Fight Club

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Publisher: Vintage

4.2
(9491)

Language: English | Number of Pages: 218 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Chi traditional , Spanish , Portuguese , German , Italian , Czech , Japanese , Catalan , Latvian , Chi simplified , Finnish , Dutch , Polish

Isbn-10: 0099765217 | Isbn-13: 9780099765219 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
An underground classic since its first publication in 1996, Fight Club is now recognized as one of the most original and provocative novels published in this decade. Chuck Palahniuk's darkly funny first novel tells the story of a godforsaken young man who discovers that his rage at living in a world filled with failure and lies cannot be pacified by an empty consumer culture. Relief for him and his disenfranchised peers comes in the form of secret after-hours boxing matches held in the basements of bars. Fight Club is the brainchild of Tyler Durden, who thinks he has found a way for himself and his friends to live beyond their confining and stultifying lives. But in Tyler's world there are no rules, no limits, no brakes.
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  • 5

    Così parlò ... Tyler Durden

    Forse l'automiglioramento non è la risposta. [...] Forse la risposta è l'autodistruzione.

    Cinico, corrosivo, nichilista, alienato, disperato. Tyler Durden ovvero se Zarathustra fosse vissuto nel XX se ...continue

    Forse l'automiglioramento non è la risposta. [...] Forse la risposta è l'autodistruzione.

    Cinico, corrosivo, nichilista, alienato, disperato. Tyler Durden ovvero se Zarathustra fosse vissuto nel XX secolo. Chuck Palahniuk come novello Nietzsche. Filosofare con il martello. Leggere Fight Club è come rialzarsi stordito dopo aver avuto un pugno alla bocca dello stomaco, e capire che il sangue che hai alla bocca è il tuo. Volete saperne di più?
    La prima regola del Fight Club è che non si parla del Fight Club.

    Una nota di merito alla versione cinematografica di David Fincher: uno dei pochi casi in cui il film regge il confronto con il libro

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  • 3

    “Che cos'è peggio, l'inferno o niente?”

    "Voglio che mi tiri un cazzotto più forte che puoi”.
    E' l'inizio di un'amicizia (se così vogliamo chiamarla senza spoilerare) e di una sorta di furia anarchica e autolesionista che si espande a macchi ...continue

    "Voglio che mi tiri un cazzotto più forte che puoi”.
    E' l'inizio di un'amicizia (se così vogliamo chiamarla senza spoilerare) e di una sorta di furia anarchica e autolesionista che si espande a macchia d'olio e tutto annienta per tutto ricostruire, fomentata da odio di classe, assenza di figure genitoriali, ingiustizie sociali, consumismo.
    Colpisce il ritmo della narrazione, sonoro e rockeggiante, con frasi a cadenza martellante che trascinano il lettore quasi suo malgrado, e colpisce quel gusto per lo splatter tipico di Palahniuk, tra facce gonfie di botte e appagate, denti che saltano e sangue che sprizza catarticamente fuori nei momenti più improbabili, perché “forse l'automiglioramento non è la risposta... forse la risposta è l'autodistruzione”.
    Toccare il fondo per risalire, attirare l'attenzione di Dio per essere puniti e salvati (“che cos'è peggio, l'inferno o niente?”) e nel frattempo pestare il prossimo tuo come te stesso, o meglio ancora, farsi pestare secondo regole prestabilite, in un combattimento dove alla fine senti che niente è risolto ma poco importa, perché niente conta.
    Le ferite diventano stimmate laiche da sfoggiare con orgoglio, segni attraverso cui gli appartenenti al Fight Club si riconoscono strizzandosi a vicenda l’occhio tumefatto, mentre le pagine più cruente o demenziali sono talmente sopra le righe da sembrare quasi fumettistiche.
    Il punto più alto del romanzo, che potrebbe persino costituire un racconto a sé, è il capitolo venti, asciutto (se si escludono le copiose lacrime di uno dei personaggi) e senza eccessi: solo una pistola contro la tempia pronta e sparare e uno scambio di battute - più vicino, in effetti, ad un monologo - che scuote ed emoziona.
    Al lettore attento non sfuggirà che trattasi di nichilismo per molti versi moderato, dove la si butta in cagnara e si sbandiera la dissacrazione di concetti come bellezza e amore senza peraltro perderli mai di vista.
    E’ uno spirito da figliol prodigo che scaglia la prima pietra e si crogiola nel peccato:
    “Brucia il Louvre e pulisciti il culo con la Gioconda. Almeno così Dio saprà come ci chiamiamo”.

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  • 4

    Un approccio più che positivo verso questo autore un po' sui generis ed il suo più noto romanzo. Niente sorprese per uno che, come me, ha già visto e rivisto la pellicola tratta da questo libro. La mi ...continue

    Un approccio più che positivo verso questo autore un po' sui generis ed il suo più noto romanzo. Niente sorprese per uno che, come me, ha già visto e rivisto la pellicola tratta da questo libro. La mia impressione finale è comunque positiva, perchè Palahniuk è riuscito con il suo stile e la sua bravura ad intrattenermi nonostante conoscessi già la trama. Sicuramente iniziare la lettura senza conoscere nulla del romanzo avrebbe sortito un effetto sorpresa che, forse, avrebbe potuto farmi urlare al miracolo.

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  • 3

    correva il 1996..

    ... e chuck, senza saperlo, scrive la storia del M5S: Tyler Durden, alter ego di beppe grillo, e il suo esercito di scimme spaziali, i grillini, che alla fine si liberano di lui.
    profetico. ...continue

    ... e chuck, senza saperlo, scrive la storia del M5S: Tyler Durden, alter ego di beppe grillo, e il suo esercito di scimme spaziali, i grillini, che alla fine si liberano di lui.
    profetico.

    said on 

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