Language: Français | Number of pages: 288 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Italian , Spanish , English

Isbn-10: 2916136185 | Isbn-13: 9782916136189 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Aimez-vous Fosca ?
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Description du livre
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  • 4

    Con questo libro Tarchetti si insinua nella mente del lettore spingendolo a scorrere una pagina dopo l'altra in una febbrile attesa del finale. Le vicende di Giorgio e Fosca, del loro amore malato e i ...continuer

    Con questo libro Tarchetti si insinua nella mente del lettore spingendolo a scorrere una pagina dopo l'altra in una febbrile attesa del finale. Le vicende di Giorgio e Fosca, del loro amore malato e isterico contrapposto a quello iniziale dell'uomo verso Clara conquistano il lettore in un vortice di sentimenti e riflessioni... La bruttezza come specchio della malattia mentale e la fragilità umana sono descritti magistralmente da uno dei massimi esponenti della Scapigliatura che si ispira al suo personale vissuto.
    Assolutamente da leggere

    dit le 

  • 4

    Sebbene solitamente non mi piacciano i romanzi creati tramite i diari/scartafacci del protagonista, Tarchetti (a mio parere, ingiustamente accusato troppo spesso di essere ancora "ingenuo" nell'utiliz ...continuer

    Sebbene solitamente non mi piacciano i romanzi creati tramite i diari/scartafacci del protagonista, Tarchetti (a mio parere, ingiustamente accusato troppo spesso di essere ancora "ingenuo" nell'utilizzo della lingua italiana (libro scritto infatti nel 1869, quando ancora l'Italia non era unita)) da incatenare il lettore fino all'ultima pagina. Pur con una partenza a rilento, il ritmo man mano diviene più incalzante, bellissimo l'epilogo finale (ahinoi Tarchetti morì prima della stesura e dobbiamo accontentarci della scrittura del suo editore).
    lettura altamente consigliata

    dit le 

  • 3

    Fosca, nomen omen, mai detto fu più vero.
    Prima ancora di conoscere Fosca, la protagonista di questo romanzo, di lei si ode un urlo acuto, prolungato, straziante che scende dai piani superiori di ...continuer

    Fosca, nomen omen, mai detto fu più vero.
    Prima ancora di conoscere Fosca, la protagonista di questo romanzo, di lei si ode un urlo acuto, prolungato, straziante che scende dai piani superiori di una aristocratica abitazione ed echeggia nei saloni facendo trasalire gli ospiti, amabilmente intenti a conversare e cenare.
    Fosca è oscura come il suo nome, incute timore e spavento, possiede un difetto dell’esistenza che raramente si perdona e che annebbia ogni altra dote, perché Fosca è bruttissima, una bruttezza che mette chi la guarda sulle difensiva, una bruttezza che deriva anche da una cagionevolezza di salute e da una sua deformità fisica, eppure la sua bruttezza non è ordinaria è una bruttezza quasi maestosa, tale da diventare connotazione che suscita attrazione, l’incerto fascino negativo dello straordinario.
    Fosca è sgraziata nel volto con ossa degli zigomi e delle tempie sporgenti, collo esiguo che contrasta con la grossezza della testa, uniche note di bellezza i capelli, lunghi folti e voluminosi, nerissimi, e due occhi belli scuri e velati.
    Per una sorta di risarcimento provvido che la natura talvolta fornisce a chi è meno provvisto di qualità estetiche Fosca è munita di doti spirituali fuori dal comune la sua è una intelligenza vasta e perspicace, è colta e di una sensibilità e sensualità, a tal punto vibranti, da rasentare quasi il patologico.
    Va da sè che la sua fu una giovinezza di obbligato isolamento, di una solitudine efferata che trovò unico sollievo nel furore della passione per il leggere e il meditare.
    Giovinezza dal bisogno di amore per anni inespresso e covato che diventa esasperato, trasformandosi in una febbre, in uno spasimo che irrompe dilagante quando incontrerà un giovane ufficiale avvenente, che suo malgrado, rimarrà irretito dalla stravaganza di questa donna, fuori dall’ordinario, restandone fagocitato in un misto di pietà, di affetto e di timore che a lei lo terranno fortemente avvinto e plagiato.

    In Fosca tutto è eccesso la sua personalità, il suo corpo, il suo stesso modo di amare, la sua ostinazione a volere imporre affetto in modo violento e senza limiti, la sua abnegazione e mancanza di amor proprio, una dolcezza morbosa e malata che, se da una parte le fa ricoprire l’amato di petali di fiori , dall’altra lo obbliga ad assaggiare le sue medicine, lo obbliga a mettersi ad un tavolo a scriverle una lettera d’amore che lei stessa detta, lo segue per ogni dove come ombra silente.
    E’ una storia che calamita perché veramente originale, anche se a fine lettura lascia un’ombra lunga di inquietudine, un senso di macabro, con quelle connotazioni gotiche che furono proprie di una certa parte del movimento letterario della Scapigliatura nel cui alveo l’autore Iginio Ugo Tarchetti si riconduce, quasi un precorritore dei romanzi di oggi pullulanti di vampiri giovanissimi, bellissimi, bianchissimi.

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  • 4

    Credevo fosse Romanticismo e invece era Scapigliatura

    tratto da https://lemieletturecommentate.wordpress.com/
    Questo romanzo mi era rimasto nella memoria e non lo sapevo. Quando sono andata a vedere sul sito di Ad alta Voce quali titoli potessi ascoltare ...continuer

    tratto da https://lemieletturecommentate.wordpress.com/
    Questo romanzo mi era rimasto nella memoria e non lo sapevo. Quando sono andata a vedere sul sito di Ad alta Voce quali titoli potessi ascoltare ed ho visto Fosca di iginio Ugo Tarchetti ho subito pensato/sperato che fosse la storia vista in tv tanti anni fa, la storia con quell’attrice imbruttita e magrissima che chissà perché mi aveva tanto colpita. E quella era. Dopo aver iniziato l’ascolto del libro mi sono documentata ed ho scoperto che il film che mi era rimasto così impresso da ragazzina era “Passione d’amore” di Ettore Scola e che l’attrice in questione è Valeria D’Obici.
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    Valeria D’Obici interpreta Fosca nel film “Passione d’amore” di Ettore Scola.

    Se avessi dovuto definire questa storia prima di documentarmi avrei detto che si tratta di un romanzo estremamente romantico, e, da un punto di vista letterario, mi sarei sbagliata; trattasi infatti di una storia facente capo alla corrente della Scapigliatura, anche se in fin dei conti mi sono sbagliata di poco, poiché quando penso al Romanticismo immagino lo sturm un drang tedesco (in italiano Tempesta e impeto) più che il Romanticismo italiano.

    Ma lasciamo da parte le correnti letterarie e le definizioni, che poco mi si confanno, e veniamo alla storia. Pur non essendo un amante dei racconti di amori estremi Fosca mi è piaciuto abbastanza, non so quanta parte abbia avuto la memoria del film visto da giovane e quanta ne abbia avuta la bella lettura di Alberto Rossatti, sta di fatto che il romanzo mi ha appassionata e l’ascolto è volato in un soffio. Mi ha ricordato un po’ il tema delle favole in cui c’è la sorella bella e quella brutta, qui non si parla di sorelle ma di due donne entrambe legate in modo diverso allo stesso uomo, una incarna la bellezza e la semplicità dell’animo sereno, l’altra la bruttezza e la passionalità ed il tormento. Una dicotomia tra il bello e il brutto, tra il semplice ed il complesso, tra il sereno ed il tormentato. Di fatto il protagonista ama il bello ma non riesce a distaccarsi dal brutto che lo avvolge con la sua passionalità… sembra quasi uno specchio della vita stessa, dove raramente abbiamo un solo aspetto bensì un alternanza in cui spesso non ci è dato di scegliere, un’alternanza che forse è necessaria, contro il piattume dell’uniformità; Fosca è una donna affascinante, una figura molto più interessante di Clara con la sua perfetta bellezza e noiosa felicità, almeno a mio avviso.

    Riporto una sola citazione:

    Temo immiserire il valore e l’aspetto delle mie passioni, tentando di manifestarle; temo obbliarle tacendole.

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  • 5

    Romanzo simbolo della scapigliatura lombarda, è la storia del tragico,morboso amore tra Giorgio, giovane ufficiale dell'esercito disilluso e deluso dalla vita e Fosca, donna dalla bruttezza notevole ( ...continuer

    Romanzo simbolo della scapigliatura lombarda, è la storia del tragico,morboso amore tra Giorgio, giovane ufficiale dell'esercito disilluso e deluso dalla vita e Fosca, donna dalla bruttezza notevole (il libro la descrive "scheletrica e dai grandi occhi sporgenti " ) e dal temperamento passionale e morbosamente possessivo. Giorgio ama in realtà Clara, una bellissima donna sposata dalla quale è ricambiato, ma, inizialmente per compassione, si lascia amare da Fosca, il cui amore disperato e ossessivo lo avvolge sempre di più finché egli con orrore, si rende conto che sta rimettendoci la salute mentale e che, pur tuttavia, non puo più fare a meno della donna....
    Un romanzo che mi ha colpito perché spicca decisamente nella letteratura italiana del periodo (sono gli anni d'oro del Verismo) e per come tratteggia un'indimenticabile figura di donna, Fosca, lacerata tra il suo disperato bisogno d'amore e l'insormontabile ostacolo della suabruttezza fisica.

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  • 4

    Vi siete mai innamorati di una brutta?

    Signori miei, non vi lamentate dello stile perché siamo nell'Ottocento.
    Vi siete mai innamorati di una persona brutta ma che riesce a catturare la vostra attenzione, a sequestrarvi? Ecco, questa è la ...continuer

    Signori miei, non vi lamentate dello stile perché siamo nell'Ottocento.
    Vi siete mai innamorati di una persona brutta ma che riesce a catturare la vostra attenzione, a sequestrarvi? Ecco, questa è la peculiarità di questo romanzo. E poi che è più brutto, l'aspetto di Fosca o la sua vita? Oppure quella di Giorgio? O forse quella di Clara, che è pietosa?

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  • 4

    Solipsismo, egotismo e vampirismo

    L’io narrante, in apertura di romanzo, non pare scrivere per un pubblico (nonostante l’autore si sia premurato di inserire l’infingimento - molto manzonesco - del manoscritto) ma solo per se stesso. L ...continuer

    L’io narrante, in apertura di romanzo, non pare scrivere per un pubblico (nonostante l’autore si sia premurato di inserire l’infingimento - molto manzonesco - del manoscritto) ma solo per se stesso. Le pagine del diario e le lettere intercalate sono gelosamente custodite, come un possesso segreto. Questo avviene non tanto per amor di realismo quanto per l’impellenza di una impostazione negativa che governa tutta l’architettura dell’opera. Tarchetti sembra dirci che Giorgio ha scritto queste pagine solo e soltanto per sé: in una sorta di rinnovellato secretum, tra l’altro risultato di molti giorni - altrimenti vuoti - di ritiro dal mondo. Tuttavia, al contempo, si affastellano dichiarazioni programmatiche che ci permettono di comprendere quanto, attraverso determinate strategie, l’autore cerchi di coinvolgere il proprio pubblico. Potremmo teorizzare in questi termini: tanto Giorgio si chiude in se stesso, tanto Iginio Ugo inserisce clausole e reticenze («Sarebbe inutile riandare sugli anni che hanno preceduto gli avvenimenti che sto per raccontare», «rinuncio a descrivere», «le pagine che ometto» ecc) che dialogano col lettore e lo invogliano a proseguire nella lettura, a cercare di scandagliare le pieghe più ombrose dei personaggi, a captare i palpiti di queste anime tormentate e seminascoste da cumuli di pre-novecentesca nevrosi.
    Giorgio abusa del proprio io, si trincera in se stesso, parla con se stesso, scrive per se stesso, sfiorando pericolosamente l’egomania, per un motivo semplicissimo - è quasi un riflesso condizionato, un automatismo pavloviano - : vuole riguadagnare la propria identità che gli è stata, lentamente, inesorabilmente, vampirescamente succiata dalla spaventosa Fosca. L’ego morboso della malata, cadaverica, isterica donna grandeggia, lievita, fagocita quello di Giorgio, che si fiacca e indebolisce quasi irreparabilmente. Solo le conseguenze di una serie di gesti estremi porranno una provvisoria fine alla aegritudo animi e alle conseguenti somatizzazioni.

    P. S. Sconsiglio l’edizione Oscar Mondadori perché sembra piena di refusi.
    P.P.S. La prima parte della recensione consiste in un’assimilazione personale di quanto letto in G. Rosa, La narrativa degli Scapigliati, Roma-Bari, Laterza, 1997, disponibile anche in edizione elettronica al seguente indirizzo: http://www.liberliber.it/mediateca/libri/r/rosa/la_narrativa_degli_scapigliati/pdf/rosa_la_narrativa_degli_scapigliati.pdf

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  • 2

    La quarta di copertina mi aveva intrigato per l'originalitá del tema trattato: l'amore per una donna brutta, anzi bruttissima (ma affascinante).
    Ma poi la lettura non si é rivelata cosí appassionante, ...continuer

    La quarta di copertina mi aveva intrigato per l'originalitá del tema trattato: l'amore per una donna brutta, anzi bruttissima (ma affascinante).
    Ma poi la lettura non si é rivelata cosí appassionante, anche perché di relazioni tra persone non ho trovato traccia.
    C'é solo il conflitto interiore dell'autore, attratto da un lato dalle gioie della vita (Clara) e dall'altro dalla paura ossessiva della malattia e della morte.
    Il personaggio di Fosca non ha altro fascino che il suo aspetto lugubre e cupo, non viene sviluppata, a mio avviso, nessuna qualitá e nessun episodio che possa renderla affascinante come donna, capace di creare un vero abisso in cui far precipitare il lettore.
    Anche Clara é un personaggio piatto, ma almeno alla fine é capace di un atto coraggioso, egoista e molto concreto, che ne evidenzia il profilo terreno, carnale e giocoso. Fosca invece é solo la paura della tomba, l'ossessione irrazionale della vanitá del tutto, ma nell'ambito della letteratura romantica e gotica credo si possano trovare esempi migliori di personaggi lugubri ma che intrigano.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    Il sole, i fiori e ogni genere di malattia

    Possibile che non ne avessi mai sentito parlare? Ho trovato questo classico per caso, incredibilmente poco pubblicizzato rispetto, poi, ad altri classici molto meno meritevoli.
    L'ottima valutazione ch ...continuer

    Possibile che non ne avessi mai sentito parlare? Ho trovato questo classico per caso, incredibilmente poco pubblicizzato rispetto, poi, ad altri classici molto meno meritevoli.
    L'ottima valutazione che ne do probabilmente è molto personale, ma questo romanzo si avvicina molto a ciò che cerco spesso nei personaggi che amo. Mi piacciono le persone tormentate, leggere del male di vivere e di amare, di chi si convince di vivere nella malattia e che da una condizione mentale costringe il suo corpo e chi lo circonda ad ammalarsi.
    Leggere di persone belle, ricche e stupidamente felici mi annoia.
    Fosca è brutta, sola e, da come afferma uno dei suoi dottori, affetta da tutte le malattie possibili, eppure nessuna mortale.
    Giorgio è bello, giovane e innamorato di una donna bella e insipida. Fosca lo trascinerà nella sua malattia fino a non fargli più distinguere tra la vita e la discesa nella tomba. Malato e bellissimo.

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