Freedom

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Publisher: HarperCollins Publishers

4.0
(3091)

Language: English | Number of Pages: 570 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Dutch , German , Italian , Portuguese , French , Danish , Catalan , Spanish

Isbn-10: 0007269757 | Isbn-13: 9780007269754 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Political

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Book Description
The new novel from the author of The Corrections. Patty and Walter Berglund were the new pioneers of old St. Paul - the gentrifiers, the hands-on parents, the avant-garde of the Whole Foods generation. Patty was the ideal sort of neighbour who could tell you where to recycle your batteries and how to get the local cops to actually do their job. She was an enviably perfect mother and the wife of Walter's dreams. Together with Walter - environmental lawyer, commuter cyclist, family man - she was doing her small part to build a better world. But now, in the new millennium, the Berglunds have become a mystery. Why has their teenage son moved in with the aggressively Republican family next door? Why has Walter taken a job working with Big Coal? What exactly is Richard Katz - outre rocker and Walter's old college friend and rival - still doing in the picture? Most of all, what has happened to poor Patty? Why has the bright star of Barrier Street become "a very different kind of neighbour," an implacable Fury coming unhinged before the street's attentive eyes? In his first novel since The Corrections, Jonathan Franzen has given us an epic of contemporary love and marriage.
Freedom comically and tragically captures the temptations and burdens of too much liberty: the thrills of teenage lust, the shaken compromises of middle age, the wages of suburban sprawl, the heavy weight of empire. In charting the mistakes and joys of Freedom's intensely realized characters, as they struggle to learn how to live in an ever more confusing world, Franzen has produced an indelible and deeply moving portrait of our time.
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  • 5

    un titolo che non vale una cippa per un romanzo grandioso, quasi al pari de "Le correzioni". Cosa aspettarsi da uno che ha come hobby il birdwatching? In teoria niente di niente, al limite una noiosis ...continue

    un titolo che non vale una cippa per un romanzo grandioso, quasi al pari de "Le correzioni". Cosa aspettarsi da uno che ha come hobby il birdwatching? In teoria niente di niente, al limite una noiosissima gita alla ricerca del picchio di stocazzo, e invece questo tizio sa scrivere, eccome.

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  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/07/24/liberta-jonathan-franzen/

    “Ed ecco una grave mancanza di Walter: non riuscire ad accettare che Joey fosse diverso da lui. Se Joey fosse stato timido e di ...continue

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/07/24/liberta-jonathan-franzen/

    “Ed ecco una grave mancanza di Walter: non riuscire ad accettare che Joey fosse diverso da lui. Se Joey fosse stato timido e diffidente con le ragazze, se Joey si fosse trovato a suo agio nel ruolo del bambino, se Joey avesse voluto un padre che gli insegnava tante cose, se Joey fosse stato irrimediabilmente onesto, se Joey si fosse schierato dalla parte dei diseredati, se Joey avesse amato la natura, se Joey fosse stato indifferente ai soldi, lui e Walter sarebbero andati d’amore e d’accordo. Ma Joey, fin dall’infanzia, si era rivelato più simile a Richard Katz - cool per natura, rude e sicuro di sé, concentrato sui propri obiettivi, indifferente alla morale, intrepido con le ragazze - e così Walter aveva deposto ai piedi di Patty ogni frustrazione e delusione nei confronti del figlio, come se fosse lei la colpevole di tutto. Era da quindi anni che la implorava di appoggiarlo nei suoi tentativi di mettere in riga Joey, di aiutarlo a far valere la proibizione domestica di videogiochi, tv in eccesso e musica degradante per donne, ma Patty non poteva fare a meno di amare Joey così com’era.”
    (Jonathan Franzen, “Libertà”, ed. Einaudi)

    Walter e Patty sembrano incarnare il modello perfetto di una coppia colta, educata, benestante, progressista, esponenti di una classe medio-alta e soprattutto del mito della libertà statunitense. Sotto questa patina dorata, però, si nasconde tutt’altro. Le loro teorie si scontrano con la cruda realtà, in particolare quando il concetto di libertà è declinato dai figli Jessica e Joey. Quest’ultimo, poi, se ne va a vivere in casa dell’insopportabile vicino di casa, avvinto dall’amore per Carol. Inoltre, a dispetto delle idee democratiche di Walter, Joey ben presto diventa un fervente repubblicano che per giunta lavora per un’ambigua società che specula sulla guerra in Iraq. Per conto suo Walter, animalista, ambientalista, finisce sui giornali perché coinvolto in altrettanto oscuri legami con una società del carbone che sta disboscando un’intera zona con la scusa di creare una riserva faunistica.
    Ambientato a cavallo tra la fine del ventesimo secolo e i primi anni 2000, “Libertà” non tratta solamente della famiglia Berglund, attorno alla quale pure ruota il tutto, bensì anche di temi più generali che inducono a riflettere su come, nel quotidiano ma anche nel macroscopico, quella parola, libertà, sia tanto bella quanto difficile da attuare, in un mondo globalizzato nel quale le decisioni individuali debbono (dovrebbero) tenere conto di quali conseguenze possono avere o almeno di cosa c’è dietro ciò che consumiamo, usiamo.
    Franzen è abile nel ricamare una trama di oltre seicento pagine senza che vi siano grandi momenti di stanca, alternando i registri, ma sempre con una vena ironica che rende scorrevole la lettura e ci fa appassionare alle beghe sentimentali di Walter, Patty, Jessica, Joey e di Richard, il cantante rock amico intimo di Walter, così diverso da lui, così legato eppure anch’egli “vittima” di una maldestra attuazione della parola libertà. Insomma il punto cruciale di tutto il romanzo è la domanda: ammesso e non concesso che si sia liberi di agire, come dobbiamo agire per assecondare la nostra brama di libertà senza ledere gli altri?

    “Non sapeva cosa fare, non sapeva come vivere. Ogni novità che incontrava nella vita lo spingeva in una direzione che lo convinceva in pieno, ma poi spuntava un’altra novità che lo spingeva nella direzione opposta, anch’essa in apparenza giusta. Non esisteva un filo conduttore: si sentiva una pallina da flipper puramente reattiva, in un gioco il cui unico obiettivo era rimanere in vita per il semplice gusto di farlo. Buttare via il proprio matrimonio per seguire Lalitha gli era parso irresistibile, finché non si era visto nei panni del collega più anziano di Jessica, un altro maschio bianco americano iperconsumista che si sentiva in diritto di possedere di più e di più e di più: finché non aveva visto l’imperialismo sentimentale insito nell’innamorarsi di un’asiatica giovane e fresca dopo aver esaurito le riserve domestiche. Lo stesso valeva per la rotta che aveva tracciato negli ultimi due anni e mezzo con la Fondazione, convinto della validità dei propri argomenti e della bontà della propria missione, per poi scoprire, quella mattina a Charleston, di aver commesso solo tremendi errori. E lo stesso valeva per l’iniziativa sulla sovrappopolazione: c’era forse un modo migliore di vivere che quello di buttarsi nella sfida più critica del proprio tempo? Ma gli era bastato pensare a Lalitha con le tube legate perché quella sfida gli sembrasse fasulla e sterile. Come vivere?”

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  • 4

    Un tema tipico

    “USA BENE LA TUA LIBERTA”
    Lo trova scritto la figlia della protagonista Patty, Jessica. Il romanzo, come da titolo, si incentra fortemente su un leitmotiv della vita di ognuno, ma soprattutto un agget ...continue

    “USA BENE LA TUA LIBERTA”
    Lo trova scritto la figlia della protagonista Patty, Jessica. Il romanzo, come da titolo, si incentra fortemente su un leitmotiv della vita di ognuno, ma soprattutto un aggettivo rivelatore dell’essenza dell’american way of life. Il problema è che nessuno o pochissimi dei protagonisti sa usare bene la sua libertà, ne soffre le infinite possibilità che offre e le scelte si rivelano spesso errate. Un romanzo che se letto in quest’ottica è molto interessante.
    Mi sono piaciuti persino gli inserti più ecologisti e politici, che fanno entrare nella realtà delle cose non solo americana (attuali per tutto il mondo contemporaneo).
    Devo ancora capire perché i personaggi che a primo acchito si possono considerare come più positivi, come Walter e Lalitha, alla fine sono quelli che mi hanno irritato di più, mentre i personaggi “sbagliati” (Patty e Richard) mi sono rimasti più dentro.
    Mi ha deluso un po’ il finale, mi ero chiaramente immaginato, leggendo, un'altra conclusione. Forse solo questo è stato l’unico neo di un libro comunque da leggere.

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  • 4

    Cos'è in fondo la libertà

    Ma cos'è la libertà, pensavo alla fine di questo libro. Forse quella sensazione di poter essere sempre padroni del proprio destino e delle proprie scelte. Ed esiste davvero? Non lo so. Di solito siamo ...continue

    Ma cos'è la libertà, pensavo alla fine di questo libro. Forse quella sensazione di poter essere sempre padroni del proprio destino e delle proprie scelte. Ed esiste davvero? Non lo so. Di solito siamo portati a credere di sì, eppure ogni nostra scelta, ogni strada che prendiamo è sempre condizionata dalla presenza o assenza di tanti fattori esterni a noi stessi: persone care, sentimenti, affezioni, situazioni in cui nasciamo e cresciamo e viviamo. E così anche Walter e Patty forse non sono mai davvero liberi di fare le proprie scelte di vita, accecati l'uno dall'altra, prigionieri spesso l'uno dell'altra.
    Questo libro in fondo trasuda infelicità: è una storia tutto sommato ordinaria, di persone come tante, infelici (per lo più) e felici (a tratti) come purtroppo tanti altri. La depressione non risparmia nessuno: è questa oggi la nostra realtà?
    Eppure in questo contesto riescono comunque ad emergere tanti sentimenti positivi: l'amore (quello di Lalitha e Connie, soprattutto), l'amicizia, l'affetto famigliare, il credere in qualcosa con ogni parte di sé, la passione per la salvaguardia del nostro pianeta e non solo del nostro orticello.
    Tuttavia, quando il libro è finito, non si può non avere la sensazione che sia stata la negatività a farla da padrona. Ma non dà poi così fastidio se si pensa all'abilita di Franzen nel saper raccontare una storia che nasce ordinaria, passa per un momento straordinario, e finisce di nuovo ordinaria. Riguarda forse tutti noi. Le prime pagine invogliano la lettura come quei libri che sai già dalla prima frase che ti lasceranno qualcosa, e infatti io l'ho divorato in pochi giorni, però è vero, il finale non è all'altezza dell'inizio.
    L'altro pregio di Franzen è quello di calarsi con estrema lucidità nella vita americana di tutti i giorni, soprattutto per quanto riguarda l'inizio del terzo millennio, e denunciare problemi che spesso si fa fatica ad affrontare. C'è tutto un mondo dietro questa famiglia.

    Ma tornando al concetto di libertà, se si legge con attenzione non si può riflettere sul fatto che Franzen lo utilizzi con un fare piuttosto provocatorio. Così, ad esempio, il padre di Jenna si permette di dire, a proposito dell'invasione dell'Iraq, che: "La libertà è una rottura di palle. E proprio per questo è indispensabile cogliere l'occasione che ci si è presentata quest'autunno. Per indurre una nazione di gente libera ad abbandonare le idee sbagliate ed appoggiarne di migliori, con ogni mezzo necessario".
    O ancora Walter: "Tutto gira intorno allo stesso problema, le libertà personali [...] La gente è venuta in questo paese per cercare soldi o libertà. Se non hai soldi, ti aggrappi ancora più rabbiosamente alle tue libertà. [...] Sarai anche povero, ma l'unica cosa che nessuno ti potrà mai togliere è la libertà di sputtanarti la vita come ti pare e piace".

    Libertà come concetto egocentrico e assolutamente egoistico, che forse non mira e non può mirare al bene comune. A vederla così è un po' triste, ma forse realistico. Ovviamente non è la sola lettura, è un romanzo ricco che lascia spazio ad altre interpretrazioni. Ma alla fine è pur sempre solo un romanzo, e allora forse meglio concentrarsi su Walter e Patty.

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  • 4

    Ma che cos'è la libertà in fin dei conti? Avere il coraggio di dire la verità agli altri e soprattutto a se stessi pena una vita falsa che prima o poi implode e si trascina tutti dentro.

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  • 4

    La media borghesia d’oltreoceano che si rispecchia nelle vicende della famiglia Berglund e il suo vicinato
    La politica americana e le sue scelte nelle parole del democratico Walter e del repubblicano ...continue

    La media borghesia d’oltreoceano che si rispecchia nelle vicende della famiglia Berglund e il suo vicinato
    La politica americana e le sue scelte nelle parole del democratico Walter e del repubblicano Joey
    L’agognato sogno stelle e strisce che fa a cazzotti con la realtà e si veste di rinunce, tradimenti, ambiguità
    La libertà di assaporare un amore
    la libertà di salvare un uccellino e il suo habitat
    la libertà di costruirsi un proprio piccolo mondo su misura
    la libertà di scrivere un romanzo di così ampio respiro che la “confusione” cronologica non è difetto ma valore aggiunto

    “Mi sa che la mia vita non è sempre stata felice, o facile, o precisamente come l’avrei voluta. A un certo punto devo solo cercare di non pensare troppo a certe cose, altrimenti mi si spezza il cuore.”

    E’ libertà anche questa.

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  • 4

    la classe media americana va in paradiso....

    Un libro lento, sembra ne leggi tanto e poi ti accorgi che stai ancora li a pag X, e ne mancano davvero tante, poi all'improvviso acceleri e non ti fermi, poi rallenti di nuovo e pensi, specie all'ini ...continue

    Un libro lento, sembra ne leggi tanto e poi ti accorgi che stai ancora li a pag X, e ne mancano davvero tante, poi all'improvviso acceleri e non ti fermi, poi rallenti di nuovo e pensi, specie all'inizio, ce la farò a portarlo a termine? Ma poi dopo un po' ti accorgi che ti lavora dentro e che i personaggi cominciano a prendere forma. Insomma un libro vero, reale, di una normalità disarmante, sembra di leggere una biografia, tanto i personaggi sembrano veri, con le loro ansie, i loro difetti e le loro sconfitte, ma anche con le loro vittorie, non molte direi. La disillusione della classe media americana, dove è facile trovare lavoro, se vuoi e se hai fatto le scuole giuste e se hai chi ti finanza gli studi, ma dove forse non è facile trovare la propria strada, quella che ti da la libertà e non ti incatena. E' la lotta delle aspettative, sentirsi appagato oppure fare la cosa giusta? Perchè quasi mai coincidono le due cose.
    Un libro che va bene per l'America ma ormai anche per questa Europa.

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  • 2

    Abbandonato.
    Scrittura molto curata ma artefatta, si sente dietro la mano dell'autore che soppesa eccessivamente ogni cosa tralasciando la spontaneità e il normale dispiegarsi del romanzo.
    Inevitabile ...continue

    Abbandonato.
    Scrittura molto curata ma artefatta, si sente dietro la mano dell'autore che soppesa eccessivamente ogni cosa tralasciando la spontaneità e il normale dispiegarsi del romanzo.
    Inevitabile conseguenza è la mancanza di punti forti che possano smuovere le interiora di noi lettori creando quel subbuglio odioso e pesante che, però, tanto amiamo nella letteratura. Piatto, questo libro.
    Per quanto abbia detestato Franzen anche lì, Le correzioni è superiore certamente a Libertà.

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  • 4

    L'uscita di Purity mi ha finalmente spinto a leggere Libertà, da oltre un anno in attesa sullo scaffale. Alcune recensioni avverse - corroborate dal parere di amici attendibili - mi avevano scoraggiat ...continue

    L'uscita di Purity mi ha finalmente spinto a leggere Libertà, da oltre un anno in attesa sullo scaffale. Alcune recensioni avverse - corroborate dal parere di amici attendibili - mi avevano scoraggiato. E invece.
    Franzen è un tessitore di trame che catturano il lavorio delle emozioni, delle sensazioni, del raziocinio, del vivere individuale nela tela dei sentimenti, nelle dinamiche sociali, tecnologiche, politiche. Ha il dono di essere denso e assieme brillante, concettoso e ironico, distaccato e umorale.
    La vicenda a più voci è - come già in Le correzioni - come un ciclo pittorico, ogni quadro con la propria angolazione rispetto al divincolarsi dei protagonisti tra di loro e immersi nel reticolo di scelte possibili, auspicabili, obbligate, avventate, istintive, convenienti, meschine, generose, catastrofiche. Libertà è il nodo di tutto, l'equilibrio tra opzioni e conseguenze, tra etica e calcolo, tra natura e ragione.
    Malgrado qualche passaggio forzato che fa traballare l'impalcatura, è una prova che conferma Franzen tra i grandi narratori contemporanei.
    E adesso sotto con Purity.

    said on 

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