Húrinovy děti

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Publisher: Argo

3.8
(2139)

Language: Čech | Number of Pages: 232 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Spanish , Italian , Dutch , Catalan , French , Chi traditional , Polish , Greek , Slovenian , Portuguese , Norwegian , Russian

Isbn-10: 8072038842 | Isbn-13: 9788072038848 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Salire è faticoso, e dalle cime è facile precipitare.

    I figli di Hùrin è una storia che venne pubblicata in varie forme già nel Silmarillion e poi in Racconti Incompiuti. Questa versione contiene la storia integrale, qui pubblicata nel suo intero senza a ...continue

    I figli di Hùrin è una storia che venne pubblicata in varie forme già nel Silmarillion e poi in Racconti Incompiuti. Questa versione contiene la storia integrale, qui pubblicata nel suo intero senza altre interruzioni.
    Protagonisti della storia sono appunto la stirpe di Hùrin, principalmente Tùrin su cui si incentra il racconto.
    A causa della sfida lanciata dal padre a Morgoth, su Tùrin incombe una maledizione che lo accompagnerà lungo ogni suo passo e che influenzerà ogni sua decisione fino a portarlo ad un epilogo doloroso e crudele.
    Questo racconto dalle tinte malinconiche e quasi cavalleresche, è una delle storie più lunghe scritte da Tolkien e ambientate nella Terra di Mezzo, nonchè una delle più belle in assoluto!
    Cronologicamente parlando probabilmente I figli di Hùrin non era il libro da leggere per primo tra quelli di Tolkien. Ma la storia di Tùrin mi aveva molto colpito nel Silmarillion, quindi ho deciso di dargli la precedenza. La storia di Tùrin è una storia piuttosto triste e dal sapore amaro, è la storia di una maledizione da cui non si sfugge lanciata su un padre orgoglioso e le cui conseguenze si abbattono sul figlio.
    Tùrin cresce nel Dor-Lòmin insieme ai genitori Hùrin e Morwen. Dopo la caduta del regno del padre, Tùrin viene mandato nel Doriath e lì cresce alla corte di Re Thingol che lo accoglie come un figlio. Esiliato dal Doriath, diventa un fuorilegge e alla fine si stabilisce nel Nargothrond dove inizia una nuova vita tentando di sfuggire alla maledizione. Ma sembra che neanche un eroe valoroso come Tùrin possa sfuggire e alla fine la maledizione lo raggiunge anche nella sua casa.
    Questa è solo una sintesi della trama che vi assicuro è molto più articolata e complessa. La narrazione ha un tono quasi cavalleresco, da poema epico. Lo stile è molto raffinato, elegante ma allo stesso tempo scorrevole. Personalmente ormai annovero Tolkien tra i miei autori preferiti, quindi credo che indipendentemente dalla storia, amerei qualsiasi cosa da lui scritta!
    Mi è piaciuto moltissimo leggere una versione estesa e completa della vita di Tùrin e di molti altri personaggi che il Silmarillion menzionava ma non approfondiva. In questo caso però, a differenza de Il Signore degli Anelli, qui non c'è lieto fine, la storia è amara fino all'ultimo. Tùrin è un personaggio controverso, non è il solito eroe di turno, la maledizione che lo perseguita dirigerà ogni passo della sua vita, per quanto lui si sforzi di sfuggirle.
    Ho trovato questa storia davvero bellissima e profondamente poetica. Alcune parti del racconto sono davvero meravigliose, pervase di una malinconia di fondo che accompagna durante tutta la lettura e che fa presagire quella che sarà la fine di quest'eroe diverso dagli altri e legato ad un futuro che lo vede già sconfitto in partenza. Il finale, vi avviso, è quasi straziante. Una bellissima opera che approfondisce il mondo creato da Tolkien, una storia molto triste ma bella, bella davvero. Una gemma, una delle tante, donateci dal Maestro.

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  • 5

    La storia di Tùrin e della sua maledizione

    Dopo aver letto Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, la lettura de I figli di Hùrin è d'obbligo, per chi ama Tolkien. E anche le altre opere, come il fondamentale Il Silmarillion (che sto terminando). ...continue

    Dopo aver letto Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit, la lettura de I figli di Hùrin è d'obbligo, per chi ama Tolkien. E anche le altre opere, come il fondamentale Il Silmarillion (che sto terminando). La storia di Tùrin, figlio di Hùrin, che vivrà addosso una terribile maledizione, ovvero una concatenazine di disastri accompagnerà le sue decisioni, le sue azioni, i suoi consigli, insomma, tutto quello che aveva predetto l'infernale Morgoth (alias Melkor) si avvererà. Avvincente, seppur lo stile narrativo è diverso dal celebre Signore degli Anelli, ma ripeto non per questo meno interessante e avvincente. E poi, se ancora non vi ho convinto, c'è pure un terribile drago, Glaurung.

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  • 5

    We are back in Tolkien's unbelievable word. And it feels good, so good. A great story, and very interesting articles by Christopher Tolkien (JRR's son, for those who don't know) explaining how he reco ...continue

    We are back in Tolkien's unbelievable word. And it feels good, so good. A great story, and very interesting articles by Christopher Tolkien (JRR's son, for those who don't know) explaining how he reconstructed the story from his father's notes.

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  • 5

    “I Figli di Húrin”, titolo originale: “Narn I Chin Hurin – The Tale of the Children of Húrin”, di J.R.R Tolkien, traduzione di Caterina Ciuferri Bompiani, ISBN: 978-88-452-5961-6.

    In questo romanzo l’ ...continue

    “I Figli di Húrin”, titolo originale: “Narn I Chin Hurin – The Tale of the Children of Húrin”, di J.R.R Tolkien, traduzione di Caterina Ciuferri Bompiani, ISBN: 978-88-452-5961-6.

    In questo romanzo l’Autore recupera e riscrive uno dei capitoli del “Silmarillon”, la storia di “Túrin Turambar”, figlio di Húrin, re e condottiero degli Edain (uomini) della casa di Hador. Il racconto amplia una parte importante delle storie della “Prima Era” relativamente alle guerre del Beleriand, una delle regioni della Terra di Mezzo e luogo dove è ambientato il noto ciclo fantasy del “Signore Degli Anelli”, capolavoro del medesimo Autore.

    La vicenda ruota intorno alla maledizione che grava sulla discendenza di Húrin che finirà per condizionare tragicamente la vita dei suoi famigliari e di quanti li accompagnano, ed in particolare, quella del figlio Túrin e della sorella Niënor.

    Il romanzo è veramente bellissimo e, per me, la lettura di quest’opera ha avuto la capacità di recuperare in pochi istanti le atmosfere da sogno e di intensa partecipazione che mi aveva lasciato più di trent’anni fa la lettura dello splendido ciclo del “Signore degli Anelli”. Per quanto mi riguarda, ottengo l’ennesima dimostrazione dell’eccezionalità dell’opera di Tolkien, che non si applica solo alle singole opere, ma che viene esaltata dall’impianto globale, dalla profondità e dalla vastità dell’intero ciclo epico/fantasy da lui creato.

    Per quanto riguarda “I Figli di Hurin”, bisogna comunque tenere presente che lo stile vuole volutamente recuperare il linguaggio epico, la teatralità della tragedia greca e la metrica della saga e, pertanto, la trama, i fatti e la forma narrativa vanno interpretati in questo contesto e non fermarsi all’apparenza, di una forma che, vista in un’ottica contemporanea, può far sembrare datato il linguaggio del racconto e il carattere dei personaggi.

    Potrei anche aggiungere che, letto in chiave moderna, con l’occhio di chi, permeato di razionalismo, non crede alle maledizioni, la saga di Túrin, il suo comportamento e le conseguenze che ne derivano a lui e a tutti coloro che gli sono vicini, potrebbe apparire in tutt’altra luce da quella presentata dall’Autore. Mi piace pensare che, forse, anche questa modalità di lettura insolita e certamente non voluta da Tolkien, potrebbe risultare interessante e valevole di qualche considerazione.

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    5

    I Figli di Húrin è uno dei racconti contenuti nel Silmarillion, successivamente sviluppato a parte. Tolkien ci lavorò solo in parte e lo lasciò incompiuto, è stato infatti completato dal figlio Christ ...continue

    I Figli di Húrin è uno dei racconti contenuti nel Silmarillion, successivamente sviluppato a parte. Tolkien ci lavorò solo in parte e lo lasciò incompiuto, è stato infatti completato dal figlio Christopher (seguendo gli appunti del padre). Che dire? Tragico, crudele, oscuro, è uno degli scritti di Tolkien che più si rifanno alla mitologia e ne ha in tutto il sapore tragico e violento. Túrin è perseguitato dalla sua sorte, ma al tempo stesso ne è l'artefice, in una catena di sofferenza dove una colpa pesa su un'intera famiglia, ma di fatto la colpa non esiste. Il tutto è un crescendo di frustrazione, quando ci si rende conto che le cose non potranno che finire male per tutti. Alcuni momenti molto belli e dolorosi, come la morte di Beleg o il finale (che ho trovato straziante). Tanta pena per Nienor Ninìel.
    In conclusione lo trovo bello, molto bello e molto tragico. Da prendere un po' con le pinze, in quanto la versione di questo racconto scritta da Tolkien è quella che si trova nel Silmarillion, ma l'intervento di Christopher è stato più che rispettoso. L'ho letto e riletto, lo consiglierei senza ombra di dubbio.
    Una nota particolare la meritano anche le meravigliose illustrazioni di Alan Lee (uno dei miei illustratori preferiti) che accompagnano l'opera.

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    5

    Penso proprio che questo sia il più bello, il più profondo, il più disarmante dei romanzi di Tolkien. Questo è un libro di maledizione, di dolore, di terrori, ed è ben lungi dal poter essere considera ...continue

    Penso proprio che questo sia il più bello, il più profondo, il più disarmante dei romanzi di Tolkien. Questo è un libro di maledizione, di dolore, di terrori, ed è ben lungi dal poter essere considerato una favoletta.
    Turin è un personaggio tormentato, come anche le stesse Nienor e Morwen, e alla fin fine l'unica che si salva davvero è la piccola Urwen Lalaith dalla squillante risata, morta ancor prima di cominciare a vivere. E la cosa "ecclatante" (o comunque, se non proprio tanto sbalorditiva, almeno capace di far riflettere un poco) è che questa sequela di disgrazie volute dal destino di una famiglia in rovina sia derivata dal semplice "no" pronunciato da un uomo coraggioso di fronte alla quintessenza del male.
    Abbandonando ora un po' la filosofia spicciola, ho immaginato quasi dal principio (da quando si è capito che Turin non avrebbe mai conosciuto sua sorella) che i figli di Hurin avrebbero finito per condividere il talamo xD E l'immagine finale tra Hurin è Morwen è terribile e toccante al contempo.
    Molto piacevoli e precisi i riferimenti edipici. Veramente, veramente bello.

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    4

    Su tutti coloro che ami il mio pensiero peserà come una nuvola di rovina

    "Su tutti coloro che ami il mio pensiero peserà come una nuvola di rovina
    e li trascinerà in basso nell'oscurità e nella disperazione".

    "I figli di Hurin", meglio conosciuto come: Turin perché non ti ...continue

    "Su tutti coloro che ami il mio pensiero peserà come una nuvola di rovina
    e li trascinerà in basso nell'oscurità e nella disperazione".

    "I figli di Hurin", meglio conosciuto come: Turin perché non ti sei suicidato prima?
    Il libro è impeccabile perché impeccabile è, come sempre, lo stile di Tolkien che tiene incollati alla pagina dalla prima parola all'ultima. Del personaggio principale non posso dire molto bene però.
    Penso che Tolkien volesse farci immedesimare con lui e con la sua tragedia, o per lo meno provare pena per lui, pena che però io non ho provato mai. Lo ammetto, non sopporto Turin e la maledizione a lui lanciata non era secondo me necessaria, perché è il suo carattere a rovinare ogni cosa che tocca e non una maledizione. Uccide Beleg (pezzo che mi ha fatto soffrire di più in tutto il libro) che gli è stato amico e maestro e che lo ha seguito anche se sapeva che lo avrebbe portato alla rovina, lo uccide in un modo assurdo poi ma questo sarebbe il minimo. Lo piange si, ma non poi tanto come infondo fa con tutte le cose che lo riguardano e che dice di amare.
    Ama la sua famiglia ma non pensa a loro per vent'anni, gli basta che gli dicano "non possiamo aiutarli!" che lui se ne sbatta per 20 anni senza fare niente per aiutarli. Ama la sua gente ma quando arriva da loro è così furbo da combinare un casino per puro orgoglio, solo per poter entrare in una sala e sbandierare il suo nome e titolo (nome e titolo che per 50% del libro non vuole assolutamente usare invece, e tratta male chiunque osi chiamarlo per nome ma pensa bene di usare quel nome nell'unico momento in cui era meglio non dirlo). Gli viene detto che la zia morirà se lui fa una cosa del genere ma Turin lo fa comunque, e la sua scusa è "Sei una codarda zia" quando la zia è rimasta lì ed ha permesso alla madre ed alla sorella di Turin di sopravvivere tutti quegli anni mentre Turin è la prima volta che si ricorda di avere una madre ed una sorella.
    Ancora più folle il suo rapporto con il nano Mim, che ha un chiarissimo esempio di sindrome di stoccolma visto che nonostante il gruppo di Turin gli abbia ucciso il figlio lui è invidioso dell'affetto che Turin ha per l'amico Beleg (che poi è pure un elfo, e i nani si sa con gli elfi amano prendere taralucci e vino). Accusa un uomo del gruppo di Turin di avergli ucciso il figlio e lo maledice, dimenticandosi però che questo era agli ordini di Turin e non è che ha ucciso il figlio di un altro per sport. Mim però non ci pensa proprio ad estendere la maledizione a Turin, anzi lo tratta come suo pari e rivaleggia con Beleg (che nemmeno si è accorto della cosa in realtà) per le attenzioni di Turin che tecnicamente gli ha ucciso il figlio, rubato la casa e costretto a condividere le sue scorte di cibo ed acqua.
    Lasciamo per ultimo ovviamente il rapporto assurdo con la sorella, che è sclerata quasi quanto lui. Sposa il fratello senza saperlo, ma quando scopre la verità sa dire a Brandir "potevi dirmelo con più insistenza di aspettare a sposarlo!" ...come se il poveretto potesse saperlo! E difatti quando Brandir affronta Turin sulla morte della sorella Turin se la prende con lui, quasi fosse colpa sua se la sorella si è suicidata e lo uccide così su due piedi giusto per dimostrarci che è davvero un grande uomo.
    Il finale tristissimo, giusto per rimanere in linea con un libro che è una valle di lacrime. Come sottotitolo propongo: Povero Hurin, doveva proprio avere una famiglia del genere?

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    3

    Com'è possibile che Turin porti una tale sfortuna? Insomma, invece dei figli di Hurin potrebbe chiamarsi "Turin porti sfiga" e basta.
    Se fosse morto subito tutti i guai non sarebbero successi.
    Ha un c ...continue

    Com'è possibile che Turin porti una tale sfortuna? Insomma, invece dei figli di Hurin potrebbe chiamarsi "Turin porti sfiga" e basta.
    Se fosse morto subito tutti i guai non sarebbero successi.
    Ha un carattere terribile poi, è una persona orrenda ma tutti lo amano pazzamente, ma perché? Tutti quelli che tocca muoiono oppure comunque gli succede qualcosa. Non è colpa della maledizione, è proprio colpa sua! La maledizione è la scusa che usa per coprire i suoi pessimi modi ed il suo pessimo carattere.
    Non capisco questa mania di cambiarsi il nome in centomila nomi solo per poter dire "bene ora ricomincio una vita nuova, invece di Giulia mi voglio chiamare Peppa!" eh si bella storia, peccato che cambiare il nome non serve a niente oltre che a confondere il lettore.
    Ancora più assurde le scene in cui Turin si presenta con nomi falsi ( sempre più assurdi, tipo "maschera di morte" o "portatore di sfiga eterna" e cavolo, datti almeno un nome felice! ) e la tipa di turno "non ti si addice, ti chiamerò Thurin" e che cavolo come hai fatto ad andarci così vicino?

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  • 5

    Stupendo!

    Qui, in questo romanzo, vengono raccontate le gesta dei Húrrin in modo approfondito. In particolare viene raccontata la vicenda di Húrrin, il quale trovandosi imprigionato da Morgoth, in seguito alla ...continue

    Qui, in questo romanzo, vengono raccontate le gesta dei Húrrin in modo approfondito. In particolare viene raccontata la vicenda di Húrrin, il quale trovandosi imprigionato da Morgoth, in seguito alla battaglia delle innumerevoli lacrime, viene maledetto. Una maledizione cadrà su tutti i suoi figli. Viene raccontata l'infanzia di Túrin, figlio di Húrrin e lo scorrere della maledizione su di lui nelle varie fasi della sua vita. Ma quella più tragica si avvera alla fine della sua vita. Un romanzo davvero bello per chi vuole approfondire le vicende de "Il Silmarilion".

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