Eva dorme

Di

Editore: Mondadori

4.0
(516)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese

Isbn-10: 8804600055 | Isbn-13: 9788804600053 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo , Storia

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Descrizione del libro
Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l'aria pungente e dolce dell'aprile altoatesino sa di neve e di resina. All'improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l'ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni Sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l'amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita Eva, la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida. Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell'Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della Prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all'Italia, e Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare. Gli anni di sangue della Seconda guerra mondiale e dell'Opzione, l'accordo stretto tra Hitler e Mussolini per cui gli altoatesini di lingua tedesca sarebbero dovuti emigrare nella Germania nazista, salvo poi, tornati in Italia, diventare il bersaglio del disprezzo di chi, pur volendolo, non aveva fatto in tempo a partire. Fino agli anni Sessanta e Settanta, stagione di bombe e di stragi ma anche della voglia di ricominciare a vivere, di dondolarsi a ritmo di swing: un pugno d'anni in cui Gerda ed Eva hanno formato insieme a Vito una famiglia. Che cosa ne è stato di quel grande, forse impossibile amore? Perché Vito, che amava Eva come una figlia, non le ha più fatto sapere nulla di sé? Per Eva è arrivato il momento di sapere. Solo così il suo sonno potrà tornare a essere profondo come quando era bambina. Orchestrando con mano sicura fatti e personaggi, Francesca Melandri ha scritto un romanzo potente, risonante di echi e suggestioni, che si distende in adagi solenni e maestosi e sa accendersi in allegri briosi e sorridenti. La storia di una terra orfana di patria, di una bambina senza padre, e di un amore struggente. Sono pagine che con lucidità e passione danno voce al racconto vero dell'Alto Adige, per anni rimosso e seppellito, e che noi italiani - così vicini, così lontani - forse non abbiamo mai veramente conosciuto.
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  • 5

    "Ti senti più italiana o tedesca?"

    La lettura di "Eva dorme" è stata per me un flash-back nella mia storia personale. Ho vissuto tutta la mia infanzia e tutta la mia adolescenza a una trentina di chilomentri da dove si svolge la vicend ...continua

    La lettura di "Eva dorme" è stata per me un flash-back nella mia storia personale. Ho vissuto tutta la mia infanzia e tutta la mia adolescenza a una trentina di chilomentri da dove si svolge la vicenda raccontata e sono esattamente coetaneo di Eva. Le analogie finiscono qui.

    Perchè io ero dell'altra parte, quella italiana. Quella che non ha mai voluto capire i "crucchi", quella che si ostinava a dire "il confine è al Brennero"; quella che non ha mai voluto imparare il tedesco, quella che oggi si sente e si proclama vittima. Io ero tra i bambini delle case ferrovieri, che non giocavano mai e dico mai, con i bambini tedeschi. Io ero piccolo, ma in casa c'era la paura delle bombe e tutto il processo dell'autonomia è stato vissuto come un sopruso. Ripeto, non si è mai cercato di capire le ragioni degli altri. Certo, l'autonomia altoatesina ha dei grossi difetti, il doversi dichirarare appartenente a un gruppo linguistico determina i rapporti numerici del cosidetto sistema proporzionale, in base al quale case popolari, posti pubblici ecc. vengono attribuiti non in base al merito ma in base al rapporto numerico (in quest'ufficio ci devono essere 3 tedeschi e un italiano, e non è una barzelletta). Tuttavia ha evitato veramente il deterioramento, che poteva essere realmente pericoloso, dello scontro tra le due popolazioni.
    Allontanandomi dall'Alto Adige e con la maggiore consapevolezza, sono riuscito a liberarmi dei rigidi schemi nei quali sono cresciuto e comprendo in pieno l'atteggiamento sudtirolese. Ben vengano quindi opere come questa che possono aprire gli occhi a tutti i miei connazionali che, come ho letto anche su Anobii, ammettono di non conoscere niente della storia della regione dove magari trascorrono le vacanze. Ben venga "Eva dorme", cui si possono tranquillamente perdonare alcuni errori di ambientazione, che non scalfiscono la credibilità della storia. Mi è sembrato strano che un lavoro del genere venisse da un'italiana che, leggo dalle note biografiche, ha trascorso solo una quindicina d'anni in Alto Adige. Ma certo i Sudtirolesi non amano parlare della loro storia recente. La Gruber, di cui ho ammirato il coraggio che ha avuto nell'affronatre il tema delle opzioni, si è fermata alla Seconda Guerra Mondiale. Aspetto il suo lavoro sugli anni del terrorismo e del pacchetto dell'autonomia.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo aver letto questo libro ho dovuto ammettere che del Sudtirolo non sapevo davvero nulla! Il romanzo è scritto in modo semplice e scorrevole; la storia è quella di una famiglia altoatesina dalla pr ...continua

    Dopo aver letto questo libro ho dovuto ammettere che del Sudtirolo non sapevo davvero nulla! Il romanzo è scritto in modo semplice e scorrevole; la storia è quella di una famiglia altoatesina dalla prima guerra mondiale ai nostri giorni, narrata dalla giovane Eva, nostra contemporanea, mentre viaggia da Bolzano a Reggio Calabria e non dico perché per evitare spoiler!). Il racconto di Eva mi ha regalato un pezzo ignoto di storia d’Italia, di soprusi, di sofferenze, di povertà, di lavoro e di dignità. Mi è piaciuto moltissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia dell'Alto Adige/Sudtirol dal 1919 a oggi (della quale si sa veramente poco) con cui si intreccia la storia di Gerda, di Eva e di tutta la loro famiglia. E in questa cornice Francesca Melandr ...continua

    La storia dell'Alto Adige/Sudtirol dal 1919 a oggi (della quale si sa veramente poco) con cui si intreccia la storia di Gerda, di Eva e di tutta la loro famiglia. E in questa cornice Francesca Melandri trova il modo di parlare di amore e di passione, di omosessualità (con molta delicatezza), di povertà, di emigrazione, di imprenditorialità. Un libro ricco di intensità.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di Eva nella storia di una regione di frontiera

    É un libro davvero emozionante e coinvolgente. Eva, giovane donna altoatesina/sudtirolese, compie un viaggio lungo l'Italia per raggiungere Vito, che per lei é stato una sorta di padre. E intanto ci v ...continua

    É un libro davvero emozionante e coinvolgente. Eva, giovane donna altoatesina/sudtirolese, compie un viaggio lungo l'Italia per raggiungere Vito, che per lei é stato una sorta di padre. E intanto ci vengono raccontate le vicende della famiglia Huber, in particolare di Gerda, la madre di Eva, inserite nella grande storia dell'AltoAdige/Sudtirolo. É la scoperta di un'identità di frontiera da parte di una giovane donna che ama il suo paese, pur rimanendo vittima di una visione del mondo chiusa e bigotta (così ci fa pensare la Melandri, anche se francamente, mi sembra che la scrittrice abbia calcato un po' troppo la mano su questo oscurantismo). Pur con qualche eccesso, é comunque proprio un bel libro!

    ha scritto il 

  • 4

    Delicato come una bimba che dorme.
    Ed Eva dorme.
    Romanzo che mette in risalto una pagina della nostra storia ai più (compreso me onestamente) sconosciuta come la questione altoatesina.
    Unica pecca, fo ...continua

    Delicato come una bimba che dorme.
    Ed Eva dorme.
    Romanzo che mette in risalto una pagina della nostra storia ai più (compreso me onestamente) sconosciuta come la questione altoatesina.
    Unica pecca, forse, il finale un pò affrettato, ma per il resto da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    da Scusate, devo andare a leggere

    Se il buongiorno si vede dal mattino, il mio 2016 può essere un anno di grandi letture.
    L'ho cominciato per caso, era tanto che l'avevo sul Kindle ma non mi aveva mai "chiamata". Forse perché sulla qu ...continua

    Se il buongiorno si vede dal mattino, il mio 2016 può essere un anno di grandi letture.
    L'ho cominciato per caso, era tanto che l'avevo sul Kindle ma non mi aveva mai "chiamata". Forse perché sulla questione sudtirolese avevo tanto amato Eredità di Lilli Gruber.
    Lo sfondo storico culturale è lo stesso, per quanto il romanzo della Melandri abbracci un arco cronologico più ampio e arrivi a toccare eventi a noi vicini, e mi sono di nuovo stupita di quanto noi giovani siamo, su certe cose, profondamente ignoranti. Prima di leggere i due romanzi, non avevo mai sentito parlare della questione Sudtirolese, della cosiddetta Opzione, della difficoltà - e della frustrazione - che provava chi era di madrelingua tedesco a esprimersi in italiano. Difficoltà che oggi come oggi posso capire al 100%.

    Continua a leggere qui: http://devoandarealeggere.blogspot.de/2016/01/eva-dorme-di-francesca-melandri.html

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro meraviglioso, scorrevole e curato. Ritengo che meriti una maggiore considerazione e si possa pargonare per bellezza alle più famose opere del suo genere. E' un romanzo storico che tratta d ...continua

    E' un libro meraviglioso, scorrevole e curato. Ritengo che meriti una maggiore considerazione e si possa pargonare per bellezza alle più famose opere del suo genere. E' un romanzo storico che tratta della questione altoatesina, ma che narra in generale delle diversità presenti nella società, non solo linguistiche. I protagonisti ci mostrano le difficoltà di rapporto tra maggioranza di lingua tedesca rispetto a una minoranza italiana di una zona, in un paese a stragrande maggioranza italiana. Non solo parla della minoranza (di potere) femminile, dell'emarginazione delle ragazze madri, della minoranza omosessuale. Le figure centrali la protagonista (figlia) e sua madre ci raccontano gli avvenimenti, le loro emozioni e possiamo capire la psicologia delle varie persone che vengono coinvolte. E' un intrecccio di un viaggio attraverso il tempo fatto di ricordi della madre, e di uno nello spazio fatto dalla figlia che attraversa tutta l'Italia. I dettagli storici sono molto curati e ci permette di imparare la storia del nostro paese.

    ha scritto il 

  • 0

    Insegnate loro un minimo di stile letterario e affiancate loro degli storici

    L'ennesima riprova del fatto che gli editori pubblichino qualunque cosa poichè il livello del pubblico è quel che è.Non può spiegarsi altrimenti un modo di scrivere così pietoso.
    Mollato dopo 123 pagi ...continua

    L'ennesima riprova del fatto che gli editori pubblichino qualunque cosa poichè il livello del pubblico è quel che è.Non può spiegarsi altrimenti un modo di scrivere così pietoso.
    Mollato dopo 123 pagine(su 344)causa eccesso di tendenza al pietismo/buonismo lacrimevole oltremisura quando ancora di questione altoatesina ancora non si parla.
    Rimanendo in campo storico(sembrerebbe essere questo lo scopo del romanzo),avrei dovuto restituirlo alla biblio quando già alla quarta pagina la genia scrive che-in sede di trattative di pace-l'Alto Adige fu un regalo della Francia quale dispetto da fare agli austriaci!
    Alla scenegggiatrice televisiva bisognerebbe tenere ampia lezione di scienze politiche(oltre che,ribadisco,di storiografia).
    Ed alla frase successiva si supera:
    "Eppure l'Italia,si ritrovò come bottino inaspettato,dopo una guerra vinta non certo sul campo,quel lembo di Alpi"...
    Monarchi,governi e stati maggiori-stante l'assoluto immobilismo dei fronti-compresero che il blocco vincente sarebbe stato quello che avrebbe avuto maggiori risorse economiche e materie prime;La prima guerra le cui sorti si sarebbero decise prima in borsa e al mercato che sul fronte.
    Un fronte sul quale tedeschi e austroungarici giunsero militarmente sfiniti:non un caso se,sfondate le linee sul Piave,gli austroungarici chiesero immediatamente l'armistizio e la settimana successiva i tedeschi;Non averlo chiesto,avrebbe comportato una marcia trionfale sino a Vienna per gli italiani e a Berlino per francesi,inglesi e statunitensi.
    Se questa è la misura del livello storico per quanto riguarda il cuore del romanzo ...
    Insegnare agli italiani la storia attraverso la saggistica,grazie.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro cattivo, che ti lascia lacrime negli occhi e mille pensieri sulla tua vita, su ciò che poteva essere e non è stato per l'imponderabile legge del caos.
    E' un libro di storia, ed è un libro ...continua

    E' un libro cattivo, che ti lascia lacrime negli occhi e mille pensieri sulla tua vita, su ciò che poteva essere e non è stato per l'imponderabile legge del caos.
    E' un libro di storia, ed è un libro di storie.
    Scritto divinamente, ricco di emozioni e descrizioni.
    Capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Le vicende di Gerda e di sua figlia Eva non sono le più brillanti e avvincenti che abbia mai letto.
    Ma sono un pretesto per raccontare mezzo secolo di storia alto atesina, dall'annessione al regno d'I ...continua

    Le vicende di Gerda e di sua figlia Eva non sono le più brillanti e avvincenti che abbia mai letto.
    Ma sono un pretesto per raccontare mezzo secolo di storia alto atesina, dall'annessione al regno d'Italia agli anni del terrorismo indipendentista. Mezzo secolo di storia non tanto nota, credo.
    E per raccontarlo bene.

    ha scritto il 

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