I fratelli Karamazov

vol.2

Di

Editore: Einaudi (Gli Sruzzi - 239**)

4.6
(408)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 447 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: A000108160 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Agostino Villa ; Contributi: Vladimir Lakšin

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , Copertina rigida , Rilegato in pelle

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 5

    La lettura dei Fratelli Karamazov mi ha impegnato per più di sei mesi (con una lunghissima pausa tra 1° e 2° parte). E' stato d'obbligo un ripasso generale, vista l'enorme mole di personaggi e fatti a ...continua

    La lettura dei Fratelli Karamazov mi ha impegnato per più di sei mesi (con una lunghissima pausa tra 1° e 2° parte). E' stato d'obbligo un ripasso generale, vista l'enorme mole di personaggi e fatti accaduti già nella prima parte. Personaggi e fatti che, a prima vista possono sembrare anche secondari, ma che invece ritornano, interagiscono con i nostri tre protagonisti e servono, a mio parere, come metro di paragone per analizzare al meglio le personalità di Alesa, Ivan e Dmitrij. Tre sfaccettature dell'animo umano, che sono parte, in misura ovviamente minore, di ognuno di noi. Vorrei tanto spendere qualche parola in più per Dmitrij, il personaggio che più di chiunque altro mi ha scaldato il cuore, ma difficilmente riuscirei ad esprimere queste sensazioni in una recensione (se ci riuscissi probabilmente sarei l'erede di Dostoevskij). Insomma, un grande classico che non smetterà mai di essere attuale; un opera maestosa che scandaglia l'uomo e i suoi istinti, anticipando di anni studi psicologici e antropologici, che rende scritto ciò che la maggior parte di noi può solamente avvertire dentro di sè. Un' opera estremamente complessa in quanto a tematiche, ma che risulta scorrevole e irrinunciabile già dopo le prime pagine.

    ha scritto il 

  • 4

    Indagine psicologica di “personaggi in cerca di autore” vol.2

    Il secondo volume risulta di più agevole lettura.
    L’ultimo e corposo romanzo di Dostoevskij, uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, è certamente uno dei “100 libri da leggere”, vista la sua pr ...continua

    Il secondo volume risulta di più agevole lettura.
    L’ultimo e corposo romanzo di Dostoevskij, uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, è certamente uno dei “100 libri da leggere”, vista la sua profondità filosofica e l’intensa indagine psicologica dei tre fratelli Karamazov.
    Alesa: un pensatore sociale e relazionale di grande spessore morale, con un atteggiamento accondiscendente e benevolo verso gli altri, pieno di espressività e disponibilità.
    Ivan: un pensatore astratto, analitico e razionale ma capace di salti concettuali e filosofici, al contrario assai ermetico nelle sue espressioni, fortemente volitivo e inflessibile nelle sue posizioni.
    Dimitri: certamente il personaggio più intrigante e coinvolgente (paragonabile al Raskolnikov di “Delitto e Castigo”), un personaggio dotato di pensiero divergente e visionario intriso d’intuito umano, ma con un comportamento burrascoso e travolgente, senza freni nell’espressività, nell’assertività e nell’assoluta mancanza di punti fermi su cui stabilire dei punti di contatto cogli interlocutori.
    Il romanzo è, come tutti i capolavori, un affresco multidimensionale della natura umana. Stavolta però il risultato è simile a quello di una pietanza ricca e saporita ma piuttosto indigesta.
    E’ evidente che I fratelli Karamazov sono un po’ “il canto del cigno” di Dostoevskij. Scritto in età avanzata, con uscite a puntate sulla rivista sulla rivista “Russkij vestnik”, con l’intento di diffondere la sua visione del mondo, e quindi voluminoso e intriso di drammaticità e di profonda moralità, talvolta stucchevoli.
    Mi ricorda un po’ il grande Eugenio Scalfari dei giorni nostri, genio del giornalismo italiano, che a 90 anni ogni domenica puntualmente cerca di infonderci il suo sermone moraleggiante, talvolta risultando pesantuccio, per quanto profondo e saggio.
    Anche i Fratelli Karamazov pretendono uno sforzo di attenzione da parte del lettore, che a tratti non è facilmente sostenibile.

    ha scritto il 

  • 5

    I fratelli Askenazi

    Un'esperienza unica,la chiarezza nell'esporre attraverso la vita dei fratelli Askenazi,il modo di vita degli ebrei all'inizio del secolo in piena era industriale nel settore del tessile.Di J Singer am ...continua

    Un'esperienza unica,la chiarezza nell'esporre attraverso la vita dei fratelli Askenazi,il modo di vita degli ebrei all'inizio del secolo in piena era industriale nel settore del tessile.Di J Singer ammiro il suo modo di esporre pregi e difetti del suo popolo,e sicuramente ci insegna a conoscerli meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Il più bel libro che sia mai stato scritto

    Fin dalle prime pagine l'autore dà uno spaccato dell'animo irrequieto e imprevedibile dei personaggi. L'autore va oltre il concetto di coerenza dal punto di vista psicologico, lo supera e riesce a arr ...continua

    Fin dalle prime pagine l'autore dà uno spaccato dell'animo irrequieto e imprevedibile dei personaggi. L'autore va oltre il concetto di coerenza dal punto di vista psicologico, lo supera e riesce a arrivare alla interiorità (un passo ulteriore rispetto al carattere) di ognuno dei fratelli con i loro dubbi, interrogativi e riflessioni esistenziali. Si ha l'impressione di seguire nelle loro vicende persone in carne e ossa, ancora più vere delle persone vere, più vive delle persone vive, con un'anima inafferrabile i cui percorsi mentali sono altrettanto avvincenti che le loro vicende. Ci si chiede davanti a un libro così quanto potrebbe esserci di autobiografico nella descrizione dei tre fratelli, o quanto il padre sia simile al padre di D. Viene voglia di entrare anche nella vita dell'autore e di saperne di più di tutte le sue vicissitudini che probabilmente superano di gran lunga quelle dei suoi personaggi. Basti dire che è stato portato davanti al plotone d'esecuzione e graziato all'ultimo momento quando la condanna è stata commutata ai lavori forzati. Il lettore si sente legato a ogni personaggio, proprio per la possibilità di entrare nei suoi pensieri, desideri e contraddizioni. Man mano che si dipana la storia non è tanto la trama che si snoda ma il mondo interiore dei protagonisti e appare evidente la tensione morale che costituisce la spinta propulsiva di ogni libro di questo autore. L'interesse per la forma o per lo stile è quasi inesistente. Non che stile e forma lascino a desiderare, assolutamente no, ma seguono il dilagare della narrazione e il filo soprattutto mentale della storia. L'autore in maniera piuttosto diretta introduce i suoi personaggi e il loro mondo complicato e contraddittorio. Questo dà anima al romanzo. Credo che si possa arrivare a una simile profondità di pensiero solo con altrettanta sofferenza. Il contenuto di uno dei suoi libri è così tanto e tocca così tanti temi che dare a D. un punteggio di 5 per il contenuto è assolutamente limitativo. Il contenuto tende a infinito. Io credo che la presunta pesantezza dei suoi romanzi dipenda soprattutto dalla difficoltà nel memorizzare i nomi per l'abbondante uso di nomi, nomignoli, diminutivi, vezzeggiativi, patronimici che rendono difficoltoso a chi è alla sua prima lettura capire di chi parla ogni volta. Poi ci si fa l'orecchio e la cosa che disturba tanto la prima lettura passa inosservata.

    ha scritto il 

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