Faust

I classici popolari

Di

Editore: Bietti

4.2
(1645)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 512 | Formato: Rilegato in pelle | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Portoghese , Greco , Turco , Catalano , Olandese , Sloveno , Polacco , Esperanto , Russo

Isbn-10: A000150801 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giovita Scalvini , Giuseppe Gazzino ; Curatore: Renato Maggi ; Contributi: Mario Apollonio

Disponibile anche come: Cofanetto , Copertina rigida , Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 3

    En su conjunto, Fausto es toda una rareza. Aunque en principio el carácter extraño de la obra no debería ser algo negativo, lo cierto es que le pasa factura. Y junto a la propia complejidad de la hist ...continua

    En su conjunto, Fausto es toda una rareza. Aunque en principio el carácter extraño de la obra no debería ser algo negativo, lo cierto es que le pasa factura. Y junto a la propia complejidad de la historia, lo vuelve un libro difícil de leer y todavía más de comprender.

    Siendo sincera no me ha parecido que Goethe escriba particularmente bien. Me parece demasiado rebuscado y un tanto pedante. El lenguaje, excesivamente formal y bastante ampuloso, ni siquiera presenta algún tipo de belleza o lirismo. No es una lectura que se pueda calificar de "bonita", ni siquiera en los momentos en los que se hace referencia a los elementos más poéticos de la vida como son el amor, la amistad o la estética.

    Como dije anteriormente la obra es algo extraña. No tanto en su contenido (del que hablaré un poco luego) como en su forma. Se supone que es una obra de teatro. Pero mantiene una estructura muy rara. Consta de tres partes, de las cuales solo la segunda tiene forma de obra teatral.

    La historia es un clásico de la literatura universal. Nos encontramos ante Fausto, un hombre que atesora gran cantidad de conocimientos pero está profundamente insatisfecho con su vida. Aquí entra en juego Mefistófeles, demonio con el cual Fausto hará un pacto por el que cambiará su alma a cambio de todos los "placeres terrenales". Esto se nos cuenta en la primera parte de la tragedia, donde se nos presenta un Fausto insufriblemente ególatra y egoísta, dispuesto a todo para conseguir lo que quiere, que solo al final de dicha parte se arrepiente (en parte) de lo que ha hecho.

    La segunda parte es un desparrame incomprensible donde se unen diversos elementos y personajes mitológicos, con brujas, espíritus y toda la corte del emperador. Es sin duda la que menos he logrado descifrar y entender. Pero la última parte es todavía peor, puesto que no cuenta historia alguna. Es la más corta de las tres y es un compendio de frases, más o menos, cortas que no dicen nada ni explican nada. O por lo menos yo no he conseguido sacarle ningún significado.

    En suma, Fausto es una obra compleja y complicada de leer. La acción salta constamente de sitio, los personajes parecen recitar cosas sin demasiado sentido y cambian de tema muy rápidamente, y cuando lees que hasta las coronas de flores cantan, te cuestionas muy seriamente si esta obra no será una gran broma que Goethe escribió para el mundo.

    ha scritto il 

  • 4

    "E' pur bello da parte di un sì gran signore trattare così umanamente perfino col diavolo..."

    Sottolineare il fatto che si tratti di un'opera immensa e complessa ,e metterne in evidenza la sua importanza nel campo della letteratura credo sia ormai diventato banale, quindi non volendo star qui ...continua

    Sottolineare il fatto che si tratti di un'opera immensa e complessa ,e metterne in evidenza la sua importanza nel campo della letteratura credo sia ormai diventato banale, quindi non volendo star qui a dilungarmi sulle figure di Mefistofele e Faust , sulle quali si è già detto abbastanza, e sull'opera in generale, che personalmente credo metta anche un po' di "soggezione" in chi vi si approccia, (vista,appunto,la suddetta grandezza) dal canto mio posso soltanto dire che personalmente ho apprezzato molto la prima parte, fino alla scomparsa di Margherita, e un po' meno la seconda (la sfilata di maschere, figure mitologiche e personaggi fantastici è un po' troppo lunga per i miei gusti e anche un pochino confusionaria, sebbene io riconosca la sua valenza all'interno dell'opera) ,ed anche la parte finale merita molto . Ad ogni modo ci sarebbe sicuramente bisogno di una rilettura, per comprenderne appieno i vari aspetti e sfumature, perciò credo che in un futuro remoto prima o poi un secondo incontro ci sarà...

    ha scritto il 

  • 4

    La tragedia della volontà di potenza. L'epica universale dell'uomo moderno, rapito e reso cieco dall'amore per l'assoluto, fino a diventare schiavo e vittima della propria angoscia, folle artefice del ...continua

    La tragedia della volontà di potenza. L'epica universale dell'uomo moderno, rapito e reso cieco dall'amore per l'assoluto, fino a diventare schiavo e vittima della propria angoscia, folle artefice del disastro. L'autobiografia della dannazione in cui l'anima gotica si lascia scivolare rincorrendo il cielo. E la speranza struggente che il travaglio della ricerca sia, esso stesso, la chiave per la propria, ultima redenzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho visto il film del 2011, Faust per l'appunto, e mi è venuta voglia di rileggere il poema di Goethe. Non nego che è stato un po' pesantuccio, ma il fascino dei contenuti resta nel tempo immutato ed i ...continua

    Ho visto il film del 2011, Faust per l'appunto, e mi è venuta voglia di rileggere il poema di Goethe. Non nego che è stato un po' pesantuccio, ma il fascino dei contenuti resta nel tempo immutato ed immutabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Immenso

    l'ho messo tra quelli "da consultazione" perchè non posso dire di averlo letto tutto, ma neanche di averlo "abbandonato". ho letto alcuni passi, ogni tanto lo riapro e leggo qualche verso. ho sempre l ...continua

    l'ho messo tra quelli "da consultazione" perchè non posso dire di averlo letto tutto, ma neanche di averlo "abbandonato". ho letto alcuni passi, ogni tanto lo riapro e leggo qualche verso. ho sempre la sensazione di essere davanti a qualcosa di immensamente grande.

    ha scritto il 

  • 4

    "Finché cerca, l'uomo erra"

    Questo entra nella schiera dei classiconi difficili da recensire. La storia è conosciuta da chiunque, quindi in breve posso dire che si nota subito la profondità del pensiero e la bellezza dei versi ( ...continua

    Questo entra nella schiera dei classiconi difficili da recensire. La storia è conosciuta da chiunque, quindi in breve posso dire che si nota subito la profondità del pensiero e la bellezza dei versi (che purtroppo in traduzione si perde).
    Ci sono passaggi splendidi alternati ad altri noiosissimi, o almeno questo è l'effetto che mi hanno fatto quelli in cui ci si allontanava da Faust e Mefistofele per ascoltare i battibecchi di personaggi della mitologia, gli animali e altra roba. Diciamo che mi sarebbe bastata la prima parte.
    Comunque va di sicuro tra le opere da leggere almeno una volta nella vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Probabilmente se fossi tedesca o conoscessi molto bene la lingua tedesca, gli darei cinque stelline, ma avendolo letto in traduzione, ho perso molto della pregnanza del lessico (nonostante le note esp ...continua

    Probabilmente se fossi tedesca o conoscessi molto bene la lingua tedesca, gli darei cinque stelline, ma avendolo letto in traduzione, ho perso molto della pregnanza del lessico (nonostante le note esplicative) e non ho né capito né apprezzato come si dovrebbe i versi, la metrica, le rime…
    Ho intuito tuttavia la grandiosità dell’opera.

    ha scritto il 

  • 5

    Potrei dire a quell'attimo:

    fermati dunque, sei così bello!
    Non potrà mai l'orma dei miei giorni terreni
    per volger di eoni scomparire.
    Presentendo in me quella felicità tanto grande,
    ora godo l'attimo mio più alto. ...continua

    fermati dunque, sei così bello!
    Non potrà mai l'orma dei miei giorni terreni
    per volger di eoni scomparire.
    Presentendo in me quella felicità tanto grande,
    ora godo l'attimo mio più alto.

    ha scritto il 

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