IMPRIMATUR

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Publisher: Quinteto

3.5
(411)

Language: Español | Number of Pages: 848 | Format: Others | In other languages: (other languages) German , Italian , English , Dutch , French , Portuguese , Polish , Slovenian , Danish , Turkish , Czech , Hungarian

Isbn-10: 8496333736 | Isbn-13: 9788496333734 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
Una excelente novela histórica que revela uno de los secretos mejor guardados del Vaticano.Como un mosaico apasionante, repleto de curiosos detalles sobre alquimia, astrología o música, esta novela conjuga de forma magistral la Historia con mayúsculas de las grandes alianzas políticas de la Europa del Barroco con la pequeña historia de la vida cotidiana en Roma a finales del siglo XVII.
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  • 3

    La storia sarebbe anche interessante ma il libro è un mappazzone di millemila pagine, di cui quasi la metà infarcita di citazioni, elenchi, notizie varie che appesantiscono non poco lo svolgimento dei ...continue

    La storia sarebbe anche interessante ma il libro è un mappazzone di millemila pagine, di cui quasi la metà infarcita di citazioni, elenchi, notizie varie che appesantiscono non poco lo svolgimento dei fatti.
    Quello che più mi ha infastidito è il malcelato autocompiacimento degli autori che sembrano ogni volta sottolineare quanto profonda sia la loro erudizione, quanto siano bravi come ricercatori, quanto vasta sia la loro cultura ed esauriente la conoscenza del '600.
    Tutto ciò nella indecisione tra un romanzo storico e un saggio sul XVII secolo.
    La polemica poi sulla pubblicazione del romanzo mi pare campata in aria, il libro non svela affatto segreti tali da impensierire il Vaticano, responsabile di peccati ben peggiori.

    Tre stelline scarse.

    said on 

  • 1

    Capolavoro?.

    Questo è un capolavoro? Se siete convinti di questo, il vero capolavoro è quello operato dalla società di promozione marketing. Sarebbe stato più dignitoso per gli autori scrivere un bel saggio frutto ...continue

    Questo è un capolavoro? Se siete convinti di questo, il vero capolavoro è quello operato dalla società di promozione marketing. Sarebbe stato più dignitoso per gli autori scrivere un bel saggio frutto delle loro ricerche (sempre che abbiamo dignità scientifica).

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  • 4

    Roma 1683...

    ...Vienna è sotto l'assedio dei Turchi, in tutta Europa incombe il pericolo della peste, papa Innocenzo XI mobilita la cristianità per difendere il cattolicesimo mentre Luigi XIV domina la scena polit ...continue

    ...Vienna è sotto l'assedio dei Turchi, in tutta Europa incombe il pericolo della peste, papa Innocenzo XI mobilita la cristianità per difendere il cattolicesimo mentre Luigi XIV domina la scena politica e Guglielmo d'Orange si impegna con tutto se stesso nella conquista del trono inglese. Nella locanda del Donzello uno dei pigionanti muore in circostanze sospette, per paura della peste la locanda e i suoi inquilini sono rinchiusi in quarantena, tra gli ospiti l'abate Atto Melani (magnifico soprano in gioventù e ora ambivalente spia al soldo del regno di Francia) comincia una complicatissima indagine aiutato dal garzone della locanda, voce narrante delle complicatissime vicende di questo romanzo. Documentato in maniera ineccepibile, puntuale e preciso nei riferimenti storici, meravigliosamente machiavellico nell'intreccio, evocativo nel linguaggio, questo lungo romanzo è pieno di giochi letterari, riferimenti romanzeschi ed è anche appassionante e divertente, anzi direi intelligente. Più accessibile de Il nome della rosa di Umberto Eco e abbissalmente migliore di quella cacata pazzesca che è Il codice Da Vinci di Dan Brown, giusto per fare due esempi del genere del thriller storico, per non parlare della Roma barocca magnifica, opulenta e già degradata che ci viene descritta.

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  • 5

    Il testo è sicuramente lungo; il linguaggio seicentesco a volte difficile da seguire, ma la ricostruzione storica accurata e alcune citazioni disseminate ad arte qua e là nella trama lo rendono un ott ...continue

    Il testo è sicuramente lungo; il linguaggio seicentesco a volte difficile da seguire, ma la ricostruzione storica accurata e alcune citazioni disseminate ad arte qua e là nella trama lo rendono un ottimo romanzo per chi ami il genere delle indagini circonvolute e ambientate nella Storia.
    La ricostruzione storica e documentale alla fine è una degna conclusione di un lavoro di ricerca evidentemente intenso ed esaustivo.

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  • 2

    ..quei maledetti elenchi...

    L'ho finito solo perchè anch'io, come il protagonista del libro, sono cresciuta con l'idea che un libro vada sempre e comunque terminato.. Le prime 350 pagine potrebbero essere tranquillamente condens ...continue

    L'ho finito solo perchè anch'io, come il protagonista del libro, sono cresciuta con l'idea che un libro vada sempre e comunque terminato.. Le prime 350 pagine potrebbero essere tranquillamente condensate in 50..troppe digressioni inutili ai fini della storia..descrizioni troppo dettagliate di preparati medici e ricette culinarie..e soprattutto infiniti elenchi di tutto..cibi, stoviglie, città,libri...assolutamente inutili.. ..sicuramente gli autori si sono ben documentati sull'argomento..ma il risultato è che il romanzo (perchè tale vuole essere) scorre a fatica..risultando noioso e pesante.. ..da pagina 350 inizia ad avere un po' di ritmo, ma di suspance proprio non se ne parla.. ..le rivelazioni che qua e là compaiono sono piuttosto prevedibili.. ..apprezzabile invece l'argomentazione finale delle tesi enunciate dagli autori.. ..resta il fatto che, per quanto ben documentato, un romanzo non è un saggio..e le aspettative di chi legge sono diverse..
    ..francamente non riesco a capire l'accostamento con "Il nome della rosa" (libro che ho adorato..)..nè tantomeno riesco a capire il "caso" creato attorno a questo libro o l'eventuale censura vaticana..se vuole essere un libro per le masse..non credo che il lettore medio si senta particolarmente toccato dalle rivelazioni del libro.. ..non è che semplicemente diversi editori si sono rifiutati di pubblicarlo semplicemente perchè l'hanno giudicato un brutto libro?

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  • 3

    Molto ... seicentesco

    Appena terminato di leggere questo thriller ambientato nella Roma di fine Seicento ... che in fondo non è che un pretesto per raccontare (talvolta anche fin troppo dettagliatamente) i segreti e la vit ...continue

    Appena terminato di leggere questo thriller ambientato nella Roma di fine Seicento ... che in fondo non è che un pretesto per raccontare (talvolta anche fin troppo dettagliatamente) i segreti e la vita di una città (ne sarebbe contento Augias ...) coinvolta nei giochi politici e sociali dell'Europa minacciata dai turchi (alle porte di Vienna), molto più di quanto non lo sia oggi.
    A parte la trama, sufficientemente appassionante, ho apprezzato soprattutto la scoperta dei luoghi segreti (sotterranei e di superficie) della mia città e la descrizione della vita ordinaria che in essa si svolgeva all'epoca. Grazie anche a personaggi molto evocativi.
    Direi che lo consiglio.

    said on 

  • 1

    Evitabile

    Libro scritto in modo banale, con gran sfoggio di erudizione (da sempre la sensazione che dica "Guardatemi, abbiamo studiato un sacco!!") spesso messa a caso rompendo il ritmo. Un romanzo storico è di ...continue

    Libro scritto in modo banale, con gran sfoggio di erudizione (da sempre la sensazione che dica "Guardatemi, abbiamo studiato un sacco!!") spesso messa a caso rompendo il ritmo. Un romanzo storico è difficile da costruire non tanto o non solo per la trama, ma per rendere viva l'ambientazione scelta, e non uno stucchevole manuale di Storia poco approfondito.
    Fino all'ultimo non ho compreso il grande scandalo su questo libro, nè ricordavo le polemiche (quelle sul "Codice da Vinci" me le ricordo tutte invece), nè il coinvolgimento del Vaticano come censore, anche perché qui non c'è nessuna verità rivelata, nessuno scandalo nascosto, ma solo una storia che si potrebbe leggere e trovare anche in una rivista di settore che si trova in edicola alla portata di tutti.
    Sono stati tutti bravi a montare questo caso, ma alla fine è tantissimo fumo e nemmeno l'ombra dell'arrosto.
    Un arrosto che poi dovrebbe essere un saggio storico? Mah, sono perplessa anche di quello...non so, mi ha dato la sensazione, in ogni momento, che fosse un po' una trovata editoriale in ogni sua parte.
    Per quanto riguarda lo specifico, la narrazione è lenta, il giallo non è giallo se non alla fine, i personaggi sono stereotipi teatrali molto bidimensionali, la situazione tirata per i capelli e in fine un protagonista che è già stato "visto altre volte" (nel senso di un ragazzetto, preso sotto l'ala del personaggio importante che lo usa per l'investigazione).
    Di certo non leggerò altri loro libri.

    https://amacadieuterpe.wordpress.com/2016/02/29/imprimatur-di-monaldi-sorti/

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  • 3

    Romanzo storico? Thriller alla Codice da Vinci? Scopiazzatura di Eco? Sì, forse c'è qualcosa di tutto questo in Imprimatur, ma resta il fatto che si tratta di un libro, interessante e curioso. Certo l ...continue

    Romanzo storico? Thriller alla Codice da Vinci? Scopiazzatura di Eco? Sì, forse c'è qualcosa di tutto questo in Imprimatur, ma resta il fatto che si tratta di un libro, interessante e curioso. Certo la lettura richiede un po’ di impegno: ci sono le descrizioni del sottosuolo romano, dei cibi, delle abitazioni, delle cure e delle medicine, lunghi riferimenti bibliografici e storici. Realtà storica e finzione si mescolano con grazia, fino a rendere inutile chiedersi cosa sia o cosa non sia realmente accaduto…
    Tutto il libro si svolge nell’ambiente chiuso della locanda del Donzello, a Roma, nell’arco di 10 giorni nel settembre del 1683. E’ un periodo decisivo, è il momento in cui si combatte la battaglia per la cristianità. Infatti i Turchi-ottomani assediano la città di Vienna. La Vienna imperiale cattolica, e a Roma la vita è in sospeso per l’esito di questa battaglia. Nella locanda muore improvvisamente il gentiluomo francese Di Mourai. Si sospetta un contagio per peste, per questo la locanda viene messa in quarantena. Si ritrovano chiusi dentro la locanda dieci persone. Tra di loro c’è il famosissimo castrato Atto Melani, il quale sospetta che l’anziano Di Mourai è stato avvelenato. Con l’aiuto del garzone della locanda tenterà di scoprire l’assassino.

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