Hannibal

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Publisher: Cornerstone

3.5
(2602)

Language: English | Number of Pages: 576 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Polish , Italian , French , German , Swedish , Slovenian , Finnish , Catalan , Dutch , Czech , Portuguese

Isbn-10: 0099297701 | Isbn-13: 9780099297703 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , School & Library Binding , Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
The sequel to "Silence of the Lambs" marks the return of Dr Hannibal Lecter. One of Hannibal's victims, the influential and rich Mason Verger - a paraplegic confined to a respirator thanks to Hannibal - is bent on revenge and FBI agent Clarice Starling provides the perfect bait.
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  • 3

    Psicopatia oltre le stelle.

    Strappa la terza stellina e si legge con piacere soltanto grazie allo stile cinematografico ricco di tagli, punti di vista e capitoli incisivi.
    La scarsa credibilità, tuttavia, demolisce parecchio l'e ...continue

    Strappa la terza stellina e si legge con piacere soltanto grazie allo stile cinematografico ricco di tagli, punti di vista e capitoli incisivi.
    La scarsa credibilità, tuttavia, demolisce parecchio l'entusiasmo: siamo davanti ad un condensato di malattie mentali che riassume tutte le possibili patologie viste nei libri dell'autore, sfociando nell'assurdo e nel disgustoso. Splatter, pazzie ed incesti si fondono in un macabro risultato dove perfino il movente stesso dell'opera è talmente ridicolo da strappare spesso una risata.
    La presenza di Hannibal, unica luce in queste follie, da un lato innalza il livello del romanzo, dall'altro distorce pericolosamente la figura fascinosa del cannibale portandolo ai livelli terresti ed umani di mero serial killer.
    Se ciò non dovesse bastare, preparatevi ad uno dei finali più stupidi, paradossali e vergognosi della storia letteraria umana.

    said on 

  • 5

    Non una vera e propria recensione

    Ho iniziato a leggere questo libro oggi e sono arrivato all'incirca a pagina 100. La precisione delle informazioni è strabiliante ed evidenzia un lunghissimo lavoro di studio delle fonti, di fronte al ...continue

    Ho iniziato a leggere questo libro oggi e sono arrivato all'incirca a pagina 100. La precisione delle informazioni è strabiliante ed evidenzia un lunghissimo lavoro di studio delle fonti, di fronte al quale qualunque lettore sincero può solo inchinarsi. I personaggi sono molto ben tratteggiati, le descrizioni sono appassionanti e mai banali. Solo stima per Thomas Harris

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    PERCHÉ?!

    Questo è uno di quei libri che ha spinto fino al limite la mia filosofia di valutare ogni libro "a sé" e non in relazione ad altri.
    Preso a sé, dimenticandosi totalmente del Silenzio degli Innocenti ...continue

    Questo è uno di quei libri che ha spinto fino al limite la mia filosofia di valutare ogni libro "a sé" e non in relazione ad altri.
    Preso a sé, dimenticandosi totalmente del Silenzio degli Innocenti , questo libro le tre stelle le merita: è godibile, con un buon ritmo e con una vicenda intrigante. Il problema viene quando lo si rapporta al libro precedente, appunto.
    Avevo particolarmente apprezzato Il Silenzio degli Innocenti proprio per la sua capacità di essere elegante e freddo e di non scadere nel grottesco nel tentativo di colpire più a fondo la gente.
    Questa caratteristica sembra essere svanita in Hannibal che, per carità, non scende ai livelli di certi thriller che mi sono capitati, ma che comunque è lontano anni luce dalla fredda classe del suo predecessore.
    Anche i personaggi hanno perso in qualità e carattere:
    - Crawford viene ridotto ad indossare i maglioni della moglie e descritto quasi come un vecchietto inutile per poi essere liquidato in maniera a dir poco vergognosa per il calibro che aveva avuto prima;
    - Krendler è squallido, non ci sono altre parole... grezzo, volgare e spesso anche tardo; suscita indubbiamente il fastidio che dovrebbe suscitare, ma non riesce ad avere una dignità come personaggio.
    - Verger, come lui, fa il suo sporco lavoro. Si fa odiare senza problemi e con molta facilità e ti porta a tifare per Hannibal Lecter come se fosse la cosa più naturale del mondo; ma pensandoci a mente fredda, dopo aver chiuso il libro, risulta palesemente esagerato. Volgare, violento e sadico quasi per principio, ogni scena in cui compare è un continuo riferimento a qualche violenza che ha commesso nel passato: picchiava (e probabilmente molestava) i compagni, ha violentato sua sorella, si dedica al commercio di carni più per il gusto di poter maltrattare gli animali che per interessi veri, ha come passatempo seminare casino nelle teste dei bambini dati in affido al solo fine di distruggere le famiglie adottive... BEVE COCKTAIL FATTI CON LE LACRIME DEI SUDDETTI BAMBINI, PER L'AMOR DEL CIELO! No, sul serio. Ognuna di queste (cocktail a parte), presa singolarmente o magari combinata con alcune altre, poteva anche starci... ma tutte insieme no, dai, cerchiamo di essere seri.
    - Clarice... Clarice non è pessima in sé, ma confrontata con la donna forte che era stata, vederla così distrutta, insicura di sé e di chi ha accanto e in generale sfiduciata mi ha fatto male. Dopo i primi capitoli sembra quasi un altra donna: i continui problemi con i ricordi dei genitori (già presenti nel romanzo di prima) assumono adesso le dimensioni di veri e propri complessi psicologici, che minano alla base la Clarice a cui Il Silenzio ci aveva abituati.
    - Hannibal Lecter, è triste da dire, ma anche lui perde qualcosa in questo romanzo. Ha ancora un carisma impressionante e un gusto per il bello e l'elegante che, soprattutto se confrontato con i suoi antagonisti, lo elevano a un grande personaggio e fanno quasi l'effetto di una boccata di aria fresca rispetto allo squallore generale, però... anche qui, a mio modesto parere, il troppo stroppia. I continui riferimenti a vestiti, cibi, ambienti, STOVIGLIE PERSINO di gran classe, costosissime e di materiali elaboratissimi sono TROPPI, alla fine (specie durante la descrizione della preparazione di un cesto da picnic che poi verrà usato fuori scena e per eliminare un personaggio anche piuttosto inutile) risultano quasi caricaturali. La comparsa di Misha, oltretutto... non so, non mi ha convinto. Può starci, ha un suo senso e un suo perché, anche se rientra nel grottesco esagerato di cui discutevo all'inizio, però... CAMBIA il personaggio, in un certo senso. Gli aggiunge un'ossessione/ trauma che prima non aveva e ne cambia la natura. Bello comunque, per carità, ma forse lo preferivo prima.
    Un altro problema, evidente soprattutto nella prima parte del romanzo, quella ambientata in parte a Firenze, è l'incredibile ammontare di ignoranza e stereotipi di cui è farcita l'ambientazione italiana e i personaggi italiani in sé (che continuano a comparire anche quando l'azione si sposta di nuovo in America), nulla di particolarmente eclatante come nei libri di Dan Brown, per carità, ma che comunque ho percepito come cadute di stile e spesse volte ridicole.
    Tanto per dire, io ho capito che gli americani sono affetti da profonda ignoranza nei confronti della cultura italiana, ma qui abbiamo Hannibal Lecter che si fa eleggere curatore della Biblioteca Capponi... e lo fa rispondendo a una domanda su Cavalcanti e citando Dante. Domande da liceo, per intenderci, e nemmeno un liceo classico. Avrei saputo rispondere io che ho fatto uno scientifico e non studio più letteratura da almeno quattro anni. Capisco che in America probabilmente non sanno nemmeno chi sia Dante e vedere Hannibal Lecter recitare versi in italiano volgare dev'essere indice di cultura inaudita, ma se proprio vuoi ambientare il romanzo in Italia, cerca di capire come sono gli italiani, non guardarli in chiave americana!
    Sul serio, voglio presentare una mozione per vietare agli americani di ambientare i loro romanzi in Italia a meno che
    1) prima non abbiano studiato come dei dannati e/o non abbiano passato un periodo di tempo consistente nel posto di cui intendono scrivere.
    2) Non GIURINO di non provare nemmeno a rendere "l'italianità" (termine tecnico U_U) di un personaggio; evitando così il bagno di stereotipi che ne esce ogni volta.
    Il finale, tanto per concludere, è decisamente deludente.
    Un macello (letteralmente) generale, con spargimento di sangue, arti, e organi vari di proporzioni inaudite che, per carità, ha l'indubbio merito di toglierci di mezzo personaggi talmente squallidi che vederli morire è una gioia per il morale, però, di nuovo, si esagera, si scade nello splatter per il puro gusto dello splatter che, personalmente non ho mai apprezzato.
    Oltretutto il finale è il punto in cui ogni speranza di riavere la vecchia Clarice viene brutalmente e felicemente massacrata come buona parte dei personaggi. Drogata, sottoposta a quello che è, a conti fatti, un lavaggio del cervello, ne esce snaturata e distrutta. Può sembrare un lieto fine, specie perché camuffato con la pacificazione col passato sia suo che di Lecter, con un pizzico di romance e con il becero trucco di far dire a Lecter che la Starling sarebbe rimasta sempre imprevedibile... ma io l'ho trovata sconfitta. Distrutta e ricostruita in qualcosa che non è lei e che, probabilmente, la Starling del Silenzio si sarebbe vergognata di vedere.

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  • 4

    Esagerato e al limite della credibilità, ma pur sempre una bella lettura.
    Il suo essere poco credibile tuttavia, non implica che sia meno affascinante.
    Una storia di vendetta che porterà il lettore qu ...continue

    Esagerato e al limite della credibilità, ma pur sempre una bella lettura.
    Il suo essere poco credibile tuttavia, non implica che sia meno affascinante.
    Una storia di vendetta che porterà il lettore quasi a parteggiare per il Dottor Lecter, perchè in fondo il confine tra cosa sia bene e cosa sia male è davvero molto sottile.
    Ho trovato la scrittura di Harris molto cinematografica, particolare apprezzabile per quanto mi riguarda, perchè non amo le descrizioni che rendono la lettura poco fluida.
    Il finale, beh... ha un suo perchè, e non è poi così assurdo, se lo si prende senza porsi queste grandi domande. La natura umana è davvero peculiare, quindi non sono rimasta così stupita dallo svolgersi degli eventi.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    Se siete amanti del dottore cannibale...non leggetelo!

    Presa dalla nostalgia del personaggio e chiamata a gran voce dal libro stesso che faceva muffa sullo scaffale
    ho deciso di continuare la lettura della saga di Hannibal Lecter con questo terzo episodio ...continue

    Presa dalla nostalgia del personaggio e chiamata a gran voce dal libro stesso che faceva muffa sullo scaffale
    ho deciso di continuare la lettura della saga di Hannibal Lecter con questo terzo episodio.
    Bhe...che dire...tempo buttato.
    Non so neanche come descrivere la sensazione di irritazione che ho provato finendo il romanzo.
    Salvo sicuramente le ambientazione e la cura nella descrizione di questo Hannibal finalmente "libero" dalle prigioni e felice tra le sue passioni artistiche.
    Molto interessante anche le incursioni nel suo palazzo delle memorie.
    Rispetto ad altri lettori non ho trovato troppo disturbante la prosa teatrale e l'intervento in prima persona dello scrittore,ha dato un po di brio alla narrazione.

    Tuttavia l'opera manca di mordente,i personaggi di contorno sono ridicoli e trovo veramente oscena la trasformazione di Clarice!Assolutamente non ci siamo! NO!
    Perchè forzare una relazione ,seppur sopra le righe, tra Lecter e Starling???
    Il Silenzio degli Innocenti metteva una pietra sopra all'intera faccenda e così doveva essere!
    E' talmente senza senso come evento che per quanto mi riguarda è solo un incubo di Starling...anzi tutta la storia è solo un incubo!Un incubo di Harris!

    Per tutti gli amanti del caro Dottore cannibale RISPARMIATE TEMPO,NON LEGGETELO,RILEGGETEVI IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI piuttosto!

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  • 3

    Concentrato di splatter

    Clarice Sterling è la brillante agente del FBI che ha interrogato in un manicomio criminale Hannibal Lecter, lo psichiatra pazzo e cannibale, e grazie ai suoi suggerimenti ha risolto il caso del sadic ...continue

    Clarice Sterling è la brillante agente del FBI che ha interrogato in un manicomio criminale Hannibal Lecter, lo psichiatra pazzo e cannibale, e grazie ai suoi suggerimenti ha risolto il caso del sadico serial killer Jame Gumb. Lecter è evaso ormai da sette anni, e Clarice deve cercare di rintracciarlo. Non solo i federali sono interessati alla sua cattura: anche Mason Verger, il perverso milionario paralizzato e sfigurato dal dottore, gli dà la caccia x vendicarsi. Le tracce portano dapprima ai palazzi d’arte di Firenze, poi negli Stati Uniti, e ovunque Lecter lascia una scia di sangue. Il finale a sorpresa è anticipato nel film, ed è la degna conclusione di questo concentrato di pulp. Il libro non è neppure un romanzo: è una raccolta di episodi splatter e horror, legati da un tenue filo conduttore, pensati x una trasposizione cinematografica. Non è mai noioso, però, grazie allo stile stringato e al susseguirsi di sanguinosi colpi di scena. Harris vuole disgustare, colpire, turbare il lettore, far emergere il sadismo che si nasconde in ognuno di noi, il primitivo cavernicolo che si eccita alla vista del sangue, si ferma a guardare gli incidenti stradali, è avido di particolari dei più efferati delitti. Infastidiscono gli improbabili paladini della verità e della giustizia con l’inevitabile trionfo del Bene ma personaggi totalmente negativi sono altrettanto inattendibili. Tutti i protagonisti sono odiosi, malvagi, complessati, vendicativi, sadici, dal milionario pedofilo ai poliziotti corrotti, vittime e carnefici accomunati da crudeltà e meschinità d’animo. Anche la dura, algida, incorruttibile Clarice è attratta dal groviglio di raffinatezza, cultura e sadismo di Lecter, sorta di superuomo onnisciente. Hannibal è l’avatar di Harris, che studia e giudica gli altri con la freddezza, l’alterigia e il distacco dello scienziato. A una prima lettura, avevo abbandonato questo libro, ora l’ho in parte rivalutato pur nell’eccessivo compiacimento del macabro.

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  • 4

    E mi sono decisa a leggere anche il libro dopo aver visto anni fa il film e devo dire che è tutta un altra storia (come accade sempre se si tratta di trasposizione cinematografica).
    La storia è la ste ...continue

    E mi sono decisa a leggere anche il libro dopo aver visto anni fa il film e devo dire che è tutta un altra storia (come accade sempre se si tratta di trasposizione cinematografica).
    La storia è la stessa che tutti conosciamo sono passati sette anni da quando Hannibal è riuscito a scappare di prigione e durante i quali è riuscito a far perdere le sue tracce, ma nel momento i cui l'agente Starling finirà nei guai lui non potrà starsene in disparte e fare finta di nulla. Sara questo che lo porterà nei guai ma sarà anche quello che gli permetterà di realizzare la sua aspirazione nei confronti dell'agente. Nulla si potrà ora intromettere fra loro due e il loro destino o meglio il destino che il dottor Hannibal ha pianificato per loro.

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  • 4

    Hannibal: L’ultimo spettacolo del Dottor Lecter

    Sono passati sette anni dalla vicende del romanzo precedente (Il Silenzio degli innocenti), l’agente Clarice Starling non se la passa proprio alla grande, dopo un primo capitolo d’azione, si trova pri ...continue

    Sono passati sette anni dalla vicende del romanzo precedente (Il Silenzio degli innocenti), l’agente Clarice Starling non se la passa proprio alla grande, dopo un primo capitolo d’azione, si trova prima nel mezzo di una sparatoria, poi al centro di un inchiesta, con la carriera in bilico, ma l’agente speciale dell’FBI si ritroverà presto in prima linea, perché dall’altra parte del mondo, in uno strambo paese a forma di scarpa, il Dottor Lecter è tornato a colpire.

    Un romanzo strano questo “Hannibal” il primo in cui la creatura più celebre di Thomas Harris è il vero protagonista (fin dal titolo), leggerlo ora, a distanza di anni dalla sua uscita, farcita di (inutili) polemiche, quasi tutte le gate al film, è decisamente un'altra cosa, anche perché parliamoci chiaro, il film mi aveva impressionato poco, dopo aver letto il romanzo, ha perso ulteriori punti…

    Thomas Harris ambienta buona porzione del romanzo a Firenze, città ideale per il raffinato Lecter, amante del buon cibo, dei vini di qualità e della cultura, sulla sua tracce un altro poliziotto, Rinaldo Pazzi (si, QUEI Pazzi di Firenze), impossibile non notare l’accuratezza delle ricerche fatte da Harris, Firenze è descritta strada per strada, tra la raffinata città fiorentina, e la campagna Sarda, con i suoi allevatori di maiali che hanno un ruolo fondamentale nella storia (vi faranno rivalutare l’idea di diventare Vegani), questo strambo paese a forma di scarpa è descritto con dovizia di dettaglia, per altro, una delle svolte delle trama, prevede un errore dovuto alle lungaggini della burocrazia Italiana, quindi si, molto accurato.

    Harris introduce il terrificante Mason Verger, l’unica vittima sopravvissuta a Lecter, personaggio disgustoso che il “buon” Dottore ha contribuito a rendere esteticamente allineato alla sua natura di sadico e torturatore, mi risparmio la descrizione, ma vi avviso, è per stomaci forti.

    Verger è un super cattivo un po’ sopra le righe, per dire, si diverte a far piangere i bambini, giusto per davi un idea, in questo il romanzo risulta più sopra le righe rispetto ai precedenti “Red Dragon” e “Il Silenzio degli Innocenti”, anche essi popolari da coloriti Serial Killer sì, ma meno “Fumettistici” di questo romanzo.

    La stessa sorella di Verger, Margot è un personaggio difficile da rendere, infatti nell’adattamento cinematografico è scomparsa. Certo non è tutto pesche e crema, perché comunque ogni tanto Harris si perde in passaggi un po’ a vuoto, la scena di Margot e Barney nella doccia era davvero così necessaria ai fini della trama?

    “Hannibal” è decisamente il capitolo più splatter della saga, la cosa non mi ha disturbato più di tanto, d’altra parte Harris ha passato due libri a raccontarci quanto fosse diabolico e pericoloso Lecter, questo è il romanzo in cui ci fa vedere di cosa è capace, per assurdo, proprio per la presenza di Mason Verger, quasi si finisce a fare il tifo per il sociopatico puro, questo raffinatissimo Dottore, che anche in fuga, non si negherà mai più una boccia di quello buono. In fondo, se escludiamo Clarice Starling, non ci sono personaggio davvero buoni in questo romanzo, tutti nascondono qualcosa, Barney, Paul Krendler e lo stesso Rinaldo Pazzi, ricoprono ruoli istituzionali, ma sono tutt’altro che dei buoni.

    Parliamo del finale… Senza SPOILER giuro!
    Ho capito perché ha fatto arrabbiare un sacco di gente, perché non è consolatorio, rompe lo schema classico del poliziesco, che vuole cacciatore e preda scontrarsi, ma con il Dottor Lecter, non è mai stato chiaro chi è il vero predatore.

    Nella parte finale del romanzo, il Dottor Lecter utilizza tutto il suo talento di Psicologo, senza entrare nei dettagli, posso dire che è la parte più interessante della storia, la meno spettacolare certo, ma quella più importante, il problema che Thomas Harris, gli dedica un numero irrisorio di pagine, veramente poche se confrontate con la parte Action/Horror del romanzo, il risultato è qualcosa che richiede una grossa sospensione dell’incredulità, o un ottima conoscenza di psicologia fate voi…

    In generale, quando di parla di orrore, penso che il non mostrato faccia sempre più paura, qui Lecter si mostra, nella sua sanguinaria superiorità, ma anche nel tragico passato (la sorella Mischa), questa è la scelta di Harris per dare un finale al suo personaggio più celebre, lasciargli il palcoscenico. Se poi l’orrore solo suggerito de “Il Silenzio degli innocenti” vi sembra superiore, forse la motivazione va ricercata anche qui.

    Chissà se questo romanzo sarebbe stato lo stesso senza le pressioni di Hollywood, vogliosa di dare un seguito cinematografico al Dottor Lecter, curioso che la stesa Hollywood che richiedeva a gran voce il sanguinario Serial Killer, si stata la prima a spaventarsi, davanti al suo spettacolo da solista.

    said on 

  • 1

    Esagerato

    Rispetto a "Il Silenzio degli innocenti" è deludente. Da un lato il ritmo è più noioso, dall'altro alcune soluzioni sembrano concepite per stupire a tutti i costi e risultano poco credibili (per quant ...continue

    Rispetto a "Il Silenzio degli innocenti" è deludente. Da un lato il ritmo è più noioso, dall'altro alcune soluzioni sembrano concepite per stupire a tutti i costi e risultano poco credibili (per quanto si possa pensare che la malvagità non abbia limiti). Peccato.

    said on 

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