Hansel e Gretel

Di ,

Editore: Orecchio Acerbo

4.3
(185)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 52 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Galego , Francese

Isbn-10: 8889025824 | Isbn-13: 9788889025826 | Data di pubblicazione: 

Illustratore o Matitista: Lorenzo Mattotti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Bambini , Fumetti & Graphic Novels , Narrativa & Letteratura

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  • 2

    Sybille Schenker è un'illustratrice tedesca che si dedica qui a un vertice della letteratura della sua patria: la fiaba Hänsel e Gretel raccolta dai fratelli Grimm dalla viva voce degli abitanti della ...continua

    Sybille Schenker è un'illustratrice tedesca che si dedica qui a un vertice della letteratura della sua patria: la fiaba Hänsel e Gretel raccolta dai fratelli Grimm dalla viva voce degli abitanti della Foresta Nera e pubblicata nella loro celebre antologia. Il lavoro della Schenker non rende grandissima giustizia a questo testo di fondamentale importanza folkloristica, culturale, artistica, narrativa e psicanalitica, una delle poche fra le fiabe più celebri dei Grimm a non essere stata toccata da Disney, forse per l'impossibilità di rendere una storia dell'orrore di questa potenza (perché tale è Hänsel e Gretel) in un film per famiglie. Nel suo sito web l'autrice si fa i complimenti da sola per il suo lavoro, che invece non è che l'unione di varie tradizioni precedenti: l'uso massiccio di carta nera intagliata, di carta da imballaggio e di carta trasparente proviene rispettivamente dalle xilografie dell'Espressionismo tedesco (nelle immagini di esseri umani è molto visibile l'influenza degli incisori del Die Brücke), dalla carta da origami (i dolcetti sul tavolo sono appunto ritagli di motivi tradizionali giapponesi, come pure i quadratini e i fiori di sakura sul grembiale della strega), e infine dalle esperienze di Bruno Munari, palesemente plagiato nelle pagine in cui la colorata casetta di marzapane appare a poco a poco sfogliando le pagine di carta velina esattamente come il colorato circo appariva nel capolavoro Nella nebbia di Milano. A parte queste massicce chiamiamole ispirazioni, il libro presenta dei momenti interessanti e poetici nelle rappresentazioni di uccelli e lì dove l'autrice si è dimenticata di cancellare (o ha volontariamente lasciato) lo schizzo a matita. Quanto alla parte in prosa, essendo questa una fiaba, cioè una narrazione popolare spontanea passata di generazione in generazione in cui ogni narratore ha aggiunto o tolto dettagli affinandola sempre più, non sarebbe dispiaciuto apprezzare qualche invenzione narrativa della Schenker, che non c'è stata: il testo è un semplice riassunto dell'originale dei Grimm. È un libro pubblicato con grande cura editoriale (addirittura rilegato alla giapponese, con il filo a contrasto cromatico all'esterno), bello e interessante da sfogliare qualche volta, dopodiché può restare sullo scaffale.

    ha scritto il 

  • 4

    E lo stesso dicasi per Pollicino

    Premetto che da piccino i miei genitori non erano soliti narrarmi molte fiabe. Mio padre peraltro riteneva che bastasse leggermi qualunque cosa per farmi addormentare, persino un prontuario sullo sma ...continua

    Premetto che da piccino i miei genitori non erano soliti narrarmi molte fiabe. Mio padre peraltro riteneva che bastasse leggermi qualunque cosa per farmi addormentare, persino un prontuario sullo smaltimento dei rifiuti, giacché a suo avviso la presenza ed il suono rassicurante della voce di un genitore erano già di per sé sufficienti a conciliare il sonno di un bambino nictofobo.
    Devo riconoscere che la sua teoria non era del tutto infondata.
    D'altra parte lui esagerava, approfittando dell’occasione per leggersi il corriere della sera o qualche altro quotidiano di suo interesse.
    E vabbè che (per noia) mi addormentavo lo stesso, però faceva strano che mentre i miei amichetti conoscevano le storielle di pinocchio, biancaneve e cenerentola, io fossi l’unico quinquenne in grado di snocciolare a menadito ogni informazione sulla questione mediorientale, sulle oscillazioni dei prezzi petroliferi e sui tassi di interesse praticati dalla Bundesbank.

    Ah, ma per fortuna ogni tanto le fiabe le leggevano anche a me!
    Tipo Hansel e Gretel.
    Giustappunto.
    M’avessero addormentato con una badilata dietro la nuca mi sarei risvegliato con meno traumi.
    Cioè, la storia di due fratellini che vengono abbandonati dai genitori (dai genitori!!) indigenti nel mezzo di un bosco e rischiano di venir divorati da una sorta di Vanna Marchi cannibale.
    Mbé?
    Che storia è?
    Son mica cose da leggere ad un bambino queste!
    Ogni pargolo ha il diritto di riporre la propria fiducia nei suoi genitori e di far affidamento sul loro amore incondizionato e sulla loro protezione. Anche dinanzi alla povertà più nera, la fiducia seppur illusoria di un bambino nella propria mamma o nel proprio paparino è sacrosanta e non deve essere minata in questo modo, porcazzozza!
    E invece con questa fiaba si insinua il dubbio - probabilmente più che fondato - che tutto sommato anche babbuzzo e mammina sono capaci di gesti sconsiderati; che è sufficiente un piccolo deficit economico e voi, piccoli ciuccialatte a sbafo, sarete i primi ad essere silurati per risanare il bilancio familiare!
    Ma pensa te.
    Non si può manco dormì in santa pace.

    Che poi qualche giorno dopo avermi letto la fiaba in commento, mia madre ha pure avuto la sfacciataggine di uscirsene con la frase seguente:
    - “Domani si va tutti in montagna! Sei contento?”
    - Macolcazzochecivengo!!

    Comunque è ormai acqua passata. Sono trascorsi millemila anni da quei bui momenti della mia fanciullezza, e questo sfogo tardivo lascia il tempo che trova.
    Tuttavia, visto e considerato che la morale della favola è quella che è, mi preme chiudere con un consiglio.
    Cari bambini e bambine, aprite le orecchie e statemi bene a sentire.
    Se per caso uno di questi giorni i vostri genitori dovessero proporvi un’escursione tra i boschi, un picnic in pineta, una visita al giardino botanico, una passeggiata in campagna, un salto dal vivaista sotto casa o due passi nel reparto ‘piante e fiori ’ della Coop , non ci pensate due volte: mandateli a cagare!

    ha scritto il 

  • 0

    Direi non si adatta ai bambini che non troveranno di certo chiare o accattivanti le immagini interne. Forse gli adulti apprezzeranno questa versione della celebre fiaba per: il grande formato, la cope ...continua

    Direi non si adatta ai bambini che non troveranno di certo chiare o accattivanti le immagini interne. Forse gli adulti apprezzeranno questa versione della celebre fiaba per: il grande formato, la copertina cartonata e il bianco e nero.

    ha scritto il