Fiore di poesia

1951-1997

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(724)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione: 

Curatore: Maria Corti

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 3

    Fiore di poesia è una antologia di poesie di Alda Merini attinte da diverse raccolte e composte nell’arco di più decenni, chiude l’antologia una serie di aforismi.
    Si legge un libro e si vorrebbe va ...continua

    Fiore di poesia è una antologia di poesie di Alda Merini attinte da diverse raccolte e composte nell’arco di più decenni, chiude l’antologia una serie di aforismi.
    Si legge un libro e si vorrebbe valutare ciò che si ha letto, ancora più difficile quando si tratta di poesie personalissime che rappresentano il nocciolo dell’anima di chi le ha scritte. Chi sono io per valutare le anime altrui?
    Se conoscessimo a fondo i drammi degli altri anche dei nostri nemici di quelli che ci fanno nulla o poca simpatia, li ameremmo di più.
    Confesso però che nella poetica di Alda Merini qualcosa non mi ha convinto pienamente, forse l’esibizione quasi fiera del proprio dolore?

    La poetessa presenta se stessa:

    ALDA MERINI
    Amai teneramente dei dolcissimi amanti
    senza che essi sapessero mai nulla.
    E su questi intessei tele di ragno
    e fui preda della mia stessa materia.
    In me l'anima c'era della meretrice
    della santa della sanguinaria e dell'ipocrita.
    Molti diedero al mio modo di vivere un nome
    e fui soltanto una isterica

    Versi agghiaccianti che Alda Merini dedica all’esperienza del manicomio:

    IL MANICOMIO E' UNA GRANDE CASSA DI RISONANZA
    Il manicomio è una grande cassa di risonanza
    e il delirio diventa eco
    l'anonimità misura,
    il manicomio è il monte Sinai,
    maledetto, su cui tu ricevi
    le tavole di una legge
    agli uomini sconosciuta

    LAGGIU' DOVE MORIVANO I DANNATI
    Laggiù dove morivano i dannati
    nell'inferno decadente e folle
    nel manicomio infinito,
    dove le membra intorpidite
    si avvoltolavano nei lini
    come in un sudario semita,
    laggiù dove le ombre del trapasso
    ti lambivano i piedi nudi
    usciti di sotto le lenzuola,
    e le fascette torride
    ti solcavano i polsi e anche le mani,
    e odoravi di feci,
    laggiù, nel manicomio
    facile era traslare
    toccare il paradiso.
    Lo facevi con la mente affocata,
    con le mani molli di sudore,
    col pene alzato nell'aria
    come una sconcezza per Dio,
    laggiù nel manicomio
    dove le urla venivano attutite
    da sanguinari cuscini
    laggiù tu vedevi Iddio
    non so, tra le traslucide idee
    della tua grande follia.
    Iddio ti compariva
    e il tuo corpo andava in briciole,
    delle briciole bionde e odorose
    che scendevano a devastare
    sciami di rondini improvvise

    Questi invece sono versi d’amore che Alda dedica al secondo marito medico e lui stesso poeta, sposato quando lui era già anziano di 85 anni, un matrimonio discusso, un’amicizia nata per corrispondenza un’amicizia telefonata lì unì entrambi la passione divorante per la poesia.

    A MICHELE PERRI
    Amore, perdonami: sono brutale e vorrei ungerti d'olio,
    ti perseguito e vorrei
    che davanti a te io fossi un tappeto,
    ti amo e mi recludo nel mio silenzio,
    ma ho paura, paura di me stessa,
    di questi gigli orrendi di fame e di fango
    che crescono nella mia mente.
    I tuoi figli non mi perdonano
    e divorano la mia anima, i tuoi figli sono divoratori,
    eppure io che sono madre
    sazierò le loro bocche violente
    perché non arrivino mai al nostro amore,
    a dividere la nostra infamia segreta
    di poeti malevissuti nel mondo

    Queste brevissime le ho trovate terribilmente toccanti, sono dedicate a due indumenti rispettivamente di un padre e di una madre. E’ una esperienza che alcune volte ho vissuto: abbracciare un indumento di una persona amata, indumento che giace sul letto o sullo schienale di una sedia, vuoto del corpo che ha rivestito, sformato dalla sua assenza, impregnato del suo odore e della sua essenza.

    IL PASTRANO
    Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa
    era un pastrano di lana buona
    un pettinato leggero
    un pastrano di molte fatture
    vissuto e rivoltato mille volte
    era il disegno del nostro babbo
    la sua sagoma ora assorta ed ora felice.
    Appeso a un cappio o al portabiti
    assumeva un'aria sconfitta:
    traverso quell'antico pastrano
    ho conosciuto i segreti di mio padre
    vivendolo così, nell'ombra

    IL GREMBIULE
    Mia Madre invece aveva un vecchio grembiule
    per la festa e il lavoro,
    a lui si consolava vivendo.
    In quel grembiule noi trovammo ristoro
    fu dato agli straccivendoli
    dopo la morte, ma un barbone
    riconoscendone la maternità
    ne fece un molle cuscino
    per le sue esequie vive

    ha scritto il 

  • 4

    Indubbiamente, l'antologia curata da Maria Corti per l'edizione Einaudi costituisce per il lettore un valido approccio alla poesia di Alda Merini.
    Innanzi tutto a quel suo intendere l'ispirazione poet ...continua

    Indubbiamente, l'antologia curata da Maria Corti per l'edizione Einaudi costituisce per il lettore un valido approccio alla poesia di Alda Merini.
    Innanzi tutto a quel suo intendere l'ispirazione poetica – il “gobbo sfaccendato che ha il dono di una strana profezia” - quale ricerca privilegiata del mistero dell'esistenza e dell'esistente;
    Si tratta di una ricerca che, condotta all'insegna della fatica e della rinuncia, non trova però alcun risarcimento nella realtà. Anche se questa seria missione necessita di molti strumenti, tutti quelli di cui il poeta dispone in quanto individuo: pensiero, sentimenti, sensi, gioie e dolori, collocazione sociale; in una parola, tutto ciò che si agita nel caos oscuro della sua personalità.
    I versi più emozionanti li si trova nelle liriche de LA TERRA SANTA (1984), raccola nella quale viene narrata l'esperienza del ricovero in manicomio: “il manicomio è il monte Sinai,/maledetto,/su cui tu ricevi/le tavole di una legge/agli uomini sconosciuta.”
    Anche quando veste i panni dell'aforista Alda Merini deve essere apprezzata ed ascoltata con attenzione. Secondo la “musa dei navigli”, l'aforisma, conciso ed immediato, è il prodotto di una spontanea creazione, soprattutto orale. Negli aforismi proposti è chiara la sua avversione ad ogni spazio, non solo fisico, che la rinchiuda, che la costringa ad essere diversa, che le tarpi le ali: “Sono molto/inquieta/quando mi legano/allo spazio” e, in altro luogo: Non mi lascio mai/escludere/dal mio io.”
    Buona lettura!... e che lettura!

    ha scritto il 

  • 3

    FIORE DI POESIA

    “Amai teneramente dei dolcissimi amanti
    Senza che essi sapessero mai nulla.
    E su questi intessei tele di ragno
    E fui preda della mia stessa materia”

    Nell’ambito di una visione letteraria del cam ...continua

    “Amai teneramente dei dolcissimi amanti
    Senza che essi sapessero mai nulla.
    E su questi intessei tele di ragno
    E fui preda della mia stessa materia”

    Nell’ambito di una visione letteraria del cammino poetico della poetessa Alda Merini, questo libro contiene versi poco noti ai lettori in quanto editi nei primi anni cinquanta e spesso ormai introvabili, che ripercorrono fasi salienti della vita dell’autrice e i turbamenti provocati dalle sue vicende terrene in funzione delle successive creazioni poetiche. Ma la poesia, era indubbiamente il suo destino.

    ha scritto il 

  • 5

    Solo una mano d' angelo

    Solo una mano d' angelo
    intatta di sé, del suo amore per sé,
    potrebbe
    offrirmi la concavità del suo palmo
    perché vi riversi il mio pianto.
    La mano dell' uomo vivente
    è troppo i ...continua

    Solo una mano d' angelo

    Solo una mano d' angelo
    intatta di sé, del suo amore per sé,
    potrebbe
    offrirmi la concavità del suo palmo
    perché vi riversi il mio pianto.
    La mano dell' uomo vivente
    è troppo impigliata nei fili dell' oggi e dell' ieri,
    è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
    Non potrà mai la mano dell' uomo mondarsi
    per il tranquillo pianto del proprio fratello!
    E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
    dalle lontane radici nutrite d' eterno e d' immenso
    potrebbe filtrare serena le confessioni dell' uomo
    senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa.

    In ogni verso di questa raccolta è racchiusa la vita di una persona ( prima ancora di una poetessa ) indimenticabile!

    ha scritto il 

  • 5

    Raccolta di poesie che percorre con i temi la vita che è stata di Alda Merini: tormento, perdizione, esasperazione, amore.
    Poesie dedicate agli uomini che ha amato e alle amiche che ha perduto.
    Un lib ...continua

    Raccolta di poesie che percorre con i temi la vita che è stata di Alda Merini: tormento, perdizione, esasperazione, amore.
    Poesie dedicate agli uomini che ha amato e alle amiche che ha perduto.
    Un libro che ne racchiude e conserva il respiro.

    Per la mia recensione completa: http://clerville.blogspot.it/2013/11/recensione-fiore-di-poesia-di-alda.html

    ha scritto il 

  • 5

    http://startfromscratchblog.blogspot.it/2013/03/un-caffe-con-alda-merini.html

    Il mondo impone la catalogazione in ogni settore: impiegato, operaio, imprenditore, studente (e poi tra questi: studente d ...continua

    http://startfromscratchblog.blogspot.it/2013/03/un-caffe-con-alda-merini.html

    Il mondo impone la catalogazione in ogni settore: impiegato, operaio, imprenditore, studente (e poi tra questi: studente di economia, studente di filosofia, studente di sociologia).
    Così come scrittore, autore, poeta, pittore e via discorrendo.
    Come se l’arte potesse essere racchiusa in un paio di termini preconfezionati.
    Come se quello che si fa fosse indice di quello che si è.
    Alda Merini, come qualsiasi artista intriso di talento, contrasta per definizione ogni sorta di grado, contenendone anche più d’uno fino a raschiare ogni contorno.

    ha scritto il 

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