Gli scomparsi

Di

Editore: Neri Pozza (Bloom)

4.1
(242)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 722 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8854502251 | Isbn-13: 9788854502253 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Giuseppe Costigliola

Disponibile anche come: eBook , Altri

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Gli scomparsi è la storia di un viaggio, cinque anni intorno al mondo, per cercare di rispondere a una domanda che Daniel Mendelsohn aveva posto molti anni prima, quando era ancora bambino: cosa è davvero accaduto allo zio Shmiel e alla sua famiglia durante l'Olocausto? Le favolose storie del nonno raccontavano di un'infanzia passata nella città di Bolechow, Ucraina, all'inizio del secolo, ma si interrompevano intorno al destino del fratello, di sua moglie e delle quattro figlie. I membri della famiglia evitavano di parlare del misterioso Shmiel, tranne qualche sussurro o imbarazzata conversazione in yiddish, ed è da questi frammenti che Daniel inizia fin da bambino a interrogarsi sui misteri della vicenda. Molti anni dopo Mendelsohn scopre una serie di lettere disperate che Shmiel indirizza al nonno nel 1939 ed è colpito dai frammentari racconti di un terribile tradimento. Decide allora di trovare i testimoni del destino dei suoi parenti, gli unici dodici ebrei di Bolechow ancora in vita, in una ricerca che lo condurrà assieme al fratello Matt (un fotografo professionista le cui immagini illustrano il libro) ad attraversare quattro continenti e a confrontarsi con le abissali discrepanze tra la verità e la finzione, tra il ricordo e i fatti, tra il racconto e la realtà. Il viaggio giungerà infine in Ucraina, nel paese dove ebbe inizio la storia della sua famiglia e dove lo attende la soluzione di un enigma che non aveva trovato risposta.
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  • 3

    Tre e mezzo

    Il titolo originale avrebbe forse dato un’immagine immediata del racconto fatto da Mendelsohn: The Lost. A Search for Six of Six Million. Il 6 della sua ricerca è quello di suoi sei familiari (il frat ...continua

    Il titolo originale avrebbe forse dato un’immagine immediata del racconto fatto da Mendelsohn: The Lost. A Search for Six of Six Million. Il 6 della sua ricerca è quello di suoi sei familiari (il fratello del nonno ormai morto, sua moglie e le 4 figlie) scomparsi in un piccolo villaggio polacco, durante la Seconda Guerra Mondiale, tra i sei milioni di ebrei sterminati. Non facile scoprire qualcosa, oggi, negli anni Duemila, di quello che è stato ieri. Il viaggio che intraprende Daniel, spesso accompagnato dai suoi fratelli, non è solo una ricerca tra documenti, libri, foto, siti web, ma un vero percorso su tutto il globo terrestere: Ucraina, Australia, Svezia, Israele…ad incontrare chi ha vissuto quei giorni, chi ancora c’è a testimoniare la storia di quello che è successo a Bolechov, a vivere emozioni. Qui, di fronte a questi teneri anziani, che hanno diverse reazioni alle sue domande, e soprattutto diverse risposte, ci rendiamo conto della “labilità” dei fatti. La “storia” non è la stessa per tutti, per qualcuno gli scomparsi hanno avuto un destino, per altri uno diverso… ricomporre un puzzle non è semplice. E compare il desiderio di riuscire a conoscere questi spariti, sapere quali fossero le loro abitudini, il loro carattere, la loro vita. L’approfondimento di Mendelshon va di pari passo con la spiegazione della Parashah della Torah, interessante, ma a tratti pedante. Purtroppo infatti ho trovato la scrittura un po’ ripetitiva e quindi ha appesantito il risultato finale, ma questo non toglie valore a questo enorme reportage-biografia. Che ci ricorda l’importanza della storia di tutti, perché nessuna esistenza è marginale o deve andare persa:
    Eppure, nel breve periodo qualcosa può essere salvato, se solo, di fronte all’immensità dell’esistenza, qualcuno deciderà di guardarsi indietro, di dare un’ultima occhiata, di cercare tra le rovine del passato per recuperare il possibile, incurante di ciò che è andato perduto.

    ha scritto il 

  • 4

    Cosa succederebbe se un improvviso cataclisma facesse scomparire non solo noi, ma tutta la nostra cerchia di affetti e relazioni? Dai parenti agli amici, dai vicini ai negozianti. E se la stessa catas ...continua

    Cosa succederebbe se un improvviso cataclisma facesse scomparire non solo noi, ma tutta la nostra cerchia di affetti e relazioni? Dai parenti agli amici, dai vicini ai negozianti. E se la stessa catastrofe finisse per inghiottire anche i luoghi della nostra vita, la casa, le strade, le scuole, gli uffici... Ebbene, anche se raramente ci si pensa, in molte zone dell'Europa orientale l'olocausto è stato proprio questo: un evento in grado di far inghiottire dalle fauci del tempo non solo singole vite, ma interi villaggi e sistemi di vita. Così quando, sessant'anni dopo, l'autore si mette in cerca delle storie di alcuni parenti morti - sei su sei milioni, come recita il sottotitolo inglese - si imbatte nell'enorme difficoltà di ritrovare una memoria annientata nella carne dei vivi, così come nei luoghi. Come si può, allora, raccontare questa storia? Quali armi ha lo scrittore per combattere l'oblio? Non il ricordo, ormai sepolto nelle fosse comuni o presente solo a brandelli nella mente di persone anziane e tragicamente segnate dalla vita. Così Mendelsohn sceglie di attingere alla sua tradizione, che è poi la stessa dei tanti scomparsi dell'olocausto, e ripercorre le vicende parallelamente alla Torah. Con lo stesso incedere non lineare, fatto di sussulti, pause, ritorni indietro e improvvise fughe in avanti, scopriamo dettagli minimi, inganni, tradimenti, drammi e farse che hanno coinvolto un uomo, una donna, quattro figlie adolescenti travolti dal fiume della storia. Gli scomparsi non ritornano, come nel colpo di scena di un banale film di serie B. Sono poco più che ombre che si affacciano sull'orlo abissale dell'oblio, impossibili da afferrare davvero. Ma è la loro ricerca, sono le storie che si impigliano loro intorno a dare un senso al libro e alla scrittura, a renderlo necessario come tutto quanto di infimo è possibile recuperare dopo ogni immane tragedia.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ha sempre colpito e turbato il dramma della memoria perduta, di tutte quelle persone, quelle vite che oltre alla terribile sorte della deportazione, della morte e dello sterminio subito, non hanno ...continua

    Mi ha sempre colpito e turbato il dramma della memoria perduta, di tutte quelle persone, quelle vite che oltre alla terribile sorte della deportazione, della morte e dello sterminio subito, non hanno potuto neppure essere ricordate, né i loro volti, né le loro nomi, né le loro storie. Tutto perduto, sparito senza lasciare traccia. Eppure qualche volta qualcuno decide di guardarsi indietro, di scavare nei meandri della storia e della memoria per recuperare qualcosa che forse non servirà ai morti, ma che dà significato alle nostre vite, e ci dona se non altro la speranza, la conoscenza. Come Sebald, Mendelsohn insegue delle tracce, scavando nella memoria, nei documenti, nelle testimonianze regalandoci un libro straordinario grazie a una grande capacità narrativa unita alla minuziosa attenzione ai particolari. Una ricostruzione quasi ossessiva e nello stesso tempo appassionante di una famiglia scomparsa in un villaggio della Galizia e con lei di un ricchissimo mondo perduto.

    ha scritto il 

  • 4

    La ricerca delle tracce e della storia di una famiglia ebrea perita nell'Olocausto: scritta in maniera avvincente, anche se la narrazione talora risulta troppo prolissa, in ragione del coinvolgimento ...continua

    La ricerca delle tracce e della storia di una famiglia ebrea perita nell'Olocausto: scritta in maniera avvincente, anche se la narrazione talora risulta troppo prolissa, in ragione del coinvolgimento diretto dell'autore nella vicenda.

    ha scritto il 

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