letto con molta calma prendendosi tutto il tempo necessario. Cecità è un ottimo punto di partenza per riflettere su come e su quanto, pur essendo umani dotati di vista, in realtà il più delle volte non vediamo.

    dito em 

  • 5

    L'autore crea un espediente per modificare la realtà – in questo caso una improvvisa inspiegabile e dilagante epidemia di cecità “bianca” – e seguire il comportamento dei propri personaggi, nei loro t ...continuar

    L'autore crea un espediente per modificare la realtà – in questo caso una improvvisa inspiegabile e dilagante epidemia di cecità “bianca” – e seguire il comportamento dei propri personaggi, nei loro tentativi di adattarsi a questa nuova situazione.

    Ma non sarà un freddo osservatore. Nei panni del narratore, egli sarà molto presente, descriverà, spiegherà, esprimerà comprensione e compassione per i personaggi.

    Sarà con loro. Anche lo stile di scrittura, compatto, visivamente omogeneo, con la punteggiatura ridotta al minimo, sembra studiato appositamente per creare nel lettore lo stesso senso di smarrimento ed isolamento che i suoi personaggi provano. Con la sua stupenda tecnica vi farà sentire come loro, immersi in quel “mare di latte”, più inquietante e anomalo di una semplice tenebra e dentro il quale solo ciò che è a portata di tatto e di memoria, è conosciuto. Se non vi sentirete ciechi, sono sicuro che almeno in una manciata di casi, noterete la vista annebbiarsi.

    I protagonisti stessi, non avranno alcun nome, ma saranno identificati per quello che fanno o per le caratteristiche più salienti che avevano, quando ancora si potevano vedere reciprocamente. Quindi avremo: il medico, la moglie del medico, il primo cieco, la ragazza con gli occhiali scuri, il vecchio con la benda, e via dicendo.

    dito em 

  • 5

    Cosa succederebbe se all'improvviso diventassimo tutti ciechi? Un romanzo sconvolgente che analizza la labilità degli equilibri della massa umana, basta un evento imprevisto per trasformare la coopera ...continuar

    Cosa succederebbe se all'improvviso diventassimo tutti ciechi? Un romanzo sconvolgente che analizza la labilità degli equilibri della massa umana, basta un evento imprevisto per trasformare la cooperazione in competizione, l'altruismo in egoismo, il raziocinio in istinto animale. In questo caso l'evento è estremizzato, ma se pensiamo agli accaparramenti selvaggi accaduti in seguito a notizie lontanamente catastrofiche, il concetto passa, eccome. Pagine dense di angoscia, commozione, disperazione. E come scrive Saramago...era il mio primo, non sarà l'ultimo.

    dito em 

  • 3

    Cecità

    Un vero incubo, mi ha agitata moltissimo l'ho finito ed ero quasi esausta, mi sentivo dentro ad un terribile inferno. Scritto molto bene, il tema è delicato, le metafore numerose, mette in mostra la c ...continuar

    Un vero incubo, mi ha agitata moltissimo l'ho finito ed ero quasi esausta, mi sentivo dentro ad un terribile inferno. Scritto molto bene, il tema è delicato, le metafore numerose, mette in mostra la crudeltà dell'essere umano, uno spirito senza nessuna forma di altruismo, un'apocalisse dove tutti per la paura diventano bestie feroci che si mordono.

    dito em 

  • 5

    Metafora della condizione umana sulla differenza tra guardare e vedere (vedersi), sulla parola e l'oggetto del pensiero e del sentire.

    Come avete vissuto da quando è iniziata l’epidemia?
    Siamo usciti dalla segregazione tre giorni fa
    Ah, siete tra quelli che hanno messo in quarantena…
    Si
    E’ stata dura?
    A dir poco
    Orribile?
    Lei è uno s ...continuar

    Come avete vissuto da quando è iniziata l’epidemia?
    Siamo usciti dalla segregazione tre giorni fa
    Ah, siete tra quelli che hanno messo in quarantena…
    Si
    E’ stata dura?
    A dir poco
    Orribile?
    Lei è uno scrittore, come ha detto poco fa ha l’obbligo di conoscere le parole, dunque sa che gli aggettivi non servono a niente, se una persona ne ammazza un’altra, per esempio, sarebbe meglio enunciarlo così, semplicemente, e confidare che l’orrore dell’atto, di per sé, fosse tanto scioccante dal dispensarci dal dire che è stato orribile…
    Vuol dire che abbiamo parole in più?
    Voglio dire che abbiamo sentimenti in meno.
    Oppure ce li abbiamo, ma non usiamo più le parole che potrebbero esprimerli
    E dunque li perdiamo (i sentimenti).

    (da Cecità di Josè Saramago, 1995)

    dito em 

  • 5

    "Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono."
    Questa citazione, probabilmente la più nota di questo romanzo, riassume in poche parole la denuncia che Saramag ...continuar

    "Non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che, pur vedendo, non vedono."
    Questa citazione, probabilmente la più nota di questo romanzo, riassume in poche parole la denuncia che Saramago ha voluto fare con il suo Saggio sulla cecità. L'indifferenza dell'essere umano nei confronti dei propri simili può essere così totale da essere assimilata in tutto alla cecità.
    In questo romanzo in cui non esiste luogo, non esiste un tempo, non esistono nomi propri e non esistono più ruoli, il protagonista diventa l'essere umano con tutte le sue cattiverie, le sue debolezze e malignità, ma anche con i suoi atti di coraggio e umanità.
    Questo è un romanzo disturbante, ma di quelli da cui è bene farsi disturbare di tanto in tanto.

    dito em 

  • 3

    Letto per senso del dovere

    Ho letto questo libro dopo una recensione del giornalista Scanzi che ne parlava alla Scuola Holden per fare esempi delle capacità degli autori.
    Avevo letto altre recensioni sulla durezza di questa let ...continuar

    Ho letto questo libro dopo una recensione del giornalista Scanzi che ne parlava alla Scuola Holden per fare esempi delle capacità degli autori.
    Avevo letto altre recensioni sulla durezza di questa lettura e devo confermare che è un bel pugno nello stomaco e solo superata ampiamente la metà sono riuscita a decidere di concludere questo racconto che va alla ricerca delle miserie umane e alla forza delle speranze e della voglia di vivere.
    Non so se ho compreso il significato e il senso che Saramago voleva comunicare, ma sono stata felice di chiudere l'ultima pagina per uscire da questo incubo che si conclude in maniera repentina.

    dito em 

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