Fai bei sogni

Di

Editore: Longanesi (La Gaja Scienza)

3.8
(7324)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Inglese

Isbn-10: 8830429155 | Isbn-13: 9788830429154 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , CD audio

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

Ti piace Fai bei sogni?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Fai bei sogni è la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. Fai bei sogni è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra.
Fai bei sogni è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti.
Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l’inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.
Ordina per
  • 1

    mah...

    se voleva essere una biografia apprezzo lo sforzo di esporre in pubblico la storia personale e straziante,qualcuno che ha avuto una storia problematica sicuramente può riconoscersi nelle righe di ques ...continua

    se voleva essere una biografia apprezzo lo sforzo di esporre in pubblico la storia personale e straziante,qualcuno che ha avuto una storia problematica sicuramente può riconoscersi nelle righe di questo romanzo ma io trovo che oltre ad essere pesante ,non motivi assolutamente il lettore che si sente complice,anzi trovo che il non accettare talvolta la realtà dei fatti sia la peggiore malattia e questo libro è una frustrazione continua,un occhio troppo fissato al passato che non regala nessun coinvolgimento al lettore,a mio avviso poco piacevole

    ha scritto il 

  • 5

    "Fai bei sogni non è un'autobiografia. Della mia vita ho raccontato solo gli episodi che avevano un collegamento con il tema del libro: la perdita della madre, l'amore che non tornerà mai più. Perchè ...continua

    "Fai bei sogni non è un'autobiografia. Della mia vita ho raccontato solo gli episodi che avevano un collegamento con il tema del libro: la perdita della madre, l'amore che non tornerà mai più. Perchè puoi avere tutti gli amori del mondo, ma quello di tua madre è unico, insostituibile. Quando fai i conti con questo verdetto, o ti lasci andare o cerchi di trasformare l'handicap in un punto di forza." (dall'intervista del 29/12/2012 su La Stampa)

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di tutto non entro nella diatriba doveva scriverlo/non doveva scriverlo: è la sua vita, il suo dolore e ognuno col proprio dolore ci fa quello che vuole.
    Per il resto un po' l'ho amato, un po' l ...continua

    Prima di tutto non entro nella diatriba doveva scriverlo/non doveva scriverlo: è la sua vita, il suo dolore e ognuno col proprio dolore ci fa quello che vuole.
    Per il resto un po' l'ho amato, un po' l'ho odiato e a volte mi sono annoiata. Ma il voto è cmq alto perché talvolta è riuscito a leggermi dentro.

    "Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d'indefinito"

    ha scritto il 

  • 3

    null

    Gramellini sa come usare le parole: ci gioca e le mescola con sapiente maestria, raccontando con leggerezza una storia che leggera non è. Però il risultato non mi soddisfa fino in fondo. Trovo che la ...continua

    Gramellini sa come usare le parole: ci gioca e le mescola con sapiente maestria, raccontando con leggerezza una storia che leggera non è. Però il risultato non mi soddisfa fino in fondo. Trovo che la narrazione, a tratti troppo giornalistica, assuma talvolta le caratteristiche di un articolo di cronaca, rendendo difficile lasciarsi travolgere dal flusso degli eventi.
    Detto questo è comunque una lettura piacevole e commovente, dove la rabbia, il dolore e la paura si esprimono in tanti modi diversi e dove le parole non dette feriscono più di quelle gridate.

    ha scritto il 

  • 1

    Eccessivo il sentimentalismo dei contenuti e della scrittura: è un testo di autoanalisi? Unica nota personale: qua e là ho ritrovato certi modi della mia città che hanno richiamato il momento del pass ...continua

    Eccessivo il sentimentalismo dei contenuti e della scrittura: è un testo di autoanalisi? Unica nota personale: qua e là ho ritrovato certi modi della mia città che hanno richiamato il momento del passaggio fra fanciullezza e giovinezza.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho sempre apprezzato il Gramellini giornalista, ma non avevo mai tentato l'approccio 'librario'.
    Questo libro è giunto come un regalo. Lo vinsi in una biblioteca di paese grazie al vecchio gioco de "I ...continua

    Ho sempre apprezzato il Gramellini giornalista, ma non avevo mai tentato l'approccio 'librario'.
    Questo libro è giunto come un regalo. Lo vinsi in una biblioteca di paese grazie al vecchio gioco de "Indovina chi c'è sotto al cartoncino". La copertina era interamente ricoperta, fatto salvo per un particolare: la mano di un bambino.
    Dissi con naturalezza (senza neppure accorgermi che il libro era in palio, lo ammetto) "ma è 'Fai bei sogni' di Gramellini, e la bibliotecaria mi fissò stranita, ammettendo dopo qualche attimo di interdizione che sì, era quello e che sì, lo avevo vinto.
    Perciò, il mio percorso con lui è stato curioso e diverso dal solito fin dall'inizio, e curioso e diverso dal solito è stato anche il percorso di lettura.
    Mi sono innamorata della sua semplicità e delle metafore utilizzate al momento giusto. Né troppe, né troppo poche. Ho visto il mondo dagli occhi di un bambino che, man mano, diventa grande, in compagnia di un segreto e di un peso troppo grandi da portare senza la verità a dargli una mano.
    E quella semplicità si è trasformata in profondità, ma scritta sempre in modo che giungesse diretta, senza errori, senza fraintendimenti.
    Insomma, il libro-regalo è diventato un regalo doppio, perché mi ha donato una lettura davvero unica e delicata, che affronta un argomento duro, difficile da digerire (che sto facendo fatica a digerire, lo ammetto... e mi è già capitato 2 volte... vi prego, basta, ora...) e che forse mi aiuterà a capire i tanti perché che mi assillano.
    Perciò, grazie Massimo.

    ha scritto il 

  • 3

    ( eric hoffer ) molto più importante di quello che sappiamo o non sappiamo è quello che non vogliamo sapere ( p.7 )
    il giorno in cui un commesso le suggerì un acquisto a rate, lo scrutò come se fosse ...continua

    ( eric hoffer ) molto più importante di quello che sappiamo o non sappiamo è quello che non vogliamo sapere ( p.7 )
    il giorno in cui un commesso le suggerì un acquisto a rate, lo scrutò come se fosse stato farina per il suo mattarello ( p.31 )
    certe domande mi facevano paura. o forse mi spaventavano di più le risposte ( p.40 )
    perché avrei dovuto continuare a comportarmi bene, se tanto non c'era più nessuno a dirmi bravo ( p.43 )
    ma io ero troppo preso dalla mia sofferenza per interessarmi alla sua ( p.51 )
    l'unico orizzonte che riuscivo a scorgere era quello della mia piccola vita ( p.58 )
    benares, famosa per la scalinata sul gange che ospitava i peggiori derelitti dell'umanità e col nostro arrivo avrebbe potuto finalmente considerarsi al completo ( p.64 )
    sudare era il mio modo di piangere ( p.70 )
    non poteva darmi amore, ma poteva impedire al mondo di darmi dolore: sarebbe bastato non lasciarlo entrare ( p.70 )
    detestava la verità e la sua missione era indicarmi una via di fuga dalle situazioni che contemplavano la possibilità di una sofferenza ( p.70 )
    la mia passione per le vite degli altri è sempre dipesa dal desiderio inconsapevole di scoprire come fossero riusciti a sopravvivere al primo impatto con il dolore ( p.74 )
    l'angelo precipitò sulla terra come se gli fosse caduto qualcosa che da troppo tempo aspettava di essere raccolto ( p.82 )
    dopo troppe immersioni negli abissi, avevo finalmente voglia di scivolare nella superficie della vita, alimentandomi dell'illusione di essere simile agli altri ( p.83 )
    io amavo il greco, danza di dei, e soffrivo il latino, marcia di soldati ( p.93 )
    i se sono il marchio dei falliti! nella vita si diventa grandi nonostante ( p.95 )
    a me dicevano soltanto “ sei proprio dolce”, il segnale di divieto di transito ( p.96 )
    o è la memoria ad aver manipolato i ricordi per confezionarmi un autoritratto di comodo? ( p.97 )
    ho visto più albe al risveglio che andando a dormire ( p.98 )
    ogni ragazzo ha una fuga dentro il cuore e il sistema più sicuro che conosce per scappare da se stesso è invaghirsi di chi non fa per lui ( p.101 )
    mi sarebbe bastato diventare qualcuno. meglio se qualcun altro ( p.106 )
    ( kipling ) se saparai sognare senza diventare schiavo dei tuoi sogni / se saprai pensare e non fare del pensiero il tuo unico scopo ( p.108 )
    tu sarai sempre diverso dagli altri e nessuno ti vorrà mai bene davvero ( p.111 )
    scantonando da ogni verità che fosse intrisa di sofferenza ( p.115 )
    sinceramente credevo di meritarti, dopo tutto quello che ho passato ( p.125 )
    prima di dirottare le sue smanie rivoluzionarie dalla società a se stesso ( p.130 )
    la felicità non è figlia del mondo, ma del nostro modo di rapportarci a esso ( p.132 )
    se vuoi cambiare gli effetti, cambia le cause. la vita risponde. sempre ( p.134 )
    il tuo buddha mi risponderebbe che la vendetta non ristabilisce l'equilibrio. pone solo le condizioni di squilibri nuovi ( p.135 )
    bisogna essere padroni della propria mente senza lasciare che la mente diventi la nostra padrona ( p.135 )
    nemmeno lì mi sentivo accettato. la mia specialità consisteva nel trovarmi a disagio ovunque fossi ( p.136 )
    paura di perdere qualcosa di cui adesso mi accorgo che potrei benissimo fare a meno ( p.139 )
    ( jean valjean ) è nulla morire. spaventoso è non vivere ( p.145 )
    non siamo scimmie evolute, ma divinità decadute! ( p.149 )
    sarebbe stato troppo facile, però. e una vita così non mi sarebbe servita a niente ( p.172 )
    gli avevo mostrato come distinguere il brusio mutevole delle emozioni dal linguaggio eterno dei sentimenti ( p.182 )
    pur di non fare i conti con la realtà preferiamo convivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte su cui basiamo la nostra visione del mondo ( p.196 )
    preferiamo ignorarla, la verità. per non soffrire. per non guarire. perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. completamente vivi ( p.196 )

    ha scritto il 

  • 2

    Lontano

    Rispetto la vicenda privata del giornalista Gramellini. Giornalista, appunto, non scrittore.
    Questo, per me, il limite del libro: non son riuscita ad entrare in empatia con quello che andavo leggendo ...continua

    Rispetto la vicenda privata del giornalista Gramellini. Giornalista, appunto, non scrittore.
    Questo, per me, il limite del libro: non son riuscita ad entrare in empatia con quello che andavo leggendo e non perché trattava di un tema che reputo del tutto alieno da me. Certo non è nemmeno vicino a me; ma non è una questione di distanze da sé.
    E', invece, una questione di vicinanza a sé, ma dal punto di vista dell'autore: mi è sembrata una narrazione autodialogante, una sorta di confessione - riepilogo di vita a se stesso. Mi è mancata la comunicazione, intesa come messa in comune, di sentimenti, moti dell'animo: quella che ti porta ad entrare al centro delle vite degli sconosciuti che popolano le pagine dei romanzi, che ti rende partecipe a dispetto di lontananze spaziali e temporali.
    La scrittura, ordinata, scorrevole, da compito in classe ben confezionato, a tratti sentimentalistica, non è mai stata rivelatrice.
    Preferisco senz'altro il giornalista Gramellini dello spazio "Buongiorno" su La Stampa. Nella misura ridotta dei suoi scritti, la misura migliore della sua capacità di scrittura: parere personalissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Se non mi fossi sforzata di superare le prime cento pagine sarebbero state due stelle, forse due e mezzo. Il vero problema è che questo romanzo prende vita oltre la metà della storia...e insomma, non ...continua

    Se non mi fossi sforzata di superare le prime cento pagine sarebbero state due stelle, forse due e mezzo. Il vero problema è che questo romanzo prende vita oltre la metà della storia...e insomma, non è proprio una buona media. Alcuni tratti sono davvero interessanti ma manca di empatia, non sono riuscita ad immedesimarmi nel protagonista, non ho percepito il suo dolore e la sua sofferenza. A dirla tutta l'ho trovato anche abbastanza melenso e apatico nella prima metà. La seconda invece scorre più fluida e meno pesante, si ripiglia un po', quasi come se Elisa fosse davvero riuscita a "cambiare il menù" (cit. pag 151) della vita di Massimo. Nel complesso è un ottima scrittura, fluida, leggera e piacevole.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per