Homme invisible, pour qui chantes-tu ?

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4.0
(190)

Language: Français | Number of pages: 563 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , Catalan

Isbn-10: 2246323231 | Isbn-13: 9782246323235 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Social Science

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Description du livre
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  • 5

    Harlem 1935, Filadelfia 1964, Detroit 1967, Kitty Hawk, Miami, Los Angeles, Baltimora, e ancora, ancora, ancora....
    La storia si ripete, l'uomo pure, e sembra non volere imparare mai. O meglio, sembr ...continuer

    Harlem 1935, Filadelfia 1964, Detroit 1967, Kitty Hawk, Miami, Los Angeles, Baltimora, e ancora, ancora, ancora....
    La storia si ripete, l'uomo pure, e sembra non volere imparare mai. O meglio, sembra non volere cambiare mai.
    In un passo finale, quando il protagonista comincia a vedere le cose sotto una luce diversa, dice: “ Io ero le mie esperienze e le mie esperienze erano me. Esse erano me; esse mi definivano.”
    L'uomo è la somma di esperienze passate, eppure è una somma il cui risultato è sempre uguale e non cambia mai.
    Ma la storia di questo libro, che incredibilmente non viene quasi mai citato tra i più grandi della letteratura moderna, è molto più di uno scontro razziale, è la storia degli uomini in lotta per la sopravvivenza, dove questa spessa non è una mera necessità economica, ma un bisogno di riconoscimento dalla società, l'esigenza primaria dell'uomo di far parte del tessuto sociale dove egli vive.
    “L'uomo invisibile” dice molto già dal titolo e l'Autore nelle ultime 50 pagine spiega e dà il senso a tutto il libro e Samuel Bellow nella postfazione arricchisce con le sue puntuali osservazioni.
    Eppure il percorso narrativo è molto ampio e ad ampio respiro, partendo dagli studi del protagonista fino ad arrivare alla piena (o presunta tale) presa di coscienza davanti alla forza degli eventi, del destino ma soprattutto dell'animo umano.
    L'invisibilità deriva dall'annullamento del singolo davanti alla massa; è la necessità di salvare e salvaguardare un interesse più forte, che sia la Fratellanza o che sia la Scuola o che sia semplicemente il popolo, essa coprirà comunque la visibilità di qualsiasi soggetto che si muova da solo.
    In questo quadro la scelta del singolo è improntata al pragmatismo: “Stai al giuoco, ma non prestargli fede; stai al giuoco, ma giocalo a modo tuo; stai al giuoco, ma alza la puntata, ragazzo mio. Impara come vien giocato, e come lo giochi tu”. Questo il “consiglio” che il Rettore dà al giovane studente nero cacciato dal college per l'imprudenza nei confronti di un bianco.
    E forse, tristemente, dovremmo concludere che il nocciolo della vita o del saper vivere e adattarsi è tutto racchiuso in questo consiglio.
    Cercando, se possibile, di essere “il padre di se stesso”

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  • 4

    Ralph Ellison, ci racconta la storia di un indefinito personaggio, un afroamericano,della sua invisibilità e della sua ricerca d'identità. Un giovane lascia la provincia nell'America del Sud e va a Ne ...continuer

    Ralph Ellison, ci racconta la storia di un indefinito personaggio, un afroamericano,della sua invisibilità e della sua ricerca d'identità. Un giovane lascia la provincia nell'America del Sud e va a New York, dopo varie vicissitudini si trova ad Harlem dove incontra non poche difficoltà, viene coinvolto in una sommossa e prende atto di essere stato manipolato dai capi della Fratellanza e così si isola, torna nella sua invisibilità,ma... "v'è la possibilità che anche un uomo invisibile abbia da svolgere un ruolo socialmente responsabile". Pagine che parlano della lotta degli afroamericani contro l'emarginazione, della loro protesta, della loro musica, della politica della Fratellanza, pagine importanti per cercare di capire la vita di questa comunità negli Stati Uniti.

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  • 4

    Un libro di un grande impatto narrativo, soprattutto nella prima parte. Ma è anche un pugno nello stomaco: pessimista e cupo, il ragazzo negro è trasparente per i neri e per i bianchi, per i razzisti ...continuer

    Un libro di un grande impatto narrativo, soprattutto nella prima parte. Ma è anche un pugno nello stomaco: pessimista e cupo, il ragazzo negro è trasparente per i neri e per i bianchi, per i razzisti e per i progressisti che predicano l’uguaglianza ma che ascoltano solo se stessi. La parte debole secondo me è quando si cercano i perché, quando si argomenta troppo.

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  • 3

    Ciò che conta è approfittare del popolo nel suo stesso interesse

    C'è un motivo per il quale vale la pena leggere questo libro: i capitoli iniziali, il primo soprattutto. Durante una festa per soli uomini bianchi, dopo uno spogliarello femminile, va in scena una Bat ...continuer

    C'è un motivo per il quale vale la pena leggere questo libro: i capitoli iniziali, il primo soprattutto. Durante una festa per soli uomini bianchi, dopo uno spogliarello femminile, va in scena una Battaglia Reale combattuta da un gruppo di giovani studenti neri bendati e vestiti con i soli calzoncini da boxe. Il racconto è in prima persona, a farlo è il protagonista, un ragazzo di colore. Racconta dell'eccitazione per quel corpo femmineo per i capezzoli eretti come chiodi, per le cosce morbide che unite formavano una V maiuscola e poi dell'inizio delle ostilità, nei confini di un ring, dove gli studenti dileggiati e umiliati per il fatto di essersi goduti lo spettacolo del corpo di una donna bianca (volutamente offerto loro), sono costretti a picchiarsi alla cieca. Le immagini evocate sono potenti. Saul Bellow nella postfazione scriverà:
    Pochi anni or sono, in un numero altrimenti desolante e per fortuna dimenticato che la rivista «Horizon» ha dedicato allo svilirsi della vita negli Stati Uniti, lessi con grande eccitazione un episodio tratto dall'Uomo Invisibile..
    Costringere degli uomini neri bendati a picchiarsi per soddisfare il perverso senso del piacere di un manipolo di bianchi benestanti, che assistono allo spettacolo ebbri di whisky, alitando il fumo dei loro costosi sigari sui combattenti, istigandoli a colpire con maggiore violenza.
    Nel settimo capitolo il protagonista espulso dal collegio a causa di un episodio ritenuto increscioso, è spedito a New York, a cercare lavoro. Gli viene promesso che verrà riabilitato, qualora il suo comportamento sarà degno della scuola da cui proviene.
    La mia impressione è che questo libro sia la forzata evoluzione di un paio di bei racconti. Ad un certo punto mi è sembrato di rilevare un cambio di stile, una confluenza fra due fiumi.
    A New York il protagonista, dopo varie vicissitudini, si imbatte in un gruppo politico. Non viene specificato di che gruppo si tratti si parla genericamente di fratellanza.

    Ero dominato dall'idea onni-comprensiva della Fratellanza. L'organizzazione aveva dato al mondo una nuova forma, ed a me un ruolo vitale. Noi non ammettevamo alcun fine arbitrario, tutto poteva esser controllato dalla nostra scienza. La vita era tutta forme definite e disciplina; e la bellezza della disciplina si ha quando questa funziona. E nel caso funzionava benissimo.

    Giusto, sono stato assunto. Le cose sono andate così fraternamente che avevo scordato il mio posto. Ma se mi venisse voglia di esprimere un'idea?
    —Le idee le forniamo noi. Tutte. Ne abbiamo di quelle buone. Le idee fanno parte del nostro apparato. E usiamo soltanto le idee adatte nell'occasione adatta.

    Qualcuno vuol formulare un'ipotesi?
    Nel movimento si parla per enigmi e sottintesi. Si allude al fatto che vi sia una missione superiore da compiere, ci si ammanta di ideologia, si pretende la fede ottusa e dogmatica in dettami vaghi ed impersonali.
    L'ideologia è una malattia peggiore della solitudine. L'uomo invisibile che aveva tentato il riscatto grazie alla fratellanza, sarà costretto a questa amara riflessione:

    Avevo creduto che mi accettassero perché sentivano che il colore non faceva differenza, quando in realtà ciò non faceva differenza perché essi non vedevano né il colore né gli uomini... Per quanto interessava loro, noi eravamo tanti nomi scribacchiati su schede elettorali false, da essere usate secondo che gli conveniva o da essere buttate quando non servivano. Era una beffa, una assurda beffa.

    La questione razziale e quella politica, una mistura esplosiva.
    La misura di quanto mi sia piaciuta questa lettura la rivela il modo con il quale ho affrontato l'introduzione scritta dall'autore stesso nel 1981, ventinove anni dopo la prima pubblicazione del libro. Mi riservo sempre di leggere le introduzioni dopo aver letto l'opera, nei casi più favorevoli sono un piacevole corroborante. Ellison nella sua cita Addio alle Armi, ed onestamente è l'unico motivo motivo per il quale sia valso la pena leggerla. Più che leggerla l'ho spizzicata. L'essenziale è invisibile agli occhi, diceva il piccolo principe, Ellison non deve esser stato d'accordo con Saint-Exupery. In quella introduzione, come nell'ultimo terzo del libro, si produce in spiegazioni così logorroiche che avrebbero ucciso qualsiasi essenzialità, semmai vi fosse stata.

    L'uomo Invisibile (Ralph Ellison)
    E-book N°46
    Marzo 2014

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  • 4

    E' un libro potente, una monologo che dà una tremenda visione della situazione negli stati del sud, ma anche a New York, critica feroce al paternalismo e al machiavellismo politico, con qualche divaga ...continuer

    E' un libro potente, una monologo che dà una tremenda visione della situazione negli stati del sud, ma anche a New York, critica feroce al paternalismo e al machiavellismo politico, con qualche divagazione di troppo.

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  • 5

    5 stelline

    Se riuscissi a spiegare il potere con le parole dei disciplinati... a decifrare il razzismo dei bianchi raccontando quello dei neri... a raccontare la storia di un uomo studiando i movimenti collettiv ...continuer

    Se riuscissi a spiegare il potere con le parole dei disciplinati... a decifrare il razzismo dei bianchi raccontando quello dei neri... a raccontare la storia di un uomo studiando i movimenti collettivi... e a spiegare il destino come frutto di una scelta personale...
    Non me le dareste 5 stelline?

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  • 5

    Romanzo di importanza storica eccezionale, narrazione forte e violenta, cadenzata da una struttura a episodi (coincidenti con i capitoli) che spezzetta e rende ancora più simboliche le singole vicende ...continuer

    Romanzo di importanza storica eccezionale, narrazione forte e violenta, cadenzata da una struttura a episodi (coincidenti con i capitoli) che spezzetta e rende ancora più simboliche le singole vicende.

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  • 4

    Ennesimo libro incasellabile, nella mia nutrita lista di testi fuori da ogni schema.

    Questo libro sembra, al tempo stesso, essersi scritto da solo ed essere il frutto di un parto estremamente complic ...continuer

    Ennesimo libro incasellabile, nella mia nutrita lista di testi fuori da ogni schema.

    Questo libro sembra, al tempo stesso, essersi scritto da solo ed essere il frutto di un parto estremamente complicato. E' un libro teso, difficile, complesso, appesantito da alcune riflessioni filosofiche estremamente raffinate, e che sempre, ad ogni riga, da la sensazione di essere guidato da una intelligenza invisibile e lucidissima. Ma è scritto in un'unica lingua, in un'unica musica che mi è immediato identificare con questa:
    http://www.youtube.com/watch?v=h4ZyuULy9zs
    calda e triste, profonda e piena di echi.

    E' la storia di un giovane, nella sua trasformazione dalle ingenue ambizioni di riscatto sociale della gioventù alla cinica ritirata (sconfitta) della maturità. E' la storia di un giovane che crede in quello che gli dicono, ma non smette di interrogarsi sulla distanza che costantemente separa le parole dai fatti. Di un giovane che cerca di trovare una strada sua, personale, unica e al tempo stesso non rifiuta di portare sulle spalle il peso di una intera fetta di società.

    Peso caricato di un colore, quello della pelle nera che non viene quasi mai menzionata. Non a caso. E' un colore invisibile. E' un colore che solo all'apparenza sta sulla sua pelle, ma lui non lo vede perchè rifiuta di portare il suo colore come una diversità, e che gli altri non vedono perchè il pregiudizio razziale non sta sulla pelle ma negli occhi di chi la guarda.

    Libro cardine per la questione nera negli Stati Uniti, parla del razzismo inconscio tra i neri, tra i bianche che dicono di voler aiutare i neri, molto più di quanto non parli della facile denuncia. Non sceglie di raccontare l'Alabama e il Ku Klux Klan, ma Harlem e il partito comunista americano.

    Alcune delle storie nella storia che compaiono nel libro sono eccezionali. Il combattimento, il dialogo tra il ricco filantropo bianco Mr. Norton e il povero violentatore nero Jim Trueblood e la confusa rissa al bar che seguirà poi, la parabola finale di Tod Clifton. Un libro a tratti accecante, entusiasmante e cupo, ridondante di metafore e allusioni. Un libro unico.

    Tanto da inchiodare il suo stesso autore. Incapace di scrivere un secondo libro e congelato nello status di scrittore, sterilmente scrittore, per la sua intera vita.

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