Globalization

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Publisher: Columbia University Press

4.0
(185)

Language: English | Number of Pages: 160 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Italian , French

Isbn-10: 0231114281 | Isbn-13: 9780231114288 | Publish date:  | Edition 0

Also available as: Paperback , eBook

Category: Non-fiction , Social Science , Textbook

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Book Description
The word "globalization" is used to convey the hope and determination of order-making on a worldwide scale. It is trumpeted as providing more mobility -of people, capital, and information -and as being equally beneficial for everyone. With recent technological developments -most notably the Internet -globalization seems to be the fate of the world. But no one seems to be in control. As noted sociologist Zygmunt Bauman shows in this detailed history of globalization, while human affairs now take place on a global scale, we are not able to direct events; we can only watch as boundaries, institutions, and loyalties shift in rapid and unpredictable ways. Who benefits from the new globalization? Are people in need assisted more quickly and efficiently? Or are the poor worse off than ever before? Will a globalized economy shift jobs away from traditional areas, destroying time-honored national industries? Who will enjoy access to jobs in the new hierarchy of mobility? From the way the global economy creates a class of absentee landlords to current prison designs for the criminalized underclass, Bauman dissects globalization in all its manifestations: its effects on the economy, politics, social structures, and even our perceptions of time and space. In a chilling analysis, Bauman argues that globalization divides as much as it unites, creating an ever-widening gulf between the haves and the have-nots. Rather than the hybrid culture we had hoped for, globalization is creating a more homogenous world. Drawing on the works of philosophers, social historians, architects, and theoreticians such as Michel Foucault, Claude Lévi-Strauss, Alfred J. Dunlap, and Le Corbusier, presents a historical overview of the methods employed to create and define human spaces and institutions, from rural villages to sprawling urban centers. Bauman shows how the advent of the computer translates into the decline of truly public space. And he explores the dimensions of a world in which -through new technologies -time is accelerated and space is compressed, revealing how we have arrived at our current state of global thinking. Bauman´s incisive methods of inquiry make an excellent antidote to the exuberance expressed by those who stand to benefit from the new pace and mobility of the modern life.
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  • 4

    Considerazioni geniali.La dicotomia tra vagabondo e turista rappresenta la chiave di lettura di una società votata al consumismo nel suo essere e ne suo divenire.

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  • 0

    Una definizione di "lavoro flessibile".

    Se una volta il capitale era impaziente di assorbire quantità sempre crescenti di lavoro, oggi reagisce nervosamente alla notizia che la disoccupazione è in calo; e attraverso i suoi plenipotenziari d ...continue

    Se una volta il capitale era impaziente di assorbire quantità sempre crescenti di lavoro, oggi reagisce nervosamente alla notizia che la disoccupazione è in calo; e attraverso i suoi plenipotenziari delle Borsa premia le imprese che licenziano personale e tagliano il numero dei posti di lavoro.

    Oggi si preme per smantellare l'abitudine a un lavoro permanente, continuo e regolare, distribuito su orari lunghi; che altro può significare lo slogan del ?
    Bisogna fare in modo che i lavoratori - questa è la strategia raccomandata - dimentichino, non imparino, quanto l'etica del lavoro, nei giorni epici dell'industria moderna, voleva insegnare loro.
    Il lavoro può diventare davvero solo se i lavoratori, quelli di oggi e di domani, perdono le abitudini apprese nel lungo addestramento quotidiano al lavoro, se perdono i turni di ogni giorno, il posto fisso e la continuità di rapporti tra i colleghi ; solo se si astengono dallo sviluppare capacità professionali inerenti al loro attuale lavoro ( o ne vengono impediti) e rinunciano ad alimentare morbose fantasie sui diritti e le responsabilità di un lavoro inteso come proprio.

    Durante la riunione annuale , tenutasi nel settembre 1997 a Hong Kong, i dirigenti del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale hanno criticato severamente i metodi usati in Germania e in Francia per creare maggiore occupazione, considerando tali sforzi come contrari alla linea delle .
    Quest'ultimo richiede, secondo loro, l'abrogazione delle norme che proteggono il lavoro e delle remunerazioni che gli siano , lo smantellamento di qualsiasi che si frapponga alla più dura competitività, e impone ancora di vincere le resistenze che la manodopera esistente esercita contro la perdita dei da essa acquisiti, ossia di qualsiasi fattore che favorisca la stabilità dell'impiego e la protezione del posto di lavoro e quindi del relativo reddito. *

    I lavoratori devono disimparare l'impegno, duramente appreso, a lavorare e il loro attaccamento emotivo, faticosamente conquistato, al posto di lavoro, così come devono dismettere il coinvolgimento personale nel futuro dell'impresa cui appartengono.

    *Rapporto della riunione di Hong Kong di Serge Marti, Le FMI critique les mèthodes anti-chòmage de Bonn et Paris, in , 19 settembre 1997

    Il tutto tratto dal libro.

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  • 3

    是我資質太努頓,還是怎樣,
    覺得書中的內容橫跨太多,
    不容易抓到重心。
    跟全球化我很難完全直接連結。

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  • 4

    Altro che Bilderberg, la realtà è anche peggio....

    solito ottimo lavoro di Bauman, che unisce la solidità del ragionamento alla capacità di vedere oltre i concetti dati per scontati, ma che scontati non sono: la compressione di tempo e spazio rende le ...continue

    solito ottimo lavoro di Bauman, che unisce la solidità del ragionamento alla capacità di vedere oltre i concetti dati per scontati, ma che scontati non sono: la compressione di tempo e spazio rende le persone più diverse, piuttosto che uguali (perchè c'è chi il movimento se lo può permettere e chi invece non può muoversi); il concetto di modernità come Panopticon, tanto caro ai vari complottisti, che cozza contro la realtà dove non c'è una regia, ma solo una forza indeterminata, ingovernabile e autopropulsiva, cioè la marea immensa degli affari mondiali. Questi "mercati", astratto concetto senza volto, non sono guidati da nessuno, non c'è nessuna cupola tipo Bilderberg, nessun super-miliardario che decide i destini dei paese - semplicemente il principio del profitto è come l'onda di una piena di acqua, trova in modo naturale le strade che danno la migliore rendita senza nessun pensiero organizzativo a monte... e forse questo è anche peggio dell'idea di un controllo planetario....

    Leggetelo se volete avere qualche idea originale e concreta di cosa significhi questo termine così spesso usato a sproposito....

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  • 4

    E' vero, sul web si è proprio sbagliato, ma ci sono molti altri spunti di riflessione, in questo libro. Si può anche vedere, a distanza di quindici anni, se quello che è successo sia poi così lontano ...continue

    E' vero, sul web si è proprio sbagliato, ma ci sono molti altri spunti di riflessione, in questo libro. Si può anche vedere, a distanza di quindici anni, se quello che è successo sia poi così lontano da quello che Bauman descriveva nel 97 circa. Il controllo, la sicurezza, la gestione piramidale del potere, la fine degli stati sovrani, la flessibilità del lavoro (ma l'avrà letto, Ichino, sto libro?)...

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  • 4

    Come sempre, almeno per me, Bauman riesce a dare impulsi formidabili al pensiero, e la sua lettura del fenomeno della globalizzazione è convincente e stimolante. Riportare l'intero l'assetto attuale d ...continue

    Come sempre, almeno per me, Bauman riesce a dare impulsi formidabili al pensiero, e la sua lettura del fenomeno della globalizzazione è convincente e stimolante. Riportare l'intero l'assetto attuale della società alla dimensione di una profonda trasformazione del nostro modo di vivere il tempo e lo spazio, ecco la prospettiva filosofica sull'esistenza, ecco come la filosofia può aprire scenari d'interpretazione originali e coinvolgenti senza bisogno dei soliti psicologismi o dei luoghi comuni di certa politica.

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  • 2

    l'autore non ha nessuna idea dell'argomento che tratta, segno che non basta aver letto molti libri per possedere una posizione intelligente su un argomento; tanto meno quando questo è vincolato ai leg ...continue

    l'autore non ha nessuna idea dell'argomento che tratta, segno che non basta aver letto molti libri per possedere una posizione intelligente su un argomento; tanto meno quando questo è vincolato ai legami tra gli internets, il panopticon e la degenerazione globale/locale. tra l'altro, citare Paul Virilio e Michel Foucault senz'aver capito una parola dei loro lavori mette grande tristezza.

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