Gli indifferenti

Di

Editore: Bompiani (I piccoli delfini 20)

3.8
(5393)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 316 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: A000033689 | Data di pubblicazione:  | Edizione 29

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Il primo capolavoro di Moravia, il grande romanzo sull'epoca fascista, sulla borghesia alla deriva, sul "male segreto" diuna società. Da questo romanzo fondamentale e tra i più letti del mondo, è nato tutto un modo di sentire: un "immaginario" estetico e morale
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  • 4

    Moravia descrive meschinità e ipocrisie della società borghese, inautentica, convenzionale, sdoppiata tra ciò che ciascuno pensa e ciò che invece dice in un clima di costante menzogna. I due giovani f ...continua

    Moravia descrive meschinità e ipocrisie della società borghese, inautentica, convenzionale, sdoppiata tra ciò che ciascuno pensa e ciò che invece dice in un clima di costante menzogna. I due giovani fratelli soffrono, ma si adattano passivamente mentre Leo, personaggio immune da qualsiasi ripensamento, è solamente disposto, con ogni mezzo, a raggiungere i suoi scopi. All'uscita del romanzo (1929) fu evidente lo stacco violento dall’atmosfera culturale del tempo: di fronte all’evasività lirica dei prosatori d’arte d’estrazione rondista, alle astrattezze dei moralisti, ai primi segni di una narrativa della memoria perduta in un’aura senza tempo, Moravia oppose una rappresentazione cruda e acre dei vizi segreti della società borghese. Egli si rifece alla grande tradizione del realismo ottocentesco, non senza un gelido furore polemico verso i personaggi. Di qui la tensione rattenuta del suo stile, uguale, monotono, grigio, di una precisione un po’ pedantesca.

    ha scritto il 

  • 3

    Moravia, Gli indifferenti.
    Il piano narrativo e quello riflessivo si intrecciano in modo equilibrato ed efficace, mi ha coinvolta la storia in sé, mi ha coinvolta la capacità di analisi di una classe ...continua

    Moravia, Gli indifferenti.
    Il piano narrativo e quello riflessivo si intrecciano in modo equilibrato ed efficace, mi ha coinvolta la storia in sé, mi ha coinvolta la capacità di analisi di una classe sociale che mira a sopraelevarsi dalla propria originale situazione. "L'indifferenza è il peso morto della storia" diceva Antonio Gramsci, l'indifferenza si riverbera anche sulla vita odierna, quella del XXI secolo, dove ciò che interessa è solo ciò che ci riguarda direttamente, miriamo ai nostri futili e personali interessi, viviamo senza motivazione. L'unica cosa che mi ha un po' lasciata con l'amaro in bocca è la mancanza di un finale vero e proprio.

    ha scritto il 

  • 4

    L'indifferenza è costante, segue il tempo: è sempre di moda.

    A 91 anni di distanza dalla stesura di questo romanzo ci si può o sorprendere di quanto possa essere ancora attuale il racconto di un ceto sociale vacuo e la cui affermazione sembri passare dal connub ...continua

    A 91 anni di distanza dalla stesura di questo romanzo ci si può o sorprendere di quanto possa essere ancora attuale il racconto di un ceto sociale vacuo e la cui affermazione sembri passare dal connubio sesso – denaro, oppure amareggiati dall’evidenza de “le cose non cambiano mai”.
    Un tempo era la borghesia, oggi sono molte le classi (Esistono!, e la crisi ha fatto breccia, anzi ha dato luogo ad una voragine nell’affermazione della loro esistenza) della società che galleggiano sullo stesso umus: l’indifferenza. E anche oggi il duopolio sesso – denaro sembra essere la (falsa)via di fuga per l’affermazione egoistica.
    Siamo capaci di reagire all’ultimo momento, quando un colpo di reni della coscienza ci illumina e ci spinge fuori dallo schiavismo della cultura dell’apparire? Riusciremo a sopraffare l’egoismo in favore della solidarietà e del bene comune(familiare o di un’intera comunità)? Basterà la redenzione dell’ultimo istante? Non sempre, ma vale la pena farsi venire la voglia e scoprire come va a finire in questo affresco di inizio novecento.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro che senza essere cattivo non arriva ad essere buono

    Se in D'Annunzio c'è la ricerca spasmodica del piacere in tutte le sue forme, in Moravia c'è la descrizione dei pianeti inospitali che ruotano intorno al piacere e che talvolta ne rappresentano una fo ...continua

    Se in D'Annunzio c'è la ricerca spasmodica del piacere in tutte le sue forme, in Moravia c'è la descrizione dei pianeti inospitali che ruotano intorno al piacere e che talvolta ne rappresentano una forma distorta: la menzogna, l'avidità, la falsità, la spregevolezza. Se in D'Annunzio vi sono pagine di puro godimento dei sensi, in Moravia il fine estetico è completamente assente. Il libro è una rappresentazione teatrale condensata quasi interamente dentro le mura domestiche. L'esagerazione degli intrallazzi, degli equivoci mi ha stancato quasi subito, come le frasi che i personaggi vorrebbero pronunciare e che omettono in favore di verità di comodo, di falsità aggiustate per risultare socialmente accettabili.

    “Fingere” egli pensò richiudendo con precauzione la porta; “è giusto fingere“; tornò alla parete e riprese a contemplare l’acquerello che raffigurava una casa colonica e dei pagliai; un leggero, fastidioso disgusto lo opprimeva; come quando si sente ingrossare il vomito e si vorrebbe trattenerlo; ma questo pensiero: “in fin dei conti, ella è come me“, servì a piegarlo alfine a un po’ di compassione per quella figura mentitrice senza bisogno. “Siamo tutti uguali“ pensò: ”fra le mille maniere di fare un’azione, scegliamo sempre istintivamente la peggiore“

    Tutti i personaggi indifferenti di questa vicenda sono ciò che non dicono e ciò che fanno di nascosto. Il più indifferente di tutti è Michele, figlio di Maria Grazia, fratello di Carla, oppositore di Leo, buona parte della storia poggia sulla sua inanità.

    Le fantasticherie di Michele, si alternano a quelle della sorella, una lentezza da Roncobilaccio-Barberino in presenza di un incidente. Roba da essere in auto con la radio guasta e il passeggero a fianco che ne fa le veci... ecco, questa lettura è come viaggiare con qualcuno che ti racconta tutta una serie di cose a cui non sei interessato e alle quali non puoi sottrarti in quanto chiuso nell'abitacolo. Mi verrebbero in mente quattro soluzioni A) Tentare di farlo ruzzolare fuori. B) Fermarsi in un autogrill, seminarlo e poi ripartire senza che lui se ne accorga. C) Cedergli le chiavi del veicolo e scegliere di rimanere in autogrill. D) Abbandonare il libro.

    Il libro l'ho terminato e ora sto valutando se aggiungere una stella a Giordano Tedoldi per quella notazione
    Quello che ero riuscito a fare era iscrivermi al corso di scrittura creativa per non cadere in una noia da romanzo di Moravia.
    E se anche Tedoldi si fosse riferito ai personaggi di Moravia, io voglio mettere sull'avviso i potenziali lettori.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro bello, ma non perfetto. Moravia, che aveva ricordiamolo solo 25 anni quando lo ha scritto, risulta ogni tanto irritante per il suo reiterare alcuni termini (come indifferente, noia, fingere). Ci ...continua

    Libro bello, ma non perfetto. Moravia, che aveva ricordiamolo solo 25 anni quando lo ha scritto, risulta ogni tanto irritante per il suo reiterare alcuni termini (come indifferente, noia, fingere). Ci sono alcune ripetizioni davvero non necessarie, tipiche dell'autore che non ha fiducia nel suo lettore e ha paura di non essere stato abbastanza chiaro.
    Ciò detto, un libro avantissimo nei tempi e senza speranza. Una cappa di ipocrisia, perbenismo, inettitudine avvolge tutti i personaggi, che riescono però ad essere al tempo stesso tutti diversi tra loro e sfaccettati.

    ha scritto il 

  • 5

    se tutti capissero il vero significato di questo libro

    e quanto sia anni luce avanti al tempo in cui è stato scritto

    e forse anche rispetto al nostro

    saremmo finalmente liberi dalla schiavitù della mo ...continua

    se tutti capissero il vero significato di questo libro

    e quanto sia anni luce avanti al tempo in cui è stato scritto

    e forse anche rispetto al nostro

    saremmo finalmente liberi dalla schiavitù della morale

    e dall'essere dei cani con la museruola invece che uomini europei moderni

    ha scritto il 

  • 4

    "invece egli non era così: schermo bianco e piatto, sulla sua indifferenza, i dolori e le gioie passavano come ombre senza lasciare traccia, e di riflesso, come se questa sua inconsistenza si comuncia ...continua

    "invece egli non era così: schermo bianco e piatto, sulla sua indifferenza, i dolori e le gioie passavano come ombre senza lasciare traccia, e di riflesso, come se questa sua inconsistenza si comunciasse anche al suo mondo esterno, tutto intorno a lui era senza peso, senza valore, effimero come un gioco di ombre e di luci. "

    ha scritto il 

  • 0

    dal blog Giramenti

    https://gaialodovica.wordpress.com/2016/01/27/gli-indifferenti-di-alberto-moravia-receslawa-per-il-reading-challenge-2016-e-con-la-ciliegina-della-recensione-facciale/

    ha scritto il 

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