Gilead

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Publisher: Virago Press Ltd

3.5
(185)

Language: English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Swedish , Spanish

Isbn-10: 1844081486 | Isbn-13: 9781844081486 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
2005 Pulitzer Prize Winner for Fiction 2004 National Book Critics Circle Winner In 1956, toward the end of Reverend John Ames's life, he begins a letter to his young son, an account of himself and his forebears. Ames is the son of an Iowan preacher and the grandson of a minister who, as a young man in Maine, saw a vision of Christ bound in chains and came west to Kansas to fight for abolition: He "preached men into the Civil War," then, at age fifty, became a chaplain in the Union Army, losing his right eye in battle. Reverend Ames writes to his son about the tension between his father--an ardent pacifist--and his grandfather, whose pistol and bloody shirts, concealed in an army blanket, may be relics from the fight between the abolitionists and those settlers who wanted to vote Kansas into the union as a slave state. And he tells a story of the sacred bonds between fathers and sons, which are tested in his tender and strained relationship with his namesake, John Ames Boughton, his best friend's wayward son.This is also the tale of another remarkable vision--not a corporeal vision of God but the vision of life as a wondrously strange creation. It tells how wisdom was forged in Ames's soul during his solitary life, and how history lives through generations, pervasively present even when betrayed and forgotten.Gilead is the long-hoped-for second novel by one of our finest writers, a hymn of praise and lamentation to the God-haunted existence that Reverend Ames loves passionately, and from which he will soon part.
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    Una delle poche volte in cui mi sono sentita autorizzata a saltare parti di libro per evitare la narcolessia. Ok introspettivo e spirituale, ma questo libro non ha trama e soprattutto non riesce a coi ...continue

    Una delle poche volte in cui mi sono sentita autorizzata a saltare parti di libro per evitare la narcolessia. Ok introspettivo e spirituale, ma questo libro non ha trama e soprattutto non riesce a coinvolgere il lettore. Non è questione di credere o non credere, ma quello di saper riuscire a rendere noioso un tema altrimenti così delicato come quello dell'addio ai propri cari prima di morire.

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    Lo abbandono perché proprio non mi prende e lo devo restituire alla biblio.
    Avevo altissime aspettative e comunque ci riproverò con questa scrittrice; non credo sia colpa sua ... sono io che sono in u ...continue

    Lo abbandono perché proprio non mi prende e lo devo restituire alla biblio.
    Avevo altissime aspettative e comunque ci riproverò con questa scrittrice; non credo sia colpa sua ... sono io che sono in una fase NO!

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  • 5

    Bello da piangere.

    Il primo della Marilynne Robinson, il primo che ho letto. Non posso dire che sia il più bello perchè i libri di questa scrittrice li ho amati tutti, così diversi e così meravigliosamente unici come l ...continue

    Il primo della Marilynne Robinson, il primo che ho letto. Non posso dire che sia il più bello perchè i libri di questa scrittrice li ho amati tutti, così diversi e così meravigliosamente unici come la storia che ognuno dei protagonisti vive.

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  • 4

    Non è un libro semplice Gilead, sicuramente più difficile di "Lila", che ho letto ad inizio anno.
    Per apprezzarlo a fondo sarebbe utile conoscere la teologia.
    In questo libro l'anziano pastore Ames sc ...continue

    Non è un libro semplice Gilead, sicuramente più difficile di "Lila", che ho letto ad inizio anno.
    Per apprezzarlo a fondo sarebbe utile conoscere la teologia.
    In questo libro l'anziano pastore Ames scrive un diario da lasciare al figlio giovanissimo, che non vedrà crescere, affrontando tematiche altissime quali la fede, il perdono, l'amicizia, l'orgoglio.
    La scrittura è ottima.

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  • 4

    Trovo ammirazione per la letteratura americana che riesce a parlare ancora di argomenti come la fede, Dio, famiglia e morte. Di certo non c'è nulla di simile nella narrativa contemporanea italiana ed ...continue

    Trovo ammirazione per la letteratura americana che riesce a parlare ancora di argomenti come la fede, Dio, famiglia e morte. Di certo non c'è nulla di simile nella narrativa contemporanea italiana ed è un male, perché, che si voglia o no, quelli sono argomenti che fanno parte della vita e della nostra vita. Ometterli non serve ad essere più felici, anzi. Quindi onore a questa scrittrice che riesce a trasmettere desiderio di ricerca dell'Io più intimo di noi stessi. Forse vale la pena scrivere dei nostri pensieri e delle nostre riflessioni, per non dimenticare i fatti che ci fanno, letteralmente.

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    Una delusione dopo Lila, ma per colpa mia. Niente da eccepire, ma tutta una concione epistolare dell'anziano ministro di culto al suo giovane figlio, intorno ai misteri ultimi della fede e della vocaz ...continue

    Una delusione dopo Lila, ma per colpa mia. Niente da eccepire, ma tutta una concione epistolare dell'anziano ministro di culto al suo giovane figlio, intorno ai misteri ultimi della fede e della vocazione, proprio non è nelle mie corde. Per ora smetto, poi si vedrà.

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  • 3

    Un bel romanzo con dei ma ...

    Considerate le numerose recensioni entusiastiche (a dir la verità più relative a Casa e a Lila, nonostante il Pulitzer l'abbia vinto questo), sì mi aspettavo di più. Anche se devo dire che non raramen ...continue

    Considerate le numerose recensioni entusiastiche (a dir la verità più relative a Casa e a Lila, nonostante il Pulitzer l'abbia vinto questo), sì mi aspettavo di più. Anche se devo dire che non raramente non capisco (insufficienza mia) le scelte del Pulitzer, mentre quelle del Booker Prize mi entusiasmano ...
    Altro appunto: quando sento l'esercizio artificiale dei docenti di creative writing mi sorgono sospetti e pregiudizi, mi sembra che affrontino certi temi solo per sfida formale ...
    Detto questo, Gilead è un bel romanzo, soprattutto nella seconda parte, in cui compare Jack Boughton a sconvolgere pensieri ed equilibri. Una grande capacità di cogliere l'animo umano in sfumature anche inattese. Infine, ho fatto difficoltà con un livello di riflessione religiosa per il quale mi mancano i riferimenti (forse è questo che hanno apprezzato al Pulitzer?).

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  • 4

    Avevo grandi aspettative e dopo aver capito che il romanzo è una lunga lettera di un padre pastore al figlio, mi sono un po' irritata perché avevo l'idea che fosse un po' pedante, didascalico e dunque ...continue

    Avevo grandi aspettative e dopo aver capito che il romanzo è una lunga lettera di un padre pastore al figlio, mi sono un po' irritata perché avevo l'idea che fosse un po' pedante, didascalico e dunque noioso. Ma questa specie di diario non è affatto piatta e monotona perché è un cammino di crescita interiore, nonostante la saggezza e la vecchiaia del protagonista. Parole semplici, vita quotidiana eppure una profondità di pensiero che porta a vedere al di là delle apparenze. La complessità della vita c'è anche in un piccolo paesino del middle west a metà del secolo scorso.

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