Gitanjali

Di

Editore: Fratelli Melita Editori

4.1
(124)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8840372784 | Isbn-13: 9788840372785 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 3

    ★ ★★ ½ Reading Challenge 2016, una raccolta di poesie

    Composte tra il 1907 e il 1910, questi centotré canti (tratte in gran parte dalla raccolta originale "Ghitàngioli", che valse, tra l'altro, a Tagore il Premio Nobel nel 1913) formano una vera e propri ...continua

    Composte tra il 1907 e il 1910, questi centotré canti (tratte in gran parte dalla raccolta originale "Ghitàngioli", che valse, tra l'altro, a Tagore il Premio Nobel nel 1913) formano una vera e propria “raccolta di preghiere”. Pervase da un misticismo di rara intensità e da una religiosità che sembra trascendere induismo e cristianesimo, rappresentano una toccante celebrazione del dono della vita, della sua ricchezza e del suo mistero.

    Le Poesie o meglio i Canti che più mi hanno colpito sono stati:

    Canto n° XI

    Smetti di intonare inni e canti,
    di recitare a vuoto le orazioni!
    Chi preghi nel buio di questo
    Tempo solitario, a porte chiuse?
    Apri gli occhi, per guardare il resto:
    che Dio non è davanti a te.

    Lui sta dove il contadino ara
    La dura terra, dove lo stradino
    Spacca pietre. E’ là, vicino a loro,
    nel sole e nella pioggia, con le
    sue vesti impolverate. Levati il manto
    e come lui scendi nel mezzo della polvere.

    Libertà? Dove credi di trovarne?
    Il nostro Dio si è preso con gioia
    su di sé le catene del creato;
    si è legato a noi per sempre.

    […]

    Canto n° LIX

    Sì, lo so, queste cose sono niente
    senza il tuo amore – questa luce dorata
    che balla sui rami, queste nuvole oziose
    che veleggiano in cielo, questa brezza
    fuggente e passeggera che lascia una traccia
    di freschezza sulla mia fronte.

    La luce del mattino mi ha allagato
    gli occhi – è questo il tuo messaggio
    al mio cuore. Chinato il viso, hai
    fissato i tuoi occhi sopra i miei,
    e il mio cuore ti ha toccato i piedi.

    Canto n° XCV

    Non mi resi conto del momento
    in cui varcai la prima volta
    la soglia di questa vita.

    Quale fu la potenza che mi aprì
    al grande mistero, così come
    sboccia il fiore nella selva
    nel cuore della notte?
    Quanto guardai la luce del mattino,
    mi colpì la sensazione di non essere
    straniero a questo mondo
    e che l’imperscrutabile senza nome
    e forma mi aveva preso in braccio
    sotto le spoglie di mia madre.

    Così, morendo, lo stesso ignoto
    mi sembrerà noto da sempre.
    E poiché amo questa vita
    so che amerò altrettanto la morte.

    […]

    ha scritto il 

  • 0

    "Il vento d'occidente
    mi sveglia inquieto:
    un soave profumo
    riempie le tenebre notturne.
    La mia notte se ne va:
    eri vicino senza che Ti fossi vicino.
    Perché la tua carezza
    non m'ha scosso dal sonno?" ...continua

    "Il vento d'occidente
    mi sveglia inquieto:
    un soave profumo
    riempie le tenebre notturne.
    La mia notte se ne va:
    eri vicino senza che Ti fossi vicino.
    Perché la tua carezza
    non m'ha scosso dal sonno?"

    ha scritto il 

  • 2

    porca vacca.. non so cosa mi aspettavo, ma mi è sembrato troppo uguale a tanti libretti di preghiere che si trovano in chiesa... e proprio non è riuscito ad illuminarmi

    ha scritto il 

  • 3

    Molte sono irrimediabilmente datate o rovinate dalla traduzione. Se ne trae solo un misticismo d'accatto che andrebbe bene anche per coelho o per degli status su facebook. Alcune, poche, sono tanto in ...continua

    Molte sono irrimediabilmente datate o rovinate dalla traduzione. Se ne trae solo un misticismo d'accatto che andrebbe bene anche per coelho o per degli status su facebook. Alcune, poche, sono tanto intense e originali da dare credito anche alle precedenti, che forse in Bengasi hanno delle sfumature che non sono in grado di cogliere.

    ha scritto il 

  • 4

    Il giorno è finito, la terra è avvolta nell'ombra.E' tempo che vada al fiume a riempire la mia brocca.L'aria della sera è avida della triste musica dell'acqua.Mi chiama a uscire nel crepuscolo.Nel vio ...continua

    Il giorno è finito, la terra è avvolta nell'ombra.E' tempo che vada al fiume a riempire la mia brocca.L'aria della sera è avida della triste musica dell'acqua.Mi chiama a uscire nel crepuscolo.Nel viottolo solitario nessun passante : il vento si è levato e le increspature si inarcano sull'acqua. Non so se tornerò a casa. No so chi mi capiterà di incontrare. laggiù presso il guado lo sconosciuto nella barchetta suona il suo liuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Viene il mattino con un cesto dorato in mano e porta la ghirlanda della bellezza per incoronare silenzioso la terra.

    Si raccolgano nel mio ultimo canto
    tutti i suoni della gioia
    la gioia che riempie la terra
    d'un rigoglioso eccesso di erba
    la gioia che per il vasto mondo
    guida la danza della vita e della morte
    la gi ...continua

    Si raccolgano nel mio ultimo canto
    tutti i suoni della gioia
    la gioia che riempie la terra
    d'un rigoglioso eccesso di erba
    la gioia che per il vasto mondo
    guida la danza della vita e della morte
    la gioia che irrompe come tempesta
    e tutto scuote e sveglia con un gran riso
    la gioia che lacrima di dolore
    sul fiore rosso del loto appena dischiuso
    la gioia che getta nella polvere ciò che ha
    e non conosce parole.

    ha scritto il