I Borgia

Di

Editore: Newton Compton (Grandi Tascabili Economici, 712)

3.3
(215)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854134368 | Isbn-13: 9788854134362 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook , Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace I Borgia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Alexandre Dumas ricrea la storia affascinante e cruda della casata spagnola che conquistò il Vaticano: amori scandalosi, battaglie, crimini, tradimenti, fratricidi e incesti.Roma, 11 agosto del 1492. Papa Innocenzo VIII è morto da poco. Il trono pontificio è vacante, il popolo romano aspetta con impazienza l’elezione di un nuovo pontefice. Roma, senza un capo, è abbandonata a se stessa. Le strade, infestate da ladri e malviventi, sono pericolose. Serve un papa che sappia tenere le chiavi di san Pietro, ma soprattutto la spada di san Paolo. Alexandre Dumas, con maestria e passione, ci racconta i giochi delle grandi potenze e dei piccoli prìncipi italiani, grazie ai quali Rodrigo Borgia divenne papa Alessandro VI. Ricostruisce il secolo che sta per finire, con le sue grandi menti, Savonarola e Machiavelli, le strategie politiche, le alleanze e l’avventura militare di Cesare Borgia, figlio del papa, la sua parabola e la morte in battaglia. E, infine, intrighi amorosi a non finire, come quelli della bella e fatale Lucrezia, figlia del papa, che morì duchessa di Ferrara. Una magistrale evocazione di una Roma in divenire e di un mondo in transizione, e insieme l’affresco di una famiglia che ha fatto la storia.
Ordina per
  • 3

    In questo piccolo libro vediamo un Dumas in una nuova veste: quella di storico. Un vestito che indossa benissimo, raccontando gli anni del dominio dei Borgia, già di per sé una tematica attraente, in ...continua

    In questo piccolo libro vediamo un Dumas in una nuova veste: quella di storico. Un vestito che indossa benissimo, raccontando gli anni del dominio dei Borgia, già di per sé una tematica attraente, in modo interessante e decisamente poco complesso: questo libro lo possono leggere anche quelli che, a scuola, di storia prendevano quattro. Ha forse un solo difetto: la palpebra cala piuttosto in fretta. I Borgia è infatti un romanzo che necessita di attenzione: si legge nei momenti di spensieratezza come un libro di piacere, ma richiede un'attenzione da libro di studio.
    Il riassunto forse è inutile: l'epopea della famiglia dei Borgia è nota a molti, almeno perchè tutti gli adolescenti hanno iniziato a rizzare le orecchie a scuola sentendo dei loro atti peccaminosi, di lussuria, di simonia, di morte, di veleno: di quel veleno dalla ricetta bizzarra che poteva uccidere un uomo in pochissimo tempo. Un veleno con l'ingrediente segreto che solo i Borgia sapevano: un po' come la CocaCola o la Nutella, solo che il veleno dei Borgia ti ammazzava prima.
    L'elezione di un Borgia come papa, col nome di Alessandro VI, è, per Dumas, "uno di quei momenti epocali in cui tutto si trasforma, tra un periodo che finisce e un'era che comincia". Il papa Borgia viene eletto nel 1492, poco dopo la morte di Lorenzo il Magnifico "la cui morte doveva portare con sè molte calamità e il cielo ne volle dare due presagi inequivocabili: un fulmine cadde sulla chiesa di Santa Reparata e Rodrigo Borgia fu eletto papa". Il romanzo narra, in modo piuttosto conciso, ma, al tempo stesso, preciso, i fatti del decennio di papato di Alessandro VI: la discesa di Carlo VIII in Italia, i problemi con i Turchi, gli scontri col re Ferdinando di Napoli, la predicazione del temibile Savonarola, la campagna del nuovo re francese Luigi XII, cugino, per matrimonio, di Cesare Borgia, la campagna di quest'ultimo in Romagna, i dissidi dei Borgia coi Colonna, Orsini e Della Rovere, la morte, oggi diremmo voluta dal karma, di Alessandro VI, morto a causa del suo stesso veleno, la caduta di Cesare, Duca di Romagna, gli inganni di cui fu, infine, vittima fino alla sua morte, avvenuta in silenzio su un banalissimo campo di battaglia in una guerra che non interessava a nessuno.
    I peccati dei Borgia sono raccontati da Dumas con una grande precisione e non si indugia nelle descrizioni delle sciagure lussuriose di cui Roma fu vittima sotto la Trinità dei Borgia (Alessandro, Cesare e Lucrezia). Proprio riguardo a quest'ultima, emerge il grandissimo senso critico di Dumas che, lungi dal voler rappresentare la bellissima Lucrezia come una strega avvelenatrice, le restituisce i panni più coerenti di pedina politica nelle mani del papa che, facendola sposare di volta in volta con chi di vantaggio, riusciva a trarre alleanze là dove vedeva solo terra bruciata.
    Ma il romanzo di Dumas non vuole essere solamente una cronaca storica: vuole essere anche un romanzo che insegni una morale. Per farlo, nell'ultimo capitolo, lo scrittore si serve di una novella del Boccaccio. Un ebreo e un cristiano, ottimi amici, discutono di temi religiosi. Il cristiano si prefissa l'obiettivo di convertire l'amico e, ogni giorno, parla della purezza della religione cristiana. L'ebreo si convince a convertirsi, ma a un patto: se, dopo aver visto la Santa Chiesa di Roma avrà la prova della purezza della Chiesa cattolica. Il cristiano perde la speranze: se l'ebreo vedrà le dissolutezza della curia, tornerà a casa più ebreo di prima. E così è: l'ebreo accorcia addirittura il viaggio perchè stufo delle continue dissolutezze. Ma, tornato a casa, decide di convertirsi perchè, se il credo cattolico riesce a proliferare nonostante i peccati dei suoi capi, allora questa è la prova che è una religione benedetta da Dio. E Dumas invita così il lettore a ricordare che "se il papato ha avuto i suoi Innocenzo VIII e Alessandro VI, che ne sono la vergogna, esso ha anche avuto i suoi Pio VII e Gregorio XVI, che ne sono la gloria".
    Il romanzo è solo una pecca: è piuttosto noioso, si perde in dettagli da vera e propria cronaca, per cui dimenticate i tipici romanzi storici moderni, in cui la realtà viene filtrata, a volte sapientemente, attraverso il filtro della letteratura. Dumas a volte si perde in dettagli che fanno venire il latte alle ginocchia. Nelle guerre, poi è precisissimo: così, l'esercito di Carlo VIII aveva, per dire, trecento cavalieri, ottocento cavalleggeri, duecento paggi, trecento arcieri e trenta cannoni; l'esercito di Cesare aveva venti cannoni, duecento artiglieri, quattrocento cavalieri, seicento cavalleggeri, duecento fanti; il re Ferdinando di Napoli aveva trenta cannoni in più di questo, ma venti meno dell'altro, seicento fanti, cento cavalieri, il gatto il topo l'elefante, mentre Alessandro VI si era comprato i liocorni. D'altra parte Alessandro VI si era comprato anche il titolo di papa come recitava l'epigrafe sulla tomba: Vendit Alexander claves, altaria, Cristum. Emerat ille prius, vendere jure potest" (Alessandro ha venduto le chiavi, gli altari e il Cristo. Aveva il diritto di venderli, perché prima li aveva comprati).

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è molto interessante, non riesco ad inquadrare bene il genere perchè a mio parere non è ne un romanzo ne un saggio, sembra quasi una sorta di "cronaca" degli eventi storici e famigliari. ...continua

    Il libro è molto interessante, non riesco ad inquadrare bene il genere perchè a mio parere non è ne un romanzo ne un saggio, sembra quasi una sorta di "cronaca" degli eventi storici e famigliari.

    ha scritto il 

  • 3

    "Les Borgia", romanzo che lo scrittore francese diede alle stampe in un'opera dedicata ai crimini celebri della storia (Crimes célèbres) pubblicata in otto volumi dal 1839 al 1840, nasce come rivelazi ...continua

    "Les Borgia", romanzo che lo scrittore francese diede alle stampe in un'opera dedicata ai crimini celebri della storia (Crimes célèbres) pubblicata in otto volumi dal 1839 al 1840, nasce come rivelazione degli scabrosi pettegolezzi e vicende della "lussuriosa" e celebre casata.
    Purtroppo, però, si rivela nel corso delle narrazione una sfilza di date e avvenimenti confusionari non storicamente attendibili.
    Tre stelline solo perché in alcune parti e soprattutto negli ultimi due capitoli, dove si racconta la fine del temibile "Principe" Cesare Borgia, si riaffaccia il genio narrativo di Monsiuer Dumas.
    Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Se vi aspettate una versione romanzata delle vicende dei Borgia in stile serie televisiva questo romanzo non fa per voi. Si tratta infatti più di un resoconto storico che di un romanzo e credo sia per ...continua

    Se vi aspettate una versione romanzata delle vicende dei Borgia in stile serie televisiva questo romanzo non fa per voi. Si tratta infatti più di un resoconto storico che di un romanzo e credo sia per questo che il giudizio medio dei lettori tende a essere (ingiustamente) piuttosto basso. Se invece volete fare un bel ripasso di storia moderna non c’è niente di meglio che dedicarsi a questa lettura.

    Il 1492 fu un anno importante per la storia – e non mi riferisco alla scoperta dell’America, peraltro neanche accennata nel romanzo – muoiono infatti due personaggi importanti per le vicende politiche del periodo: Papa Innocenzo VIII e Lorenzo il Magnifico. [Il mondo era giunto a uno di quei momenti epocali in cui tutto si trasforma, tra un periodo che finisce e un'era che comincia]. È proprio questo il momento che ci viene descritto nelle prime pagine di Dumas. Da qui la strada intrapresa da Rodrigo Borgia pare essere tutta in discesa: dal pontificato (214esimo papa col nome di Alessandro VI) alla conquista della Romagna intera grazie al figlio Cesare passando per intrighi, complotti, matrimoni combinati, incesti, lussuria, complotti, lotte tra casate, omicidi e chi più ne ha più ne metta. Se vi sconvolgete tanto è perché non conoscete bene la storia di quel periodo: del tutto normale era per un ecclesiastico avere figli e per un nobile organizzare orge, feste e spettacoli in stile romano.

    Offrendoci un quadro molto preciso degli eventi – e dando molto spazio anche agli altri sovrani delle maggiori potenze europee – Dumas ci descrive, con un linguaggio semplice ma accurato, il periodo in cui la Chiesa toccò davvero il fondo, fautrice di azioni totalmente immorali e dispregevoli che facilitarono l’accensione dei focolai protestanti dapprima con Savonarola e in seguito con Martin Lutero. Dal successo su ogni fronte alla morte dovuta probabilmente ad una erronea somministrazione del veleno (destinato in realtà ad un cardinale suo commensale), le vicende proseguono incentrandosi sulla figura del pontefice ma anche, e soprattutto, su quella del figlio tanto amato: Cesare Borgia detto Valentino. Una figura del tutto priva di valori che ispirò Machiavelli nella stesura del suo Principe.

    Un’ottima lettura per gli appassionati di storia o per chi vuole semplicemente saperne qualcosa di più su una delle famiglie più spietate della storia. Tante volte la storia moderna viene sottovalutata, io ne ho un ricordo bello essendo stato il mio primo esame universitario e il mio primo 30 e lode (a cui ne sono seguiti pochi altri!), perché quindi non dedicarsi a una lettura che ci rinfreschi la memoria?

    Voto: ★★★★✰

    ♫♪ Praise the Lord and pass the ammunition - Serj Tankian

    «Che Dio li danni tutti! Per quanto abbia tenuto gli occhi ben aperti, non ho potuto scoprire in loro nessuna santità, nessuna devozione, nessuna opera buona. Ho scoperto invece lussuria, avarizia, gola, frode, invidia, orgoglio, e peggio ancora, se è possibile. Mi è sembrato che tutta quella macchina funzioni più per opera del diavolo che per opera divina.»

    http://leggermenteblog.wordpress.com

    ha scritto il 

  • 4

    Scandaloso

    Boccaccio, in una sua novella, riassume in modo buffo e anche con una certa logica il contenuto di questo libro: "Se, nonostante il marcio, la depravazione morale e la corruzione presente nel clero de ...continua

    Boccaccio, in una sua novella, riassume in modo buffo e anche con una certa logica il contenuto di questo libro: "Se, nonostante il marcio, la depravazione morale e la corruzione presente nel clero della chiesa, il numero dei suoi fedeli continua ad aumentare ciò forse è possibile solo grazie allo Spirito Santo".

    Sono senza parole, è scioccante!
    "I borgia", oltre a divertire raccontando le vergogne compiute da certi papi, può anche essere fonte di riflessione per il cristiano sincero che si interroga sulla chiesa Cattolica.

    ha scritto il 

  • 3

    Il racconto dei delitti celebri è un invito a nozze per lo stile di Dumas, il periodo storico trattato in questo libro anche. Tra tradimenti, amori ignobili, capovolgimenti di fronte e di alleanza, av ...continua

    Il racconto dei delitti celebri è un invito a nozze per lo stile di Dumas, il periodo storico trattato in questo libro anche. Tra tradimenti, amori ignobili, capovolgimenti di fronte e di alleanza, avvelenamenti scorre la storia dell'Italia tra la fine del '400 ed inizio del '500. L'attendibilità storica è pari quasi a quella delle orrende fiction televisive ( i Borgia o Spartaco fanno e dicono le stesse cose), ma la capacità di raccontare è superlativa.

    ha scritto il 

  • 3

    Non bisogna aspettarsi di ritrovare il Dumas de I tre moschettieri e Il conte di Montecristo,sia per non restare delusi,sia perchè questo a differenza degli altri due non è un romanzo,bensì qualcosa a ...continua

    Non bisogna aspettarsi di ritrovare il Dumas de I tre moschettieri e Il conte di Montecristo,sia per non restare delusi,sia perchè questo a differenza degli altri due non è un romanzo,bensì qualcosa a cavallo tra il reportage giornalistico ed il saggio,sia pure a tratti probabilmente non molto rigoroso.
    Finisce tuttavia col sembrarlo,un romanzo,e ciò perchè evidentemente certe vite e certi periodi storici sono romanzeschi di per sè;molto interessante ed avvincente,e anche se a tratti mi è capitato di perdermi tra titoli e parentele,me lo sono sciroppato con parecchio gusto.

    ha scritto il 

Ordina per