Hiroshima Notes

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Publisher: Grove Press

3.8
(71)

Language: English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0802134645 | Isbn-13: 9780802134646 | Publish date:  | Edition 1st Grove Press Pbk. Ed

Translator: David L. Swain , Toshi Yonezawa

Also available as: Hardcover

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description
Hiroshima Notes is a powerful statement on the Hiroshima bombing and its terrible legacy by the 1994 Nobel laureate for literature. Oe’s account of the lives of the many victims of Hiroshima and the valiant efforts of those who cared for them, both immediately after the atomic blast and in the years that follow, reveals the horrific extent of the devastation. It is a heartrending portrait of a ravaged city — the “human face” in the midst of nuclear destruction.
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    Si procede con una lettura non leggerissima. Kenzaburō Ōe e le sue Note su Hiroshima mi hanno tenuto compagnia ieri. Devo ammettere che mi aspettavo di più da questo autore che di solito apprezzo molt ...continue

    Si procede con una lettura non leggerissima. Kenzaburō Ōe e le sue Note su Hiroshima mi hanno tenuto compagnia ieri. Devo ammettere che mi aspettavo di più da questo autore che di solito apprezzo molto. Il testo è composto da più saggi scritti tra il 1963 (durante il suo primo viaggio ad Hiroshima in occasione della Undicesima conferenza contro le bombe atomiche e a idrogeno) e il 1965. I primi saggi in particolar modo mi hanno deluso, sono quasi dei reportage sulla conferenza o sui rapporti dei medici e il loro comportamento e lasciano poco spazio alla sensibilità dell'autore per gli aspetti umani, pochi accenni alla dignità degli Hibakusha (lett. Coloro che sono stati colpiti dal bombardamento), i sopravvissuti, al loro silenzio, alle donne che cercano di scrivere un libro bianco con le storie della vittime, per non dimenticare.

    La sensibilità di Kenzaburō Ōe si ritrova un po' negli ultimi saggi, dove sono presenti anche alcuni piccoli racconti delle storie delle vittime e dei medici che le hanno soccorse e continuano a soccorrerle. Con questo movimento aneddotico Kenzaburō Ōe cerca di descrivere il Male, lo chiama proprio così, un male con la Emme maiuscola, proprio come quello di Auschwitz, secondo l'autore, a cui solo l'umano più umano riesce a sopravvivere e che spesso soccombe (casi di suicidi tra i sopravvissuti e i medici).

    "La letteratura del Novecento si è spesso confrontata con una varietà di situazioni estreme, molte delle quali riguardano il male nell'animo umano o nell'universo. A proposito, se il termine "male" dovesse suonare troppo moralistico, possiamo tranquillamente sostituirlo con "irrazionale". Comunque sia, in ogni situazione estrema - guere, tempeste, inondazioni, pestilenze, cancro - è sempre possibile intravedere un bagliore di speranza e di ripresa, ovvero il bene. Segnali positivi che non sono tuttavia da ricercarsi nella natura estrema e terribile di quella situazione in sé, bensì nella razionalità, nell'ordine e nell'armonia impliciti nella flebile luce della nostra quotidianità. [...]
    Se una persona possiede occhi così perfetti da essere capace di guardare troppo lontano e dunque d'inquadrare una situazione estrema, ovvero una crisi nella sua totalità, difficilmente potrà evitare di lasciarsi vincere dalla disperazione. Solo una persona dalla vista molto circoscritta e nebulosa, che interpreta la crisi come parte della vita quotidiana, può essere capace di combattere con speranze di successo. è in fondo proprio questa particolare "opacità" che permette a un individuo di fronteggiare una situazione estrema con coraggio persino sovrumano, senza soccombere alla disperazione. Questa vista "limitata", sostenuta da incommensurabili pazienza e tenacia, è d'altra parte capace di penetrare assai in profondità nel cuore stesso della crisi" (Kenzaburō Ōe, Note su Hiroshima, pp. 138/139)

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  • 4

    Leggendo questo libro, con delle storie cosi strazianti di vittime civili, mi domando come possiamo ancora a stare a sentire questo stragisti senza incriminarli per reati contro l'umanità.

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  • 3

    Un'ottima raccolta di saggi, scritta da Kenzaburo Oe negli anni che vanno dal 1964 al '65.
    Come da titolo, la vicenda toccata dal libro è quella della bomba atomica su Hiroshima del 1945: chiunque abb ...continue

    Un'ottima raccolta di saggi, scritta da Kenzaburo Oe negli anni che vanno dal 1964 al '65.
    Come da titolo, la vicenda toccata dal libro è quella della bomba atomica su Hiroshima del 1945: chiunque abbia studiato la Seconda Guerra Mondiale conosce il catastrofico evento, simboleggiato da quel fungo atomico che spesse volte ci viene riproposto.

    Ovviamente, "Note su Hiroshima" non vuole parlarci di Storia, bensì delle persone e di tutti quegli aspetti della vicenda che per forza di cose noi non possiamo conoscere. Forse, soltanto immaginare. E dunque il lettore si ritrova a contatto con piccole grandi tragedie, non meno importanti della disfatta causata dall'atomica: dottori che tentano il tutto per tutto per salvare vite umane; donne, uomini, bambini che improvvisamente si ammalano irreversibilmente a causa delle radiazioni; persone che dinanzi al male e al dolore non trovano altra via che il suicidio.

    Qui dentro c'è questo e molto altro, e lo stile dell'autore è efficacissimo: puntuale, preciso, decisamente poco retorico; un ottimo punto d'incontro tra la prosa letteraria e quella giornalistica. Il suo difetto sta forse nella ricorsività di certi elementi: essendo una raccolta di articoli, molte cose tendono a ripetersi più volte. Altro appunto che si può fare all'autore è forse quello di soffermarsi poco sulle colpe del suo popolo e del suo Paese. Ma questa è una cosa personale: poiché ai fini della testimonianza, non era forse una cosa necessaria.

    Resta comunque una bella lettura, anche per chi è distante da certe tematiche e per chi non è a stretto contatto con la cultura e la Storia del paese del Sol Levante.

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  • 5

    Una prospettiva inedita sulla bomba atomica e sui suoi effetti sull'uomo. Nellìestate del 1963 giovane Kenzabuto Oe, allora giovane reporter alla IX Conferenza mondiale contro le bombe atomiche e all' ...continue

    Una prospettiva inedita sulla bomba atomica e sui suoi effetti sull'uomo. Nellìestate del 1963 giovane Kenzabuto Oe, allora giovane reporter alla IX Conferenza mondiale contro le bombe atomiche e all'idrogeno, si avvicina alla realtà di Hiroshima e dei suoi hibakusha, "coloro che non si suicidarono nonostante avessero tutte le ragioni per farlo; che hanno salvato la dignità umana in mezzo alle più orrende condzioni mai sofferte dall'umanità".
    Nei saggi riproposti in quest'agile volumetto in cui nulla è casuale (anche le immagini nei risvolti di copertina hanno una storia e un senso in rapporto a Hiroshima) svelano la realtà, le speranze, le aspettative, ma soprattutto le paure, le vite e le morti di coloro che dal 1945 al 1965 si trovarono a dover affrontare le terribili malattie e menomazioni causate dalla bomba atomica americana.
    Per riflettere.

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  • 4

    "Hiroshima is like a nakedly exposed wound inflicted on all mankind."

    Hiroshima Notes contains a collection of essays written by Kenzaburō Ōe between 1963-65, after several visits to the city struck by the atom bomb in August 1945. The essays were initially published se ...continue

    Hiroshima Notes contains a collection of essays written by Kenzaburō Ōe between 1963-65, after several visits to the city struck by the atom bomb in August 1945. The essays were initially published separately in the Japanese media. In the seven pieces, Ōe exposes social and political implications and poses the question of Hiroshima's true meaning and legacy, not only for Japan but also for the world as a whole. Ultimately, although the author acknowledges the absurdity of the tragedy of Hiroshima and of its long-term consequences, he also recognizes its crucial impact as a trigger to the restoration of faith in the most authentic human dignity. At the same time, Ōe points out the necessity to resolve all conflicts arising from the dualism forgiving/forgetting not in favor of clearing the guilty private and collective conscience of post-bomb humankind, but to prevent similar devastation to take place in the future.
    Hiroshima Notes is a balanced and lucid work and it is actually the only book penned by Kenzaburō Ōe that I could finish without struggling. In the essays, Ōe finds the ideal terrain to give voice to his moral and ethical questioning, without falling prey to his usual morbidly grotesque and often gratuitous excesses.

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    Una serie di viaggi a Hiroshima, appena 19 anni dopo lo scoppio dell'atomica. Per scoprire che la grande dignità con cui gli hibakusha, sopravvissuti alla bomba, hanno rifiutato la disperazione e affr ...continue

    Una serie di viaggi a Hiroshima, appena 19 anni dopo lo scoppio dell'atomica. Per scoprire che la grande dignità con cui gli hibakusha, sopravvissuti alla bomba, hanno rifiutato la disperazione e affrontato la sofferenza, ha alleviato in modo enorme il senso di colpa dei responsabili di questa tragedia immensa. Paragonabile solo ad Auschwitz, ma molto meno conosciuta.
    Un impressionante rimando al dopo terremoto/tsunami di oggi.

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  • 5

    6 agosto 1945

    Questo non è un libro che si legge per farne un bel commento su Anobii, e non si legge nemmeno per discuterne (animatamente) con gli altri, questo libro lo si legge egoisticamente per se stessi.
    Ci so ...continue

    Questo non è un libro che si legge per farne un bel commento su Anobii, e non si legge nemmeno per discuterne (animatamente) con gli altri, questo libro lo si legge egoisticamente per se stessi.
    Ci sono un sacco di emozioni in gioco che nascono dalla lettura di questo disastro.
    Ho pianto, mi sono arrabbiata, mi sono indignata, poi ho pianto ancora, poi ho accettato e poi ho confrontato con la nostra società, con la politica, con le recenti votazioni pro-contro nucleare.
    Alla fine l'unica cosa che dirò di questo libro, è che noi, Italia, siamo terzo mondo, e lo è anche l'America che noi tanto imitiamo perché presa come modello.
    Non abbiamo veramente capito un cazzo e la Chiesa, che in Italia fa più politica dei politici stessi dovrebbe solo stare zitta.
    Questo libro è un capolavoro di umanità!

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  • 5

    UNA RACCOLTA DI SAGGI SULL’ORRORE DELL’ENERGIA ATOMICA

    Una delle più brutte pagine dell’umanità, una delle cicatrici del Novecento: il mattino del 6 agosto 1945 alle 8.16, l'Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica "Little Boy" sulla citt ...continue

    Una delle più brutte pagine dell’umanità, una delle cicatrici del Novecento: il mattino del 6 agosto 1945 alle 8.16, l'Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica "Little Boy" sulla città giapponese di Hiroshima, provocando un’ecatombe di civili.
    Era una giornata lucente e questa fu la punizione di Hiroshima.
    Inizialmente la città predestinata sembrava dover essere Kyoto, l’antica capitale, uno dei tesori dell’umanità. Il segretario di stato Henry Stimson, anni prima era rimasto incantato dai meravigliosi giardini zen e questo la salvò.
    KENZABURO OE, uno scrittore ed intellettuale giapponese dal limpido sguardo etico, in questo pamphlet si confronta sulle conseguenze devastanti della bomba di Hiroshima.
    La prosa di Oe è estremamente attraente perché non cerca la “lacrima facile”, non cade nel kitch,
    usa parole gentili descrivendo la tragedia di Hiroshima.
    Vuole ammonire, indagare, ricordare, ma usa toni pacati, è lontano dall’invettiva e dal lamento.
    Si parlò di fine della guerra, “grazie alla bomba”. Il governo giapponese e quello americano tentarono in tutti i modi di minimizzare sulle conseguenze negli anni a venire.
    Lo scrittore a più riprese dopo vent’anni torna a Hiroshima e si confrontò con le vicende strazianti e dignitose degli “hibakusha” (un neologismo giapponese che indica “coloro che sono stati colpiti dal bombardamento”). In quei giorni era alle prese con la sua personale vicenda della nascita di un figlio con una grave malformazione cranica a cui lo scrittore e la moglie si sono dediti completamente.
    Lo scrittore si nutre della dignità, dell’abnegazione, della rinuncia all’uso di descrizioni emotive degli hibakusha per trovare una scrittura morale che si interroga sull’inferno in terra provocato dall’energia atomica (e le tragiche vicende degli ultimi giorni di Fukushima, sempre in terra giapponese, riattualizzano molti contenuti di questo libro).
    Ottima la traduzione di Gianluca Coci e la solita raffinata impaginazione della encomiabile casa editrice padovana Alet.

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  • 2

    L'eterna lotta del Bene contro il Male

    In coda alle grandi devastazioni che flagellano l'umanità di tanto in tanto salta su qualche intellettuale che pensa di trarne giovevole ammaestramento per l'intero genere umano.
    Oe si ritaglia questo ...continue

    In coda alle grandi devastazioni che flagellano l'umanità di tanto in tanto salta su qualche intellettuale che pensa di trarne giovevole ammaestramento per l'intero genere umano.
    Oe si ritaglia questo ruolo di gran maestro elaborando i postumi del bombardamento atomico di Hiroshima in una serie di articoli scritti tra il '63 ed il '64, raccolti in questo volume. La sua pretesa è di additare una nuova morale che contrasti l'avanzamento delle "forze del male" (citazione letterale) ma anche contribuisca a riforgiare il carattere nazionale giapponese (purtroppo citazione letterale anche questa). Anche sorvolando su singoli episodi patetici (ad esempio la contesa con Auschwitz sul primato di tragicità), la macroscopica tara degli interventi di Oe è il loro approccio che fa leva unicamente sull'emotività, dal momento che le poche argomentazioni trasudano fallacie.

    In una parola: punitivo.

    Se le vendite vanno bene l'editore potrebbe pensare ad una ristampa con frustino compreso nella confezione, per l'edificazione del lettore.

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