I duellanti

Di

Editore: l'Unità / Edizioni e/o

4.0
(603)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 95 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000007099 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Gandi Leonardo

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Traduzione di Leonardo Gandi.
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  • 5

    Rieccolo quel Conrad che mi era piaciuto la prima volta: dopo il primo libro che ho letto, La linea d'ombra, gli altri due non mi avevano entusiasmata. Con questo invece è assolutamente un sì. Un roma ...continua

    Rieccolo quel Conrad che mi era piaciuto la prima volta: dopo il primo libro che ho letto, La linea d'ombra, gli altri due non mi avevano entusiasmata. Con questo invece è assolutamente un sì. Un romanzo breve ma intenso, due uomini D'Hubert e Feraud e un duello che dura una vita intera. Paradossale come il tutto comincia, quasi folle ed esasperante a lungo andare soprattutto se, come la sottoscritta, si finisce per parteggiare per D'Hubert. Anzi, sinceramente, ho inizato parteggiando per lui fino alla fine. Di Feraud possiamo anche trovare un lato tragico volendo, ma è esattamente il tipo di persona che nella vita reale non sopporterei: un duello iniziato per motivi ridicoli, talmente ridicoli che nessuno oltre i due protagonisti ne è stato a conoscenza per molto tempo, portato avanti per una vita intera e corredato da calunnie e invidia gratuita perchè sì. Eppure quanto è stata bella la parte dove i due combattono fianco a fianco durante le campagne napoleoniche..a dimostrazione di quanto tutta la storia del duello sia totalmente folle! Non si parla di onore, o meglio sì se ti chiami D'Hubert! Se ti chiami Feraud si parla di capriccio momentaneo finito fuori controllo per anni.
    Sono stata davvero contenta di ritrovare il Conrad che mi era piaciuto. Anzi, credo mi sia piaciuto più questo de La linea d'ombra

    ha scritto il 

  • 4

    Il filo della sciabola

    Romanzo breve questo “I duellanti” di Conrad, non arriva a cento pagine, da cui Ridley Scott ha tratto il film omonimo, fedelissimo al testo ma con diverso finale. Entrambi assolutamente imperdibili ...continua

    Romanzo breve questo “I duellanti” di Conrad, non arriva a cento pagine, da cui Ridley Scott ha tratto il film omonimo, fedelissimo al testo ma con diverso finale. Entrambi assolutamente imperdibili.

    Feraud e d’Hubert, due ufficiali dell’esercito francese si sfidano a duello per futili motivi. Feraud è meridionale e di umili origini, d’Hubert settentrionale, frutto della più selezionata nobiltà. Il primo, fedelissimo di Napoleone, ne segue senza tentennamenti ascesa e caduta, il secondo ben si adatta alla restaurazione antibonapartista. Non potremmo immaginare due personaggi più diversi ed antitetici. Le loro vite e le loro carriere nell’esercito procedono parallele, ma i due si cercano, si inseguono per mezza Europa, e, contravvenendo a regolamenti e leggi, per quindici anni si sfidano in una interminabile sequenza di duelli, animati da un odio profondo, senza scampo ed implacabile.

    La penna di Conrad – al solito- non delude, e tantomeno delude la cinepresa di Scott. La violenza degli scontri, il reciproco livore dei due che cova dentro ed esplode sui terreni di sfida sono resi con una forza ed una efficacia senza pari.

    Le chiavi di lettura classiche che vengono solitamente date di questo testo sono due. L’una storica, due opposte concezioni della Francia in quella convulsa fase che segnò il declino della parabola bonapartista; l’altra di matrice freudiana, Feraud è l’istintuale “es”, d’Hubert il ragionevole “io”.

    Credo siano corrette entrambe, la seconda forse più pregnante della prima. Del resto, c’è forse qualcosa di più inconciliabile di pezzi di noi con altri pezzi di noi stessi?

    Tutto è posto e sembra in ordine, ma questo è quel che vedremmo, sembra suggerire Conrad, e Scott con lui, se guardassimo davvero ed oltre ciò che appare il dipanarsi delle nostre vite: un duello col nostro doppio che si consuma a fil di sciabola. A volte la lama affonda e ne avvertiamo la gelida, dolorosa carezza.

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    https://www.youtube.com/watch?v=ES2couehYlk

    ha scritto il 

  • 5

    (Grazie Nonno)

    Tra i grandi spartiacque che dividono il genere umano, uno dei miei preferiti è quello tra chi sta con Feraud e chi sta con D'Hubert, tertium non datur...anzi sì: stare con "Mastro" Conrad che li part ...continua

    Tra i grandi spartiacque che dividono il genere umano, uno dei miei preferiti è quello tra chi sta con Feraud e chi sta con D'Hubert, tertium non datur...anzi sì: stare con "Mastro" Conrad che li partorì e, da genitore, li amava entrambi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gioiello concluso in se stesso, non manca una parola, non ce n'è una di troppo. Piccola storia miserabile di gloria e ignominia. Due caratteri che si stagliano come giganti dimenticati, nella macin ...continua

    Un gioiello concluso in se stesso, non manca una parola, non ce n'è una di troppo. Piccola storia miserabile di gloria e ignominia. Due caratteri che si stagliano come giganti dimenticati, nella macina della borghesia trionfante, dopo la sconfitta definitiva dell'Empereur.

    ha scritto il 

  • 4

    Due uomini, uno focoso, l'altro più razionale. E' attraverso gli occhi di quest'ultimo che viene raccontata la storia di quest'infinita contesa che coinvolge due soldati dell'esercito napoleonico. La ...continua

    Due uomini, uno focoso, l'altro più razionale. E' attraverso gli occhi di quest'ultimo che viene raccontata la storia di quest'infinita contesa che coinvolge due soldati dell'esercito napoleonico. La storia (quella con la S maiuscola, con ascesa e caduta di Napoleone) va avanti e anche le loro vite private (per lo meno quella del più razionale dei due), ma l'esigenza di risolvere una futile questione con un duello rimane e si ripresenta più volte, anche quando ormai non ha più senso di esistere.
    Il romanzo è molto bello, soprattutto nel modo in cui è tratteggiata la psicologia di D'Hubert (la voce narrante), Feraud invece, il guascone focoso, è poco più di una caricatura, ma è anche la molla che fa andare avanti la storia. Lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 5

    “Nessuno riesce in tutto quello che intraprende; in questo siamo tutti dei falliti. L’essenziale è di non fallire nel dirigere e sostenere lo sforzo della nostra vita”.

    E’ davvero difficile stabilire un vincitore tra la trasposizione cinematografica di Ridley Scott e l’opera letteraria di Joseph Conrad. E’ davvero un bel duello, proprio come quello che dà vita alle d ...continua

    E’ davvero difficile stabilire un vincitore tra la trasposizione cinematografica di Ridley Scott e l’opera letteraria di Joseph Conrad. E’ davvero un bel duello, proprio come quello che dà vita alle due opere…
    Il film di Scott è qualcosa di visivamente meraviglioso(le nebbiose atmosfere boreali prima del duello, gli splendidi costumi, la splendida interpretazione del grandissimo Harvey Keitel), ma il racconto di Conrad lo è altrettanto, un racconto freddo, elegante, corposo, con magnifiche descrizioni, fatte di brevi elementi ma che colpiscono nel profondo, un racconto dritto e tagliente come un rasoio ben affilato, un intreccio perfetto con tanta azione, ironia e tanti personaggi.
    Un duello infinito tra due uomini completamente diversi tra loro, un duello che sarà anche occasione per ricostruirsi una propria vita e una propria identità.
    Non so veramente decidere chi tra i due sia il migliore…l’unico consiglio che posso dare è di goderseli entrambi, in contemporanea…
    Conrad si rivela ancora una volta uno dei più grandi autori del secolo appena trascorso.

    ha scritto il 

  • 5

    J.Conrad "I duellanti": Magico Conrad. Potrei finire qui. Due vite che corrono parallele, un duello che dura una vita, che l'alimenta. E sullo sfondo la storia d'Europa nel periodo pre e post napoleon ...continua

    J.Conrad "I duellanti": Magico Conrad. Potrei finire qui. Due vite che corrono parallele, un duello che dura una vita, che l'alimenta. E sullo sfondo la storia d'Europa nel periodo pre e post napoleonico. Due ufficiali di cavalleria che con caratteri e storie diverse si scontrano e confrontano senza soluzione di continuità. L'assurdità della guerra e l'impossibilità per l'uomo di superare quel modo primitivo di dirimere le controversie. L'autore isola i duellanti e ne fa il simbolo di questa pazza umanità, sempre pronta a farsi del male. Un racconto estremamente attuale che consiglierei di leggere a molti ... O no?

    ha scritto il 

  • 4

    Insomma, non è certo "Cuore di tenebra".
    Però che prosa, che ritmo, che testa che aveva anche quest'uomo.
    Purtroppo mentre lo leggevo non riuscivo a togliermi dalla testa il meraviglioso film di Scott ...continua

    Insomma, non è certo "Cuore di tenebra".
    Però che prosa, che ritmo, che testa che aveva anche quest'uomo.
    Purtroppo mentre lo leggevo non riuscivo a togliermi dalla testa il meraviglioso film di Scott, e questo è forse uno di quei casi in cui posso dire che il film è meglio del libro; o quanto meno che il film rende giustizia a quello che è un bellissimo romanzo breve (o racconto lungo, decida chi di dovere).

    ha scritto il 

  • 4

    Esiste un'edizione di questo racconto lungo che riporta, a complemento del titolo, la dicitura: "Una storia di onore e follia". Ebbene, mai sottotitolo fu più appropriato. La singolare oscurità della ...continua

    Esiste un'edizione di questo racconto lungo che riporta, a complemento del titolo, la dicitura: "Una storia di onore e follia". Ebbene, mai sottotitolo fu più appropriato. La singolare oscurità della penna di Conrad applicata all'epoca napoleonica, questo è "I duellanti". Non poteva che venirne fuori una vera perla.

    ha scritto il 

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