Gli uccelli di Bangkok

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 1220)

3.8
(1268)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 298 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807812207 | Isbn-13: 9788807812200 | Data di pubblicazione:  | Edizione 18

Traduttore: Sandro Ossola

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 2

    Probabilmente non il migliore di Montalbàn che con la consueta capacità espressiva racconta una storiella banale dal finale poco efficace, Carvalho prova ancora!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    In questo romanzo si incastrano tre storie. A voler essere critici il difetto di questo romanzo è che l'incastro è un po' forzato, ma per il resto tutto funziona a meraviglia, anche le insistite descr ...continua

    In questo romanzo si incastrano tre storie. A voler essere critici il difetto di questo romanzo è che l'incastro è un po' forzato, ma per il resto tutto funziona a meraviglia, anche le insistite descrizioni del cibo contribuiscono a dare l'atmosfera di sgretolamento che pervade tutto il romanzo. Si può dire che 'Gli uccelli di Bangkok' sia il corrispettivo europeo de "L'inverno del nostro scontento", ma a differrenza del romanzo di Steinbeck si permette uno sguardo verso un esterno (qui la thailandia) diverso, forse non migliore ma non altrettanto rassegnato.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Nemmeno un romanzo.

    Non sembra neanche un romanzo. Il Carvalho di Montalban mi delude ancora. Il personaggio non mi piace proprio, ma stavolta c'è di più (di meno): pare quasi che l'autore non avesse una storia da raccon ...continua

    Non sembra neanche un romanzo. Il Carvalho di Montalban mi delude ancora. Il personaggio non mi piace proprio, ma stavolta c'è di più (di meno): pare quasi che l'autore non avesse una storia da raccontare, ma tanti spezzoni senza costrutto e senza amalgama. Aveva voglia di scrivere della Thailandia e lo fa con un pretesto. La vicenda si risolve senza che l'autore - pare - avesse individuato un vero e proprio sviluppo e ciò che accade nelle ultime due pagine non può certo ribaltare un romanzo davvero vuoto, che quasi non sembra un romanzo.

    ha scritto il 

  • 3

    Incursione nell'esotico, con Carvalho che finisce in Thailandia per un'indagine dai risvolti personali. Mi è piaciuta l'ambientazione thailandese (che non risparmia nulla al lettore, né la cruda realt ...continua

    Incursione nell'esotico, con Carvalho che finisce in Thailandia per un'indagine dai risvolti personali. Mi è piaciuta l'ambientazione thailandese (che non risparmia nulla al lettore, né la cruda realtà del posto, né gli aspetti biechi o ridicoli del turismo occidentale), così come l'atmosfera post-franchista spagnola, carica di disillusione rassegnata più che di speranza di rinnovamento.

    ha scritto il 

  • 1

    N.C.

    Quando mi fu regalato, ne ero felice, e piena di aspettative, tanto da concedergli uno dei miei picchi di concentrazione (come tutti, anche io vado a fasi alterne nelle mie letture; per quanto non viv ...continua

    Quando mi fu regalato, ne ero felice, e piena di aspettative, tanto da concedergli uno dei miei picchi di concentrazione (come tutti, anche io vado a fasi alterne nelle mie letture; per quanto non viva vere e proprie "crisi del lettore", mi piace comunque concedere la giusta attenzione a chi penso la meriti. E' anche questa una forma di rispetto). Il risultato è stato disastroso. L'ho trovato lento, noioso a morte, mi sono ostinata a finirlo perché è stato un regalo e mi è parso doveroso, oltre al fatto di essere dotata di una cocciutaggine, a tratti, insopportabile.
    Come primo approccio, l'ho trovato molto deludente; in particolare ho trovato tantissimi passaggi superflui, e pretese eccessive. Ho avuto l'impressione che fosse più un romanzo psicologico, che altro, ma un detective non può essere il protagonista di un romanzo psicologico, motivo per il quale il tutto scade in un susseguirsi di pagine colme di ripetizioni e di dettagli che tutto si può dire, meno che siano accattivanti.
    E' anche innegabile che sia scritto molto bene, e lo salva quel guizzo finale, che si riduce alle ultime due pagine, una vera e propria virata di bellezza, che comunque non lo salva dalle duecento e passa pagine precedenti, portatrici di un carico talmente disumano di dettagli da sfiancare anche il lettore più ostinato.
    Poi è probabile che io lo abbia caricato di troppe aspettative, non lo nego, e ammetto sia un errore abbastanza grossolano. Può anche darsi che sia uno dei suoi romanzi meno riusciti, e che io abbia avuto la sfortuna di incrociare questo autore in uno dei suoi esempi più sfortunati. Non che per questo lo eviterò come la peste, ma di certo non sarà la mia prossima (centesima) scelta.

    ha scritto il 

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