Henry and June

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.7
(433)

Language: English | Number of Pages: 288 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Dutch , French , Portuguese

Isbn-13: 9780141904511 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Drawn from journals, this book is an account of a woman's sexual awakening, covering a single momentous year - 1931-32, in Paris, when June fell in love with Henry Miller, undermining her own idealized marriage. The question of the outcome of June Miller's return to Paris dominates her thoughts.
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  • 4

    Vivo in un'aspettativa perpetua. Tu arrivi e il tempo scivola via come in un sogno. E' solo dopo che te ne sei andata che mi rendo conto completamente della tua presenza. E allora è troppo tardi.

    Le parole adoperate da quest'autrice sono sempre le stesse: messe di traverso, incastrate e composte perfettamente, nella corrente di un fiume forse un po' troppo impetuoso. La seconda opera che leggo ...continue

    Le parole adoperate da quest'autrice sono sempre le stesse: messe di traverso, incastrate e composte perfettamente, nella corrente di un fiume forse un po' troppo impetuoso. La seconda opera che leggo, di cui ignoravo completamente l'esistenza, nata da un'inspiegabile bisogno di leggere qualcosa che traboccasse di sentimenti, e che tuttavia mi impedisse di trovare un equilibrio. Ma tanto per essere precisi, non è la prima volta che mi succede, non con la Nin, che come un passante giunto per caso in una località sconosciuta mi ha nuovamente preso alla sprovvista e provato strane e inspiegabili sensazioni.
    Ricordo molto bene la prima volta che salì a bordo di un treno che inconsapevolmente mi condusse nelle vette più insormontabili del piacere, nonostante talvolta si sia impantanato in stazioni tetre e fosche, ho creduto alla sua meravigliosa magia. Parole che silenziosamente sono entrate nella carne e che, sparse in mezzo a ombre che si tengono per mano, al chiarore incandescente di un camino, indugiando nel mio cuore molto più del dovuto. Estirpando poesia, in quanto narrarci la vita di una donna che fa della sensualità una potenza del corpo, vergine prostituta, angelo perverso, creatura dai due volti: santa e sinistra, mi ha indotto a fissare un punto, e non capirci più niente.
    Lo spettacolo era cominciato da un po'. Una voluttà inspiegabile aveva percorso tutto il mio corpo. Una vita incandescente, intensa così come quella che si trova in un'amante. Un rapporto intenso ed effervescente creato inconsciamente, in cui si cerca di ampliare i dolori e i piaceri degli amanti. Una scrittura zeppa d'intensità immaginativa, causata dall'impossibilità di non aver potuto vivere fino in fondo quello che scrive, in quanto vivere fino in fondo uccide l'immaginazione e l'intensità. Un amore circondato da resistenze, che suscita un miscuglio di sentimenti, che ci impediscono di avvicinarci. Stanca di sognare, fantasticare, drammatizzare, scrivere. Da tutto questo sono stata sommersa. Da grida forti e selvagge, quasi senza respiro, inarticolate, prive di senso dal fondo più primitivo dell'essere. Una gioia lacerante che lascia svuotati, senza parole, conquistati. In pagine che esaltano per la loro perfezione e raffinatezza, acutezza e toni fantastici. Misti a una buona dose di poesia e tenerezza che creano un angolo tutto speciale nel cuore di chi legge.
    Leggendo Henry e June non ho potuto fare a meno di provare quel che si prova quando si è completamente assuefatti da certe storie: un'improvvisa vertigine, un calore che percorre il corpo, una confusione dei sensi. Qualcosa che nel corpo si risveglia, d'indistinto e osceno, come una sensazione strana e particolare, dovuta da una specie di appetito ed inquietudine, misto a fascino.
    Niente, in nessun altro romanzo d'amore, è come questa continua sequela di esperienze di vita, che segnarono la vita di una giovane e ambiziosa donna, in cui il sesso è indissolubile dal sentimento, dall'amore per l'uomo come essere totale. Abitudinario, usuale, talvolta monotono, estremamente liscio e semplice. Naturale, come l'aria che respiriamo.
    Tutto ha visto come protagonista una donna dal temperamento dolce, indiretto, delicatamente insinuante, creativa, tenera e femminile. Giunta, inaspettatamente, da strade, vialetti, emersa da gruppi di persone cupe e senza volto. Una folla immaginaria si apre al suo cospetto. Risplendente, incredibile, venuta apposta per me. Dentro di me come una persona da proteggere e amare. Coinvolta in atti osceni e passionali, tragedie o debolezze. Completamente immersa nei sogni, con azioni vissute solo a metà. Bruciante d'intensità di vita. Sperimentatrice di molte vite, incluse quelle condivise: vite ricche e piene dalla nascita alla morte.
    Da questa storia, da questo racconto autobiografico sono tornata a casa, da un amore dolce e passionale, completamente avvolta da coperte di parole. Ho visto questa donna compiere uno sforzo sovraumano per risorgere, continuare a sguazzare in uno stato di bruciore e sofferenza. La scrittura è da sempre stata un mezzo per dialogare con me stessa. Da quando l'ho conosciuta è stata costantemente interrotta dalla sua voce, dalle sue inesplicabili voglie.
    Quando guardo la tua faccia, voglio lasciarmi andare e condividere la tua follia, che porto dentro di me come un segreto che non può più essere nascosto. Sono calma di una gioia acuta, che fa quasi paura. E' la gioia che si prova quando si sono accettate morte e disintegrazione, una gioia più terribile e profonda della gioia di vivere o di creare.
    Il mio treno era diretto verso una terra sconosciuta e, quando scendevo in questo splendido harem segreto, avevo l'impressione di vedere tutto nitidamente, mentre due amanti curiosi e voraci esploravano l'uno il corpo dell'altro. Chi incontrai fu invece del tutto inaspettato, come il potere di scoprire una voce. Una voce assopita da tempo, ma adesso forte e chiara che mi è scivolata addosso come le note di un pianoforte, percuotendo tutto il mio corpo. E bastava pronunciare semplicemente il suo nome, leggere questo diario - storie di vita che entrarono nel giardino segreto dell'autrice, ronzandole in testa, ossessionandola - che mi diedero la possibilità di entrarvi, risuonando come una carezza. Una voce profonda e allo stesso tempo schietta, vivace che risuonava nelle stanze buie del mio animo. Muovendosi agile come un cavallo da corsa, offuscando tutto il resto: la frenesia del giorno, la monotonia di una vita sempre uguale a se stessa. Ed io l'ascoltavo ipnotizzata, incantata. Ogni volta che leggevo una sua storia mi sembrava di cadere in una spirale vertiginosa, catturata dagli ingranaggi di una voce bellissima.
    Per la Nin, l'uomo ha un innato bisogno di fare sesso. Il sesso come qualcosa che non prospera nella monotonia, senza sentimento, invenzione o stati d'animo. Piuttosto innaffiato di lacrime, risate, parole, promesse, scenate, gelosia, di tutte le esperienze terrene che gli facciano pensare che da qualche parte, in un piccolo spazio di mondo, ci sia un paradiso in cui gli essere umani amandosi sono in pace con se stessi e dunque, non più sottoposti alle leggi della società, liberi da tutto. Magari anche dalla morte. La Nin, una scrittrice turbata dal continuo lavoro di scrittura delle avventure degli altri, si dice, fu protagonista di storie che toccano l'apice dell'eccitazione. Immagini violente, con figure che rotolano sui prati in fiore, mani e carezze che passano in un lampo davanti agli occhi. Lì si trovava il piacere trascendentale e travolgente che fa contrarre l'ondeggiare nel suo sinuoso andamento, che scorre sulla pelle come acqua; lì è la Valle dell'Estasi, dove chi ci arriva rinuncia a tutto ciò che possiede impedendo di rinunciarci ed aspirare ad altro. Lì, fra sue pagine carnali, tutto era estremamente magico, movimentato e nessuno riusciva a sottrarsi al suo fascino. Neppure l'uomo più bigotto e religioso che esiste nell'intera faccia dell'universo.
    Henry e June è un altro pezzo di puzzle che compone il ciclo di romanzi che s'intrecciano nel mondo della Nin. Personaggi dalla vita avventurosa, che tuttavia non hanno mai trovato una sicurezza totale. Una delicata sicurezza che è stata lentamente nutrita, ai mali che sono stati loro inflitti, cercando di perfezionare e sanare il corso di uno strano destino.
    Sono stata catapultata in una vecchia stanza d'ufficio, dinanzi a una vecchia macchina da scrivere, col sottofondo i tasti sporchi e logori. Offrendo come spettacolo qualcosa di malinconico, che resta ai bordi, a cui fanno da cornice personaggi che entrano nella lotteria della vita, e che cadono in questa torbida malinconia come gelatina. Inconsapevoli del loro vagabondare e le cui uniche avventure si svolgono fra bianche e candide lenzuola.
    Straordinario e stupefacente quadro di una delle più amati poetesse degli ultimi tempi, Henry e June è un autobiografia - forse - della stessa Nin, ricco di immagini che non lasciano spazio a dubbi o perplessità, lunghe e intense impennate amorose, confessioni sussurrate nel cuore della notte a un vecchio e opaco specchio che, dopotutto, riflettono l'anima di ognuno.

    Ti porti via un mio riflesso, una parte di me. Ti ho sognato, ho desiderato che tu esistessi. Tu farai sempre parte della mia vita. Se io ti amo dev'essere perché a un certo punto abbiamo condiviso le stesse fantasie, la stessa follia, lo stesso palcoscenico.

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  • 0

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    Ieri sera ho pianto. Ho pianto perché il processo grazie al quale sono divenuta donna è stato doloroso. Ho pianto perché non sono più una bambina con la fede cieca di una bambina. Ho pianto perc ...continue

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    Ieri sera ho pianto. Ho pianto perché il processo grazie al quale sono divenuta donna è stato doloroso. Ho pianto perché non sono più una bambina con la fede cieca di una bambina. Ho pianto perché i miei occhi sono aperti sulla realtà. [...] Ho pianto perché non posso più credere e io amo credere. Posso ancora amare appassionatamente anche senza credere. Questo significa che amo umanamente. Ho pianto perché d'ora in avanti piangerò meno. Ho pianto perché ho perso il mio dolore e non sono ancora abituata alla sua assenza.

    [...]

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  • 3

    Questo libro esprime una profondità unica: l'autrice descrive le proprie e le altrui dinamiche interiori utilizzando concetti sorprendentemente reali che si riflettono inevitabilmente sulla auto-consa ...continue

    Questo libro esprime una profondità unica: l'autrice descrive le proprie e le altrui dinamiche interiori utilizzando concetti sorprendentemente reali che si riflettono inevitabilmente sulla auto-consapevolezza di chi legge.

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  • 5

    Anaïs, that's Amore.

    Allora, penso che questo sia un libro che o si ama o si odia. Nel senso, o riesci a reggerti e a goderti i pipponi e la dichiarata grafomania di Anaïs (e allora godi) oppure non ci riesci (e allora ti ...continue

    Allora, penso che questo sia un libro che o si ama o si odia. Nel senso, o riesci a reggerti e a goderti i pipponi e la dichiarata grafomania di Anaïs (e allora godi) oppure non ci riesci (e allora ti rompi).

    Questo è il diario di una donna che ha vissuto intensamente, in primis, e di una grande scrittrice, in secundis. Ciò fa sì che ogni pagina di questo libro trabocchi letteralmente di emozioni e di grovigli di parole accuratamente selezionate, abbracciati stretti stretti fra loro. Certo, i malpensanti penseranno che sia solo un raccontino soft porno del classico ménage à trois (che poi è a quatre, a cinq, a chi più ne ha più ne metta). Niente di più sbagliato. Quello che si esplora qui è un intero mondo interiore, un'intera gamma di sentimenti e di sensazioni fisiche, uno spaccato della psiche di una donna incredibilmente interessante quanto complessa come Anaïs. Diciamo che se gli Harmony fossero scritti così sarebbero considerati Letteratura. Diciamo che ogni casalinga che ha letto "50 sfumature di grigio" dovrebbe leggere un libro che parli davvero di sesso, ma con grazia, con giusto quelle due paroline lì che non sono sboccate ma che rendono l'idea, eccome se rendono. Diciamo che ogni lettore snob di Letteratura dovrebbe perdersi in questa scrittura grafomane, eredità ultima di tutto il filone dei romanzi psicologici, e godersi le comparsate del nome "Dostoevskij" (ebbene sì, lui, il Divino!).

    Diciamo che loro e tutti gli altri dovrebbero leggersi questo libro: perchè qua si parla d'Amore, signori, e lo si fa meravigliosamente.

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  • 3

    <i>"La nostra epoca ha bisogno di violenza," scrive. E lui è violenza.</i>

    Confusione e intensità ovunque, una donna che ha capito come vivere, come realizzare se stessa grazie agli uomini.
    Innamorata, però, solo dell'idea che lei ha creato di loro per se stessa.
    Un libro, q ...continue

    Confusione e intensità ovunque, una donna che ha capito come vivere, come realizzare se stessa grazie agli uomini.
    Innamorata, però, solo dell'idea che lei ha creato di loro per se stessa.
    Un libro, quindi, fatto di idee e di concetti sfuggenti (come la stessa June), di carne, ma anche di misticità.
    Un uomo rude che viene addolcito e spogliato dai suoi comportamenti dall'amore di una donna ingenua, inesperta e dolce, una donna che fa la differenza tra tutte le sue prostitute.
    Un libro che merita abbastanza, seppur appunto, evanescente.

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  • 3

    Su dulzura es peligrosa, porque cuando escribe no lo hace con amor, sino para caricaturizar, para atacar, para ridiculizar, para destruir, para rebelarse. Siempre está en contra de algo. La ira lo inc ...continue

    Su dulzura es peligrosa, porque cuando escribe no lo hace con amor, sino para caricaturizar, para atacar, para ridiculizar, para destruir, para rebelarse. Siempre está en contra de algo. La ira lo incita. Yo siempre estoy a favor de algo. La ira me envenena. Yo amo, amo, amo.

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  • 5

    Incantevole Nin!

    E' con un profondo senso di gratitudine e con un forte senso di inadeguatezza che mi accingo a scrivere di questo libro.
    Perché non conoscevo la Nin, se non per i suoi racconti erotici, e questo testo ...continue

    E' con un profondo senso di gratitudine e con un forte senso di inadeguatezza che mi accingo a scrivere di questo libro.
    Perché non conoscevo la Nin, se non per i suoi racconti erotici, e questo testo me l'ha mostrata in tutta la sua sfolgorante bravura.
    Le pagine di questo libro sono distillati di vita, di umana natura, di istinti, di passione e razionalità. Un diario che nacque per consolarsi dell'assenza di un padre che troppo presto lasciò l'Autrice a se stessa, si evolve negli anni e qui diviene lo specchio dell'amore tra la delicata Nin e il rude Henry Miller e, di sfuggita, per sua moglie June.
    Le pagine di questo diario sanno di miracolo: la Nin riesce, apparentemente senza sforzo, in un'impresa titanica, poiché sa scrivere dell'amore e della passione in maniera lucida ed estremamente razionale, ma non per questo asettica. E così queste pagine mostrano una donna che è insieme sabotatrice e psicologa di se stessa, abile nell'utilizzare i chiaro-scuri della sua vita senza mai scadere nel volgare o nel morboso, con una naturalezza e una capacità che smettono di stupire solo se si considera che a questo esercizio - quello di mettere in righe la vita - l'Autrice si sottopone dall'età di 13 anni, ed è, perciò, diventato per lei un'abitudine senza sforzi.
    La leggerezza delle sue parole, tutte scelte con un'accuratezza estrema, quasi cesellate, è insieme grande pesantezza: perché questa donna ha la capacità di inchiodare il lettore alle riflessioni e ai ragionamenti che conduce,con una intensità ed una forza tali da suscitare il dubbio che, per molti aspetti, potrebbero essere i propri. In lei nulla è banalità, nulla è superfluo: ogni dettaglio è delineato come se fosse dipinto e, spesso, sembra che la prosa si intrecci con la più nobile poesia.
    E' passato quasi un secolo dagli eventi narrati sullo sfondo di una bellissima Parigi degli anni Trenta, tra bistrot e bordelli, borghesia e artisti bohémiens. Eppure, queste pagine sono di una modernità disarmante: segno che rimaniamo sempre gli stessi, di fronte all'Amore. Con la sola differenza che in pochi sono in grado di scriverne con l'intensità e la verità che si colgono in questo diario, leggendo il quale si ha la sensazione di imparare molto anche di se stessi.
    Ecco quindi il senso di gratitudine che si ricava da questo libro: la Nin ha l'indiscutibile merito di parlare, insieme, al cuore e alla ragione.
    E, con ambedue, sa farlo benissimo.

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  • 3

    "L'unico potere che ti tiene insieme è il tuo amore per Henry, ed è per questo che lo ami. Lui ti fa male, ma tiene insieme il tuo corpo e la tua anima. Lui ti completa."

    "E ascolta, Anais, rispondimi ...continue

    "L'unico potere che ti tiene insieme è il tuo amore per Henry, ed è per questo che lo ami. Lui ti fa male, ma tiene insieme il tuo corpo e la tua anima. Lui ti completa."

    "E ascolta, Anais, rispondimi. Non stai semplicemente facendo un sacrificio. Non sei veramente felice, vero? A volte vuoi scappare da Hugo?" Non riesco a rispondere. Piego la testa e piango.

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