Fahrenheit 451

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Publisher: Simon & Schuster

4.2
(18163)

Language: English | Number of Pages: 159 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Chi traditional , Portuguese , German , Italian , Finnish , Dutch , Catalan , Turkish , Hungarian , Slovenian , Swedish , Galego , Japanese , Russian , Basque , Polish , Chi simplified , Greek

Isbn-10: 1451673310 | Isbn-13: 9781451673319 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Audio CD , Hardcover , Audio Cassette , Library Binding , School & Library Binding , Softcover and Stapled , Unbound , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Ray Bradbury's internationally acclaimed novel Fahrenheit 451 is a masterwork of twentieth-century literature set in a bleak, dystopian future.
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  • 5

    I libri possono salvarci

    Dalla piattezza, dal totalitarismo, dall'allergia a ciò che è "anomalo", dal buio mentale, da un'epoca di tenebra, dallo strapotere della tecnologia, dalla riduzione all'elementarità, dal banale, dai ...continue

    Dalla piattezza, dal totalitarismo, dall'allergia a ciò che è "anomalo", dal buio mentale, da un'epoca di tenebra, dallo strapotere della tecnologia, dalla riduzione all'elementarità, dal banale, dai fuochi (supposti) purificatori, dall'insensibilità, dall'inerzia, dall'ostilità al cambiamento, dalla vacuità voluta, dall'aridità sofferta, dai maniaci dell'ordine, dall'indifferenza, dalla superficialità, dalla sbrigatività, dall'omologazione, dalle leggi del mercato, dalla certezza-a-tutti-i-costi, dal disprezzo del dubbio, dalla privazione di libertà, dai manipolatori delle masse, dai mass-media, dagli errori e orrori di cui le masse si macchiano, dalle derive bellicose, dal non saper ascoltare.

    I grandi libri possono salvarci perché sono portatori privilegiati di ciò che di buono c'è nell'uomo. Perché testimoni (nel senso in cui diciamo "passare il testimone") di qualcosa che merita di essere tramandato. Perché latori di "sostanza".

    «Numero uno: sapete perché libri come questo siano tanto importanti? Perché hanno sostanza. Che cosa significa in questo caso "sostanza"? Per me significa struttura, tessuto connettivo. Questo libro ha pori, ha caratteristiche sue proprie, è un libro che si potrebbe osservare al microscopio. Trovereste che c'è della vita sotto il vetrino, una vita che scorre come una fiumana in infinita profusione. Maggior numero di pori, maggior numero di particolarità della vita per centimetro quadrato avrete su di un foglio di carta, e più sarete "letterario". Questa è la mia definizione, ad ogni modo. Scoprire le particolarità. Particolarità nuove! I buoni scrittori toccano spesso la vita. I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole. I cattivi scrittori la sforzano e l'abbandonano. Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive. Viviamo in un tempo in cui i fiori tentano di vivere sui fiori, invece di nutrirsi di buona pioggia e di fertile limo nero» (p. 98).

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Premonitore

    Non sono appassionata di romanzi di fantascienza ma volevo leggere questo classico, recensito ed osannato da più parti.
    Se si pensa che è stato pubblicato nel 1953, lascia sconcertati anche per l'attu ...continue

    Non sono appassionata di romanzi di fantascienza ma volevo leggere questo classico, recensito ed osannato da più parti.
    Se si pensa che è stato pubblicato nel 1953, lascia sconcertati anche per l'attualità di certi argomenti che vi si ritrovano e che non sono neppure eccessivamente evidenziati rispetto alla trama principale, ossia la sistematica distruzione di libri e giornali da parte di squadre di "vigili del fuoco" in un imprecisato mondo futuro (da cui il titolo del romanzo, riferito appunto alla temperatura consigliata per la combustione della carta durante lo "sterminio librario").
    Mi riferisco in particolare a due passaggi: il primo racconta di come la moglie del protagonista (Guy Montag) trascorra gran parte della sua giornata in salotto, davanti a giganteschi teleschermi che ricoprono le pareti della stanza, assistendo alla trasmissione di programmi televisivi che sono dei veri e propri "reality", a cui lei stessa può partecipare recitando una parte prestabilita e come questa possibilità la riempia futilmente di emozione e di orgoglio.
    Però, nonostante questa apparente serenità esteriore, quasi ogni sera la donna assume una dose eccessiva di sonniferi che le fanno rischiare la morte e costringono il marito, per salvarla, a chiamare una squadra sanitaria (che si scopre poi essere molto impegnata ed esperta nel recupero di persone che "sbagliano inavvertitamente la dose di sonniferi").
    Il secondo passaggio è verso la fine del libro, quando Montag è ricercato dalla polizia per aver ucciso il suo compagno vigile del fuoco, mentre questi cercava di farlo arrestare ed eliminare, perchè aveva scoperto che nascondeva illegalmente dei libri.
    In tale frangente, Guy riesce a sfuggire alla cattura: tuttavia la polizia (per dimostrare la sua implacabile efficienza nel colpire i trasgressori ad un pubblico che segue in diretta l'inseguimento del fuggiasco dal televisore di casa propria, in una sorta di reality poliziesco) trasmette in diretta la cattura di un innocente, precedentemente scelto all'uopo, e applica su di lui la pena che sarebbe toccata a Montag.
    A parte il finale che è un inno alla speranza del "non tutto è perduto", questo romanzo tocca dei temi che oggigiorno non sono poi così fantascientifici, come potevano essere nell'anno della sua uscita.
    Decisamente da riscoprire.

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  • 4

    Il romanzo è per certi versi inquietante ma mi è molto piaciuto. In un futuro "alternativo" Guy Montag lavora in una sorta di corpo dei vigili del fuoco "al contrario" perché la sua unità ha il compit ...continue

    Il romanzo è per certi versi inquietante ma mi è molto piaciuto. In un futuro "alternativo" Guy Montag lavora in una sorta di corpo dei vigili del fuoco "al contrario" perché la sua unità ha il compito di trovare e bruciare tutte le case (spesso persone incluse) che, contravvenendo ai dettami del governo, posseggono dei libri; questi ultimi, infatti, vengono visti come strumento in grado di far pensare e quindi una sorta di minaccia alla felicità delle persone. Guy è sposato e sua moglie non fa altro che passare la vita a guardare la televisione; in casa hanno addirittura pareti intere ricoperte da schermi. Guy inizia ad avere qualche perplessità sulla vita che conduce e rimane molto colpito dagli incontri con una bambina definita dalle persone "strana", così come la sua famiglia, perché anziché guardare la televisione parlano con gli altri essere umani! A questo punto Guy fa qualcosa di vietatissimo: inizia a salvare qualche libro per leggere e da qui partirà la sua lotta contro il sistema. Da leggere.

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  • 5

    The fireman of the galaxy science fiction

    Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza.Lo scrittore,sviluppa l'idea osservandp la realtà che lo circonda.Ovvero il modo di vivere nell'America dei primi anni '50 (1953 precisamente). Anni di gran ...continue

    Fahrenheit 451 è un romanzo di fantascienza.Lo scrittore,sviluppa l'idea osservandp la realtà che lo circonda.Ovvero il modo di vivere nell'America dei primi anni '50 (1953 precisamente). Anni di grandi cambiamenti nella società Americana,in cui si assiste alla nascita e allo sviluppo della tv, che sostituisce rapidamente la vecchia radio.Accorgendosi del grande potere che questo apparecchio esercitava sulle persone,l'autore pensò con lungimiranza che ben presto nessuno avrebbe avuto piu' interesse per la lettura. Parte con qyesta sua preoccupazione il libro ambientato in un futuro lontano,sconosciuto e sorprendente,dove i vigili del fuoco bruciano le case anzichè salvarle,dove i libri vengono distrutti,poichè leggerli è considerato un reato.Dove,soprattutto regna incontrastata la televisione,la quale viene utilizzata come mezzo per definire le regole sociali e per istruire i cittadini.Guy Montag,protagonista del libro, è un giovane pompiere del distretto 451.Insieme ai suoi compagni ha il compito di distruggere tutti i libri presenti nella città,bruciandoli a 451 Fahrenheit. Inizialmente il pompiere sembra entusiasta del suo lavoro e non si pone molte domande.Con il tempo però,anche grazie alla giovane Clarisse,Montag cambierà idea radicalmente,Clarisse è la sua vicina di casa,dalla quale Montag rimane affascinato poichèha un modo di vivere fuori dagli schemi.Durante l'esercizio del suo lavoro il pompiere vive diverse situazioni che sul momento gli sembrano incomprensibili.Non riesce a comprendere perchè alcune persone difendano i propri libri anche a costo della vita.Lo capirà più tardi,quando egli stesso diventerà difensore e paladino della letteratura,grazie alla quale,metterà in discussione tutto il suo vissuto.Scapperà da un mondo che sente ormai estraneo e incontrerà un gruppetto di uomini con le sue stesse idee.Insieme a loro impegnerà tutte le sue forze a difesa del patrimonio letterario di tutta l'umanità.Il messaggio che possiamo trarre dalla lettura di questo romanzo è quello di spingerci a ragionare con la nostra testa e ad apprezzare l'immenso valore dei libri.Dobbiamo inoltre riconoscere allo scrittore di aver precorso i tempi.Infatti il libro anticipa quella che è la realtà dei nostri giorni.Abbiamo assistito negli ultimi vent'anni ad un vero e proprio dominio della televisione (fiction,reality,telenovelas,etc.) a discapito della lettura,dell'informazione e della libertà di pensiero.

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  • 4

    Distopico e intenso

    Una delle colonne portanti dei romanzi distopoci (1984, Mondo Nuovo). Così incredibile nel suo precorrere i tempi e immaginare un futuro che in parte si è realizzato. Un classico che andrebbe letto da ...continue

    Una delle colonne portanti dei romanzi distopoci (1984, Mondo Nuovo). Così incredibile nel suo precorrere i tempi e immaginare un futuro che in parte si è realizzato. Un classico che andrebbe letto da tutti.

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  • 2

    sarà che ho sbagliato edizione ma non ho apprezzato a pieno questo libro .
    -Si parla di distopia ma non è ben definito ne dove ne perché ci troviamo in quel mondo si fa riferimento solo al 1960 e poi ...continue

    sarà che ho sbagliato edizione ma non ho apprezzato a pieno questo libro .
    -Si parla di distopia ma non è ben definito ne dove ne perché ci troviamo in quel mondo si fa riferimento solo al 1960 e poi basta. nella prima parte sembra di leggere una puntata di Casa Vianello , Guy vive con una moglie che la sposa cadavere a confronto a più vitalità. Non hanno un matrimonio felice lui poi le fa una domanda e lei non risponde bo .. ad illuminare le sue giornate c'è una squilibrata che fa dei discorsi abbastanza assurdi mentre lui si sta recando sul luogo di lavoro , infatti lui fa l'incendiario , non spegne i fuochi ma gli appicca e incendia i libri ..per quale motivo ? Perchè?
    -nella seconda parte c'è lui che ha ricevuto un'illuminazione sui libri e viene spiegato il motivo del perché i libri vengo incendiati ..ecco non ho capito nulla ..si parla di tecnologia , si parla di ridurre tutto ai minimi termini, si parla di felicità ..come sono legate queste tre cose ? Chi ha orchestrato tutte queste cose .. la tecnologia è usata per controllare le masse più facilmente e quindi i libri vengono bruciati per quello? Non è dato saperlo ..
    -la terza parte è quella che mi ha lasciato perplesso .. si parla di tante cose messe assieme ma non ci si focalizza mai sul sistema che gira intorno e che ha portato a distruggere questi libri si parla invece di tante cose che non vengono approfondite , si parla di guerra , ma da dove salta fuori? La società ha distrutto il pensiero attraverso la distruzione dei libri?
    Il finale non ne parliamo.
    Forse avrò sbagliato edizione ? O io ho un problema coi distopici ?
    Mi spiace non aver apprezzato questo classico

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  • 3

    Tra i varii romanzi distopici è chiaramente quello meglio scritto.
    Lo stile di Bradbury è molto fumoso, incline alle descrizioni, ma non materiali o paesaggistiche, o almeno non solo, ma in particolar ...continue

    Tra i varii romanzi distopici è chiaramente quello meglio scritto.
    Lo stile di Bradbury è molto fumoso, incline alle descrizioni, ma non materiali o paesaggistiche, o almeno non solo, ma in particolar modo alle descrizioni delle percezioni, al tentativo di fornire al lettore uno squarcio del pensiero del protagonista. Purtroppo c'è il problema che ciò che circonda Guy Montag è il grigio più blando e più insipido, conseguentemente questo voler continuamente, in modo prolisso, dedicarsi e soffermarsi sulla sua introspezione diviene leggermente stucchevole ed uggioso: una luce troppo fulgente in un ambiente completamente oscuro infastidisce gli occhi.
    Comunque sia è stato un piacere leggerlo. La stessa trama non è affatto disdegnevole, sebbene abbastanza semplice in confronto ad altri romanzi dello stesso genere. La strutturazione della società è lievemente abbozzata ed a stento si potrebbe, da quel che viene riferito, parlare di un vero e proprio totalitarismo in auge, quanto più che altro di un'autodemolizione della società occidentale.
    I due personaggi più pregnanti (di certo molto più del protagonista) sono d'altronde due riflessi simili, ma opposti di questo prodotto: Clarisse ed il capitano Beatty. Entrambi curiosi, affamati di vita, di mondo e di lettura, ma con due strade opposte percorse: una verso l'immolazione contro l'ordine vigente, l'altra verso l'accettazione dell'ordine vigente. È davvero un peccato che i due scompaiano tanto celermente dalla loro comparsa, rendendo il resto dell'opera non così fondamentale come le bellissime pagine in cui i due prefati elementi sono primi attori.
    Peccato che la perdita degli elementi migliori ed una sorta di viscido pacifismo militante che serpeggia sempre sullo sfondo del romanzo abbia rovinato tutto, compreso il finale: la guerra come deus ex machina che distruggerà la società guerrafondaia e permetterà ai letterati di reincunearsi nel tessuto sociale è molto flebile come argomento, anche perché poco prima la colpa (giustamente) era stata data al popolo, padrone e schiavo di sé stesso.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Poetico, lirico, visionario, onirico. Inutilmente.
    Il romanzo deraglia ininterrottamente su una struttura narrativa incostante.
    Spesso banale. Talvolta superficialmente descrittivo, avvitato su autoco ...continue

    Poetico, lirico, visionario, onirico. Inutilmente.
    Il romanzo deraglia ininterrottamente su una struttura narrativa incostante.
    Spesso banale. Talvolta superficialmente descrittivo, avvitato su autocompiaciute e superflue rappresentazioni tecnologiche. A volte inconcludente.
    Quanto ci mancano le asciutte ed incontestabili visioni orwelliane di 1984. Due opere vicine nel tempo. Ma separate da distanze siderali, quanto a respiro.
    In questo panorama avvilente, si stagliano poche pagine ispirate, che si elevano per forza propria, quasi a creare meravigliosi contrafforti in un deserto di noia.
    Eppure questo libercolo ha un pregio sostanziale, nonostante le molte pecche formali.
    L'amara denuncia nei confronti della nichilistica collaborazione tra plebe e potere.
    Da un lato, la massa mediocre affamata di tranquillo e narcotizzato quieto vivere.
    Dall'altro, le istituzioni del controllo e del profitto, intente ad oliare, smussare, levigare ogni irrequietezza, ogni differenza, ogni aspirazione che possa creare disturbo al quieto fluire dello status quo. Anestetizzare le menti nello stordimento, bruciando l'alimento che dona all'anima le altezze e i pericoli della libertà.
    La città delle salamandre sembra modellata sull'andamento distrattamente uniforme, allegramente disperato e tirannicamente edulcorato dei giorni presenti.
    Rimossa e rifiutata da questa realtà desolante, in un limbo senza peso, tempo e verità, si aggira reietta, penosa ed inconsistente la presenza degli intellettuali, un corpo di paria umiliati e rassegnati alla funzione di memoria ambulante, in attesa di un mitico momento di riscatto. Votati ad umiltà castigata.
    Se splendido è l'invito a farsi deposito dell'infinito, di tutto raccogliere in sé per tutto infine rappresentare, per divenire il tutto, per essere il tutto, deludente e soffocante è la marcia dei sonnambuli verso le macerie fumanti. Ed anche il conclusivo messaggio pacifista ne viene travolto e spento.
    L'aspirazione all'assoluto, alle altezze siderali, al turbine sferzante della bellezza, della giustizia e della libertà non troverà soluzioni facili, non sarà forse viatico di pace e di salvezza. Ma questo libro ha il piccolo merito, forse inconsapevole, di rivelare come tale aspirazione sia l'unica condizione in cui prospera la vita dell'uomo.
    Altri libri adesso. Per librarsi più snelli, verso altezze di rarefatta purezza e vertigini di libertà.

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