Gli spiriti non dimenticano

Il mistero di Cavallo Pazzo e la tragedia dei Sioux

Di

Editore: Club degli Editori

4.4
(586)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 381 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 4

    Prima dello Zucconi storico è lo Zucconi giornalista e istrionico affabulatore quello che dà forza a questo libro. Al di là della meticolosa ricerca storica, avviata con l'affascinante rito indiano di ...continua

    Prima dello Zucconi storico è lo Zucconi giornalista e istrionico affabulatore quello che dà forza a questo libro. Al di là della meticolosa ricerca storica, avviata con l'affascinante rito indiano di evocazione di Cavallo Pazzo in persona, è sicuramente il modo in cui l'autore riesce a raccontare quello che più strega di questo "Gli Spiriti non dimenticano".

    L'escalation del massacro (massacro, non guerra) indiano, l'epopea del popolo Lakota, la vicenda personale di Cavallo Pazzo, tutto viene presentato in modo straordinariamente vivo, mettendo in fila fatti, circostanze e anche note di colore che fanno arrivare quasi a pensare di avere davanti un romanzo di frontiera con una trama cucinata apposta per sedurre, piuttosto che la rigorosa ricostruzione di fatti storici.

    Zucconi mette in fila avvenimenti, dati, dettagli antropologici eppure non si dimentica di indugiare in aneddoti e curiosità misteriose come non tira indietro la sua ironia quando si tratta di dare giudizi personali alle azioni delle persone.

    Veramente un libro di grande sentimento, oltre che un documento interessantissimo per una pagina oscura non dell'America, ma dell'intera razza umana.

    ha scritto il 

  • 5

    ovviamente è tristissimo. ovviamente i buoni sono i pellerossa e non l'uomobianco. ovviamente alla fine "qualcuno dice" che cavallo pazzo è morto a 33 anni come cristo. eppure zucconi racconta così be ...continua

    ovviamente è tristissimo. ovviamente i buoni sono i pellerossa e non l'uomobianco. ovviamente alla fine "qualcuno dice" che cavallo pazzo è morto a 33 anni come cristo. eppure zucconi racconta così bene gli indiani d'america che questo libro mi è piaciuto moltissimo. devo saperne di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Amaro ma bellissimo

    Se pensiamo agli indiani d'America cosa ci viene in mente? Senza dubbio due immagini contrapposte: o un assalto alla diligenza o a una "mite" carovana di pionieri da parte di pellerossa assetati di sa ...continua

    Se pensiamo agli indiani d'America cosa ci viene in mente? Senza dubbio due immagini contrapposte: o un assalto alla diligenza o a una "mite" carovana di pionieri da parte di pellerossa assetati di sangue e di scalpi oppure una più recente visione che dipinge gli indiani in un aura "new age" come ecologisti ante litteram; i nativi americani non erano né l'una e né l'altra cosa erano semplicemente UN POPOLO con le sue tradizioni (alcune bellissime e straordinariamente "moderne") i suoi odi, le sue guerre e le sue vendette, un popolo che non conosceremo mai fino in fondo perché l'abbiamo semplicemente spazzato via in nome della conquista, del progresso e dell'avidità. Zucconi in questo libro meraviglioso ci racconta una tragedia attraverso la vita e le gesta del mitico Cavallo Pazzo, una specie di Che Guevara in salsa Sioux che tentò fino all'ultimo di opporsi agli uomini bianchi, i ladri di grasso come li chiamavano loro, che con mille bugie, stratagemmi e trattati fasulli (e anche con molti massacri di indiani inermi e bisonti) nel giro di un ventennio si sono portati via la terra che il suo popolo abitava da millenni.Un libro amaro ma bellissimo, scritto in maniera magistrale e mai noiosa che consiglio a tutti quelli che vogliono saperne di più su una Olocausto molto poco raccontato e celebrato

    ha scritto il 

  • 4

    chissà come ha fatto Zucconi a diventare l'uomo che è adesso. Questo libro è bello, vero, pieno di di suggestione.. ma come si fa dopo aver scritto di cavallo pazzo così, come si fa a diventare la suo ...continua

    chissà come ha fatto Zucconi a diventare l'uomo che è adesso. Questo libro è bello, vero, pieno di di suggestione.. ma come si fa dopo aver scritto di cavallo pazzo così, come si fa a diventare la suocera moralista e farisea che è adesso? Zucconi torna e scrivi un altro libro vero, come questo. Abbandona questo triste ruolo che hai preso da qualche anno.. troppi anni. Torna alla magia delle praterie, alla follia dei sogni impossibili, alle passioni, all'onore, che così bene descrivi ed esplori in questo libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Crazy Horse ?

    Gli eroi, gli indelebili, raramente hanno storie felici da tramandare.
    Come può uno scoglio arginare il mare ? Cantava Battisti...la risposta del nostro eroe sarebbe...'non può, ma non per questo deve ...continua

    Gli eroi, gli indelebili, raramente hanno storie felici da tramandare.
    Come può uno scoglio arginare il mare ? Cantava Battisti...la risposta del nostro eroe sarebbe...'non può, ma non per questo deve smettere di provarci !'.Un libro/romanzo/documentario che rende onore a Cavallo Pazzo uomo vero e grande guerriero. Da leggere per imparare, per non dimenticare. Bello !

    ha scritto il 

  • 5

    Gli spiriti non dimenticano, gli uomini non cambiano

    Anche se sai benissimo come va a finire, mentre leggi non puoi non dire: “No, dai, no!”. E non riesci ad impedirti di sperare, invano.

    Non cercavo un saggio storico ma un resoconto attendibile scritto ...continua

    Anche se sai benissimo come va a finire, mentre leggi non puoi non dire: “No, dai, no!”. E non riesci ad impedirti di sperare, invano.

    Non cercavo un saggio storico ma un resoconto attendibile scritto con prosa coinvolgente. Zucconi è riuscito in questo intento, complice l'introduzione con il rito sciamanico (“Io non Enëa, io non Paulo sono”?) che mi pare abbia la funzione di avvalorare in un certo senso anche le parti romanzate (ma le definirei 'interpretate').

    Doloroso, toccante. Sono felice di averlo letto.

    ha scritto il 

  • 4

    UNICO NEO

    Premetto che seguo Zucconi su Repubblica e mi piace tantissimo.
    Quindi immaginarlo a colloquio col prof. Sioux e alle prese con una seduta spiritica con tanto di lucine, mani e bottarelle è troppo div ...continua

    Premetto che seguo Zucconi su Repubblica e mi piace tantissimo.
    Quindi immaginarlo a colloquio col prof. Sioux e alle prese con una seduta spiritica con tanto di lucine, mani e bottarelle è troppo divertente; anzi pensandosi su, alla seduta spiritica non ce lo vedo proprio, troppo pragmatico. Su una cosa però ha ragione da vendere, sia Dio che le vecchie donne e i loro dolori sono uguali a tutte le latitudini, esattamente come gli “orapronobis”.
    A questo proposito, leggendo mi sono chiesta perché l’uomo europeo tutte le volte che incontra altre civiltà, si ritiene superiore ad esse solo perché costruisce le proprie dimore e i propri templi in pietra e non in pelle, frasche, ghiaccio? Può derivare dall’Impero Romano che copriva tutto il mondo conosciuto? E se l’Impero Romano avesse incontrato quello Cinese, radicalmente diverso per cultura, lingua e religione, il rapporto dell’uomo europeo con le altre civiltà sarebbe stato diverso?
    Finalmente dal I° capitolo incontro lo Zucconi che conosco: il cronista attento e preciso. Scrittura fluida e piacevole.
    Da qui in poi la Storia di Cavallo Pazzo e della conquista del West mi portano nel loro mondo, e per tutto il tempo che ho impiegato a finire il libro, sono stata nelle praterie a soffrire e gioire con i Pellerossa. In tutta la narrazione Zucconi dimostra di essere un grande professionista della parola, sembra di leggere le prime pagine dei giornali dell’epoca. Meriterebbe quindi 5*
    Tutto meraviglioso e interessantissimo dunque ma… c’è un MA. Chissà perché l’autore ha scritto le ultime frasei del cap. XV, rovinano tutto e sono inutili, stupidine e decisamente fuori luogo.
    "... Un forte vento si alzò improvviso sul piazzale, raccontò il dottore, caddero gocce di pioggia e un tuono possente scosse il cielo. gli indiani annuirono con l'aria di chi sa. Il tuono era venuto a riprendersi suo figlio.
    Molti Sioux giurano che quando Tashunka Uitko morì avesse 33 anni, ma non si può sapere. ..."
    Vi ricorda qualcosa? A me si, e mi da molto fastidio. Come si dice? Scherza coi fanti e lascia stare i santi.....
    Non sono una fondamentalista ne una bigotta, ma solo una Cristiana che si è sentita infastidita; tante attenzioni verso i Musulmani che mettono le bombe, e di noi Cristiani pacifici non importa nulla a nessuno.
    Un neo che disturba e rovina la perfezione storico-narrativa, si poteva evitare. 4* :-(

    ha scritto il 

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