Homero, Ilíada

Per

Editor: Rba Libros, S.A.

3.6
(4374)

Language: Català | Number of Pàgines: 160 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) English , Spanish , Italian , French

Isbn-10: 8478713611 | Isbn-13: 9788478713615 | Data publicació: 

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , History

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Descripció del llibre
Alessandro Baricco reescriu el poema de guerra per excel·lència, la Ilíada, en simplifica la prosa i reorganitza el text en vint-i-un monòlegs més un, concentrant-se en la representació dels herois en tota la seva humanitat i grandesa: figures que es mouen a la terra, als camps de batalla, als palaus aqueus, rere les murallles de la ciutat assetjada, al voltant de negres naus, campions de lluita, exhausts després de deu anys de guerra, que sorprenentment transmeten un amor tenaç per la pau. Aquesta és la clau de lectura: el descobriment en la Ilíada, que és un poema de guerra, d'una humanitat que cerca la treva.
Aquesta adaptació de Baricco apropa els versos immortals d'Homer al lector actual a través d'un reeixit relat subjectiu que permet una major identificació i una forta implicació emotiva.
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  • 4

    libro di facile lettura, ho trovato interessante l'umanizzazione di questo racconto epico rivalutato da Baricco,
    togliendo le figure del mito (gli Dei) rendendo i personaggi più' umani possibili. Narr ...continua

    libro di facile lettura, ho trovato interessante l'umanizzazione di questo racconto epico rivalutato da Baricco,
    togliendo le figure del mito (gli Dei) rendendo i personaggi più' umani possibili. Narrando la bellezza e la crudeltà della guerra.

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  • 5

    Una lettura davvero interessante, bella l'idea di "narrare" le vicende descritte nell'Iliade tramite le parole dei vari protagonisti, e proprio per questo a tratti molto commovente.

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    Un libro "curioso" anche se per me a tratti faticoso. L'iliade, un'opera studiata sui banchi di scuola moltissimi anni fa che ricordo mi aveva affascinata non credo per il racconto della guerra ma per ...continua

    Un libro "curioso" anche se per me a tratti faticoso. L'iliade, un'opera studiata sui banchi di scuola moltissimi anni fa che ricordo mi aveva affascinata non credo per il racconto della guerra ma per frasi come quella di Ettore alla sua sposa "Non affliggerti troppo nel tuo cuore. Nessuno riuscirà a uccidermi se non lo vorrà il destino; e se è destino lo vorrà allora pensa che al destino nessun uomo, una volta che è nato, può sfuggire. Vile o coraggioso che siax. Nessuno."
    Interessanti le riflessioni dell'autore nell'ultimo capitolo, una postilla necessaria.

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    Premesso che è il primo libro che leggo di Baricco, ho trovato fuori luogo l'aggiunta -per qnto correttamente evidenziate con l'uso del corsivo e preannunciate nell'introduzione- di propri periodi all ...continua

    Premesso che è il primo libro che leggo di Baricco, ho trovato fuori luogo l'aggiunta -per qnto correttamente evidenziate con l'uso del corsivo e preannunciate nell'introduzione- di propri periodi alla sintesi proposta.
    Nn tanto x lo stile o il contenuto, ma perchè ho vissuto la scelta qsi come un "sacrilegio" nei confronti di un'opera che, tutto sommato, vive immacolata e senza rivisitazioni da qlche millennio.
    Detto qsto, trovo il lavoro ben curato e il commento dello stesso Baricco in chiusura, totalmente condivisibile.

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  • 4

    Della genesi di Omero, Iliade di Baricco si è parlato tantissimo ai tempi in cui il libro uscì. Nasce infatti dalla considerazione che l'Iliade era, in principio, un poema trasmesso oralmente (nella v ...continua

    Della genesi di Omero, Iliade di Baricco si è parlato tantissimo ai tempi in cui il libro uscì. Nasce infatti dalla considerazione che l'Iliade era, in principio, un poema trasmesso oralmente (nella versione di Omero, infatti, ricorrono varie volte alcune formule o gruppi di parole il cui scopo era agevolare la memoria degli aedi); la sua lunghezza, però, impedirebbe oggi come oggi di farne una lettura pubblica - di trasmetterla oralmente, appunto - senza stancare un pubblico magari anche digiuno di mitologia, e che quindi fatica a capire certi passaggi o si perde nei numerosi epiteti di dei ed eroi.
    Ecco quindi l'idea di raccontare l'Iliade tagliando completamente via la presenza degli dei. Chi conosce l'Iliade omerica sa che gli dei giocano un ruolo a dir poco fondamentale nella guerra di Troia e nel suo esito: appaiono ai personaggi, determinano l'esito dei duelli, spostando quindi di volta in volta l'asse della guerra, che comunque il Fato vuole che venga vinta dagli Achei. Si potrebbe avere l'idea che un'Iliade senza dei non sia in realtà un'Iliade; si potrebbe pensare che ci si trovi di fronte una specie di riassunto da bignami. E invece, secondo me, l'abilità di Baricco ha fatto sì che pure senza una parte fondamentale, l'Iliade fosse comunque trasmessa in tutti gli snodi principali della trama, ma dandole una dimensione diversa. Senza dei, infatti, vengono a cadere tutti quei piccoli "sotterfugi" narrativi del poema: dal salvataggio nel duello all'apparizione al personaggio, dalle discussioni sulla fine del conflitto per arrivare persino a far cadere la causa scatenante - il Pomo della Discordia che permette a Paride di avere la donna più bella. Le ragioni che muovono i personaggi nell'Iliade di Baricco sono totalmente umane; senza influssi divini, è più facile vedere cosa sta dietro alle azioni, il perché un personaggio faccia una cosa e non un'altra, e li si sente in qualche modo più vicini, anche se lontanissimi nel tempo (l'Iliade è pur sempre un poema datato alcuni secoli prima di Cristo) e facenti parte di una cultura dell'eroismo che noi non riusciamo a concepire davvero. Baricco mantiene un linguaggio piuttosto pesante nella narrazione, un linguaggio che evoca un poco quello usato da Omero stesso, e dedica i vari capitoli ora a un personaggio ora all'altro, ripercorrendo l'intero poema dall'inizio alla fine guardandolo di volta in volta con gli occhi di Ettore, di Achille e di tanti altri personaggi "minori". Risultano pesanti le scene di battaglia; sono di fatto una sorta di elenco di chi uccide chi e alla fine del paragrafo si ha in testa una marea di nomi comparsi e scomparsi nel giro di due-tre righe. Ma tutto il resto è davvero interessante, e vale la pena leggerlo, anche se magari si storce il naso, per vedere un'interpretazione diversa di un'opera che comunque appartiene all'umanità da millenni. E poi lo sapete che io dico sempre che va bene storcere il naso prima di leggere un libro, ma se prima lo si legge si storce il naso per dei motivi validi e non per dei pregiudizi :)
    Insomma, non mi aspettavo tantissimo da questo libro, devo dire la verità ; amo l'antica Grecia e l'Iliade è e rimane, per me, intoccabile. Ma questa interpretazione mi ha fatto vedere cose che magari non avevo notato, ed è stata comunque interessante e piacevole. Ed è un esperimento coraggioso riuscito abbastanza bene, e per questo mi sento di consigliarlo. Magari se siete ultra intransigenti no, ma una lettura la vale. E magari avvicina all'Iliade qualcuno troppo spaventato dalla massa di versi che compongono il poema originale. Sarebbe un merito, no?

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  • 4

    nu sfaccìm!

    quanta sgodurrasa nei maschi a raccontar di smaciullamenti frecciate inspadamenti kepap-umani... che se poi pensi che i greci non sono certo alti, qui si raffigurano come altissimi, muscolosi, biondi ...continua

    quanta sgodurrasa nei maschi a raccontar di smaciullamenti frecciate inspadamenti kepap-umani... che se poi pensi che i greci non sono certo alti, qui si raffigurano come altissimi, muscolosi, biondi e sex coi boccoli mentre un greco è basso tarchiatello e scuro di carnagione

    e poi Achille la prima donna che non combatte e fa fare strage di achei perché ci ha l'orgojio ferito per una manza strappata dal suo eroico stupro, ma... ma quanto se la raccontano sti guerrafondai?

    la distanza crea un'ottica che inforcando gli occhiali giusti, inzia a vedere i contorni di questa assurda storiaccia tutta sangue ormoni e sudori

    cmq Barbar quando non scrive robe sue, ma lavoro su testi altrui dà il meglio di sè, o cmq perde un po' di quella patina supponente che piace tanto alle donne, e lo fa detestare dagli uomini.
    SI' al Barbar divulgatore culturale esperto mondiale di letteratura,
    NO allo pseudo scrittore radical chic renziano!

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