Hyperion

Primo volume del ciclo I canti di Hyperion

Di

Editore: Fanucci Editore

4.2
(165)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 464 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Russo , Chi tradizionale , Francese , Olandese , Tedesco , Ungherese , Ceco , Polacco , Chi semplificata

Isbn-10: 8834718879 | Isbn-13: 9788834718872 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Gaetano L. Staffilano

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Hyperion?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Primo volume del ciclo dei Canti di Hyperion

Nel 2700 gli esseri umani, grazie allo sviluppo della tecnologia dei teleporter, si spostano istantaneamente nella galassia, ma un terribile esperimento, il Grande Errore, ha causato la distruzione della Terra e la diaspora dell’uomo nello spazio, dando vita così a una nuova federazione che unisce tutti i mondi abitati: l’Egemonia dell’Uomo. Alla vigilia dell’Armageddon, sette pellegrini affrontano un ultimo viaggio verso Hyperion, in cerca delle risposte agli enigmi della loro vita. Ognuno di loro deve raccontare agli altri la propria storia, per farsi conoscere e dimostrare di non essere una spia. I racconti dei sette ruotano intorno ai mondi e alle difficoltà che circondano lo spazio: dalla minaccia degli Ouster, discendenti dei primi coloni che fanno a meno della tecnologia, al ruolo della Chiesa Shrike, temuta da tutti. E in questi racconti, di una bellezza sfolgorante, sta la chiave che permetterebbe loro di salvare l’umanità.Torna in libreria un grande classico della fantascienza, definito una delle letture fondamentali per gli amanti del genere, e non solo.

Ordina per
  • 4

    una sorta di "decameron" o -meglio- di "racconti di canterbury" in chiave spaziale, dove sette personaggi (o meglio sei) raccontano lo scopo che li ha spinti a compiere il "pellegrinaggio" che li ha r ...continua

    una sorta di "decameron" o -meglio- di "racconti di canterbury" in chiave spaziale, dove sette personaggi (o meglio sei) raccontano lo scopo che li ha spinti a compiere il "pellegrinaggio" che li ha riuniti: storie diverse, tutte ben costruite, che seminano indizi su cosa sta accadendo ma che potrebbero benissimo essere pubblicati come singoli racconti.
    certo, alla fine troppe cose restano in sospeso, troppi misteri non vengono svelati, ma è l'inizio di una saga, e in fin dei conti è normale sia così...

    ha scritto il 

  • 4

    piccoli indiani

    Dopo un inizio un po' difficile, i pellegrini della Chiesa della Sofferenza ci spiegano tramite le loro esperienze i motivi che li hanno spinti a decidere di andare verso morte certa per incontrare lo ...continua

    Dopo un inizio un po' difficile, i pellegrini della Chiesa della Sofferenza ci spiegano tramite le loro esperienze i motivi che li hanno spinti a decidere di andare verso morte certa per incontrare lo Shrike, un mostro semimeccanico venerato come un dio che se ne frega delle leggi della fisica e impala le sue vittime su alberi di spine.
    Ho preferito i primi racconti agli ultimi, forse un tantino appesantiti dalle storie d'amore. E dato che questo primo libro ci lascia in sospeso, mi sa che a breve dovrò leggere il secondo.

    ha scritto il 

  • 5

    dopo vent'anni a leggere fantasy, ho deciso di buttarmi sulla fantascienza e sapendo che hyperion viene considerato uno dei migliori libri nel suo genere ho deciso di leggerlo....
    Beh, ho fatto propri ...continua

    dopo vent'anni a leggere fantasy, ho deciso di buttarmi sulla fantascienza e sapendo che hyperion viene considerato uno dei migliori libri nel suo genere ho deciso di leggerlo....
    Beh, ho fatto proprio bene!
    la storia di padre Hoyt e Sol Weintraub mi hanno stupita e lasciato qualcosa nel profondo, mentre la storia di siri mi ha fatto innamorare. Davvero bel libro.
    Ora mi butto subito sul secondo!

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire a mio parere il più grande romanzo fantascientifico di sempre. A mio parere Dan Simmons è superiore in quest'opera ad Asimov, poiché fonde in maniera perfetta poesia, thriller,giallo e fantas ...continua

    Che dire a mio parere il più grande romanzo fantascientifico di sempre. A mio parere Dan Simmons è superiore in quest'opera ad Asimov, poiché fonde in maniera perfetta poesia, thriller,giallo e fantascienza con un grande intreccio. Ogni personaggio ha risvolti oscuri e un universo personale eccezionale che via darà l'impressione di leggere 7 romanzi in uno. Consiglio una lettura di piena immersione nella trama e di continuare a leggere anche La caduta di Hyperion. Buona lettura

    ha scritto il 

  • 5

    Portatevi l'asciugamano!

    E niente panico, neanche di fronte alla prospettiva di una guerra interstellare e/o di un attacco da un feroce demone robo-temporale irto di lame e assetato di sangue.
    Certo, ci vorrebbe la guida gala ...continua

    E niente panico, neanche di fronte alla prospettiva di una guerra interstellare e/o di un attacco da un feroce demone robo-temporale irto di lame e assetato di sangue.
    Certo, ci vorrebbe la guida galattica (per autostoppisti, piloti di astronavi o semplici privati teletrasportati) per illuminare il lettore sulla toponomastica zoologica del pianeta Hyperion e sul gergo astronavale simmonsiano costellato di navi-torcia, navi-albero, spin-navi, VEM, skimmer… o per definire l’esatto numero di refusi dell’edizione italiana (credo che la risposta sia maggiore di 42) ma pazienza, il libro è così bello che per una volta si può fare a meno di soffermarsi sui difetti.
    Scherzi a parte, “Hyperion” è veramente un romanzo splendido, una space opera che non fa rimpiangere Asimov e gli altri “classici” della SF, tracciando anzitutto un grandioso e coerente sfondo “galattico” e storico su cui far muovere i personaggi.
    In un futuro lontano, ma non remoto, in cui gli esseri umani sparsi per la galassia ancora ricordano bene la Terra, distrutta per errore (no, non dai Vogon…) e ormai perduta per sempre, sette personaggi diretti sul pianeta Hyperion per un pellegrinaggio al tempio di una sanguinaria divinità raccontano a turno le loro storie e le motivazioni che li spingono al viaggio. Storie drammatiche, commoventi o maledette, tutte in qualche modo connesse col misterioso pianeta, che si rivela essere il punto nevralgico di una contesa che può decidere il destino stesso dell’umanità.
    Ma soprattutto storie folgoranti, ognuna costruita intorno a un’idea geniale, e in cui si sviluppano temi disparati tra cui l’immortalità, l’intelligenza artificiale, l’ecologia, lo sviluppo della civiltà umana nello spazio; e arricchite da citazioni e omaggi al passato, dalla Bibbia alla alla poesia di Keats (uno dei fili conduttori del romanzo), dal ciberpunk di Gibson (con uno dei personaggi minori che è una simpatica citazione del “cowboy” della rete) al “noir” stile Raymond Chandler.
    Dimenticavo, in realtà manca il settimo racconto, perché il libro si interrompe all’arrivo a destinazione dei pellegrini, pronti ormai ad affrontare il loro destino di fronte alla sanguinaria divinità. Questo però non è uno spoiler, al contrario, un invito (e per me un’immediata aggiunta nella wish list) a immergersi nel seguito della storia.

    ha scritto il 

  • 5

    I Canti di Hyperion

    Questa saga è considerata all'unanimità uno dei pilastri della fantascienza, ma sinceramente credo che trascenda di gran lunga il genere, sfociando spesso in ambienti letterari molto diversi: metafisi ...continua

    Questa saga è considerata all'unanimità uno dei pilastri della fantascienza, ma sinceramente credo che trascenda di gran lunga il genere, sfociando spesso in ambienti letterari molto diversi: metafisico, filosofico, religioso.

    I primi due libri, ossia "Hyperion" e "La caduta di Hyperion", sono sublimi. Il primo libro è scritto così bene che rende difficile interromperne la lettura; si resta affascinati dai racconti dei protagonisti, ognuno con un proprio spessore e una propria esperienza di vita.

    Gli altri due libri, ossia "Endymion" e "Il risveglio di Endymion", contribuiscono in modo importante alla realizzazione finale della saga, sia da un punto di vista "scenico", portandoci a conoscere fin nei piccoli particolari il meraviglioso universo creato da Dan Simmons e le sue dinamiche politiche e religiose, sia svelando i misteri che erano stati lasciati in sospeso alla fine del secondo libro.

    A coloro che amano la fantascienza consiglio senza alcun dubbio la lettura dell'intera saga, mentre a tutti gli altri (anche e soprattutto a chi vive ancora nei soliti anacronistici pregiudizi sul genere) consiglio di leggere almeno il primo libro, non ve ne pentirete!

    ha scritto il 

  • 4

    Universi Culturali

    Quando leggi Simmons capisci subito che hai di fronte un autore colto, lo senti, una sorta di seminatore, sì, i cui semi piantati qua e là racchiudono in sé piccoli universi dello scibile.
    La fantasci ...continua

    Quando leggi Simmons capisci subito che hai di fronte un autore colto, lo senti, una sorta di seminatore, sì, i cui semi piantati qua e là racchiudono in sé piccoli universi dello scibile.
    La fantascienza di queste pagine ne è la dimostrazione. Oltre agli aspetti tecnologici da space opera, c'è un solido e costante legame con quelli artistici — nello specifico, Keats —, capace di stimolare l'immaginazione e alimentare la meraviglia. E poi c'è abbastanza azione da intrattenere anche i meno pazienti, a patto di non cercare solo quella.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per