Hotel New Hampshire

Di

Editore: Bompiani (I grandi tascabili ; 32)

4.1
(761)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 447 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Ceco , Olandese

Isbn-10: 8845210790 | Isbn-13: 9788845210792 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pier Francesco Paolini

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 4

    Ho fatto difficoltà ad ingranare ma la trama è così ben costruita, anche nelle sue parti più irrealistiche, da diventare travolgente e trascinarti fino al finale anche troppo velocemente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Che famiglia strampalata! Che bello questo libro!

    Leggendolo ci ho trovato di tutto, protagonisti improbabili tipo State O’ Maine, luoghi che ho visitato personalmente e di cui mi è venuta nostalgia, ...continua

    Che famiglia strampalata! Che bello questo libro!

    Leggendolo ci ho trovato di tutto, protagonisti improbabili tipo State O’ Maine, luoghi che ho visitato personalmente e di cui mi è venuta nostalgia, pagine tenere e dolci, altre divertenti, altre ancora serie che mi hanno fatta riflettere.

    Avevo già avuto modo di conoscere Irving con Le regole della casa del sidro (dove però avevo preferito la versione cinematografica a quella cartacea) e quindi conoscevo già il suo modo di scrivere così preciso e ricco di particolari.
    Qui ho avuto conferma della sua bravura, sicuramente questo è un libro molto diverso dall’altro letto per il tema trattato, l’ho trovato più piacevole e meno “faticoso” da leggere. Anche in questo caso penso sarebbe interessante vedere la trasposizione cinematografica.

    Tra i figli ho amato particolarmente Franny, con quel suo carattere così esuberante e che sa cosa vuole. Anche John, la voce narrante della storia, mi è piaciuto molto anche se non ho condiviso alcune sue scelte, l’ho trovato piuttosto equilibrato, escludendo ovviamente il rapporto con la sorella.

    Riguardo i figli avrei un unico appunto…perché chiamarne uno Egg? Povero, che cosa ha fatto di male? Ad un certo punto c’è una simil spiegazione ma non ha senso, non posso credere che non abbiano avuto alternative e che chiamandolo uovo quando era ancora nella pancia poi questo nome sia rimasto…no, no e no.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro non può che definirsi pazzo ma anche sorprendente e appassionate nella sia pazzia. Lo stile dell’autore riesce a conquistare il lettore fino a fargli considerare i protagonisti “normali” ...continua

    Questo libro non può che definirsi pazzo ma anche sorprendente e appassionate nella sia pazzia. Lo stile dell’autore riesce a conquistare il lettore fino a fargli considerare i protagonisti “normali” pur essendo tutti disturbati a loro modo. Bisogna approcciarsi alla lettura senza preconcetti e accettare gli eventi senza porsi troppe domande perché a tratti sono grotteschi e anche un po’ sconclusionati. Non posso dire che il libro non mi sia piaciuto anzi è stato sorprendentemente coinvolgente unica pecca forse sono i salti temporali, in alcuni casi il tempo passa rapidamente, e ti chiedi cosa sia successo negli anni mancanti, in altri momenti invece gli eventi sono molto lenti, ma anche l’alternanza tra lentezza e velocità non è poi così fastidiosa.

    ha scritto il 

  • 4

    Sia lode al Grande Affabulatore

    La storia è inverosimile ed eccessiva, i personaggi bizzarri fino al grottesco, si nota una ricerca esasperata dell'effettaccio, una smaccata voglia di stupire, persino di scandalizzare. Un romanzo ba ...continua

    La storia è inverosimile ed eccessiva, i personaggi bizzarri fino al grottesco, si nota una ricerca esasperata dell'effettaccio, una smaccata voglia di stupire, persino di scandalizzare. Un romanzo barocco, che ha dalla sua l'estrema abilità di Irving di tenere in piedi e tessere alla perfezione un'accozzaglia di trame narrative sempre sull'orlo del disgregamento per eccesso, come una bomba compressa al punto tale che da un momento all'altro deve scoppiare. Si potrebbe anche dire che Irving narra come un giocoliere: ad ogni capitolo pare aggiungere un oggetto in più da tenere in equilibrio e il lettore sta lì, naso per aria, ad osservare con meraviglia il gioco rutilante di tutti questi oggetti che volano nell'aria, col timore che da un momento all'altro finiranno sparpagliati tutti intorno. Ed invece la bomba non esplode e il giocoliere, alla fine del numero, acchiappa tutti i birilli, e nell'inchinarsi al suo pubblico si permette anche un sorrisetto compiaciuto, bagnato da una lacrima alla Pierrot. E vabbe', tanto di cappello, il Grande Affabulatore ce l'ha fatta: mi ha conquistato con la sua arte un po' da guitto, un po' da derviscio, tra una cafonata, un calcio nello stomaco, un sorriso buffo, un dolcetto e uno scherzetto, una massima zen, cani, orsi, matti, nani e bambini. L'ho letto in tre giorni scarsi e c'è mancato poco che me lo portassi anche al cesso. Cos'altro si può aggiungere?

    ha scritto il 

  • 3

    non entusiasmante

    Letto, apprezzato e poi credo dimenticato.
    Non mi ha entusiasmato, molto fantasioso, scritto molto bene, ma spesso e inutilmente prolisso in alcune parti. Ci ha infilato un po' di tutto, specie tutte ...continua

    Letto, apprezzato e poi credo dimenticato.
    Non mi ha entusiasmato, molto fantasioso, scritto molto bene, ma spesso e inutilmente prolisso in alcune parti. Ci ha infilato un po' di tutto, specie tutte le variazioni possibili di rapporti sessuali.
    Ma alcuni spunti sono davvero interessanti, alcuni giudizi colpiscono per la originalità e correttezza, vedi il parallelismo fra i terroristi e i pornografi. Bella l'idea di dimostrare che il nichilismo e l'ideologia portino alla distruzione e alla infelicità. Bella l'idea di dimostrare che l'amore vince le difficoltà esistenziali. Interessante la tecnica di far irrompere all'improvviso, un fulmine a ciel più che sereno, un fatto importantissimo e cruciale, che sarà poi il filo conduttore di buona parte della trama fino al successivo fatto improvviso. Il fatto dello stupro annichilisce il lettore che stava divertendosi a leggere della sgangherata famiglia.
    Ma il tutto è un po' confuso.
    Credo però che sia uno di quei libri che poi si apprezza più passa il tempo, ripensandoci scopri che ti è piaciuto di più di quello che ti è parso in un primo istante. Io, per ora, aspetto che succeda.

    ha scritto il 

  • 4

    Freaky John

    Gli ingredienti di Irving ci sono tutti: humour, atmosfera circense, famiglia disfunzionale al quadrato, intorbidamenti freudiani con ogni percorso e deviazione catalogabile del sesso e un pizzico di ...continua

    Gli ingredienti di Irving ci sono tutti: humour, atmosfera circense, famiglia disfunzionale al quadrato, intorbidamenti freudiani con ogni percorso e deviazione catalogabile del sesso e un pizzico di sangue. Ma come davanti a quelle pizze iperfarcite, ho avuto la sensazione di un piatto fin troppo elaborato, ho sentito la mancanza di quel delizioso, divino equilibrio trovato in Garp e Owen Meany. Personaggi e situazioni sopra le righe vanno benone, ok, ma se non li dosi un poco rischi di scivolare qua e là nel banale peep-show. E poi: ancora un romanzo di formazione, ancora l'io narrante che nella famiglia pare quello "con la testa a posto" alle prese con una pubertà complicata. Irving e le sue fissazioni freak; nonostante tutto riesce sempre a far ridere a denti stretti con il suo umorismo nerissimo. E naturalmente in ogni suo romanzo c'è sempre un personaggio memorabile che riesce a farsi strada anche nei cuori dei più scettici; stavolta la palma del migliore spetta senza dubbio al vecchio coach Iowa Bob.

    ha scritto il 

  • 4

    "Ma queste manovre tendenti a evitare che le mani si sfiorino e tocchino,
    tutto questo spostare gli sguardi su oggetti più o meno neutrali (come l’onore, per adesso, comanda)
    non potranno impedire la ...continua

    "Ma queste manovre tendenti a evitare che le mani si sfiorino e tocchino,
    tutto questo spostare gli sguardi su oggetti più o meno neutrali (come l’onore, per adesso, comanda)
    non potranno impedire la loro caduta.  

    Medicine più forti occorrerebbero.
    Già se ne sono accorti che nessuno stratagemma ha funzionato,
    né poteva funzionare,
    neanche se gli occhi gliel’avessero accecati e le mani gliel’avessero mozzate."

    ha scritto il 

  • 5

    All'inizio questo romanzo non mi convinceva affatto. C'erano troppi bambini, e un'atmosfera fiabesca, e a un certo punto ero convinta di aver sbagliato lettura, e che quello fosse un romanzo per bambi ...continua

    All'inizio questo romanzo non mi convinceva affatto. C'erano troppi bambini, e un'atmosfera fiabesca, e a un certo punto ero convinta di aver sbagliato lettura, e che quello fosse un romanzo per bambini.
    E invece.
    "Hotel New Hampshire" è la storia appassionante di una famiglia stramba. Una famiglia che mentre cresce conosce la gioia, ma affronta anche il dolore e la rovina. John Irving è straordinario, e io lo amo senza riserve. È straordinario, in questo romanzo, il modo in cui Irving tratta temi tutt'altro che leggeri (lo stupro, l'incesto, la morte, il suicidio, la malattia), lasciando trapelare un'umanità perfettamente ritagliata addosso ai personaggi; una leggerezza che non è superficialità, ma che ci racconta di come le persone sopravvivono a tutto, anche alla rovina. Ecco, benché strambi i personaggi di Irving mi sembrano veri, reali, pieni di sfumature. Umani.

    ha scritto il 

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