Gilead

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.5
(194)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Svedese , Spagnolo

Isbn-10: 8806179993 | Isbn-13: 9788806179991 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Eva Kampmann

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 5

    Ci sono libri immensi...

    ...nella loro semplicità: raccontano una piccola storia, hanno una trama semplice, eppure racchiudono in sè tutto lo splendore della narrazione, del piacere di ascoltare e di raccontare... Gilead è un ...continua

    ...nella loro semplicità: raccontano una piccola storia, hanno una trama semplice, eppure racchiudono in sè tutto lo splendore della narrazione, del piacere di ascoltare e di raccontare... Gilead è uno di questi.

    John Ames vive a Gilead, una sperduta cittadina dell'Iowa, avamposto degli abolizionisti durante la guerra di secessione e ora insignificante paesino di provincia. Siamo nel 1956, Ames è anziano, ha 76 anni e un cuore malandato, una moglie più giovane e un figlio di 7 anni. Consapevole che non lo vedrà mai crescere inzia a scrivere una lettera/diario per quando sarà grande. Parla di sè, del suo lavoro, della sua passata solitudine... è nipote di un reverendo convinto abolizionista che non esitò a impugnare e ad usare una pistola, è figlio di un reverendo convinto pacifista che non perdonò mai suo padre per quell'atto, è un reverendo egli stesso e nella lettera racconta al figlio del suo passato, gli spiega alcuni aspetti del suo lavoro e, tra le altre cose, gli racconta del figlio sperduto del suo migliore amico (anche lui reverendo). Gli racconterà dei dubbi della fede e dell'amore, della meraviglia e del meraviglioso che ogni vita dovrebbe suscitare in noi, dei doni della grazia e della gratitudine. La fede di John Ames è una fede pura, ma non è mai ingenua, nonostante sia così anziano e in procinto di perdere tanto è pieno di speranza. E' un libro commovente, leggetelo.

    ha scritto il 

  • 5

    Libro meraviglioso per chi, attenzione, ha voglia di dedicarsi con calma e concentrazione ad una lettura. È una lunga lettera di un pastore (prete) che sa di star per morire e che racconta al suo bamb ...continua

    Libro meraviglioso per chi, attenzione, ha voglia di dedicarsi con calma e concentrazione ad una lettura. È una lunga lettera di un pastore (prete) che sa di star per morire e che racconta al suo bambino la storia e la vita della propria famiglia.
    Intimo, profondo e raccolto, trasmette un senso di pace rassegnata.
    Bellissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo non è un libro da leggere nei ritagli di tempo, al quale dedicare un'occhiata di sfuggita. Si tratta dell'auto-analisi che un pastore congregazionalista fa della propria vita, trascorsa per la ...continua

    Questo non è un libro da leggere nei ritagli di tempo, al quale dedicare un'occhiata di sfuggita. Si tratta dell'auto-analisi che un pastore congregazionalista fa della propria vita, trascorsa per la maggior parte in solitudine, in un minuscolo paese dell'Iowa a svolgere il proprio ministero per un sempre più sparuto gruppo di fedeli. Una lettera densa, ricca, esuberante di rimandi alle Sacre Scritture e dotti ragionamenti su di essi, ma anche piena di tenero amore nei confronti del figlio che non vedrà crescere e diventare uomo, e al quale non potrà spiegare i fatti della vita. Penso che ci si potrebbe sforzare di apprezzare anche i ragionamenti teologici che generalmente sono lontani dal nostro quotidiano (come lo sono, nel mio caso), per godersi un lungo racconto che in fin dei conti è un racconto d'amore: per noi stessi, per i nostri figli, per tutto ciò che ci circonda, per (chi ci crede) Dio.

    ha scritto il 

  • 2

    Una delle poche volte in cui mi sono sentita autorizzata a saltare parti di libro per evitare la narcolessia. Ok introspettivo e spirituale, ma questo libro non ha trama e soprattutto non riesce a coi ...continua

    Una delle poche volte in cui mi sono sentita autorizzata a saltare parti di libro per evitare la narcolessia. Ok introspettivo e spirituale, ma questo libro non ha trama e soprattutto non riesce a coinvolgere il lettore. Non è questione di credere o non credere, ma quello di saper riuscire a rendere noioso un tema altrimenti così delicato come quello dell'addio ai propri cari prima di morire.

    ha scritto il 

  • 0

    Lo abbandono perché proprio non mi prende e lo devo restituire alla biblio.
    Avevo altissime aspettative e comunque ci riproverò con questa scrittrice; non credo sia colpa sua ... sono io che sono in u ...continua

    Lo abbandono perché proprio non mi prende e lo devo restituire alla biblio.
    Avevo altissime aspettative e comunque ci riproverò con questa scrittrice; non credo sia colpa sua ... sono io che sono in una fase NO!

    ha scritto il 

  • 5

    Bello da piangere.

    Il primo della Marilynne Robinson, il primo che ho letto. Non posso dire che sia il più bello perchè i libri di questa scrittrice li ho amati tutti, così diversi e così meravigliosamente unici come l ...continua

    Il primo della Marilynne Robinson, il primo che ho letto. Non posso dire che sia il più bello perchè i libri di questa scrittrice li ho amati tutti, così diversi e così meravigliosamente unici come la storia che ognuno dei protagonisti vive.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un libro semplice Gilead, sicuramente più difficile di "Lila", che ho letto ad inizio anno.
    Per apprezzarlo a fondo sarebbe utile conoscere la teologia.
    In questo libro l'anziano pastore Ames sc ...continua

    Non è un libro semplice Gilead, sicuramente più difficile di "Lila", che ho letto ad inizio anno.
    Per apprezzarlo a fondo sarebbe utile conoscere la teologia.
    In questo libro l'anziano pastore Ames scrive un diario da lasciare al figlio giovanissimo, che non vedrà crescere, affrontando tematiche altissime quali la fede, il perdono, l'amicizia, l'orgoglio.
    La scrittura è ottima.

    ha scritto il 

  • 4

    Trovo ammirazione per la letteratura americana che riesce a parlare ancora di argomenti come la fede, Dio, famiglia e morte. Di certo non c'è nulla di simile nella narrativa contemporanea italiana ed ...continua

    Trovo ammirazione per la letteratura americana che riesce a parlare ancora di argomenti come la fede, Dio, famiglia e morte. Di certo non c'è nulla di simile nella narrativa contemporanea italiana ed è un male, perché, che si voglia o no, quelli sono argomenti che fanno parte della vita e della nostra vita. Ometterli non serve ad essere più felici, anzi. Quindi onore a questa scrittrice che riesce a trasmettere desiderio di ricerca dell'Io più intimo di noi stessi. Forse vale la pena scrivere dei nostri pensieri e delle nostre riflessioni, per non dimenticare i fatti che ci fanno, letteralmente.

    ha scritto il