Gabriela, Clavo y Canela/gabriela, Clove And Cinnamon

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Publisher: El Aleph

4.1
(690)

Language: Español | Number of Pages: 446 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , Portuguese , German , Catalan , Chi simplified , Japanese , French

Isbn-10: 8476695810 | Isbn-13: 9788476695814 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Paperback

Category: Cooking, Food & Wine , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    Molte letture per questo romanzo di Amado: la prima è quella di telenovela brasiliana ambientata nella terra del cacao, scritta con penna leggera e luminosa; l'altra è il mito di Pigmalione: ricreare ...continue

    Molte letture per questo romanzo di Amado: la prima è quella di telenovela brasiliana ambientata nella terra del cacao, scritta con penna leggera e luminosa; l'altra è il mito di Pigmalione: ricreare l'amore a propria immagine e somiglianza è una gabbia mortale per l'amore stesso.

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  • 4

    MI sono innamorata della freschezza di Gabriella, della sua spontaneità, della sua ingenuità, delle sue curve sensuali, dei suoi piedi che ballano scalzi e in libertà, totalmente incapaci di sentirsi ...continue

    MI sono innamorata della freschezza di Gabriella, della sua spontaneità, della sua ingenuità, delle sue curve sensuali, dei suoi piedi che ballano scalzi e in libertà, totalmente incapaci di sentirsi costretti da un qualsiasi paio di scarpe, dei suoi sguardi seducenti, della rosa che porta tra i capelli e dello spirito con il quale fa l'amore, della passione con la quale cucina i suoi manicaretti. Attraverso di lei mi sono riscoperta anche io, piena di vita nonostante gli impegni e la quotidianità e la stanchezza, piena di amore per le piccole cose e per un uomo. Storia di una donna semplice e vitale in una Ilhéus che vive nel limbo tra le vecchie tradizioni e i primi sviluppi di una nuova civiltà. Una storia che mostra l'evolversi dei personaggi nel tempo e del contesto del quale vivono, attraverso i loro amori, le loro passioni, le loro questioni politiche e i pettegolezzi del paese.

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  • 4

    Appena ho preso in mano questo libro, un’immagine ha fatto capolino nella mia memoria: Sonia Braga nel provino del film Gabriela, in un abito corto sdrucito, color crema. Ero piccolissima e mi ricordo ...continue

    Appena ho preso in mano questo libro, un’immagine ha fatto capolino nella mia memoria: Sonia Braga nel provino del film Gabriela, in un abito corto sdrucito, color crema. Ero piccolissima e mi ricordo che era un film assolutamente proibito e scabroso, che rappresentava tutto ciò che non si poteva vedere in televisione e di conseguenza si doveva vedere solo al cinema, un posto dove venivano proiettate anche le cose più scandalose. Un film così proibito che... non l’ho mai visto. Ma Sonia Braga per me allora e oggi rimane una sola, quella di Dancin’ Days. Avere avuto una sorella grande e adolescente quando io ancora ero incapace di intendere e di volere (ma "assorbivo" più di una spugna), credo sia l’origine di molte mie turbe attuali, ma tant’è che la storia di quella telenovela la ricordo ancora piuttosto bene, quella di alcune serie tv viste di recente, meno... Anche in Dancin’ Days la Braga era la trasgressione, abbigliata come nessuna, in grado di ballare svestita in mezzo alla pista della discoteca,capace di cambiare aspetto in una passata di trucco...fenomenale. Unico problema i suoi amori: il mio preferito (se non altro per il nome) Eduardo Sosa Prado Cardoso (credo!), inguardabile, ma meglio del poverino che la manteneva a tutti gli effetti...e le canzoni! Ah! Orribili forse, ma tanto belle per le mie orecchie...bene, con questo spirito pseudo-nostalgico mi sono avvicinata a questo Amado e l’umore non è stato tradito: un po’ chiacchiere da bar, un po’ pregiudizi sull’amore e sull’onore, un po' vera trasgressione. Un po’ telenovela, un po’ macedonia con il gelato (cit.), un po’ retro, un po’ scanzonato, un po’ cambio di costumi, dismissione di violenza in nome della giustizia. Un po’ rivalsa dell’amore per amare, senza prigione. Storie d’amore e di vita che si seguono e rincorrono…Gabriella è libertà, necessità di essere se stessi al di fuori delle convenzioni nello spirito, nel corpo, nella mente col profumo di cannella sulla pelle.

    http://www.youtube.com/watch?v=vOWfbj7mP_U
    http://www.youtube.com/watch?v=LffiBVCZIWg
    http://www.youtube.com/watch?v=TMWoE1AVH0Y
    http://www.youtube.com/watch?v=jMTkQNjK7Xg

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  • 0

    Ci sono certi fiori che marciscono nei portafiori.
    Chissà se Amado da ragazzino, quando viveva a Ilhéus , sospirò per una Gabriella, “buona, generosa, impulsiva. Di lei si possono elencare qual ...continue

    Ci sono certi fiori che marciscono nei portafiori.
    Chissà se Amado da ragazzino, quando viveva a Ilhéus , sospirò per una Gabriella, “buona, generosa, impulsiva. Di lei si possono elencare qualità e difetti, ma spiegarli mai. Fa le cose che ama, respinge le cose che non vuole. Non voglio spiegarla. Mi basta vederla, sapere che esiste.

    O per una Flor, o per una Teresa.
    Donne belle, giovani e libere, di una carnalità che non si compra, non si lega, non si adatta alle convenzioni.
    Forse non vide mai una Gabriella né a Ilhéus né altrove, desiderò soltanto ardentemente la sua esistenza.
    Una figura simbolica, parallela e inversa alle donne/angelo degli stilnovisti, che incarna una particolare concezione dell’amore: sensuale, giocoso, non vincolato e non vincolante, almeno secondo i canoni imposti dalla “cultura”.
    Bellezza e piacere puri, nutrimento per il corpo (e per l’anima) come il cibo, squisito e irresistibile, che la stessa Gabriella è in grado di cucinare.

    La storia tra Gabriella e il siriano Nacib, l’asse portante del romanzo, è incastrata tra altre storie di amore.
    Travagliate e tristi tutte, perché connesse all’idea di amore come possesso o prodotto/effetto delle convenzioni sociali, a partire dalla storia tragica con la quale inizia il racconto, l’assassinio di donna Sinhazinha e del suo amante Osmundo per motivi di gelosia – il più orribile dei mali – da parte del marito della donna , un ricco e vecchio fazendeiro, al sottotraccia epico, il suicidio della fanciulla a cui il fratello aveva vietato il congiungimento con l’amato.
    Le cose cambiano – si spera .

    L’altro asse portante del romanzo è legato alla Storia.
    Le cose cambiano – si spera.
    Il progresso non si può fermare e il tempo dei colonnelli che con le armi e il sangue strapparono la foresta per trasformarla in fazendas ricche di piante di cacao segna il passo.
    E’ tempo di dragare il porto, di fare le strade, di trasformare Ilhéus nella capitale del commercio del cacao.
    E’ tempo di pensare alla città non più come bene privato, o come giardinetto da abbellire - un usignolo in gabbia - ma come luogo che si dirama verso il mondo.
    E’ il tempo di Mundhino Falcao, il liberale.
    forse anche Mundhino è simbolo, come Gabriella.
    Speranze di libertà e di liberalità.

    Il mio commento non rende giustizia al romanzo: non vorrei che passasse l’immagine di un libro uallera.
    E’ esattamente il contrario, almeno in superficie.
    Il romanzo ha un alto grado di leggibilità, è brioso, ironico: sembra di vivere gli inciuci da bar e postribolo e accordarsi/accodarsi al samba delle azioni e reazioni delle cento figure, terrestri e celesti, in movimento nel paese.

    San Giorgio non restò indifferente alle preghiere, alla stupefacente e commovente religiosità dei fazendeiros, al denaro promesso per la chiesa madre, ai piedini nudi delle signore castigati dal selciato tagliente. Ma ciò che lo convinse davvero, fu l’agonia di padre Basilio. Il povero prete era tanto angosciato per la sorte dei suoi caschi di cacao, che nelle pause della preghiera, quando esplodeva il coro, giurava al santo che si sarebbe astenuto un mese intero dai languidi favori della sua comare.

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  • 5

    Per coniugare il piacere di leggere (e' scritto benissimo) e la voglia di sorridere. Imperdibile, anche se un (piccolo) gradino sotto donna flor e Teresa Batista (ma, già che ci sono, mi permetto di c ...continue

    Per coniugare il piacere di leggere (e' scritto benissimo) e la voglia di sorridere. Imperdibile, anche se un (piccolo) gradino sotto donna flor e Teresa Batista (ma, già che ci sono, mi permetto di consigliare anche Santa barbara dei fulmini e Vecchie uniformi e camice da notte).

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  • 3

    La rilettura di questo testo fondante della mia storia di lettrice mi ha lasciato un po' di tristezza. Ricordo che il primo incontro invece fu una folgorazione. Sono invecchiata ...

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  • 4

    Ci sono libri ben scritti e ci sono libri che ti penetrano nella pelle. Gabriella garofano e cannella è uno di questi, con i suoi personaggi straordinari, i profumi, i colori, i sapori delle spezie e ...continue

    Ci sono libri ben scritti e ci sono libri che ti penetrano nella pelle. Gabriella garofano e cannella è uno di questi, con i suoi personaggi straordinari, i profumi, i colori, i sapori delle spezie e dei frutti tropicali. Le girandole d'amore e passione orchestrate da Amado fanno da sfondo alle tensioni sociali, alle convenzioni culturali ed al fermento di una città che vuole prendere il treno del progresso.

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  • 3

    Opium

    Abile nelle descrizioni pirotecniche di cibo, amplessi, sentimenti, vegetazione; sottile, carnale senza mai cadere in volgarità e giocoso, Amado. Con quella allegria e quella joie de vivre caratteris ...continue

    Abile nelle descrizioni pirotecniche di cibo, amplessi, sentimenti, vegetazione; sottile, carnale senza mai cadere in volgarità e giocoso, Amado. Con quella allegria e quella joie de vivre caratteristiche della America Latina che sembra volersi europeizzare e invece fa sembrare tanto freddi e meschini uomini e donne del Vecchio Continente.
    Gabriela, come già "Teresa Batista cansada de guerra", impersona la "ragazzetta" con una potenza trascinante ed una grande profondità. Possiede il quid che le prmette di essere costantemente ancorata al presente, di godere appieno della realtà in cui vive senza orpelli, finzioni, obblighi sociali, le cosidette sovrastrutture della buona società e insieme, non dimentica il passato e la positività di ogni rapporto, anche se finito, anche fatto pure di momenti bui.
    Mescolanza di clavel y canela, essenze pure e primitive, che non abbisognano di addizione né di rinforzo per inebriare.
    E' la Lolita di Nabokov, ma senza un uomo che voglia impadronirsi di quella autenticità per possederla e alterarla.
    I tentativi, con lei, si riveleranno un fallimento, Era brutto essere sposata. Una bestialità sposarsi. Bei vestiti, l'armadio pieno. Le scarpe... Le regalava perfino gioielli. Delle cose che le piacevano, non poteva farne nessuna... Ballare in piazza... non poteva farlo. Andare al bar con il pranzo, non poteva. Ridere con Tonico, Josué, Ari, Epaminondas? Non poteva. Camminare a piedi nudi: non poteva. Correre sulla spiaggia, con il vento fra i capelli... i piedi nell'acqua? Non poteva. Ridere quando ne aveva voglia, in qualsiasi posto, davanti a qualsiasi persona? Non poteva. Tutto quanto la rendeva felice, non poteva più farlo. Era la signora Saad. Non era bello essere sposata.
    Spontanea e piena di vitalità, Amado usa Gabriela per esprimere la sua concezione dell'amore: esiste a prescindere, gli esseri umani, con le loro singole storie altro non ne sono che la personificazione.
    E sempre per tramite suo la convinzione di come monogamia, soprattutto se santificata davanti a a un prete o a un funzionario, sia semplicemente possesso. Morte della spontaneità, sovrastruttura, finzione. La regola che soffoca.
    Com'era meglio prima, poteva fare tutto, egli era geloso, ma gelosie di scapolo, passavano in fretta, passavano a letto. ... Come le sarebbe piaciuto averlo un'altra volta, abbandonare la testa sul suo petto forte, ascoltare parole d'amore nella lingua straniera ... E tutto solamente perché perché l'aveva trovata nel letto che sorrideva a Tonico. Perché dare tanta impoertanza, perché soffrire tanto, se lei stava con un uomo? Non perdeva nessun pezzo, non diventava differente, continuava a volergli bene nella stessa maniera.
    Paradosso certo, ma Amado vuole dimostrare che è solo apparente. Nel nel fare quello che ama - incluso giacere con altri uomini - Gabriela rimane autenticamente sé stessa. Non tradimento perché non è sfregio, né ricerca di altro per sostituzione.
    Lei mai potrebbe sorridere nel leggere sul muro di una casa "Ti amo. Tu sei cosa mia". Condivisione, scambio e abbandono. O, per usare le parole dell'autore, "morire e poi rinascere".
    Sullo sfondo una terra selvaggia e violenta che si incammina sulla via del progresso e della civiltà.

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