Ficciones

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4.4
(3959)

Language: Español | Number of Pages: 127 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Portuguese , Swedish

Isbn-10: 8481302619 | Isbn-13: 9788481302615 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    Un percorso con alcuni racconti notevoli

    Ho trovato questo libro indigesto.
    Come anche l'Aleph si tratta di una raccolta di racconti nati come una specie di concept album.
    L'autore vuole creare una sorta di enciclopedia immaginaria, di realt ...continue

    Ho trovato questo libro indigesto.
    Come anche l'Aleph si tratta di una raccolta di racconti nati come una specie di concept album.
    L'autore vuole creare una sorta di enciclopedia immaginaria, di realtà alternativa, partendo con recensioni di libri e di autori e con racconti verosimiglianti.
    Ho trovato molti racconti noiosi ma mentre li si legge il contesto viene creato e questo permette poi di apprezzare alcuni altri racconti che sono delle chicche.

    said on 

  • 4

    In questi racconti la finzione, la dimensione fantastica, assumono una importanza centrale nella ricerca dell’uomo del superamento dei propri limiti imposti dalle convenzioni sociali e culturali, dive ...continue

    In questi racconti la finzione, la dimensione fantastica, assumono una importanza centrale nella ricerca dell’uomo del superamento dei propri limiti imposti dalle convenzioni sociali e culturali, diventano quasi più reali della realtà stessa, in un gioco illuminato e illuminante che l’autore compie insieme al lettore dando sfoggio di una ricchezza culturale ed umana immensa. Ogni racconto è straordinario e ho solo letto l'edizione ridotta dell'Einaudi....

    said on 

  • 5

    Tutti i fenomeni mancano di una realtà intrinseca.

    Leggendo Borges, mi tornano in mente alcune frasi del Dalai Lama lette su un commentario del Sutra del Cuore: “Il modo in cui tendiamo a percepire le cose, non è in sintonia con ciò che esse realmente ...continue

    Leggendo Borges, mi tornano in mente alcune frasi del Dalai Lama lette su un commentario del Sutra del Cuore: “Il modo in cui tendiamo a percepire le cose, non è in sintonia con ciò che esse realmente sono”.
    E ancora: “L’esistenza delle cose e degli eventi non si discute. E’ il modo in cui esse esistono che deve essere correttamente compreso”
    Ossia è la nostra mente, con le sue proiezioni, che ci da l’illusione di vedere il mondo e gli eventi in modo reale. Borges, a parer mio, ha la capacità di farci aprire gli occhi su queste illusioni. I sogni ne sono la più palese manifestazione. Ed anche il tempo, emblema di una grandezza fisica apparentemente costante.
    Tra i racconti fulminanti voglio ricordare.
    LE ROVINE CIRCOLARI, dove uno sciamano, sognando durante il sonno, crea, notte dopo notte, pezzo dopo pezzo, un essere (umano?). Finchè, completato il suo lavoro, vedrà questa sua creatura compiere la sua missione. A questo punto, lo sciamano “creatore” si renderà conto di essere lui stesso “una parvenza che un altro stava sognando”.
    IL GIARDINO DEI SENTIERI CHE SI BIFORCANO, dove il tema del labirinto, del libro infinito, e dei possibili futuri che si ipotizzano ad ogni bivio e che si manifestano con due vite reali ma vissute dallo stesso protagonista doppio, se la fanno da padrone. E questo si ripete ad ogni biforcazione della vita. Quasi (quasi?) a convincerci che tutto ciò è possibile.
    TRE VERSIONI DI GIUDA, dove l’apostolo compie l’infame tradimento per guadagnarsi l’eterna dannazione dell’inferno. E lo fa come atto di estrema rinuncia all’empireo, pura sottomissione ascetica,
    autentica autoflagellazione, poiché Gesù Cristo è l’unico che meriti veramente il paradiso.
    Che altro dire: si tratta di un libro di poche pagine ma che richiederebbe un’enciclopedia per essere riassunto.
    Per la cronaca, oggi 14 giugno 2016, sono passati quarant’anni esatti dalla morte di Borges.

    said on 

  • 4

    Riletto, o meglio completato di leggere perché stranamente alcuni racconti non mi era mai venuta voglia di leggermeli.
    Libro in gran parte affascinante, o inquietante, ma talvolta fin troppo algido. ...continue

    Riletto, o meglio completato di leggere perché stranamente alcuni racconti non mi era mai venuta voglia di leggermeli.
    Libro in gran parte affascinante, o inquietante, ma talvolta fin troppo algido.

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  • 2

    Non lo so...

    ... tanta confusione...
    Molti riferimenti mi sono sconosciuti, altri inventati, alcuni invertiti.
    Vi è molta finzione, è vero, ma i frammenti sono slegati e non si vede un filo conduttore che tenga in ...continue

    ... tanta confusione...
    Molti riferimenti mi sono sconosciuti, altri inventati, alcuni invertiti.
    Vi è molta finzione, è vero, ma i frammenti sono slegati e non si vede un filo conduttore che tenga insieme il tutto.
    Difficile.
    Aiutooo!

    said on 

  • 5

    Impressioni (notevoli) della nuova rilettura

    Non c'è il tempo né l'ambizione di "recensire" Borges…Dedicai a lui e alla mistica ebraica una mia tesi di laurea (non ne ho mille, ne ho due..) di una dozzina d'anni fa, che fu un lungo e - direbbe B ...continue

    Non c'è il tempo né l'ambizione di "recensire" Borges…Dedicai a lui e alla mistica ebraica una mia tesi di laurea (non ne ho mille, ne ho due..) di una dozzina d'anni fa, che fu un lungo e - direbbe Borges - superfluo commento a Le rovine circolari, uno dei più bei racconti di sempre (e, secondo me, il più bello di "Finzioni"…) Tesi, secondo noti relatori, di un certo pregio…,ma non tocca a me…dico solo che chi vuole annoiarsi la trova sul web…).
    Detto questo, ovviamente di tanto in tanto rileggo Borges, anche per verificare la sua nota "teoria letteraria" espressa nel "Pierre Menard, autore del Don Chisciotte", secondo cui identiche opere cambiano completamente (anzi sono completamente diverse) a seconda dell'epoca in cui vengono ripubblicate e lette…
    Ebbene, questa nuova lettura mi ha convinto che non è affatto vero un luogo comune che circola su questo enorme scrittore, e cioè che i suoi saggi-racconti sono troppo "gelidi", troppo nudi, troppo ingegnosi, troppo "sunti" di opere a vasto respiro che l'autore non poteva o non voleva scrivere (lo stesso Borges, ironicamente, disse che era troppo pigro, inetto e ragionevole per scrivere romanzi o racconti più lunghi….) .
    Al contrario, ho trovata, questa volta, straordinaria la capacità di Borges, pur "mascherata" da economia di mezzi (economia che non esclude una prosa lussureggiante, talvolta) , di creare con pochi geniali tocchi (un avverbio improbabile, un aggettivo inusuale, una giustapposizione sorprendente) atmosfere straordinarie, al punto che ogni racconto-saggio, anche il più erudito, è collocabile in un universo suo proprio….

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  • 5

    Capolavoro

    Ogni racconto una perla. Labirinti, sentieri che si biforcano, tutti i possibili libri. Mondi aperti alle infinite possibilità. Il senso del tempo, anzi i sensi del tempo. La memoria. I risultati dell ...continue

    Ogni racconto una perla. Labirinti, sentieri che si biforcano, tutti i possibili libri. Mondi aperti alle infinite possibilità. Il senso del tempo, anzi i sensi del tempo. La memoria. I risultati delle ricerche delle neuroscienze anticipati da questo grandissimo narratore.

    said on 

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