Hyperion

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Uitgever: Luitingh-Sijthoff

4.2
(165)

Language: Nederlands | Number of Pages: 447 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Spanish , Italian , Russian , Chi traditional , French , German , Hungarian , Czech , Polish , Chi simplified

Isbn-10: 9024517095 | Isbn-13: 9789024517091 | Publish date: 

Translator: Jan Smit

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Zeven pelgrims vertrekken naar de levensgevaarlijke planeet Hyperion waar de geheimzinnige tijdstomben binnenkort hun geheimen gaan prijsgeven.
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  • 4

    una sorta di "decameron" o -meglio- di "racconti di canterbury" in chiave spaziale, dove sette personaggi (o meglio sei) raccontano lo scopo che li ha spinti a compiere il "pellegrinaggio" che li ha r ...doorgaan

    una sorta di "decameron" o -meglio- di "racconti di canterbury" in chiave spaziale, dove sette personaggi (o meglio sei) raccontano lo scopo che li ha spinti a compiere il "pellegrinaggio" che li ha riuniti: storie diverse, tutte ben costruite, che seminano indizi su cosa sta accadendo ma che potrebbero benissimo essere pubblicati come singoli racconti.
    certo, alla fine troppe cose restano in sospeso, troppi misteri non vengono svelati, ma è l'inizio di una saga, e in fin dei conti è normale sia così...

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  • 4

    piccoli indiani

    Dopo un inizio un po' difficile, i pellegrini della Chiesa della Sofferenza ci spiegano tramite le loro esperienze i motivi che li hanno spinti a decidere di andare verso morte certa per incontrare lo ...doorgaan

    Dopo un inizio un po' difficile, i pellegrini della Chiesa della Sofferenza ci spiegano tramite le loro esperienze i motivi che li hanno spinti a decidere di andare verso morte certa per incontrare lo Shrike, un mostro semimeccanico venerato come un dio che se ne frega delle leggi della fisica e impala le sue vittime su alberi di spine.
    Ho preferito i primi racconti agli ultimi, forse un tantino appesantiti dalle storie d'amore. E dato che questo primo libro ci lascia in sospeso, mi sa che a breve dovrò leggere il secondo.

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  • 5

    dopo vent'anni a leggere fantasy, ho deciso di buttarmi sulla fantascienza e sapendo che hyperion viene considerato uno dei migliori libri nel suo genere ho deciso di leggerlo....
    Beh, ho fatto propri ...doorgaan

    dopo vent'anni a leggere fantasy, ho deciso di buttarmi sulla fantascienza e sapendo che hyperion viene considerato uno dei migliori libri nel suo genere ho deciso di leggerlo....
    Beh, ho fatto proprio bene!
    la storia di padre Hoyt e Sol Weintraub mi hanno stupita e lasciato qualcosa nel profondo, mentre la storia di siri mi ha fatto innamorare. Davvero bel libro.
    Ora mi butto subito sul secondo!

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  • 5

    Che dire a mio parere il più grande romanzo fantascientifico di sempre. A mio parere Dan Simmons è superiore in quest'opera ad Asimov, poiché fonde in maniera perfetta poesia, thriller,giallo e fantas ...doorgaan

    Che dire a mio parere il più grande romanzo fantascientifico di sempre. A mio parere Dan Simmons è superiore in quest'opera ad Asimov, poiché fonde in maniera perfetta poesia, thriller,giallo e fantascienza con un grande intreccio. Ogni personaggio ha risvolti oscuri e un universo personale eccezionale che via darà l'impressione di leggere 7 romanzi in uno. Consiglio una lettura di piena immersione nella trama e di continuare a leggere anche La caduta di Hyperion. Buona lettura

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  • 5

    Portatevi l'asciugamano!

    E niente panico, neanche di fronte alla prospettiva di una guerra interstellare e/o di un attacco da un feroce demone robo-temporale irto di lame e assetato di sangue.
    Certo, ci vorrebbe la guida gala ...doorgaan

    E niente panico, neanche di fronte alla prospettiva di una guerra interstellare e/o di un attacco da un feroce demone robo-temporale irto di lame e assetato di sangue.
    Certo, ci vorrebbe la guida galattica (per autostoppisti, piloti di astronavi o semplici privati teletrasportati) per illuminare il lettore sulla toponomastica zoologica del pianeta Hyperion e sul gergo astronavale simmonsiano costellato di navi-torcia, navi-albero, spin-navi, VEM, skimmer… o per definire l’esatto numero di refusi dell’edizione italiana (credo che la risposta sia maggiore di 42) ma pazienza, il libro è così bello che per una volta si può fare a meno di soffermarsi sui difetti.
    Scherzi a parte, “Hyperion” è veramente un romanzo splendido, una space opera che non fa rimpiangere Asimov e gli altri “classici” della SF, tracciando anzitutto un grandioso e coerente sfondo “galattico” e storico su cui far muovere i personaggi.
    In un futuro lontano, ma non remoto, in cui gli esseri umani sparsi per la galassia ancora ricordano bene la Terra, distrutta per errore (no, non dai Vogon…) e ormai perduta per sempre, sette personaggi diretti sul pianeta Hyperion per un pellegrinaggio al tempio di una sanguinaria divinità raccontano a turno le loro storie e le motivazioni che li spingono al viaggio. Storie drammatiche, commoventi o maledette, tutte in qualche modo connesse col misterioso pianeta, che si rivela essere il punto nevralgico di una contesa che può decidere il destino stesso dell’umanità.
    Ma soprattutto storie folgoranti, ognuna costruita intorno a un’idea geniale, e in cui si sviluppano temi disparati tra cui l’immortalità, l’intelligenza artificiale, l’ecologia, lo sviluppo della civiltà umana nello spazio; e arricchite da citazioni e omaggi al passato, dalla Bibbia alla alla poesia di Keats (uno dei fili conduttori del romanzo), dal ciberpunk di Gibson (con uno dei personaggi minori che è una simpatica citazione del “cowboy” della rete) al “noir” stile Raymond Chandler.
    Dimenticavo, in realtà manca il settimo racconto, perché il libro si interrompe all’arrivo a destinazione dei pellegrini, pronti ormai ad affrontare il loro destino di fronte alla sanguinaria divinità. Questo però non è uno spoiler, al contrario, un invito (e per me un’immediata aggiunta nella wish list) a immergersi nel seguito della storia.

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  • 5

    I Canti di Hyperion

    Questa saga è considerata all'unanimità uno dei pilastri della fantascienza, ma sinceramente credo che trascenda di gran lunga il genere, sfociando spesso in ambienti letterari molto diversi: metafisi ...doorgaan

    Questa saga è considerata all'unanimità uno dei pilastri della fantascienza, ma sinceramente credo che trascenda di gran lunga il genere, sfociando spesso in ambienti letterari molto diversi: metafisico, filosofico, religioso.

    I primi due libri, ossia "Hyperion" e "La caduta di Hyperion", sono sublimi. Il primo libro è scritto così bene che rende difficile interromperne la lettura; si resta affascinati dai racconti dei protagonisti, ognuno con un proprio spessore e una propria esperienza di vita.

    Gli altri due libri, ossia "Endymion" e "Il risveglio di Endymion", contribuiscono in modo importante alla realizzazione finale della saga, sia da un punto di vista "scenico", portandoci a conoscere fin nei piccoli particolari il meraviglioso universo creato da Dan Simmons e le sue dinamiche politiche e religiose, sia svelando i misteri che erano stati lasciati in sospeso alla fine del secondo libro.

    A coloro che amano la fantascienza consiglio senza alcun dubbio la lettura dell'intera saga, mentre a tutti gli altri (anche e soprattutto a chi vive ancora nei soliti anacronistici pregiudizi sul genere) consiglio di leggere almeno il primo libro, non ve ne pentirete!

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  • 4

    Universi Culturali

    Quando leggi Simmons capisci subito che hai di fronte un autore colto, lo senti, una sorta di seminatore, sì, i cui semi piantati qua e là racchiudono in sé piccoli universi dello scibile.
    La fantasci ...doorgaan

    Quando leggi Simmons capisci subito che hai di fronte un autore colto, lo senti, una sorta di seminatore, sì, i cui semi piantati qua e là racchiudono in sé piccoli universi dello scibile.
    La fantascienza di queste pagine ne è la dimostrazione. Oltre agli aspetti tecnologici da space opera, c'è un solido e costante legame con quelli artistici — nello specifico, Keats —, capace di stimolare l'immaginazione e alimentare la meraviglia. E poi c'è abbastanza azione da intrattenere anche i meno pazienti, a patto di non cercare solo quella.

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