Everyman

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Publisher: Vintage

3.9
(2292)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) German , Italian , Finnish

Isbn-10: 0224078690 | Isbn-13: 9780224078696 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Paperback , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
Philip Roth's twenty-seventh book takes its title from an anonymous fifteenth-century English allegorical play whose drama centres on the summoning of the living to death and whose hero, Everyman, is intended to be the personification of mankind. The fate of Roth's Everyman is traced from his first shocking confrontation with death on the idyllic beaches of his childhood summers and during his hospitalisation as a nine-year-old surgical patient through the crises of health that come close to killing him as a vigorous adult, and into his old age, when he is undone by the death and deterioration of his contemporaries and relentlessly stalked by his own menacing physical woes. A successful commercial advertising artist with a New York ad agency, he is the father of two sons who despise him and a daughter who adores him, the beloved brother of a good man whose physical well-being comes to arouse his bitter envy, and the lonely ex-husband of three very different women with whom he's made a mess of marriage. "Everyman" is a painful human story of the regret and loss and stoicism of a man who becomes what he does not want to be.
The terrain of this savagely sad short novel is the human body, and its subject is the common experience that terrifies us all.
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  • 4

    Con la forza contratta di una fucilata Roth narra palpiti, disfacimento, percorsi di una vita americana annodata a immagini di disarmante realismo. E il racconto si inala con rapidità bruciante. ...continue

    Con la forza contratta di una fucilata Roth narra palpiti, disfacimento, percorsi di una vita americana annodata a immagini di disarmante realismo. E il racconto si inala con rapidità bruciante.

    said on 

  • 4

    Quant'è bella giovinezza...

    “A monito per le generazioni future”, sta scritto sui monumenti ai caduti. Ma la gioventù è una malattia incurabile. Non temete, passa da sola, assieme all’acne giovanile. Da adolescenti tutti soffria ...continue

    “A monito per le generazioni future”, sta scritto sui monumenti ai caduti. Ma la gioventù è una malattia incurabile. Non temete, passa da sola, assieme all’acne giovanile. Da adolescenti tutti soffriamo di immortalità e spesso ne portiamo ancora le cicatrici. La giovinezza accende, la vecchiaia uccide.- Vedi il Buffalo Bill di De Gregori.-
    Giorno dopo giorno si muore. Spesso i mutamenti sono tanto sottili che uno non se ne rende conto.
    Poi arriva un momento in cui ti accorgi che il mondo è invecchiato con te, è malato e sta morendo.
    Come recita l’iscrizione su quella antica pendola? “omnes vulnerant, ultima necat”
    Di questo parla Roth: gioventù, vecchiaia, malattia e morte. Step by step. Ricalcando la prima delle quattro Nobili Verità.
    Perciò Roth, con l’ottica del vecchio, ci mette in guardia. Con celato candore ci esorta a guardare in faccia la realtà. E a non voltarci dall’altra parte.

    said on 

  • 4

    ah, il buon vecchio Roth, quando è in forma...

    ... e qui è in forma...
    con tutta la sua amarezza, la sua ironica lucidità nel vedere i suoi personaggi, la sua spietata vicinanza nell'osservare quelle formiche che poi saremmo noi e nell'analizzare ...continue

    ... e qui è in forma...
    con tutta la sua amarezza, la sua ironica lucidità nel vedere i suoi personaggi, la sua spietata vicinanza nell'osservare quelle formiche che poi saremmo noi e nell'analizzare le loro idiosincrasie, che poi sarebbero le nostre idiosincrasie, con quel suo occhio a metà tra il partecipe e il distaccato, tra il ti capisco e il ti schernisco...

    said on 

  • 4

    Everyman.

    Nuova possibilità per Philip Roth. Circa quattro/cinque anni fa lessi La macchia umana ma lo abbandonai. Probabilmente non ero ancora abbastanza matura come lettrice per riuscire a comprenderlo. Anche ...continue

    Nuova possibilità per Philip Roth. Circa quattro/cinque anni fa lessi La macchia umana ma lo abbandonai. Probabilmente non ero ancora abbastanza matura come lettrice per riuscire a comprenderlo. Anche ora credo di non riuscire a cogliere tutto da ventunenne. Penso ci voglia un vissuto per addentrarsi nella scrittura di Philip Roth.

    L'inevitabile, triste, beffardo destino che accomuna tutti gli uomini. Più lo senti avvicinarsi più desideri cose fresche, frutti appena colti, come se quel profumo e quel sapore succoso potessero trattenerti, congelarti, far fermare quel processo di morte.

    "Doveva aver deciso di fare jogging su un altro tratto del promenade, frustando così il suo desiderio di un'ultima grande vampata di ogni cosa."

    said on 

  • 2

    Storia di un marpione che a una certa si accorge di essere un povero stronzo, che si trova a dover affrontare la malattia e la vecchiaia solo o quasi.
    Everyman anche no.

    said on 

  • 4

    "Io credevo, dentro di me ne ero certo, che la vita durasse in eterno"

     
       Il libro racconta le regole della morte ( l'errore imprevisto) e del corpo fragile:la faccia del decadimento e le miserie che è costretto a subire; della paura e della compassione che arriva impr ...continue

     
       Il libro racconta le regole della morte ( l'errore imprevisto) e del corpo fragile:la faccia del decadimento e le miserie che è costretto a subire; della paura e della compassione che arriva improvvisa e silenziosa e dell'ombra dei ricordi che tornano a frammenti nelle ore più buie dell'attesa e che si tramutano in eredità.
       E' lo spazio tra le righe della morte che Philip Roth sa raccontare con estremo rigore ed asciuttezza. Indimenticabile.

    said on 

  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/10/30/everyman-philip-roth/

    “Per ore dopo le tre telefonate consecutive - e dopo la prevedibile banalità e futilità dei suoi incoraggiamenti, dopo il tentativo ...continue

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/10/30/everyman-philip-roth/

    “Per ore dopo le tre telefonate consecutive - e dopo la prevedibile banalità e futilità dei suoi incoraggiamenti, dopo il tentativo di ravvivare il vecchio spirito cameratesco riesumando ricordi della vita dei colleghi, cercando di trovare cose da dire per fargli coraggio e tirarli su di morale - ciò che ebbe voglia di fare non fu solo telefonare e parlare con sua figlia, che trovò all’ospedale con Phoebe, ma ravvivare il proprio spirito telefonando e parlando con i suoi genitori. Ma ciò che aveva imparato era niente in confronto a quell’assalto furibondo e inevitabile che è la fine della vita. Fosse stato consapevole delle terribili sofferenze di ogni uomo e ogni donna che per caso aveva conosciuto in tutti i suoi anni di vita professionale, consapevole della storia dolorosa di rimpianti, di sconfitte e di stoicismo di ciascuno, storia di paura e di panico e di solitudine e terrore, se avesse saputo di tutte le cose da cui avevano dovuto infine separarsi, cose che per loro erano state di importanza vitale, e della sistematica distruzione che stavano subendo, avrebbe dovuto stare al telefono per tutto il giorno e fino a notte fonda, facendo almeno altre cento chiamate. La vecchiaia non è una battaglia: la vecchiaia è un massacro.”
    (Philip Roth, “Everyman”, ed. Einaudi)

    Nello scrivere le mie impressioni su “Everyman” di Philip Roth, parto dal presupposto che se un libro è capace di farmi venire gli occhi lucidi per motivi opposti, cioè divertimento e commozione, allora non posso che considerarlo un gran libro. “Everyman” ha come tema principale la morte, ma sarebbe riduttivo presentarlo solo così, o forse no, perché dopo tutto la morte permea la nostra esistenza in maniera totalizzante, che se ne sia consapevoli o meno. Ecco, forse è più corretto dire che in questo romanzo Roth analizza la consapevolezza della morte, che nel protagonista sopraggiunge ben presto, a seguito di un episodio della sua infanzia, ma che progressivamente diventa inesorabile, specie quando comincia a frequentare gli ospedali per interventi di vario genere.
    Chi ha letto altri romanzi di Roth sa perché, nonostante il tema citato, ci si possa anche (o soprattutto, in certe pagine esilaranti) divertire. La storia inizia con il funerale del protagonista, quindi non riserva sorprese finali circa la sorte dello stesso, che è la medesima di tutti noi. In mezzo, però, tra la nascita e la morte, l’uomo raccontato da Roth ha modo di sposarsi per tre volte, avere tre figli da due donne diverse e di conseguenza vivere tutto ciò che di bello e di tortuoso tali vicende sentimentali/sessuali portano con sé. Più nel dettaglio, dopo un primo fallimentare matrimonio, il protagonista sembra aver trovato in Phoebe una donna perfetta. Le sue inguaribili pulsioni ormonali, però, lo portano a tradirla per una ventiquattrenne svedese, così da perdere una persona che aveva sorretto la sua esistenza già in disfacimento.
    Più che il sesso, però, come detto è la consapevolezza della morte ad attraversare l’intero romanzo. La percezione di un progressivo decadimento fisico, la solitudine sempre più accentuata che non trova rifugio neanche nella tardiva scoperta di presunte velleità da pittore, la dipartita di amici e parenti, conducono l’uomo a una stagnazione insopportabile. Sa di essere ormai segnato e qualunque tentativo di arginare la corrosione del tempo gli pare ormai inutile, destinato com’è a naufragare nel nulla dal quale è venuto e nel quale tornerà, senza conforto di mondi ulteriori ad alleviare la sua pena.
    Roth, in un alternarsi spazio-temporale di eventi, costruisce un romanzo breve ma intenso, che ci mette di fronte alla commistione tra tragico e comico che è la nostra vita.

    “Nulla disse loro della sua serie di ospedalizzazioni per paura che la cosa potesse ispirare troppa vendicativa soddisfazione. Era sicuro che quando fosse morto avrebbero esultato, e tutto a causa di quei primi ricordi di cui non si erano mai liberati, di quando lui aveva lasciato la prima famiglia per fondarne una seconda. Il fatto che alla fine avesse tradito anche la seconda famiglia per una bellissima ragazza di ventisei anni più giovane di lui nella quale, stando a Randy e Lonny, chiunque tranne il padre avrebbe riconosciuto una a una miglia di distanza - una modella, figurarsi, che aveva conosciuto quando era stata ingaggiata dalla sua agenzia per un lavoro che aveva portato tutta la squadra, compresi loro due, ai Caraibi per qualche giorno di lavoro - aveva solo rafforzato l’opinione che avevano di lui come un avventuriero sessuale subdolo, irresponsabile, frivolo e immaturo. Come padre, era un impostore. Come marito, anche per l’incomparabile Phoebe, per la quale si era sbarazzato della loro madre, era un impostore. Come qualcosa di diverso da uno che pensava solo alla fica, era un imbroglione fino al midollo. E quanto al suo diventare in tarda età, questa, per i suoi figli, era la barzelletta più grande di tutte. Quando cominciò a dipingere seriamente ogni giorno, il nomignolo spregiativo coniato da Randy per il padre fu .”

    said on 

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