Follia

Di

Editore: CDE

4.1
(7290)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 294 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Olandese

Isbn-10: A000006986 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Matteo Codignola

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 3

    Un normale matrimonio in fallimento e il contestuale sbocciare di una storia d'amore malata. Psichiatri ovunque, esperti, super preparati eppure incapaci di freddezza e lucida analisi, poichè coinvolt ...continua

    Un normale matrimonio in fallimento e il contestuale sbocciare di una storia d'amore malata. Psichiatri ovunque, esperti, super preparati eppure incapaci di freddezza e lucida analisi, poichè coinvolti. Qualche intrigante-ai-fini-della-storia accenno ad omosessualità latenti. Toccante.

    ha scritto il 

  • 3

    Follia o insoddisfazione?

    E' questa la scelta che si trova a fare Stella, moglie del vicedirettore di un manicomio a lungo intrappolata in una vita matrimoniale insoddisfacente e frustrante, che ad un certo punto si trova irra ...continua

    E' questa la scelta che si trova a fare Stella, moglie del vicedirettore di un manicomio a lungo intrappolata in una vita matrimoniale insoddisfacente e frustrante, che ad un certo punto si trova irrazionalmente ad innamorarsi di uno dei pazienti del manicomio nel quale lavora il marito.
    Nonostante sia consapevole dei rischi, sceglie ugualmente di portare avanti la relazione piuttosto che di continuare a vivere il proprio quotidiano. Purtroppo la sua scelta determinerà una serie a catena di situazioni negative e drammatiche.
    Lettura piacevole e scorrevole. Voto: 3/5.

    ha scritto il 

  • 4

    Perturbante

    Londra, 1959. Stella si innamora perdutamente, fatalmente di Edgar.
    C'è un problema ed è grave: lei è la moglie del vicedirettore di un manicomio inglese; lui un paziente in semilibertà, uno scultore ...continua

    Londra, 1959. Stella si innamora perdutamente, fatalmente di Edgar.
    C'è un problema ed è grave: lei è la moglie del vicedirettore di un manicomio inglese; lui un paziente in semilibertà, uno scultore uxoricida che al momento viene occupato in attività pratiche nella serra, ma che è costantemente seguito da Peter, l'attempato psichiatra che con apparente distacco e professionale pacatezza ci racconta la storia della distruttiva passione di Stella e Edgar di cui, capiamo fin dall'inizio, lui conosce già tutti gli sviluppi.
    L'algido marito, Max, l'infelice figlio bambino, Charlie, non saranno ovviamente risparmiati quando il vento della passione di Stella diventerá ben presto un turbine sconvolgente.
    Il racconto ha il ritmo di un thriller e il susseguirsi degli eventi non lascia respiro al lettore perché si sprofonda insieme a Stella nel suo dramma di donna infelice, sola, con la vertigine della sua indomabile passione, osservata e circondata da uomini che non sanno e non vogliono comprenderla.
    Alla fine, insieme al turbamento per il prevedibile esito tragico dell'irrefrenabile pulsione erotica della giovane donna, si rimane col perturbamento del dubbio, sorto dal risvolto imprevedibile della narrazione.
    Perché sono molteplici i volti della follia, insieme a quelli del sottile potere esercitato sugli altri; sono profili acquattati nell'ombra del perbenismo e mascherati dall'idea della decenza e del decoro, sono micce accese che esplodono in silenzio, apparentemente senza lasciare traccia.

    ha scritto il 

  • 5

    L'amore può spingere alla follia? O si tratta piuttosto di un'ossessione in cui si scivola a causa dell'insoddisfazione mal celata per la propria vita, all'apparenza perfetta?
    Attorno a queste questio ...continua

    L'amore può spingere alla follia? O si tratta piuttosto di un'ossessione in cui si scivola a causa dell'insoddisfazione mal celata per la propria vita, all'apparenza perfetta?
    Attorno a queste questioni ruota il romanzo di McGrath, scritto e costruito superbamente dal punto di vista di un narratore testimone dei fatti. Che condivide l'approccio scientifico di uno dei protagonisti, ma dietro la sua analisi quasi clinica si cela forse una debolezza, un lato morboso che porta a domandarsi se la malattia non possa colpire tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi sono avvicinata in punta di piedi a questo libro, forse per la paura di rimanere delusa a causa dell’entusiasmo pressoché unanime che lo circonda.
    E invece no, Follia di McGrath è un bel libro, un ...continua

    Mi sono avvicinata in punta di piedi a questo libro, forse per la paura di rimanere delusa a causa dell’entusiasmo pressoché unanime che lo circonda.
    E invece no, Follia di McGrath è un bel libro, un po’ “L’amante di Lady Chatterley” e un po’ "Madame Bovary”. Questo basta a far capire che il romanzo racconta la storia di una donna sola e insoddisfatta, sposata ad un marito poco presente e poco attento, che si lascia sedurre da un uomo che la porterà alla rovina. A maggior ragione in questo caso, poiché Stella è moglie di Max, vicedirettore nonché psichiatra di un grande manicomio criminale vicino Londra. L’uomo di cui si innamora, Edgar Stark, è un paziente di suo marito e -se questo non bastasse- oltre ad essere paranoico e soggetto a dei violentissimi attacchi di ira, è in quel posto per aver ucciso e fatto a pezzi sua moglie.
    In sole trecento pagine McGrath spinge il lettore ad esplorare le zone più recondite ed oscure della mente umana, tratteggiando con uno stile essenziale e privo di tecnicismi il carattere e le psicosi dei tre protagonisti di questo triangolo amoroso. Per fare ciò ricorre all’espediente del narratore esterno: la storia è infatti raccontata dallo psichiatra Peter Cleave -collega e amico di Max- che offre al lettore un quadro completo della condizione psichica di Edgar e Stella.
    Non aggiungo altro per non rovinare la sorpresa a chi non l’avesse letto, ma per un quadro completo mi sembra giusto riportare le tre frasi a mio parere più significative:
    "Le donne romantiche, riflettei. Non pensano mai al male che fanno in quella loro forsennata ricerca di esperienze forti. In quella loro infatuazione per la libertà."
    "Era come se l'avessero rubata, quella felicità, anzi come se l'avessero trovata per caso e se la fossero portata via di corsa, perché in realtà apparteneva a qualcun altro e loro non ne avevano alcun diritto."

    se vi va' passate a trovarmi sulla mia pagina Facebook, "La piccola biblioteca dei libri dimenticati" :)

    ha scritto il 

  • 3

    Follia

    Si dovrebbe dividere il libro a metà, la prima parte è molto bella, ti coinvolge tutto, situazioni assurde ma anche sensuali, poi diventa davvero folle, ad un certo punto quella madre non la puoi più ...continua

    Si dovrebbe dividere il libro a metà, la prima parte è molto bella, ti coinvolge tutto, situazioni assurde ma anche sensuali, poi diventa davvero folle, ad un certo punto quella madre non la puoi più sopportare, pagina dopo pagina precipita troppo lontana dalla realtà!! Morboso..

    ha scritto il 

  • 4

    Follia

    Tormento, illusione, passione e ossessione. A volte l'amore può sconfinare in tutto questo e non ci si rende conto di quanto se ne diventi dipendente, di cosa e di quanto, in nome dell'amore siamo dis ...continua

    Tormento, illusione, passione e ossessione. A volte l'amore può sconfinare in tutto questo e non ci si rende conto di quanto se ne diventi dipendente, di cosa e di quanto, in nome dell'amore siamo disposti a mettere in gioco, a cosa rinunciamo. A volte l'amore è un'ancora di salvezza dalla solitudine, ci si aggrappa e volutamente lo vediamo meraviglioso, fantastico e invece magari non è così ma è quello che vorremmo che fosse. Ci si tormenta per la mancanza e ci si illude se non è quello sognato. A volte invece l'amore è Amore e passione ed è quello che ci fa vivere e ci rende liberi. Ma a volte è ossessione e questa è un'altra storia, si chiama Follia. E cattura, fa male, stravolge, come questa storia che a tratti, per l'intensità della scrittura e la profondità dei personaggi mi ha rimandato ad un buon Simenon.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Ben architettato e non scontato

    All'inizio (e per inizio intendo grossomodo le prime 100 pagine) ho trovato questo libro vagamente noioso. Sì, raccontava di una donna, Stella, la moglie del vicedirettore del manicomio, che si innamo ...continua

    All'inizio (e per inizio intendo grossomodo le prime 100 pagine) ho trovato questo libro vagamente noioso. Sì, raccontava di una donna, Stella, la moglie del vicedirettore del manicomio, che si innamora di Edgar, artista uxoricida violento, e con lui vive la una passione amorosa intensa e travolgente tanto da scappare da un matrimonio piatto e senza attrattive emotive. Poi qualcosa è cambiato, anzitutto ha iniziato ad intrigarmi maggiormente il fatto che chi racconta sia il dott. Cleave, amico di Stella e analista di Edgar, che non cela il fatto di aver poi (dopo quali eventi all'inizio del libro non è dato saperlo) preso in cura anche Stella. Quindi un punto di vista che sembra oggettivo, ma che non lo è. Il dott. Cleave, si definisce un uomo anziano, non più interessato a far carriera, ma possiamo fidarci della sua oggettività? E soprattutto, nel corso della lettura, mi ha intrigato il fatto che piano piano l'asse si sposta (secondo me con grande bravura dell'autore) dalla passione-ossessione vissuta dai due innamorati ad altri nodi essenziali: il marito tradito, anche lui vittima della sua ossessione (carriera e famiglia), la moglie fedifraga che deve essere salvata, l'artista che non sa vivere senza la sua musa per produrre arte, e poi la figura più interessante di tutte, a mio parere, il dottore, che si pone al principio come un deus ex machina ma che scopriamo avere alla fine un risvolto ben diverso, più intimo e molto più "umano". E con umano intendo il fatto che anch'egli è vittima delle stesse ossessioni-passioni che vivono i suoi pazienti, delle quali in qualche modo si nutre. E' un libro che acquista valore e si assorbe col tempo, ben costruito e non scontato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Follia?

    Mah...mi aspettavo molto di più da questo libro, forse accade quando le aspettative sono troppo alte. In realtà l'ho trovato piacevole ma non eccezionale. Una storia di Follia? Non ne sarei così sicur ...continua

    Mah...mi aspettavo molto di più da questo libro, forse accade quando le aspettative sono troppo alte. In realtà l'ho trovato piacevole ma non eccezionale. Una storia di Follia? Non ne sarei così sicura. Alla fine se possiamo chiamare 'Follia' l'amore di Stella nei confronti di un uxoricida, perché non dovremmo farlo per quello di uno psichiatra nei confronti di una donna emotivamente e sessualmente disturbata come lei. Chi non è mai stato ossessionato da qualcuno nella vita? In amore siamo tutti dei 'Folli', nessuno escluso.

    ha scritto il 

  • 5

    Eccezionale

    Premetto che a me piacciono molto i romanzi ambientati in manicomio e fra tutti quelli che ho letto, finora, Follia è indubbiamente in testa sia per la prospettiva da cui è narrato (gli eventi sono ra ...continua

    Premetto che a me piacciono molto i romanzi ambientati in manicomio e fra tutti quelli che ho letto, finora, Follia è indubbiamente in testa sia per la prospettiva da cui è narrato (gli eventi sono raccontati in terza persona dallo psichiatra che ha in cura i protagonisti), sia per la trama che io ho trovato avvincente in ogni parte. In più di un momento ho avuto la sensazione dell'inseguimento, del bracconaggio, Stella non riesce ad avare pace nemmeno quando pare che abbia raggiunto un certo equilibrio. Tutti i personaggi sono caratterizzati benissimo. L'aspetto che mi ha colpito di più è l'obiettiva ambiguità con cui vengono raccontati gli eventi, non esistono buoni e cattivi, solo fragili esseri umani con le loro passioni, le loro debolezze e le ossessioni che fuggono da qualsiasi morale. Ad un certo punto non sapevo se parteggiare per la relazione morbosa dei due amanti malati o per il ripristino della norma, colui che poteva sembrare il cattivo finisce col generare un senso di identificazione per cui ti sorprendi quasi a sposarne la causa. E' una storia violenta e, in certi punti, particolarmente difficile da digerire. Straconsigliato agli amanti del genere.

    ha scritto il 

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