I cani e i lupi

Di

Editore: Edizione Mondolibri su licenza Adelphi

4.0
(1173)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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  • 2

    Prima volta che Irene mi annoia... mancano le emozioni che la sua scrittura è capace di evocare, mancano dei personaggi incisivi. Mi sembra un po' buttato lì, come se non avesse avuto poi tanta vogli ...continua

    Prima volta che Irene mi annoia... mancano le emozioni che la sua scrittura è capace di evocare, mancano dei personaggi incisivi. Mi sembra un po' buttato lì, come se non avesse avuto poi tanta voglia di scriverlo. E' pregno di un fastidioso cinismo e di un pessimismo senza fine apparente, mentre è assente quel suo tipico disincanto così suggestivo...

    ha scritto il 

  • 2

    "La città ucraina, culla della famiglia Sinner, era, agli occhi degli ebrei che la abitavano, formata da tre distinte regioni, come sui quadri antichi: i rietti in basso, tra le tenebre e le fiamme de ...continua

    "La città ucraina, culla della famiglia Sinner, era, agli occhi degli ebrei che la abitavano, formata da tre distinte regioni, come sui quadri antichi: i rietti in basso, tra le tenebre e le fiamme dell'inferno, i mortali al centro della tela, rischiarati da una luce tranquilla e pallida, e, in alto, il regno degli eletti".
    Di solito con la Nemirowsky entro dentro nella storia, invece, questa volta, ne sono rimasta fuori, sempre nell'attesa che ci fosse una svolta o che succedesse quel qualcosa da farmi entrare in quei luoghi, in quelle vie, in quel tempo. Che il suo modo di scrivere sia asciutto ormai l'ho capito da tempo, ma forse in questo libro lo è particolarmente.

    ha scritto il 

  • 5

    A Kiev due cugini, ebrei poveri, abitanti dei bassifondi, fuggono nella città alta, in occasione di un pogrom. Infreddoliti, affamati, sono ammessi in extremis alla colazione del parente ricco, nel su ...continua

    A Kiev due cugini, ebrei poveri, abitanti dei bassifondi, fuggono nella città alta, in occasione di un pogrom. Infreddoliti, affamati, sono ammessi in extremis alla colazione del parente ricco, nel suo palazzo, un lontano cugino, anch'egli piccolo, ma molto più fortunato di loro.
    Passano gli anni, il ragazzino agiato incontra nuovamente la parente povera, questa volta a Parigi. Lei dipinge, lui è l'erede di un impero finanziario. Si innamorano, ma entrambi sono sposati, lei col cugino povero, lui con la rampolla di una famiglia agiata...

    ha scritto il 

  • 4

    "Ada", disse, "non bisogna desiderare così forte." " Madame, non posso fare altrimenti".

    Bello come tutti i romanzi della Némirovsky ma non tra i miei preferiti. Ada incarna la fede più assoluta nell'amore: si innamora di Harry fin da bambina e neppure per un istante la sua passione verrà ...continua

    Bello come tutti i romanzi della Némirovsky ma non tra i miei preferiti. Ada incarna la fede più assoluta nell'amore: si innamora di Harry fin da bambina e neppure per un istante la sua passione verrà scalfita. Sa che Harry le è predestinato e il tempo, quasi inaspettatamente, le darà ragione. Quindi, nonostante si tratti di una storia piuttosto intensa, non sono riuscita ad attaccarmene e ad appassionarmi come in altri romanzi.

    ha scritto il 

  • 3

    Si conferma una grande scrittrice anche se in questo libro non mi ha coinvolto come in Suite francese. Ma continuerò a leggerla con curiosità e interesse. Rimane, per me, tra i grandi.

    ha scritto il 

  • 3

    Ennesima prova dell'eleganza narrativa di questa scrittrice, "I cani e i lupi" presenta tutte le tematiche tipiche della Némirovsky: il desiderio di riuscire, la discesa, la maledizione della razza.
    S ...continua

    Ennesima prova dell'eleganza narrativa di questa scrittrice, "I cani e i lupi" presenta tutte le tematiche tipiche della Némirovsky: il desiderio di riuscire, la discesa, la maledizione della razza.
    Siamo a Kiev. Ada Sinner, protagonista del romanzo, è una bambina ebrea innamorata di un suo lontano cugino, Harry Sinner. Ada proviene dalla città bassa, Harry dalla città alta, abitata dai ricchi ebrei: c'è un mondo a separarli. Eppure i due, a distanza di anni e nonostante gli impedimenti, si ritroveranno.

    L'atmosfera è onirica, c'è la drammaticità dovuta all'ineluttabilità del destino. Il finale non è dei più lieti, tuttavia serba la dolcezza della consolazione: il legame tra i due amanti non si è mai davvero dissolto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    "Perché?" mi chiese un'amica di anobii quando le dissi che avevo smesso di leggere la Nemirovsky. Mio figlio si limitò invece a dire che I cani e i lupi era uno dei suoi romanzi preferiti della scritt ...continua

    "Perché?" mi chiese un'amica di anobii quando le dissi che avevo smesso di leggere la Nemirovsky. Mio figlio si limitò invece a dire che I cani e i lupi era uno dei suoi romanzi preferiti della scrittrice russa. E così mi ritrovai con questo libro tra le mani...

    "I cani e i lupi" è un romanzo d'amore.
    L'amore della protagonista è un uomo, l'unico uomo, con il quale il suo io più profondo si accorda e le permette di vivere una vita in armonia col mondo. L'amore della Nemirovsky sembra una via per elevarsi sopra un vivere meschino e caotico, condizionato da regole sociali inique e ingiustificabili. Bellissimo. Il finale però sembra quasi contraddire questa visione, la vita meschina riporta gli amanti in una dimensione terrena e spezza il loro amore. A lei resta la consolazione di un figlio. A lui probabilmente nulla.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha convinto come gli altri suoi libri

    Mi dispiace dare 3 stelle alla Némirovsky (in realtà, potendo, ne avrei date 3 e mezza), ma non ritengo sia all'altezza degli altri che ho letto (I falò dell'autunno, Suite francese e La nemica), deci ...continua

    Mi dispiace dare 3 stelle alla Némirovsky (in realtà, potendo, ne avrei date 3 e mezza), ma non ritengo sia all'altezza degli altri che ho letto (I falò dell'autunno, Suite francese e La nemica), decisamente più intensi e con una forza tutto loro. L'inizio non è male ed ero certa di non restare delusa neanche questa volta, ma poi è andata in calando: in una prosa un po' incerta e non al suo livello, in una trama a tratti zoppicante, e nei personaggi non tracciati così come mi aveva abituata. Indubbiamente un gran bel ritratto del popolo ebreo e del loro ambiente, laddove i ricchi come i poveri sono accomunati dal "Dio Danaro", in un continuo sali-scendi sulla scala sociale (dalle stelle alle stalle e viceversa...), consci della precarietà del loro destino. Ma, a parte questo, nulla di più,...peccato! Comunque lascerò passare un po' di tempo e poi mi riavvicinerò senz'altro a questa scrittrice, perché resta senz'altro nel cuore.

    ha scritto il 

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