Herzog

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3.9
(1104)

Language: Čech | Number of Pages: 474 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Spanish , French , Portuguese , Hungarian

Isbn-10: 808558512X | Isbn-13: 9788085585124 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
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  • 4

    Uno di quei libri per cui vale davvero la pena lottare contro lo spaesamento totale delle prime pagine. Herzog è uno di quei personaggi a cui ci si affeziona così tanto (e che si conosce così bene) ch ...continue

    Uno di quei libri per cui vale davvero la pena lottare contro lo spaesamento totale delle prime pagine. Herzog è uno di quei personaggi a cui ci si affeziona così tanto (e che si conosce così bene) che ci si sente un po' come alla fine di una vacanza bellissima - e il clima d'inizio settembre di certo contribuisce alla sensazione.
    Ciao Moses E. Herzog, tornerò presto a trovarti (e a leggere di nascosto tutte le tue lettere)

    said on 

  • 5

    Ho appena finito di leggere uno dei libri più cervellotici, tristi ed apocalittici (e meravigliosamente scritti) della mia non esigua collezione. L'effetto è un balsamo rigenerante, una spinta vitale ...continue

    Ho appena finito di leggere uno dei libri più cervellotici, tristi ed apocalittici (e meravigliosamente scritti) della mia non esigua collezione. L'effetto è un balsamo rigenerante, una spinta vitale. L'ho sempre pensato; la letteratura d'evasione porta dritti alla depressione se volete star bene abbiate la costanza di torturarvi con queste letture.

    said on 

  • 4

    Con un cuore metà puro e metà malvagio

    "Herzog" è davvero un romanzo molto intelligente e scritto con grazia.

    Intanto, l'espediente delle lettere è un ottima alternativa al caro vecchio e buon flashback. L'epistolomania del protagonista è ...continue

    "Herzog" è davvero un romanzo molto intelligente e scritto con grazia.

    Intanto, l'espediente delle lettere è un ottima alternativa al caro vecchio e buon flashback. L'epistolomania del protagonista è assurda e divertente, mai noiosa. Tuttavia, parlare di questo romanzo non può ridursi solo a questa memorabile caratteristica.

    Di quel che lo riguarda, ciò che ho preferito è lo sguardo sulle cose che vibra fra leggerezza iniziale e il subitaneo bisogno di profondità. Difficile da descrivere... è una voce personalissima e rara, quella di Bellow trasposta in queste pagine. Ci sono, ad esempio, momenti banali di vita del protagonista descritti minuziosamente, quasi come farebbe il miglior cronista di battaglie. Penso a una mattina qualunque in un bagno, mentre lei si prepara e lui la osserva pigro ma vorace di particolari. Come se fosse l'ultima mattina insieme, come avvertire il sentore che quella potrebbe essere l'ultima mattina insieme.
    Non sarà così, ma che sollievo sapere che esiste ormai nella memoria quella collezione indelebile di attimi.

    E poi c'è New York, insieme con una manciata di altri posti molto americani.
    C'è un tempo di forte squilibrio, di attesa impaziente, di ricordi che si affastellano e danno il timbro inesorabile ai giorni attuali.
    Ci sono tante donne. E tanti guai.
    Ci sono tante stagioni, anch'essa descritte, pennellate, con una grazia naturale unica.
    Ci sono molte "inaspettate intrusioni di bellezza".

    Herzog è un tipo molto molto interessante; per sua stessa ammissione è: narcisista, masochista, depresso - ma non clinicamente grave.
    Il suo cuore è tomentoso, iroso, "metà puro e metà malvagio". Come il cuore di tutti.

    said on 

  • 5

    Se sono matto, per me va benissimo, pensò Moses Herzog. C'era della gente che pensava che fosse toccato, e per qualche tempo persino lui l'aveva dubitato. Ma adesso, benché continuasse a comportarsi i ...continue

    Se sono matto, per me va benissimo, pensò Moses Herzog. C'era della gente che pensava che fosse toccato, e per qualche tempo persino lui l'aveva dubitato. Ma adesso, benché continuasse a comportarsi in maniera un po' stramba, si sentiva pieno di fiducia, allegro, lucido e forte. Gli pareva d'essere stregato, e scriveva lettere alla gente più impensata. Era talmente infatuato da quella corrispondenza, che dalla fine di giugno, dovunque andasse, si trascinava dietro una valigia piena di carte.

    Io sono così e così, e continuerò a essere così e così. E perché reprimersi? Il mio equilibrio nasce dall’instabilità. Non organizzazione, o coraggio, come per l’altra gente. È duro, ma è così. A queste condizioni io, io pure – persino io! – imparo certe cose. Forse è il solo modo in cui lo so fare. Bisogna che suoni lo strumento che mi ritrovo.

    Credo di poter dire, comunque, che mi è stata risparmiata la principale ambiguità che affligge gli intellettuali, e cioè il fatto che le persone civili odiano e detestano la civiltà che rende loro possibile la vita. Ciò che essi amano è una condizione umana immaginaria inventata dal loro stesso genio e che credono essere l’unica vera, l’unica umana realtà.

    Ricordando la propria esistenza, s'accorse di avere sbagliato tutto – tutto. La sua era una vita – come si suol dire, rovinata. Ma siccome neppure agli inizi era stata un gran che, perché prendersela?

    Per me, i soldi non sono un mezzo. Sono io il mezzo dei soldi. Passano attraverso di me – tasse, assicurazioni, ipoteche, mantenimenti dei figli, affitti, parcelle legali. Tutto questo dignitoso sbagliare costa un occhio.

    Ma sono diligente. Mi ci metto di buona voglia e do prova di costante miglioramento. Sarò senz'altro in grandissima forma sul mio letto di morte. I buoni muoiono giovani, ma io sono stato risparmiato affinché mi possa preparare e perfezionare in modo da poter finire buono come il pane.

    Ma qual è la filosofia di questa generazione? Non è che Dio è morto, questo punto è già stato sorpassato molto tempo fa. Forse bisognerebbe formularlo così: la Morte è Dio. Questa generazione pensa – ed è il non plus ultra dei suoi pensieri – che nulla che sia fedele, vulnerabile, delicato può durare o avere un vero potere.

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  • 3

    Difficile recensire un libro così. Solo qualche impressione: scrittura originale , talvolta un pò ridondante.La lettura almeno per me non è stata semplice.Le citazioni, le descrizioni in alcune letter ...continue

    Difficile recensire un libro così. Solo qualche impressione: scrittura originale , talvolta un pò ridondante.La lettura almeno per me non è stata semplice.Le citazioni, le descrizioni in alcune lettere presuppongono delle conoscenze non sempre alla portata di tutti. Sicuramente se ne intuisce la genialità e la capacità di scendere in profondità .

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  • 0

    ci sono libri che per me è come se fossero scritti in sanscrito, leggo e non capisco niente, rileggo e continuo a non capire, vado avanti con fatica immane (e una crescente sensazione di panico: ma so ...continue

    ci sono libri che per me è come se fossero scritti in sanscrito, leggo e non capisco niente, rileggo e continuo a non capire, vado avanti con fatica immane (e una crescente sensazione di panico: ma sono così stupida da non capire niente?) e inizio a capire il senso ma a non vedere il significato. Mi incaponisco (perchè non si lascia mai a metà un libro) ma più che irritazione provo una totale mancanza di interesse.
    Mi arrendo, sono finita nel paese di Epepe e visto che posso uscirne più facilmente del Professore, chiudo il libro e passo.

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  • 5

    sindrome di herzog (dal diagnostic and statistical manual of samuel b. disorders)

    sintomo/commento 1:

    l'opera struggente di un formidabile genio

    il genio struggente di una formidabile opera

    l'opera geniale di un trascinatore formidabile

    la struggente opera di un genio errante

    l'ebr ...continue

    sintomo/commento 1:

    l'opera struggente di un formidabile genio

    il genio struggente di una formidabile opera

    l'opera geniale di un trascinatore formidabile

    la struggente opera di un genio errante

    l'ebreo errante è uno genio all'opera

    sintomo/commento 2:
    caro moses, ti scrivo questa lettera con molto ritardo. qualcuno avrebbe dovuto avvisarmi. sia di quello che mi perdevo, sia dei suoi effetti compulsivi a catena. spero tanto che per la sindrome non esista una cura.
    ricordami di ringraziare il signor dave eggers per i mattoncini lego del commento precedente. e di dissentire la prossima volta che sentirò definire questo tuo, un romanzo epistolare. le ultime lettere di moses e. herzog, tsk.
    una rapita lorin b.
    ps: credo tu abbia qualche responsabilità nella freddezza con cui un anno dopo la tua uscita venne accolto stoner di john williams. occupavi ancora troppo la scena, mi sa. ma ti perdono perché di stoner sei stato amico, ne sono certa.

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  • 5

    Ho letto centinaia tra i libri più belli che siano mai stati scritti, ma solo quattro o cinque sono stati in grado di entrarmi così tanto nel profondo, di toccare e far vibrare corde talvolta nascoste ...continue

    Ho letto centinaia tra i libri più belli che siano mai stati scritti, ma solo quattro o cinque sono stati in grado di entrarmi così tanto nel profondo, di toccare e far vibrare corde talvolta nascoste della mia anima, di far crollare certezze e nascere incertezze e di dare voce e qualche tentativo di risposta a inquetudini e dubbi. Questo è il sesto.

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  • 4

    "In tutti i modi, posso pretendere di avere una gran scelta? Mi guardo e vedo torace, cosce, piedi -una testa. Questa strana organizzazione, io lo so che morirà. E dentro -qualche cosa, qualche cosa, ...continue

    "In tutti i modi, posso pretendere di avere una gran scelta? Mi guardo e vedo torace, cosce, piedi -una testa. Questa strana organizzazione, io lo so che morirà. E dentro -qualche cosa, qualche cosa, felicità...- "Tu mi muovi". Che scelta ti lascia? Nessuna. Qualcosa produce l'intensità, un sentimento sacro, così come gli aranci producono l'arancione, l'erba il verde, gli uccelli calore. Certi cuori sgorgano più amore, altri, pare, di meno. Significa qualche cosa? Ci sono quelli che dicono che questo prodotto dei cuori è conoscenza. "Je sens mon coeur et je connais les hommes". Ma la sua mente si distaccò ora anche dal suo francese. Non lo potrei dire con sicurezza. Il mio viso troppo cieco, la mia mente troppo limitata, i miei istinti troppo ristretti. Ma questa intensità, non significa niente? E' una gioia idiota che fa esclamare questo animale, l'animale più singolare di tutti, che gli fa esclamare qualche cosa? E lui crede questa reazione un segno, una prova, dell'eternità? E ce l'ha in petto? Ma non ha argomenti da contribuire a questo proposito."Tu mi muovi". "Ma che cosa vuoi, Herzog?" " Ma è proprio questo il punto -un bel niente. Sono contento di essere, di essere proprio come si vuole che sia, e per tutto il tempo che potrò restarne l'inquilino."

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  • 4

    "Il suo respiro s'era fatto più libero. Il suo cuore provava una grandissima commozione a quell'orizzonte aperto: i colori fondi; il leggero odore pungente di iodio dell'Atlantico che si sollevava dal ...continue

    "Il suo respiro s'era fatto più libero. Il suo cuore provava una grandissima commozione a quell'orizzonte aperto: i colori fondi; il leggero odore pungente di iodio dell'Atlantico che si sollevava dalle erbe e dai molluschi; la sabbia bianca, fine, pesante; ma soprattutto la trasparenza verde mentre guardava il fondo pietroso intersecato di linee dorate. Mai immobile. Se la sua anima avesse potuto proiettare un riflesso così rilucente, e così intensamente tenero, avrebbe forse potuto chiedere a Dio di servirsi di lui in quella guisa. Ma sarebbe stato troppo semplice. Sarebbe stato troppo puerile. La vera sfera non è limpida come questa, ma turbolenta, adirata. Vi si recita una vasta rappresentazione umana. La morte non sta a guardare. Perciò se hai un po' di felicità nascondila. E quando il tuo cuore è colmo, chiudi anche la bocca."

    said on 

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