Fermati tanto così

Di

Editore: Baldini Castoldi Dalai

4.1
(203)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 127 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8884907543 | Isbn-13: 9788884907547 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo , Salute, Mente e Corpo

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Descrizione del libro
Il protagonista deve fare il suo servizio civile in un istituto di bambini "difficili". L'impatto con la realtà drammatica, dopo la famiglia, le amicizie, l'università, mette a confronto le ansie nevrotiche e le attese di un giovane "normale" con un universo sconosciuto, quello della malattia psichica, dove la comunicazione è difficoltosa, spesso fraintesa.
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  • 5

    Intimo e disarmante nella sua semplicità . M.Bianchi ci regala ricordi e sensazioni della sua esperienza.Esperienza che , nonostante lo abbia fatto vivere avvolto da un senso di inadeguatezza di front ...continua

    Intimo e disarmante nella sua semplicità . M.Bianchi ci regala ricordi e sensazioni della sua esperienza.Esperienza che , nonostante lo abbia fatto vivere avvolto da un senso di inadeguatezza di fronte a quei bambini problematici ( bambini che non facevano parte del suo mondo, con dei problemi che non aveva mai toccato con mano), non gli toglie quella delicatezza di raccontare quasi fosse un sussurro.Consigliato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Mi spiace dare una valutazione negativa però onestamente non mi ha preso. L'autore racconta dell'anno trascorso all' interno di un istituto di suore come educatore di bambini con problemi psichici. Qu ...continua

    Mi spiace dare una valutazione negativa però onestamente non mi ha preso. L'autore racconta dell'anno trascorso all' interno di un istituto di suore come educatore di bambini con problemi psichici. Quindi mi aspettavo che parlasse di fatica, gioia, dolore, vittorie e sconfitte. Invece nulla di tutto questo. Il libro narra la storia piatta della sua vita in Istituto mettendo se stesso invece che i bambini come protagonista. Preferisce raccontare del pulmino dell'istituto o dei suoi incontri in discoteca piuttosto che dei suoi successi/insuccessi con i bambini.
    Un esempio: ad un certo punto narra che una coppia si era interessata ad un bambino, lo aveva illuso e poi era sparita. Qui mi aspettavo che raccontasse se c'era stata una reazione da parte del bambino, degli educatori, come avevano gestito la cosa. Nulla di questo, dopo aver raccontato l'episodio un bel colpo di spugna e andiamo avanti con un altro argomento.
    Incompleto

    ha scritto il 

  • 3

    E' il racconto dell'anno vissuto dall'autore come obiettore di coscienza in una clinica per bambini con problemi: alcuni sono autistici, altri hanno situazioni disastrose in famiglia e ne sono stati r ...continua

    E' il racconto dell'anno vissuto dall'autore come obiettore di coscienza in una clinica per bambini con problemi: alcuni sono autistici, altri hanno situazioni disastrose in famiglia e ne sono stati rifiutati, altri ancora hanno un mix di disturbi difficili da inquadrare e guarire. Sembra banale da dire, ma quando passi un'infanzia idilliaca e felice, fai la merenda tutti i pomeriggi, ricevi i regali a Natale, e sei amato e coccolato, ti senti grato, ma ti sembra la normalità, e quando vedi che a qualcuno è toccata una sorte ben diversa fa ancora più impressione e inizi a cambiare il tuo modo di pensare e di vedere le cose, cambi priorità e sempre più spesso ti ritrovi a valutare la gente in base alla sensibilità dimostrata ogni volta che apre bocca.
    Lo sai da prima che nel mondo non tutti sono così fortunati, ma è diverso quando alle persone puoi dare un volto, quando conosci le loro debolezze, che ne hanno decretato l'allontanamento dalla società, e l'inadeguatezza; è diverso quando i bambini in questione li porti al mare e una di loro "non si può mica fare il bagno con queste troie di onde!" e tu da un lato sei impietrito perché capisci come l'ha imparato e dall'altro non puoi fare a meno di ridere e ridere.

    ha scritto il 

  • 3

    il diario di un obiettore di coscienza-psicologo alle prese con le storie quotidiane (vere) di bambini/ragazzi psicotici. dalla teoria alla pratica quotidiana. alcuni spunti di riflessione.

    ha scritto il 

  • 4

    Fermati tanto così

    Assolutamente un'esperienza ricca e da raccontare perché altri possano capire cosa vuol dire svolgere un servizio presso una comunità per bambini con disagio mentale. Ben scritto, piacevolissimo e sco ...continua

    Assolutamente un'esperienza ricca e da raccontare perché altri possano capire cosa vuol dire svolgere un servizio presso una comunità per bambini con disagio mentale. Ben scritto, piacevolissimo e scorrevole alla lettura. Lo consiglio davvero a tutti..e poi.. si legge d'un fiato!

    ha scritto il 

  • 5

    Una particolare parentesi nella letteratura di Matteo B. Bianchi, alla quale siamo maggiormente abituati.
    Intimo, davvero disarmante.

    PS: preferivo il titolo precedente "NON SI PUO' MICA FARE IL BAGNO ...continua

    Una particolare parentesi nella letteratura di Matteo B. Bianchi, alla quale siamo maggiormente abituati.
    Intimo, davvero disarmante.

    PS: preferivo il titolo precedente "NON SI PUO' MICA FARE IL BAGNO CON QUESTE TROIE DI ONDE"

    ha scritto il 

  • 4

    La semplicità della prosa di Matteo Bianchi mi stupisce ogni volta per quanto è in realtà ben strutturata. E' la testimonianza schietta e concisa di una realtà parallela, verso la quale ci accompagna. ...continua

    La semplicità della prosa di Matteo Bianchi mi stupisce ogni volta per quanto è in realtà ben strutturata. E' la testimonianza schietta e concisa di una realtà parallela, verso la quale ci accompagna. E' una sorta di diario, composto da ricordi, quasi fossero fotogrammi, ma mai una volta che diventi stucchevole o "patetico" (e detto tra noi, è uno dei pochi autori a utilizzare egregia,ente questo aggettivo).

    ha scritto il 

  • 4

    "...forse l'unica cosa che posso dire è che ho voluto bene a questi bambini e loro ne hanno voluto a me"

    Partiamo dall'idea che il mio giudizio su Matteo B. Bianchi come scrittore va dalla rabbia più atroce, all'indifferenza, all'accettazione e riconoscimento della bontà dell'opera. Questo piccolo saggio ...continua

    Partiamo dall'idea che il mio giudizio su Matteo B. Bianchi come scrittore va dalla rabbia più atroce, all'indifferenza, all'accettazione e riconoscimento della bontà dell'opera. Questo piccolo saggio ha in se' qualcosa di più: è una testimonianza, un diario di un anno difficile perchè non tutte le parentesi della vita si possono chiudere, e alcune rimangono aperte, forse per sempre.
    Da qui le mie 4 stellette che sorvolano la bellezza del racconto o la capacità di scrittura, ma che sono un giusto 'premio' per averci ammessi a partecipare a quell'anno di servizio civile in quella casa per bambini difficili. Il mio è un piccolo grazie per le testimonianze riportate, per averci fatto conoscere Guido, Pamela e Renzino..." perchè con questi matti in miniatura era sempre così: mi sembrava di aver afferrato una verità profonda grazie alle loro scoperte, e poi, di colpo, mi sentivo solo più stupido di prima".
    Anche quando Matteo si prodiga di 'mostrarci i sentimenti' che lui stesso poteva aver provato, o sofferto, lo fa con classe e stile, quasi sussurrando il suo senso di inadeguatezza o la sua difficoltà a capire certe reazioni...io l'ho apprezzato e nel mio piccolo so di aver potuto voler bene a questi bimbi, in maniera indiretta, nella mia immaginazione (oh lo so che così è troppo facile, non vale così!)...ma se un libro riesce a suscitare determinati 'istinti' vale la pena, giusto?
    Nota del giorno dopo:
    Uhmmm la notte porta consigli e suggerimenti. Mi hanno fatto notare che per avere 5 stelle il libro deve essere un vero capolavoro, e questo non lo è sicuramente, anche se è davvero bello 'intenso'...convengo che il suo giusto voto sia 4 stelle accompagnato da una nota di merito, però! :-)

    ha scritto il 

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