Heart of Darkness

By

Publisher: CIDEB s.r.l.

3.9
(8352)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Others | In other languages: (other languages) Spanish , Chi simplified , Chi traditional , French , German , Italian , Finnish , Catalan , Portuguese , Polish , Swedish , Galego

Isbn-10: 8877542616 | Isbn-13: 9788877542618 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Hardcover , Audio Cassette , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Travel

Do you like Heart of Darkness ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

BUY BOOK
Purchase not available
for this book
Book Description
Sorting by
  • 4

    被扣掉的一顆星是由於翻譯。

    這版本前頭批評了幾個譯本的翻譯問題,但本身的某些譯註(純粹只為表達譯者個人見解的那種)稍嫌多餘,還有更多甚至因為排版方式的關係而一再透漏後續情節,破壞閱讀樂趣。

    另外,新書皮背後的簡介使用的譯名(馬洛、谷爾茲)跟書內使用的(馬羅、庫茲)居然不一致......oTZ

    said on 

  • 5

    Books are a girl's best friends.

    Potrebbe essere dissacrante associare Marilyn a Conrad, ma non sarebbe fantastico se Cuore di tenebra diventasse pop quanto Marilyn?

    Dissacrazioni a parte, ancora una volta, tra le pagine di un libro ...continue

    Potrebbe essere dissacrante associare Marilyn a Conrad, ma non sarebbe fantastico se Cuore di tenebra diventasse pop quanto Marilyn?

    Dissacrazioni a parte, ancora una volta, tra le pagine di un libro ho ritrovato un po' di me stessa, come quando, in un momento di disorientamento, perdi la rotta ed un caro amico, che ti conosce bene, viene in tuo soccorso per aiutarti a ritrovarla.

    E' successo esattamente questo con Conrad: sono tornata indietro nel tempo, a più di quindici anni fa - sigh!, ai tempi dell'Università, di Inglese III e di una tesina su questo capolavoro a cui avevo dato l'anima. Davvero non si può riavvolgere il nastro della nostra vita e farlo ripartire da dove vogliamo?

    ... Vabbé, mi godo e condivido uno stralcio di Conrad. Mi consolo citando le parole di Marlow a proposito di Kurtz, figura misteriosa e ambigua che domina la narrazione:

    "Era solo una parola per me. Non vedevo l'uomo dietro a quel nome, non più di quanto lo vediate voi. Voi lo vedete? E la storia la vedete? Vedete qualcosa? È come se stessi cercando di raccontarvi un sogno, e non ci riuscissi, perché non c'è resoconto di un sogno che possa rendere la sensazione del sogno, quel miscuglio di assurdità, di sorpresa e di sconcerto nello spasimo di un'affannata ribellione, quella sensazione di essere prigionieri dell'incredibile che è l'essenza stessa dei sogni...".

    said on 

  • 4

    La terra vista dall'acqua

    La spinta finale alla lettura di questo libro l'ho ricevuta da un mio amico, che, intervistato sulle sue ultime letture, ha detto di avere finito Cuore di tenebra per la 14esima volta. Così, ho sfidat ...continue

    La spinta finale alla lettura di questo libro l'ho ricevuta da un mio amico, che, intervistato sulle sue ultime letture, ha detto di avere finito Cuore di tenebra per la 14esima volta. Così, ho sfidato il mito e ora che l'ho letto gli chiederò un commento. Intanto raccolgo le idee per il dibattito.
    Questo racconto è ricchissimo di suggestioni e scritto con maestria. L'argomento principale è la denuncia del colonialismo, nella sua brutalità e rapacità, opinione non scontata dato che nel 1899 si era in pieno colonialismo, e Conrad racconta degli uomini con un cerchio di metallo intorno al collo che venivano usati per costruire una ferrovia e venivano staccati dalla catena solo per andare a morire in un boschetto.
    Anche se non ci sono riferimenti espliciti, credo che si tratti dell'orribile storia del Congo sotto il dominio personale di Leopoldo II del Belgio (caucciù, mani mozzate, gente crocifissa, truppa reclutata fra i cannibali, ampiamente descritta su Wiki).
    Tuttavia quello che mi è piaciuto di più è il racconto della terra vista dall'acqua: le prime pagine in cui la nave percorre l'estuario del Tamigi, diretta in un continuum acquatico fino al grande fiume africano sono bellissime e molto sentite. Conrad ci racconta il mondo con una prospettiva contraria all'usuale: non guarda verso il mare, ma dall'acqua guarda la terra, che si tratti dell'estuario del Tamigi o dell'Africa equatoriale. Il continente africano è avvistato come una costa orlata dal verde scuro della foresta, quasi nero; il mare azzurro velato di foschia,il sole accecante, la terra rorida e luccicante per il vapore. Risalendo il grande fiume, la terra è una muraglia vegetale fittissima, che nasconde la vista all'osservatore e aumenta il timore dell'ignoto.
    Il centro drammatico della narrazione è il signor Kurtz, un mistero che pian piano si svela. Spesso per Cuore di tenebra si usa l'aggettivo ambiguo. Io non vedo alcuna ambiguità, la singolare ammirazione che il narratore Marlow prova per Kurtz credo sia un semplice espediente letterario per enfatizzarne la personalità. Kurtz rappresenta la deriva della mente di un uomo occidentale distaccato dal suo ambiente e proiettato in un luogo “altro”, nel quale viene fatta sospensione di qualunque idea di dignità umana o legge morale. Kurtz è in qualche modo divinizzato dagli indigeni. Senza arrivare a tanto, mi sono sempre chiesta come funzionari europei fossero in grado di vivere in climi impossibili, correndo rischi molto alti per anni, sia pure con una prospettiva di guadagno consistente, come facessero a sopravvivere sani nel corpo e nella mente.
    La risposta si può trovare in Cuore di tenebra, in Viaggio al termine della notte, in Honolulu e altri racconti, di Maugham, molto bello.

    said on 

  • 5

    “L’orrore! L’orrore”

    La chiave di lettura di questo romanzo, cardine della produzione di Joseph Conrad, è appunto nelle due parole sopraccitate, ultima esclamazione prima di morire del misterioso, nonché enigmatico, signo ...continue

    La chiave di lettura di questo romanzo, cardine della produzione di Joseph Conrad, è appunto nelle due parole sopraccitate, ultima esclamazione prima di morire del misterioso, nonché enigmatico, signor Kurtz, principale artefice dello sfruttamento delle risorse locali ed estrema emanazione delle società europee ad esso collegate.
    Tutto il romanzo è un’immensa metafora-paradosso degli enormi guasti creati già nell’ottocento, dalla cosiddetta società civile occidentale, nei riguardi dei popoli “non civilizzati”, in questo caso riferito all’Africa e al pesante sfruttamento di cui furono oggetto le sue materie prime da parte delle nazioni europee che l’avevano colonizzata. Guasti che peseranno moltissimo quando poi il continente africano proverà a muoversi con delle proprie autonomie.
    La scrittura di Conrad è molto evocativa creando con rara arte luoghi ed atmosfere al limite della tangibilità, anche con l’efficace descrizione di veri e propri gironi infernali, dove agiscono poi gli allucinati personaggi, protagonisti del sistematico saccheggio in atto tra i recessi dei fiumi africani. Suggestivo il momento culminante del romanzo, a cui si è ispirato anche Francis Ford Coppola con il suo “Apocalypse now”, in cui, in un’atmosfera sospesa, vagamente metafisica, avviene l’incontro tra l’emissario della società e il carismatico Signor Kurtz: attraverso i dialoghi criptici tra i due verrà dispiegato tutto l’orrore che sta producendo la devastazione in atto, sia sugli uomini che sulle cose.
    Un esplicito atto d’accusa verso una socièta occidentale preoccupata già all’epoca soltanto di sopravvivere a se stessa; un drammatico richiamo alle responsabilità dei tanti “cuori di tenebra” che misero in atto quello scempio…

    https://www.youtube.com/watch?v=SGyBvvbC_Mg

    “Un corso d’acqua deserto, un grande silenzio e una foresta impenetrabile. L’aria era calda, densa, opprimente, stagnante. Non c’era gioia nello splendore del sole. I lunghi tratti di quel corso d’acqua procedevano deserti, nel buio di ombreggiate lontananze.”

    “Nessuno sfoggio di eloquenza avrebbe potuto distruggere la fede di un uomo nell’umanità, più di quella sua ultima esplosione di sincerità. Lottava anche con se stesso. Lo vidi, lo udii. Vidi il mistero inconcepibile di un’anima che non conosceva né freno, né fede, né paura, e che pure lottava alla cieca con se stessa.”

    “Aveva ricapitolato – aveva giudicato: “l’orrore!” Era un uomo notevole. Dopo tutto, aveva espresso una sorta di fede; con schiettezza, con convinzione; c’era nel suo sussurro una nota vibrante di rivolta, il volto terrificante della verità intravvista.”

    said on 

  • 5

    La "tenebra" che abita ciascuno di noi

    Cinque stelle perché, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che v ...continue

    Cinque stelle perché, anche se il libro non appartiene al genere di lettura che prediligo, è indiscutibilmente notevole. Conrad ha scritto qualcosa di oscuro, misterioso, magico e cupo: un libro che vuole smascherare lo sfrenato ed inarrestabile colonialismo occidentale, ma non solo. "Cuore di tenebra" (Heart of darkness) è anche la storia di un passato primitivo e selvaggio, quello dell'Africa nera, che non può essere dimenticato: il sogno occidentale di conquista che ben presto si trasforma in un incubo inquieto ed opprimente. Basta leggere le prime pagine per essere immediatamente catapultati in un mondo fatto di fiumi che sembrano serpenti, fitte vegetazioni, cannibali e teste impalate. Un mondo di silenzio (foresta) e voce (Kurtz), bianco (avorio) e nero (indigeni), luci ed ombre.
    Da leggere assolutamente e attentamente, soprattutto per aprire gli occhi sul fatto che il progresso, in realtà, è un concetto limite che viene superato da quel lato oscuro e tenebroso che è insito in ogni paese.
    "(..) Parlava di svezzare quei milioni di ignoranti dalle loro orribili abitudini'': il fatto è che il primitivo non è sinonimo di Africa, è sinonimo di mondo, è sinonimo di noi stessi. Ognuno ha un lato selvaggio, il problema sta nel saperlo controllare e reprimere. Tutti, insomma, hanno un "cuore di tenebra".

    said on 

  • 4

    Libro complesso con più chiavi di lettura e scritto in uno stile praticamente perfetto. Non mi ha però colpito come pensavo. I temi importanti quali il colonialismo e il "cuore di tenebra" della civil ...continue

    Libro complesso con più chiavi di lettura e scritto in uno stile praticamente perfetto. Non mi ha però colpito come pensavo. I temi importanti quali il colonialismo e il "cuore di tenebra" della civiltà bianca sono solo accennati, avrei preferito che fossero messi più in primo piano. Ho trovato la narrazione confusa e troppo onirica.

    said on 

  • 2

    Tratterà anche temi importanti ma niente, non mi è proprio piaciuto. Tanta tanta noia, lettura passiva e sfiancante, non ho abbandonato solo perchè al momento non avevo altro con cui impegnare il temp ...continue

    Tratterà anche temi importanti ma niente, non mi è proprio piaciuto. Tanta tanta noia, lettura passiva e sfiancante, non ho abbandonato solo perchè al momento non avevo altro con cui impegnare il tempo.
    La linea d'ombra mi è piaciuto, ma da lì in poi per me Conrad è stato un percorso in discesa: Il tifone mi è piaciucchiato..ma questo proprio no.

    said on 

  • 3

    Lentoooo...

    Probabilmente non è il mio genere... una faticaccia per leggerlo! L'ho trovato lento e noiosetto da leggere, la tematica è sicuramente interessate ma forse non mi appartiene come genere boh...

    said on 

  • 2

    Cuore di Tenebra è un romanzo breve scritto dal britannico Joseph Conrad pubblicato nel 1902.

    Un battello è in attesa dell'alba per salpare da un porto sul Tamigi. Marlow, uno dei marinai più anziani, ...continue

    Cuore di Tenebra è un romanzo breve scritto dal britannico Joseph Conrad pubblicato nel 1902.

    Un battello è in attesa dell'alba per salpare da un porto sul Tamigi. Marlow, uno dei marinai più anziani, comincia a sussurrare una storia del suo passato animando le ombre di una fredda notte londinese.
    Parla di quando si era imbarcato con una Compagnia Francese alla volta dell'Africa Nera, per commerciare (razziare) avorio alle popolazioni indigene. Viene tratteggiato un mondo ancora tremendamente selvaggio, una giungla incontaminata, con uomini duri in un ambiente ancora più duro...

    Nonostante sia uno dei più celebrati romanzi del XX secolo, io ne sono rimasto molto deluso. Vero che le descrizioni dei luoghi sono stimolanti ed accurate (figlie di un vero viaggio che Joseph Conrad ha fatto risalendo il fiume Congo), ma la tanta decantata descrizione della pazzia di Kurtz, un agente incaricato di reperire avorio, dalla sua genesi al suo apice che ne decreta la morte, a me è sembrata smorta e banale.

    Unici temi che condivido, anche se troppo nascosti e quasi mai sviscerati, sono la critica al colonialismo Europeo e al bisogno di potere di Kurtz.

    Se vi interessa il tema del potere come involuzione dell'animo umano perché non cominciate Il signore degli Anelli di Tolkien?

    said on 

Sorting by
Sorting by