Ficciones

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4.4
(3984)

Language: Español | Number of Pages: 127 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Portuguese , Swedish

Isbn-10: 8481302619 | Isbn-13: 9788481302615 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Il mio primo Borges!

    Prima opera di Borges che leggo (e piacevolmente).

    Un falso paese scoperto "nelle pagine di un'enciclopedia plagiaria", Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlön, "labirinto ordito dagli uomini" ma capace ...continue

    Prima opera di Borges che leggo (e piacevolmente).

    Un falso paese scoperto "nelle pagine di un'enciclopedia plagiaria", Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlön, "labirinto ordito dagli uomini" ma capace di cambiare la faccia del mondo; il "Don Chisciotte" di Menard, identico a quello di Cervantes eppure infinitamente più ricco; il mago che plasma un figlio nella materia dei sogni e scopre di essere a sua volta solo un sogno; l'infinita biblioteca di Babele, i cui scaffali "registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici... cioè tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue" e che sopravviverà all'estinzione della specie umana; il giardino dei sentieri che si biforcano; l'insonne Funes, che ha più ricordi di quanti ne avranno mai tutti gli uomini insieme.

    said on 

  • 1

    Un libro che non includa il suo antilibro è considerato incompleto.

    Forse non sono all’altezza, forse non comprendo questo “capolavoro classico”. Ho dovuto abbandonarlo. È insopportabilmente complesso e veramente poco attraente. Confuso, ricco di riferimenti, di nomi ...continue

    Forse non sono all’altezza, forse non comprendo questo “capolavoro classico”. Ho dovuto abbandonarlo. È insopportabilmente complesso e veramente poco attraente. Confuso, ricco di riferimenti, di nomi sconosciuti, di paradossi difficili da comprendere. Sono arrivato a metà e ho lasciato dopo aver letto senza capire nulla. Non è un libro che può entrarmi nel cuore e rischiava di essere quasi “odiato”. L’ho lasciato prima di fargli del male.

    said on 

  • 5

    FANTASTICO

    Opera fondamentale nel panorama fantastico del ‘900,Finzioni non perde,a tutt'oggi,il suo fascino e la sua importanza.Borges ha tracciato un solco indelebile sul terreno di un genere che,se da un lato ...continue

    Opera fondamentale nel panorama fantastico del ‘900,Finzioni non perde,a tutt'oggi,il suo fascino e la sua importanza.Borges ha tracciato un solco indelebile sul terreno di un genere che,se da un lato,ha visto ridursi negli anni il numero di autori che vi si sono dedicati,dall'altro ha avuto un impatto notevole sull'immaginario collettivo.Non me la sento di giudicare ad uno ad uno ogni singolo racconto perché ciascuno,in modo diverso,lascia un segno,un'immagine che meraviglia e porta a rimuginarci anche ben dopo averne terminato la lettura.Se proprio dovessi indicare,a tutti i costi,quello che mi ha colpito di più,la mia preferenza andrebbe a "La biblioteca di Babele",per la bellissima raffigurazione dell'universo.Mi sento,per concludere,di fare una piccola osservazione sul racconto"Il miracolo segreto":ho l'impressione che l'autore possa essersi ispirato ad un racconto di Ambrose Bierce.Ma si tratta di una pura curiosità che nulla toglie al merito di Borges.

    said on 

  • 3

    Un percorso con alcuni racconti notevoli

    Ho trovato questo libro indigesto.
    Come anche l'Aleph si tratta di una raccolta di racconti nati come una specie di concept album.
    L'autore vuole creare una sorta di enciclopedia immaginaria, di realt ...continue

    Ho trovato questo libro indigesto.
    Come anche l'Aleph si tratta di una raccolta di racconti nati come una specie di concept album.
    L'autore vuole creare una sorta di enciclopedia immaginaria, di realtà alternativa, partendo con recensioni di libri e di autori e con racconti verosimiglianti.
    Ho trovato molti racconti noiosi ma mentre li si legge il contesto viene creato e questo permette poi di apprezzare alcuni altri racconti che sono delle chicche.

    said on 

  • 4

    In questi racconti la finzione, la dimensione fantastica, assumono una importanza centrale nella ricerca dell’uomo del superamento dei propri limiti imposti dalle convenzioni sociali e culturali, dive ...continue

    In questi racconti la finzione, la dimensione fantastica, assumono una importanza centrale nella ricerca dell’uomo del superamento dei propri limiti imposti dalle convenzioni sociali e culturali, diventano quasi più reali della realtà stessa, in un gioco illuminato e illuminante che l’autore compie insieme al lettore dando sfoggio di una ricchezza culturale ed umana immensa. Ogni racconto è straordinario e ho solo letto l'edizione ridotta dell'Einaudi....

    said on 

  • 5

    Tutti i fenomeni mancano di una realtà intrinseca.

    Leggendo Borges, mi tornano in mente alcune frasi del Dalai Lama lette su un commentario del Sutra del Cuore: “Il modo in cui tendiamo a percepire le cose, non è in sintonia con ciò che esse realmente ...continue

    Leggendo Borges, mi tornano in mente alcune frasi del Dalai Lama lette su un commentario del Sutra del Cuore: “Il modo in cui tendiamo a percepire le cose, non è in sintonia con ciò che esse realmente sono”.
    E ancora: “L’esistenza delle cose e degli eventi non si discute. E’ il modo in cui esse esistono che deve essere correttamente compreso”
    Ossia è la nostra mente, con le sue proiezioni, che ci da l’illusione di vedere il mondo e gli eventi in modo reale. Borges, a parer mio, ha la capacità di farci aprire gli occhi su queste illusioni. I sogni ne sono la più palese manifestazione. Ed anche il tempo, emblema di una grandezza fisica apparentemente costante.
    Tra i racconti fulminanti voglio ricordare.
    LE ROVINE CIRCOLARI, dove uno sciamano, sognando durante il sonno, crea, notte dopo notte, pezzo dopo pezzo, un essere (umano?). Finchè, completato il suo lavoro, vedrà questa sua creatura compiere la sua missione. A questo punto, lo sciamano “creatore” si renderà conto di essere lui stesso “una parvenza che un altro stava sognando”.
    IL GIARDINO DEI SENTIERI CHE SI BIFORCANO, dove il tema del labirinto, del libro infinito, e dei possibili futuri che si ipotizzano ad ogni bivio e che si manifestano con due vite reali ma vissute dallo stesso protagonista doppio, se la fanno da padrone. E questo si ripete ad ogni biforcazione della vita. Quasi (quasi?) a convincerci che tutto ciò è possibile.
    TRE VERSIONI DI GIUDA, dove l’apostolo compie l’infame tradimento per guadagnarsi l’eterna dannazione dell’inferno. E lo fa come atto di estrema rinuncia all’empireo, pura sottomissione ascetica,
    autentica autoflagellazione, poiché Gesù Cristo è l’unico che meriti veramente il paradiso.
    Che altro dire: si tratta di un libro di poche pagine ma che richiederebbe un’enciclopedia per essere riassunto.
    Per la cronaca, oggi 14 giugno 2016, sono passati quarant’anni esatti dalla morte di Borges.

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  • 4

    Riletto, o meglio completato di leggere perché stranamente alcuni racconti non mi era mai venuta voglia di leggermeli.
    Libro in gran parte affascinante, e inquietante, ma talvolta fin troppo algido. ...continue

    Riletto, o meglio completato di leggere perché stranamente alcuni racconti non mi era mai venuta voglia di leggermeli.
    Libro in gran parte affascinante, e inquietante, ma talvolta fin troppo algido.

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