Fuga senza fine

Una storia vera

Di

Editore: Bompiani

3.8
(1038)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 162 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: A000073118 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Lucido e pungente

    Leggere un libro di Roth è sempre una bella esperienza. Il racconto è sempre fluido e molto coinvolgente, con una capacità incredibile di descrivere stati d'animo, situazioni e sensazioni che altri au ...continua

    Leggere un libro di Roth è sempre una bella esperienza. Il racconto è sempre fluido e molto coinvolgente, con una capacità incredibile di descrivere stati d'animo, situazioni e sensazioni che altri autori non possiedono. La storia di questo inquieto nomade, che corre dietro alla felicità senza per forza trovarla, è il racconto di un viaggio senza una meta precisa, dove però nel frattempo ci racconta la borghesia europea fra le 2 guerre con dei giudizi estremamente lucidi ed efficaci. Da non perdere.

    ha scritto il 

  • 3

    🎶🎵"Io cerco la Titina, Titina, Titina"🎵🎶

    Tunda esule di corpo e d'animo non trova un luogo in cui fermarsi. ...Siberia, Vienna, Berlino, Parigi.

    " ... io cerco la Titina..." 🎶🎵

    Tunda non trova neanche una donna su cui soffermarsi.
    Chimerica ...continua

    Tunda esule di corpo e d'animo non trova un luogo in cui fermarsi. ...Siberia, Vienna, Berlino, Parigi.

    " ... io cerco la Titina..." 🎶🎵

    Tunda non trova neanche una donna su cui soffermarsi.
    Chimerica Irene, prima fidanzata.
    Con lei non avrebbe avuto probabilmente nulla in comune, ma solo per il fatto che non l'ha avuta ne conosciuta a fondo, diventa il simbolo e la meta cui tendere. Non a caso, quando si incrociano fortuitamente, i due manco si riconoscono.

    "...chissà dove sarà !"🎵🎶

    Dell'essere superflui e del non esserne consapevoli.

    "Non aveva nessuna professione, nessun amore, nessun desiderio, nessuna speranza, nessuna ambizione e nemmeno egoismo. Superfluo come lui non c’era nessuno al mondo."

    Tunda uomo senza meta, senza scopo e senza qualità.

    Un romanzo che non mi ha entusiasmato.

    ha scritto il 

  • 3

    «L'amore, l'amore!» gridava Nataša. «Raccontalo alla tua fidanzata! Io disprezzo il tuo amore. Che vuol dire? Non sai nemmeno spiegarlo. Hai sentito una parola, l'hai letta nelle poesie e nei vostri l ...continua

    «L'amore, l'amore!» gridava Nataša. «Raccontalo alla tua fidanzata! Io disprezzo il tuo amore. Che vuol dire? Non sai nemmeno spiegarlo. Hai sentito una parola, l'hai letta nelle poesie e nei vostri libri bugiardi, nelle vostre riviste per buone famiglie! L'amore, l'avete magnificamente organizzato! Qui avete la casa dove abitate, là la fabbrica o la bottega del droghiere, dall'altra parte la caserma, accanto il bordello e in mezzo il pergolato. Fate come se fosse la cosa più importante del vostro mondo, vi depositate strato su strato tutto quanto c'è in voi di nobile, di sublime, di gentile, e tutt'intorno c'è posto per la vostra volgarità. I vostri scrittori sono ciechi o corrotti, credono a quel vostro edificio, parlano di sentimenti invece che di affari, di cuore invece che di denaro, descrivono i quadri preziosi alle pareti e non i conti in banca.»

    L'amore è uno dei sentimenti più presenti in letteratura; quello di Fuga senza fine è un amore romantico, irrequieto, libero dai canoni classici, a tratti profanato. Quasi soltanto una consuetudine dell'uomo borghese.
    Quelli di Franz Tunda, il protagonista, sono più amori, più o meno veri, più o meno saldi, ma mai idealizzati: amori visti quasi come naturali tappe di una vita fatta di spaesamento e smarrimento.
    Franz Tunda è un tenente austriaco che viene catturato dai russi e deportato in Siberia; la cattura ne determina la morte, o – meglio – pone fine alla sua identità precedente: non potendo tornare in patria da eroe, egli decide di liberarsi dei propri documenti e di iniziare una nuova vita, che si configura però come una fuga da se stesso e dal proprio passato, dalla propria famiglia e dalla fidanzata che l’attende, almeno nei suoi pensieri, fedele e speranzosa. Nonostante la guerra civile possa ormai dirsi conclusa, c'è però sullo sfondo una nuova guerra – apparentemente meno importante – che è quella contro l'analfabetismo, per garantire igiene e uno stile di vita dignitoso per i cittadini: Tunda si fa coinvolgere da una rivoluzionaria, Nataša, alla quale si adatta, pur senza condividere gli ideali che lei tenta di inculcargli per allontanarlo dalla banale ideologia borghese: nonostante ciò se ne innamora, diventandone anche geloso.
    L'amore tra Tunda e Nataša finisce nel momento in cui la donna si rende conto di aver bisogno di altro e si allontana con un altro uomo: tutto, nella narrazione (che, come dice il sottotitolo, è una storia vera) sembra muoversi per necessità, quasi non ci fossero una reale libertà e una reale volontà, come se i protagonisti venissero a trovarsi in un fluire inarrestabile degli eventi.
    Incontra per la seconda volta l’amore nella bella e silenziosa Alja, che frequenta il cinema in cui egli è nel frattempo diventato direttore. Alja è descritta quasi come una non – persona, come «l'inviata di un altro mondo, come rappresentante di una potenza ignota, indifferente e curiosa, incapace forse di amore non meno che di intelligenza, stupidità, bontà, cattiveria, insomma di tutte quelle qualità terrene di cui di solito è costituito un carattere». Rapporti fatti del nulla, che, nonostante ciò, danno vita a un forte sentimento come l'amore, come se questo risiedesse solo nell'animo dell’individuo e necessitasse solo di una persona, una qualsiasi, su cui riversarsi.
    Nel frattempo gli anni passano, la giovinezza sembra essere ormai dietro alle spalle, così come la parte migliore della vita. Decide così di iniziare a scrivere, per dare dignità e nobiltà a fatti irrilevanti della quotidianità, che altrimenti sarebbero dimenticati.
    Questo Fuga senza fine è un romanzo del disincanto, che rappresenta con grande forza – seppur con un stile diretto e paratattico – tutto quello che fu il XX secolo, il secolo per eccellenza della crisi: delle certezze, dei valori, dell’identità, ma anche del linguaggio e, di conseguenza, della comunicabilità.
    Nonostante sia presentato come Una storia vera, si ha la netta sensazione che qui ci sia molto delle sue idee, di lui, di quello che è l’uomo del Novecento:

    «Io so soltanto che non è stata, come si dice, la ‘inquietudine’ a spingermi, ma – al contrario – una assoluta quiete. Non ho nulla da perdere. Non sono né coraggioso né curioso di avventure. Un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo.»

    Anche il tentativo di partecipare alla rivoluzione si rivela fallimentare perché, sebbene insieme a un gruppo ristretto, si tratta comunque di un adeguamento a qualcosa che non lo rappresenta veramente.
    Come se l'uomo moderno e contemporaneo non fosse altro che spettatore della vita che crede illusoriamente che gli appartenga, mentre anche questa è in fuga dal suo controllo; un uomo che diventa alienato, superfluo alla propria stessa vita, nel momento in cui non riesce a ritrovare la propria posizione in un mondo di cui, forse, non ha mai fatto parte.

    ha scritto il 

  • 3

    Joseph (non Philip ma anche lui in ogni caso) Roth scrive bene, ha una prosa pulita e ottima e avevo già avuto modo di constatarlo.
    La seconda parte del libro, la parte diciamo più europea e meno russ ...continua

    Joseph (non Philip ma anche lui in ogni caso) Roth scrive bene, ha una prosa pulita e ottima e avevo già avuto modo di constatarlo.
    La seconda parte del libro, la parte diciamo più europea e meno russa, è meritevolissima, ma purtroppo non sono riuscita ad entrare come avrei voluto nello spirito di questo libro.
    E mi dispiace perché mi è stato regalato e quando mi regalano un libro non vorrei deludere le aspettative, perché immagino che il donatore veda, o abbia visto, un filo invisibile di affinità, di gusti e di intenzioni, ma, si sa, pur leggendo lo stesso libro, ognuno ne legge uno diverso e in un altro istante temporale e con una maturità non uguale, e l’amicizia o l’amore non ne vengono né sminuiti né accresciuti, anche se quando accade la coincidenza di apprezzamento è una sensazione che fa stare molto bene.
    Un libro in regalo è un piccolo scrigno di tesori che contiene molto di più delle parole stampate sulle sue pagine, è un pezzetto di sé che si offre all’altro.

    ha scritto il 

  • 4

    l'essenza dell'uomo addomesticato è la viltà

    "Se fosse indispensabile caratterizzarlo con un attributo qualsiasi, direi che la sua qualità più evidente era il desiderio di libertà. In fondo era un europeo, un 'individualista', come dicono le per ...continua

    "Se fosse indispensabile caratterizzarlo con un attributo qualsiasi, direi che la sua qualità più evidente era il desiderio di libertà. In fondo era un europeo, un 'individualista', come dicono le persone colte. Aveva bisogno, per godere a pieno, di situazioni più complicate. Aveva bisogno dell'atmosfera di intricate menzogne, di falsi ideali, di salute apparente, di marcio persistente, di fantasmi imbellettati, dell'atmosfera dei cimiteri che hanno l'aspetto di sale da ballo o di fabbriche o di castelli o di scuole o di salotti. Aveva bisogno di aver vicini i grattacieli, di cui s'intuisce la caducità e la cui durata è tuttavia garantita per secoli. Era un 'uomo moderno'.

    Considerato il più autobiografico tra i libri di Roth, "Fuga senza fine" è un libro breve ma che si lascia apprezzare, in particolare per lo stile asciutto, onesto e malinconicamente ironico nel descrivere tutto il disincanto, la solitudine e lo smarrimento che ha colpito la generazione vissuta in Europa tra le due guerre mondiali.
    Da leggere, roth è un autore che merita di essere conosciuto di più e meglio, a mio modesto avviso.

    recensione completa: http://chicchidipensieri.blogspot.com/2015/11/recensione-fuga-senza-fine-una-storia.html

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è un libro che ho visto e rivisto per anni sugli scaffali delle librerie, la cui lettura è stata rimandata allo stesso modo. R. ha un affascinante modo di scrivere (nelle prime pagine, da' segn ...continua

    Questo è un libro che ho visto e rivisto per anni sugli scaffali delle librerie, la cui lettura è stata rimandata allo stesso modo. R. ha un affascinante modo di scrivere (nelle prime pagine, da' segno di mesi di vita in cinque righe striminzite; piu' avanti indugia dilatando tempi e sensazioni), scrupoloso spesso e a volte umoristico.
    Le descrizioni delle città e delle persone degli anni 20 sono interessanti non solo nell'economia del racconto, ma anche come documento di storia del costume.
    L'ultimo capitolo è semplicemente un gioiello.

    ha scritto il 

  • 4

    Sitting in his nowhere land

    Quasi stesse come un mendicante al di là del mondo e lo vedesse solo attraverso un vetro della finestra, duro, impenetrabile e, con tutta la sua gentilezza, sinistro.

    Quattro stelle e mezza. ...continua

    Quasi stesse come un mendicante al di là del mondo e lo vedesse solo attraverso un vetro della finestra, duro, impenetrabile e, con tutta la sua gentilezza, sinistro.

    Quattro stelle e mezza.

    ha scritto il 

  • 2

    un Roth minore che sembra assolutamente a suo agio nelle avventure di un figlio dell'Austria appena morta che si muove al di la del confine Russo; quando arriva nella sua mitteleuropa (ma anche dopo a ...continua

    un Roth minore che sembra assolutamente a suo agio nelle avventure di un figlio dell'Austria appena morta che si muove al di la del confine Russo; quando arriva nella sua mitteleuropa (ma anche dopo a Parigi) si fa prendere dal fuoco sacro del fustigatore dei costumi borghesi e si dilunga in critiche alla cultura europea, non per forza peregrine, ma assolutamente superficiali e infantili oltre che, cosa peggiore, noiose.

    ha scritto il 

  • 4

    (Nulla era più semplice dell'essere sincero in francese. La nuda verità, che ha sempre un suono così brutale, è dolcemente adagiata nelle sue espressioni, eppur chiaramente delineata, è più visibile c ...continua

    (Nulla era più semplice dell'essere sincero in francese. La nuda verità, che ha sempre un suono così brutale, è dolcemente adagiata nelle sue espressioni, eppur chiaramente delineata, è più visibile che udibile, come si addice a una verità.)

    ha scritto il 

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