Gli ultimi giorni di Pompeo

Fino all'estremo

Di

Editore: Editori del Grifo

4.6
(837)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8877730161 | Isbn-13: 9788877730169 | Data di pubblicazione: 

Prefazione: Vincenzo Mollica

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biografia , Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura

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  • 5

    Dedicato a chi ritiene che l'intrattenimento debba essere una confortevole ninna nanna, e reagisce con sbigottimento, paura e brutale ipocrisia censoria alle opere che scavano attraverso la pelle e si ...continua

    Dedicato a chi ritiene che l'intrattenimento debba essere una confortevole ninna nanna, e reagisce con sbigottimento, paura e brutale ipocrisia censoria alle opere che scavano attraverso la pelle e si incrostano nell'anima.

    ha scritto il 

  • 4

    Tra le tante parole dette, quella che per me rappresenta Pompeo è la parola Dramma. È il fumetto drammatico per eccellenza. Sarà perché del “senno del poi” abbiamo riempito tutto lo spazio disponibile ...continua

    Tra le tante parole dette, quella che per me rappresenta Pompeo è la parola Dramma. È il fumetto drammatico per eccellenza. Sarà perché del “senno del poi” abbiamo riempito tutto lo spazio disponibile, ma Pompeo resta un fumetto drammatico per infinite ragioni. Ora io non conosco il motivo profondo per cui Pazienza lo scrisse. Tra i vari interventi presenti su questo volume (Luca Raffaeli, Antonella Lattanzi, Vasco Brondi,Daniela Barbieri, Vincenzo Mollica e Marina Comandini Pazienza, la compagna di Andrea) si fatica a trovare una chiave di lettura unica. Nel fumetto si parla tanto di tossicodipendenza, e Pazienza è morto di overdose, ma questo è solo una parte del dramma. Forse solo le parole finali di Pazienza possono dare un senso: ”Cari voi che mi avete seguito sin qui. Così finisce l’ultima puntata di Pompeo e, presumo, anche un lungo capitolo della mia vita”, per me qui traspare qualcosa che è rimasto attaccato sulle spalle di Andrea per tanto tempo, ma poi lui chiude così il suo intervento ”Ora io vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano “vecchio Paz” e, faccio per dire, ho ventinove anni”, se a questo aggiungo la vignetta (pag 79) dove Pompeo, a braghe calate, alla domanda “Pompeo, sei tu dunque, come si dice, STANCO?, il Pompeo/Pazienza risponde “Sì, sono stanco, stanco”. Forse quel qualcosa attaccato alle spalle di Pazienza ha un significato, estremamente pesante e conosciuto solo ad Andrea. Quando lo lessi la prima volta ci rimasi malissimo, con una sensazione di inquietudine e di smarrimento uniche e mai provate prima di allora. Avevo l’età di Pazienza quando lo disegnò, e probabilmente, ma non ne sono sicuro, può essere che, per affinità anagrafiche e di situazione, per un piccolissimo momento mi apparve quel “qualcosa” che Tormenta(va) Pazienza, e ne rimasi estremamente angosciato.

    ha scritto il 

  • 5

    "She's my wife, she's my life"

    Solo una citazione, come titolo, e solo una considerazione qui, nella recensione: solo a me alcune tavole hanno ricordato la bellezza, la poesia e lo struggimento del "Poema a fumetti" di Dino Buzzati ...continua

    Solo una citazione, come titolo, e solo una considerazione qui, nella recensione: solo a me alcune tavole hanno ricordato la bellezza, la poesia e lo struggimento del "Poema a fumetti" di Dino Buzzati?
    Perché, Paz? Quante cose potevi disegnare ancora...

    ha scritto il 

  • 5

    anelare la sconfitta per risorgererisorgererisorgererisorgere

    la droga è solo una scusa. quando, annichilito, osservi l'intorno a te che vive e senti che...non sei buono ma che nemmeno vorresti essere buono di campare così. la droga è solo una scusa perché la vi ...continua

    la droga è solo una scusa. quando, annichilito, osservi l'intorno a te che vive e senti che...non sei buono ma che nemmeno vorresti essere buono di campare così. la droga è solo una scusa perché la vita normale l'han deciso gli altri che è normale. ma a te non ti suona neanche un po' che le cose stiano così. e in un mondo di folli l'unico sano di mente diventa il tossico del villaggio. E così sia...

    ha scritto il 

  • 5

    Pompeo: una personalissima opinione

    Capita ,talvolta, di conoscere, soprattutto quando si è giovani, quei tipi veramente simpatici, carini che pare stiano bene con tutti.
    Sono generalmente apprezzati/invidiati e oltre che ad integrarsi ...continua

    Capita ,talvolta, di conoscere, soprattutto quando si è giovani, quei tipi veramente simpatici, carini che pare stiano bene con tutti.
    Sono generalmente apprezzati/invidiati e oltre che ad integrarsi nelle “compagnie” diventano amici anche di quelli emarginati.
    Ti conquistano anche se non vuoi ... non disturbano in maniera fastidiosa l’etichetta sociale, ma se ne distinguono e arrivano a picchi di empatia con i silenti e i rivoltosi casinari.
    Secondo me Andrea Pazienza era uno così (all’apparenza). Lo dico perchè so che in parte Pompeo è un’autobiografia, perché ho visto dei filmati e soprattutto perché ho letto diversi suoi fumetti.
    Si è parlato anche troppo del personaggio, ma viene da farlo perché in parte quel personaggio è Pompeo (e forse anche Zanardi: aiutoo!!) e Pompeo è una graphic novel o fumetto (boh) che ti incolla a sé o che ti investe come un’ondata.
    Non ci sono “influenze, ritocchi o titubanze” e altri artisti hanno probabilmente fatto cose stupende attingendo ad “influenze, ritocchi e titubanze”, ma non è il caso di Pazienza.
    Si sente che questo fumetto è fatto di getto ...
    quando un’esperienza è vissuta si libera di inutili frustrazioni che intorpidiscono la lettura, questo fattore unito a talento e sensibilità ha prodotto Pompeo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il "Testamento" di Paz...

    Geniale Paz ogni singola parola di commento a questo libro è sprecata, bisogna leggerlo e basta facendosi inghiottire dal suo capolavoro ed entrare nel suo mondo.
    Questo libro è infatti è una specie ...continua

    Geniale Paz ogni singola parola di commento a questo libro è sprecata, bisogna leggerlo e basta facendosi inghiottire dal suo capolavoro ed entrare nel suo mondo.
    Questo libro è infatti è una specie di sua biografia-testamento che ci fa conoscere più a fondo un Andrea Pazienza dal punto di vista del lato umano, mostrandoci le sue speranze, i timori, le incertezze, le paure ed anche il lato drammatico della cocaina.
    Alla fine ci sarà solo il rammarico di un autore scomparso troppo presto e che sarebbe stato bello vedere all'opera ancora oggi per ammirare il suo genio.

    ha scritto il 

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