Honeymoon

Di

Editore: Feltrinelli

3.4
(2194)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Giapponese , Portoghese

Isbn-10: 8807701170 | Isbn-13: 9788807701177 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Manaka, ventitré anni, è cresciuta in una casa circondata da un grande giardino, a pochi passi dalla casa di Hiroshi che, dopo essere stato il compagno di giochi dell'infanzia e l'amico intimo dell'adolescenza, è diventato suo marito. La loro vita sembra procedere senza scosse fino alla morte del nonno di Hiroshi con cui il ragazzo ha sempre vissuto, dopo essere stato lasciato da entrambi i genitori che avevano deciso di far parte di una setta religiosa in America. Nel mettere a posto la casa del nonno, emergono particolari che gettano una luce sinistra sullo spirito della setta e che spiegano le angosce da cui Hiroshi è talvolta sovrastato.
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  • 4

    Manaka, ventitré anni, è cresciuta in una casa circondata da un grande giardino, a pochi passi dalla casa di Hiroshi che, dopo essere stato il compagno di giochi dell'infanzia e l'amico intimo dell'ad ...continua

    Manaka, ventitré anni, è cresciuta in una casa circondata da un grande giardino, a pochi passi dalla casa di Hiroshi che, dopo essere stato il compagno di giochi dell'infanzia e l'amico intimo dell'adolescenza, è diventato suo marito.
    Questo è il quinto libro della Yoshimoto che leggo, dopo Kitchen, Il corpo sa tutto, Sonno profondo e Lucertola. La Yoshimoto predilige scrivere racconti, o comunque romanzi brevi come in questo caso. Il bello della Yoshimoto è la semplicità della descrizione degli stati d'animo che spesso ripercuote e fa prendere vita in ciò che la circonda: in questo caso, con Honeymoon, il suo giardino e il suo cane Olive. Come sempre riesce a incantare, a farci soffermare sulla nostra quotidianità che, se vista con occhi di bambino, diventa magica e fatata.

    ha scritto il 

  • 3

    Banana acerba

    Intuito espressivo e delicatezza emotiva non bastano a far rimanere una storia nell'animo.Da essa ci si si attende uno sviluppo di contenuti, condivisibili o meno, ma che lascino presupporre uno svilu ...continua

    Intuito espressivo e delicatezza emotiva non bastano a far rimanere una storia nell'animo.Da essa ci si si attende uno sviluppo di contenuti, condivisibili o meno, ma che lascino presupporre uno sviluppo di pensiero e di sentire che accomunino scrittore e lettore in un percorso unico, sia esso simbiotico o conflittuale.Una opera immatura, quindi, un abbozzo sincero e senza sbocco, come una crisi esistenziale di un adolescente che ha bisogno di ascoltarsi e farsi ascoltare.

    ha scritto il 

  • 4

    "Le persone dicono spesso che non esiste niente di irreparabile, forse per consolare la loro parte più debole, invece ci sono molte cose irreparabili, provocate anche da una semplice svista, o da una ...continua

    "Le persone dicono spesso che non esiste niente di irreparabile, forse per consolare la loro parte più debole, invece ci sono molte cose irreparabili, provocate anche da una semplice svista, o da una distrazione. Ce ne rendiamo conto soprattutto quando È in gioco la vita."

    ha scritto il 

  • 3

    Una storia “strana” in cui i protagonisti sono cresciuti insieme e sposati ma in realtà non si conoscono più di tanto, si lasciano trascinare dalla vita e solo con le “fughe” riescono davvero a prende ...continua

    Una storia “strana” in cui i protagonisti sono cresciuti insieme e sposati ma in realtà non si conoscono più di tanto, si lasciano trascinare dalla vita e solo con le “fughe” riescono davvero a prendere delle decisioni, ad avvicinarsi, parlarsi e conoscere i loro pensieri più reconditi. Una storia fatta più di contemplazione e riproposizione di vecchi ricordi che di azione vera e propria ma ciò è auspicabile dall’incipit, vista l’abitudine della protagonista a star seduta per giornate intere senza fare nulla, forse neanche pensare, nel suo giardino. Una storia che ha al suo centro un rapporto di coppia ma che non può definirsi amore, sicuramente un forte legame lega Hiroshi e Manaka ma assomiglia più a dipendenza reciproca e routine che a una vera passione tra due. Libro particolare ma anche piacevole.

    ha scritto il 

  • 3

    Arriva un certo momento dell'anno, di solito a metà inverno o inizio primavera, in cui sento il bisogno di prendere in mano un libro di Banana Yoshimoto. Ogni anno, tutti gli anni, come un rito. Quand ...continua

    Arriva un certo momento dell'anno, di solito a metà inverno o inizio primavera, in cui sento il bisogno di prendere in mano un libro di Banana Yoshimoto. Ogni anno, tutti gli anni, come un rito. Quando leggo la Yoshimoto non lo faccio per le trame o i colpi di scena. Lo faccio per le suggestioni, le descrizioni lievi, la scrittura semplice e tuttavia piena, le atmosfere così tipicamente giapponesi e così lontane dal nostro gusto... E questo libro non si discosta in questo da tutti gli altri. La storia in sè è come sempre fatta di niente e di tutto, amicizia che scivola naturalmente in amore, morte, assenza, perdita e rinizio. Libro lieve, e va bene così.

    ha scritto il 

  • 1

    Mi aspettavo di più da questo libro, purtroppo non mi è piaciuto. La storia poteva essere interessante, ma è stata sviluppata male ed è stato dato troppo risalto ai sentimenti (caratteristica della Yo ...continua

    Mi aspettavo di più da questo libro, purtroppo non mi è piaciuto. La storia poteva essere interessante, ma è stata sviluppata male ed è stato dato troppo risalto ai sentimenti (caratteristica della Yoshimoto è vero), che in questa storia stonano un po' con le vicende dei protagonisti, che alla fine risultano poco interessanti, anzi snervanti per certi versi, in particolare Hiroshi. Il personaggio più interessante è indubbiamente la madre biologica di Manaka, di cui però abbiamo un'apparizione fulminea. La sua vita viene descritta da lei stessa in breve e risulta essere il momento più coinvolgente del libro. Anche la vicenda della setta doveva essere sviluppata di più a mio parere. Poteva essere un buon modo per comprendere meglio la personalità di Hiroshi.

    ha scritto il 

  • 3

    “Quando si fa la stessa cosa per molto tempo, si crea una strana profondità. I nostri sorrisi ne sono un perfetto esempio. In un attimo siamo attraversati da una comunicazione così profonda che è impossibile immaginare qualcosa di più nuovo e più bello.”

    Manaka e Hiroshi. Insieme fin da bambini, sposi giovanissimi quasi per gioco, quasi fosse inevitabile. Manaka cresce contemplando il giardino di casa sua, cercando di capire se le piccole gioie della ...continua

    Manaka e Hiroshi. Insieme fin da bambini, sposi giovanissimi quasi per gioco, quasi fosse inevitabile. Manaka cresce contemplando il giardino di casa sua, cercando di capire se le piccole gioie della sua vita la rendono veramente felice o se vorrebbe qualcosa di più; Hiroshi cresce con il terrore che la morte gli porti via le persone che ama e sentendosi in colpa per un passato che non ha scelto. Insieme a loro c'è il cane Olive che insegnerà ad entrambi l'amore puro e incondizionato che solo un cane sa offrire all'uomo.

    Mentre i libri di Murakami riescono a rapirmi completamente quelli della Yoshimoto pur piacendomi mi lasciano sempre un po' perplessa. Non riesco mai ad entrare fino in fondo nel suo mondo e in quello dei suoi personaggi. Li trovo un po' troppo assurdi. La cultura giapponese è sicuramente molto distante ancora dalla nostra ma alcuni atteggiamenti che i personaggi della Yoshimoto hanno nei confronti della vita, dell'amore e del futuro proprio non riesco a concepirli. Carino ma un po' troppo nebuloso.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo strano. Ho trovato bellissime le riflessioni riguardanti la perdita degli affetti e lo scorrere del tempo, mentre altre parti non mi hanno convinta, ma forse è colpa del fatto che non conosco ...continua

    Romanzo strano. Ho trovato bellissime le riflessioni riguardanti la perdita degli affetti e lo scorrere del tempo, mentre altre parti non mi hanno convinta, ma forse è colpa del fatto che non conosco abbastanza la cultura e lo stile di vita dei giapponesi.
    Certo è che solo alla fine si ha una spiegazione chiara dei motivi della depressione di Hiroshi, di cui fino a quel momento abbiamo preso visione esclusivamente tramite Manaka, la quale ama e sta vicino al marito, ma spesso non lo sa "gestire" e lascia trapelare una certa stanchezza. E, data la gravità sconvolgente di questi motivi, personalmente faccio fatica ad abbandonarmi all'accettazione ottimistica della vita per quello che è che chiude il libro.
    Insomma, 3 stelline, ma con la Yoshimoto non ho affatto chiuso.

    ha scritto il 

  • 5

    Non capisco come mai si vedano tante recensioni con scritto "banale" o "lasciato in sospeso" o "senza filo logico". Ho adorato Banana Yoshimoto anche stavolta, e quello che suggerisco agli altri letto ...continua

    Non capisco come mai si vedano tante recensioni con scritto "banale" o "lasciato in sospeso" o "senza filo logico". Ho adorato Banana Yoshimoto anche stavolta, e quello che suggerisco agli altri lettori è: smettete di forzare le vostre aspettative da romanzo occidentale su una visione del mondo così diversa e particolare, e lasciatevi andare! Avete mai letto "Matilde" di Roald Dahl? Ecco, come dice la signora Felpa: "Abbandonati al suono delle parole, come se fossero musica".

    ha scritto il 

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