Frankenstein

Di

Editore: La Spiga Languages

4.0
(8658)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Catalano , Portoghese , Giapponese , Tedesco , Francese , Chi semplificata , Coreano , Greco , Svedese , Olandese , Ceco , Galego

Isbn-10: 8871008375 | Isbn-13: 9788871008370 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Cofanetto , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Nonostante la lettura odierna di questo libro sia logicamente diversa da quella fatta da un lettore del secolo nel quale fu scritto Frankenstein, si riconosce senza difficoltà la bravura dell'autrice. ...continua

    Nonostante la lettura odierna di questo libro sia logicamente diversa da quella fatta da un lettore del secolo nel quale fu scritto Frankenstein, si riconosce senza difficoltà la bravura dell'autrice.
    Sia per la parte introspettiva nei personaggi; sia per la costruzione della storia non banale e articolata; e sia per il ritmo narrativo (forse in alcune parti eccessivamente) romantico (e un po' teatrale).
    Ovviamente era un altro modo di scrivere, che oggi potrebbe non piacere e annoiare. Sicuramente un classico della letteratura gotica da leggere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    www.scaffalivirtuali.altervista.org

    É certamente particolare il modo, quasi scherzoso, in cui quest'opera così famosa è nata, ed è altrettanto particolare leggerla duecento anni dopo la sua pubblicazione. Nell'immaginario collettivo, in ...continua

    É certamente particolare il modo, quasi scherzoso, in cui quest'opera così famosa è nata, ed è altrettanto particolare leggerla duecento anni dopo la sua pubblicazione. Nell'immaginario collettivo, influenzato anche da decine di film, si hanno visioni molto diverse della creatura di Frankenstein, spesso citata come mostro. Lo stesso Frankenstein viene spesso rappresentato come uno scienziato pazzo, quando in realtà semplicemente vive, per un terzo circa del libro, il sogno di creare la vita dal nulla, passando i restanti due terzi del libro a pentirsene. Frankenstein è una persona molto istruita, determinata, uno scienziato che sogna di creare qualcosa di epico, che lo renderà famoso nei secoli futuri. Non si interroga sulla correttezza etica dei suoi esperimenti e alla fine è sopraffatto dalla sua stessa creatura, che ripudia fin dal primo istante. La creatura è piena di umanità, ma il suo aspetto la rende odiata da tutti e ben presto questo affetto si trasforma in rabbia violenta. Cosa manca alla creatura? Se lo chiede e trova anche la risposta: una donna del suo stesso tipo. Ma è Frankenstein disposto a creargliela? Le minacce del mostro gli lasciano scampo? É troppo tardi per avere un ripensamento mettendoci quell'etica che è mancata in precedenza? La storia appassiona ed è abbastanza diversa da ciò che se ne apprende dai film per grande e piccolo schermo, anche se a tratti vi sono delle descrizioni troppo prolisse, come spesso accade per la narrativa dell'epoca. Però resta un bel libro, ed è facile capire perché sia diventato immortale, più della stessa creatura di cui parla.

    ha scritto il 

  • 3

    Lame!

    I was really exciting to start this book but I can't say to have enjoyed if not for 30/40 pages at half way. I consider it a well written book, but, in my opinion, too often is given priority to the ' ...continua

    I was really exciting to start this book but I can't say to have enjoyed if not for 30/40 pages at half way. I consider it a well written book, but, in my opinion, too often is given priority to the 'poetry' rather than the actual story. It is a book from another era, obviously; it is not my favourite kind.

    ha scritto il 

  • 3

    mi è piaciuto: secondo me è da leggere anche solo per capire quanto la società manipola le informazioni a proprio piacimentoperchè ha chiamato il mostro frankestein? ????

    ha scritto il 

  • 3

    Come sanno anche i sassi, Mary Shelley scrisse Frankenstein quando aveva solo diciannove anni. Anche Foscolo, quando aveva la sua età, scriveva opere destinate a passare alla storia. Ne parlammo a lez ...continua

    Come sanno anche i sassi, Mary Shelley scrisse Frankenstein quando aveva solo diciannove anni. Anche Foscolo, quando aveva la sua età, scriveva opere destinate a passare alla storia. Ne parlammo a lezione con la mia insegnante di lettere. Chiese quanti di noi all'epoca avessero la stessa età - io e un altro ragazzo - e ci ricordò ancora quanto Foscolo fosse precoce e geniale. L'altro diciannovenne interruppe la sviolinata.
    "Io ho diciannove anni" Disse "E monto teloni."
    La prof. convenne che una poesia, a differenza di un telone, non ripara dal sole.

    Come la prof. non voleva sminuire il lavoro del mio compagno, io non voglio sminuire il lavoro di Mary Shelley. Scrivere un classico a quell'età non è un'impresa da tutti, affatto. Ma alla fine della lettura di Frankenstein - anzi, della rilettura - sono giunta alla conclusione che sia proprio l'inesperienza dell'autrice ad aver impedito al romanzo di far breccia nel mio cuore.
    La storia del Prometeo moderno e del mostro richiede da parte del lettore una notevole sospensione dell'incredulità. Il lettore o accetta di credere che si possa ricreare la vita dalla materia morta oppure non legge il libro. Semplice. La sospensione dell'incredulità però non può essere, ehm, un telone per ricoprire ogni singola mancanza, buco della trama o situazione implausibile, che qui abbondano. Il lettore è come se venisse in continuazione catapultato fuori dalla storia per porsi delle domande che non dovrebbe assolutamente porsi: come fa il narratore (un inutile capitano a cui Frankenstein racconta la sua storia) a riportare con tale dovizia di particolari quello che gli viene riferito? Come fa il mostro a parlare come un nobile dell'Ottocento? Come fa il mostro a risalire all'identità di Victor da un pugno di pagine del suo diario personale? Come mai nessuno nota un gigante di circa otto piedi? E così via. Potrei essere più indulgente, lo riconosco, se solo Mary Shelley non mi avesse messo a dura prova con una narrazione molto lenta e un po' troppo puntuale nel descrivere i paesaggi dove la storia è ambientata.
    So anche che molti, se non tutti, dei difetti sopracitati non sono davvero colpa dell'autrice: nel 1818 i romanzi si scrivevano così, con le cornici snervanti, i personaggi che avevano tutti la stessa voce, e un pubblico molto meno intransigente sulla sospensione di incredulità. Ma insomma, voi accetereste con un sorriso un telone bucato, anche se il suo design fosse splendido?

    ha scritto il 

  • 5

    "Ahimè! Perché l'uomo si vanta di una sensibilità superiore rispetto agli animali? Questo li rende solo degli esseri con più necessità. Se i nostri impulsi fossero limitati a mangiare, bere, desiderare, saremmo quasi liberi, ma..."

    "...noi siamo mossi da ogni vento che soffia e da una parola casuale o da una scena che quella parola trasmette. Dormiamo; un sogno ha il potere di avvelenare il sonno. Ci alziamo; un pensiero vagante ...continua

    "...noi siamo mossi da ogni vento che soffia e da una parola casuale o da una scena che quella parola trasmette. Dormiamo; un sogno ha il potere di avvelenare il sonno. Ci alziamo; un pensiero vagante contamina il giorno. Sentiamo, comprendiamo, o ragioniamo; ridiamo o piangiamo, accettiamo con amore il dolore o gettiamo via i nostri affanni; è lo stesso: perché, che sia gioia o sofferenza, il sentiero della sua partenza è ancora libero. Lo ieri dell'uomo non potrà mai essere come il suo domani; niente può durare, tranne la mobilità."

    Che libro maestoso, straziante, intenso!
    Una forte riflessione sui limiti della scienza e dello stesso uomo, che quando cerca di sostituirsi del tutto a Dio o alla Natura non può che creare orrori e seminare distruzione.
    Io ho sempre amato tantissimo il periodo romantico, e questo romanzo lo rispecchia in pieno: l'ardore giovanile, l'attrazione per l'esotico e per il viaggio, il brivido dell'orrido e dell'oscuro, l'emozione Sublime provata di fronte alla magnificenza della natura... Come non rivedersi in tutto questo?
    Già dall'introduzione si ha la possibilità di entrare appieno nell'atmosfera del testo, immersi come si è nei paesaggi dei ghiacci polari. La narrazione in prima persona permette di immedesimarsi al massimo grado nel protagonista, ma anche (grazie al suo breve discorso diretto e al racconto della sua storia) nello stesso Mostro, e di provare uguale pietà per il creatore e la creatura, per la vittima e per il carnefice.
    Erano ben quattro anni che aspettavo il momento adatto per leggerlo, e sono contentissima di averlo fatto ora! Lettura consigliata a chiunque.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha veramente sorpreso... Me lo aspettavo completamente diverso: segno che la cinematografia ha, ormai, rovinato il vero messaggio del romanzo. Ricordo che durante la lettura non sapevo da che parte ...continua

    Mi ha veramente sorpreso... Me lo aspettavo completamente diverso: segno che la cinematografia ha, ormai, rovinato il vero messaggio del romanzo. Ricordo che durante la lettura non sapevo da che parte schierarmi, se da quella del mostro o da quella di Victor: può la crudeltà essere giustificata dal disprezzo umano? I momenti di confessione del mostro erano, a tratti, commoventi: l'immedesimazione dava i brividi... vedersi rifiutato e disprezzato da tutto e da tutti... era difficile biasimare le sue azioni successive! Ma, allo stesso tempo, il dolore provato da Victor, impotente di fronte alla morte, il quale aveva solo perseguito il sapere e la conoscenza, senza minimamente immaginarne le conseguenze...

    ha scritto il 

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