Follia

Di

Editore: CDE

4.1
(7351)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Olandese

Isbn-10: A000006986 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Matteo Codignola

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    una storia di passione devastante, una passiono vera folle , che bene o male tutti noi abbiamo vissuto con la sola differenza che lei ha preso, al momento del bivio,la strada della follia. é forse sta ...continua

    una storia di passione devastante, una passiono vera folle , che bene o male tutti noi abbiamo vissuto con la sola differenza che lei ha preso, al momento del bivio,la strada della follia. é forse stata se stessa? senza vincoli, senza "ma", "se".. Straordinario, duro, intenso, ma così vero nelle emozioni , nei sentimenti. cosi forti e travolgenti..

    ha scritto il 

  • 4

    “La psichiatra”, Wulf Dorn. Il gioco dell’oca, solo meno avvincente.

    “Follia” aveva un titolo ed una copertina troppo accattivanti perché si potesse lasciarlo sullo scaffale di quella libreria. Inoltre avevamo un disperato bisogno di riconciliarci con il thriller psico ...continua

    “Follia” aveva un titolo ed una copertina troppo accattivanti perché si potesse lasciarlo sullo scaffale di quella libreria. Inoltre avevamo un disperato bisogno di riconciliarci con il thriller psicologico, dopo la pessima esperienza de “La psichiatra” (leggi l’articolo a riguardo). Ci siamo riusciti? Si, senza alcun dubbio.

    Si tratta del nostro primo incontro con Patrick McGrath, inglese, figlio di uno medico del manicomio criminale, cresciuto a pane e psichiatria. Biografia che spiega perché riesca a muoversi a proprio agio negli ambienti descritti in questo che è il suo quarto romanzo.

    La storia in poche righe, senza anticipazioni

    La cornice è quella di una clinica psichiatrica inglese che accoglie criminali con disturbi mentali, sul finire degli anni ‘50. Un contesto che, secondo gli usi dell’epoca, si concretizza in una vera e propria comunità, nella quale i medici e le loro famiglie vivono con continuità e presenza, profondendosi in un coinvolgimento che oggi faticheremmo a comprendere e soprattutto ad accettare. Ecco così che i protagonisti della narrazione sono gli psichiatri, le loro famiglie e i malati, in un intreccio di vicende inatteso e continuamente in bilico tra razionalità e patologia.

    Io narrante psichiatra

    Il tratto stilistico caratterizzante è costituito dalla presenza di un “io narrante” particolarmente interessante: il vice-direttore della struttura ospedaliera. Il dottor Peter Cleave non è solo protagonista attivo (passivo?) delle vicende narrate. Il dottor Peter Cleave è soprattutto uno psichiatra, intento a ricostruisce a posteriori la successione degli eventi.

    Il risultato di questa combinazione è una narrazione glaciale, al limite del referto medico. Ogni comportamento di ogni protagonista è filtrato, in modo tanto involontario quanto inevitabile, dalla lente deformante del medico. Perfino le descrizioni degli ambienti e della natura dei paesaggi inglesi, ricche, dettagliate ed evocative, sembrano giacere sotto un velo di opacità che ne mette in dubbio in qualche modo la spontaneità.

    Sensazione inattesa

    La lettura ci ha restituito una sensazione del tutto inattesa di coinvolgimento e distacco allo stesso tempo. Cronaca, emozioni, analisi ed emozioni sembrano tutte raccontate utilizzando un unico registro: quello scienitifico.

    Straniante, spiazzante. E convincente, ammaliante.

    PS:
    Non vorrei rigirare il coltello nella piaga, ma herr Wulf Dorn qualche ripetizione dal suo collega inglese la potrebbe prendere senza vergogna alcuna.

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    Questa e altre recensioni su www.amityexaminer.com

    ha scritto il 

  • 4

    Un bellissimo romanzo, un intenso viaggio nell'anima e nella psiche dell'uomo; una rappresentazione quasi analitica delle ossessioni, quanto esse controllino la nostra vita e quanto in là ci possano s ...continua

    Un bellissimo romanzo, un intenso viaggio nell'anima e nella psiche dell'uomo; una rappresentazione quasi analitica delle ossessioni, quanto esse controllino la nostra vita e quanto in là ci possano spingere.
    La travagliata vicenda di una donna debole e probabilmente annoiata, frustrata dalla mancanza di passione nella proprio vita. La stessa passione dalla quale si lascerà divorare, fino a diventarne malata, e che distruggerà per sempre una famiglia.
    Davvero una bella lettura; consigliata.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi si salva ?

    La domanda che ha percorso la lettura del libro ...
    Il libro mi è piaciuto, certo.... ma delinea un'umanità che non si fa amare e non sto certo parlando dei presunti folli che al limite possono vantar ...continua

    La domanda che ha percorso la lettura del libro ...
    Il libro mi è piaciuto, certo.... ma delinea un'umanità che non si fa amare e non sto certo parlando dei presunti folli che al limite possono vantare delle attenuanti ... ma dei personaggi apparentemente lucidi che a tratti ci appaiono algidi, o interessati o incapaci di amare se non in modo parziale o se totale malato .
    Quasi sempre trovo un personaggio a cui voler bene nei libri ... questa volta non è stato così ...ma ho voluto bene al libro ... follia ?

    ha scritto il 

  • 5

    Patrick MgGrath - Follia

    Romanzo molto intenso, che spesso mi ha preso alla bocca dello stomaco, direi perfetto in quasi tutti i suoi punti e snodi principali, compreso un finale amarissimo ma che non vuole assolutamente comp ...continua

    Romanzo molto intenso, che spesso mi ha preso alla bocca dello stomaco, direi perfetto in quasi tutti i suoi punti e snodi principali, compreso un finale amarissimo ma che non vuole assolutamente compiacere nessuno e proprio per questo è un pugno nello stomaco. Follia è la storia di Stella, moglie di uno psichiatria, che si innamora follemente di un paziente. Detto così il tutto può risultare riduttivo, ma in realtà il lavoro di MgGrath è di un'intensità che raramente ho avuto il piacere di leggere.

    Prima di tutto mi vorrei soffermare sulla figura di Stella, una donna indubbiamente complessa, vittima di un matrimonio grigio ma soprattutto legata ad un uomo che non le dà più (o forse non le ha mai dato) quelle sensazioni, quelle emozioni, quei brividi che solo certe persone sono in grado di farci provare. Alcuni lo chiamano amore, altri in modo diverso, la realtà è che ognuno di noi vorrebbe avere accanto quella persona che ci fa battere il cuore dal primo momento in cui l'abbiamo conosciuta fino all'ultimo respiro. La "colpa" (se così volgiamo chiamarla) di Stella è l'essersi innamorata di un artista senza arte né parte, un essere squallido, artista sì ma totalmente spostato. Forse sarà stato il suo ardore, il suo vigore sessuale o forse sarà stata la chimica fra i due, fatto sta che Stella rimette in discussione la propria vita, la propria famiglia, persino il proprio figlio.

    Il libro è un susseguirsi senza sosta di eventi concatenati fra loro e, oltre alla figura di Stella, assistiamo ad una carrellata di personaggi, tutti tratteggiati magistralmente, che di volta in volta assurgono al ruolo di coprotagonisti (perché l'unica vera protagonista è dall'inizio alla fine proprio Stella). Sto parlando naturalmente di Edgar, il suo amante, figura "bestiale", non mi viene altro modo per descriverlo. Bestiale nella sua carica erotica, bestiale nella sua arte, bestiale nel malmenare una donna che ha abbandonato tutto per lui. Insomma un uomo della peggior specie. Max invece, il marito di Stella, è il classico uomo insignificante, che grazie ai soldi della mamma si può permettere lusso, case e comodità. Un uomo che ha sposato prima di tutto il lavoro, un uomo che dà per scontate troppe cose, per prima sua moglie. Infine vorrei menzionare Peter, la voce narrante, quello che sorprende più di tutti, soprattutto alla fine. Ma la costante che accomuna tutti questi uomini è quella di non essere mai immuni al fascino di Stella e pure chi legge non riesce a rimanerne insensibile.

    Follia vi farà male, follia vi farà riprovare sensazioni sopite, follia vi farà gridare di dolore. In un'Inghilterra dai tratti gotici, che mi ha ricordato moltissimo Stoker, si consuma un ampio dramma, si consuma una storia che è prima di tutto un'ossessione. Talvolta l'amore è veramente qualcosa che sfugge a qualsiasi tipo di raziocinio, ma forse questo è sia il bello sia il brutto di questo sentimento. Bravo MgGrath a rappresentarne la duplicità in questo romanzo. Ovviamente molto consigliato, ma non sarà una scampagnata per i deboli di cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Niente di eccezionale

    Non mi ha lasciato il segno questa storia, una passione tormentata ma priva di sentimento, basata esclusivamente sull'ossessione erotica e ricostruita in modo troppo analitico e psichiatrico. Ne deriv ...continua

    Non mi ha lasciato il segno questa storia, una passione tormentata ma priva di sentimento, basata esclusivamente sull'ossessione erotica e ricostruita in modo troppo analitico e psichiatrico. Ne deriva uno stile narrativo freddo, distaccato e cupo che suscita inquietudine.

    ha scritto il 

  • 2

    Ammetto di averlo letto in un momento non tranquillissimo e di aver avuto da mia madre una sorta di esasperazione della bellezza...troppi "è bellissimo, straordinario, ti lascia a bocca aperta". Ed in ...continua

    Ammetto di averlo letto in un momento non tranquillissimo e di aver avuto da mia madre una sorta di esasperazione della bellezza...troppi "è bellissimo, straordinario, ti lascia a bocca aperta". Ed invece no. Una storia sul fallimento della vita coniugale e sullo scivolamento dell'io dinanzi alle passioni ed all'ossessione. Ben costruita! Ma quando si entra nel circolo e nel meccanismo del racconto diventa prevedibilissima...dato che Peter Cleave, il dottor Cleave, la voce narrante, prepara preventivamente tutti i colpi di scena usando tempi verbali che ti fanno capire come andrà a finire!
    Il primo libro letto di McGrath è stato Martha Peake. Quello si che è un capolavoro. Questo è carino. Stop.

    ha scritto il 

  • 3

    Un normale matrimonio in fallimento e il contestuale sbocciare di una storia d'amore malata. Psichiatri ovunque, esperti, super preparati eppure incapaci di freddezza e lucida analisi, poichè coinvolt ...continua

    Un normale matrimonio in fallimento e il contestuale sbocciare di una storia d'amore malata. Psichiatri ovunque, esperti, super preparati eppure incapaci di freddezza e lucida analisi, poichè coinvolti. Qualche intrigante-ai-fini-della-storia accenno ad omosessualità latenti. Toccante.

    ha scritto il 

  • 3

    Follia o insoddisfazione?

    E' questa la scelta che si trova a fare Stella, moglie del vicedirettore di un manicomio a lungo intrappolata in una vita matrimoniale insoddisfacente e frustrante, che ad un certo punto si trova irra ...continua

    E' questa la scelta che si trova a fare Stella, moglie del vicedirettore di un manicomio a lungo intrappolata in una vita matrimoniale insoddisfacente e frustrante, che ad un certo punto si trova irrazionalmente ad innamorarsi di uno dei pazienti del manicomio nel quale lavora il marito.
    Nonostante sia consapevole dei rischi, sceglie ugualmente di portare avanti la relazione piuttosto che di continuare a vivere il proprio quotidiano. Purtroppo la sua scelta determinerà una serie a catena di situazioni negative e drammatiche.
    Lettura piacevole e scorrevole. Voto: 3/5.

    ha scritto il 

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