I giocatori di Titano

Nord - SF Narrativa d'anticipazione, 20

Di

Editore: Nord - SF Narrativa d'anticipazione

3.7
(529)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 211 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8842906255 | Isbn-13: 9788842906254 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. Morelli

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Paperback , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

Ti piace I giocatori di Titano?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Tra i vug, i telepatici e gelatinosi abitanti di Titano, ed i terrestri regna una tregua apparente: i vug hanno vinto la guerra con gli umani ed ora controllano il terzo pianeta, aiutando i pochi superstiti a ricostruire il loro mondo distrutto. Ma le cose stanno davvero così? La sterilità che ha colpito quasi tutti gli umani e che essi tentano invano di combattere con uno scambio delle coppie basato sul Bluff, il nuovo gioco introdotto dai titaniani, è davvero un fenomeno naturale, oppure è un effetto indotto da qualche fazione vug ostile ai terrestri? Chi ha ucciso Luck Luckman, l'uomo più potente e prolifico della Terra? E perché? Poco per volta in un continuo rovesciamento delle situazioni, le trame nascoste verranno allo scoperto, e sara proprio in base al risultato di un'incredibile partita tra un gruppo di esseri umani ed i misteriosi e nebulosi giocatori di Titano che si deciderà il destino della Terra.
Un romanzo raffinato in cui Dick esemplifica il suo concetto del rapporto con l'alieno, lo sconosciuto: uno sconosciuto spesso ostile all'uomo, che rappresenta un ordine superiore ma che è anche la manifestazione delle paure dell'inconscio umano.

* * * *
Nota
questo libro in questa edizione è stato pubblicato senza codice ISBN.
Vedi qui: http://www.anobii.com/books/0150b099285434e8f6/

La casa editrice ha applicato il codice a posteriori.

Ordina per
  • 0

    «Non mi piace Gigli. Singhiozza.»
    «Una convenzione. Era un italiano; è la tradizione.»
    «Schipa non lo faceva.»
    «Schipa era un autodidatta.»

    Il romanzo di Dick più ricco di musica lirica, e il più faci ...continua

    «Non mi piace Gigli. Singhiozza.»
    «Una convenzione. Era un italiano; è la tradizione.»
    «Schipa non lo faceva.»
    «Schipa era un autodidatta.»

    Il romanzo di Dick più ricco di musica lirica, e il più facilmente leggibile, almeno nella prima parte: precipitati nel mezzo dell’azione è facile seguire le vicende di un gruppo di umani in una terra sottopopolata – una novità rispetto agli standard della fantascienza – alle prese con un gioco organizzato dai Vug, paradossalmente padroni ma facili da cacciare via con un bastone, indispensabile per combinare matrimoni alla ricerca disperata della fortuna: il concepimento – una bella lezione per epoche che considerano un figlio una seccatura o un oggettino da costruire ad hoc quando e solo quando lo si voglia.

    Ecco uno dei problemi connessi alla drastica diminuzione della popolazione mondiale: il pianeta era diventato un paesino allargato, dove tutti conoscevano i fatti degli altri.

    “I giocatori di Titano” evolve come un giallo, esplorando le possibilità e le controindicazioni delle abilità psi, la cui manipolazione diventa il deus ex machina che porterà alla soluzione (provvisoria).

    «Esiste un rapporto tra telepatia e paranoia: quest’ultima è la ricezione involontaria dei pensieri repressi ostili e aggressivi degli altri.»

    È nel finale che Dick si gioca una riflessione che lungi dal perdersi nelle allucinazioni di “Ubik” o “Scorrete lacrime, disse il poliziotto” esprime una realtà reale: esiste la soggettività, il modo in cui un singolo (o un gruppo) vede l’altro e le soggettività possono facilmente diventare fonte di ossessione, aggressività, conflitto. È possibile far dialogare queste soggettività? Mmm.

    Lo capite questo? Che la nostra immagine della situazione è ugualmente vera?
    «Idealmente si possono far coincidere i due punti di vista. Tuttavia, in pratica questo non funziona.
    Hai visto la visione che ci ossessiona. Siamo consapevoli del fatto che è una cosa parziale, che è ingiusto nei confronti di voi terrestri, perché, come dici tu, voi avete a vostra volta una visione di noi uguale e opposta e altrettanto vincolante.»

    Il romanzo essendo basato su un gioco di società vagamente simile al Monopoli, la postfazione viene affidata alla massima autorità italiana in materia di giochi. E di questo bisogna render merito all’editore, che alla fine del libro ci regala ancora una splendida chicca firmata Giampaolo Dossena.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottima opera Dickiana con un ritmo narrativo sostenuto, personaggi principali ben delineati nelle loro tare psicologiche e nei loro atteggiamenti: si tratta di figure sempre presenti nell'opera dell'a ...continua

    Ottima opera Dickiana con un ritmo narrativo sostenuto, personaggi principali ben delineati nelle loro tare psicologiche e nei loro atteggiamenti: si tratta di figure sempre presenti nell'opera dell'autore ma godibili sia per i neofiti che per chi avesse familiarità con l'opera di Dick. Finale ad altissima tensione con apertura terminale riuscitissima, una delle opere più scorrevolei ed efficaci dell'autore, consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    E' il mio primo Dick e ne son rimasto contento. La trama è piuttosto intrecciata. In sostanza, dopo una guerra tra terrestri e titaniani, che ha visto vincere i secondi, l'organizzazione sociale della ...continua

    E' il mio primo Dick e ne son rimasto contento. La trama è piuttosto intrecciata. In sostanza, dopo una guerra tra terrestri e titaniani, che ha visto vincere i secondi, l'organizzazione sociale della Terra è stata impostata sulla base di quella di Titano. I pochissimi terrestri rimasti si suddividono in proprietari e non sulla base di un gioco d'azzardo, chiamato Bluff, in grado di far perdere tutto come di far vincere intere città. Persino le mogli passano da un marito all'altro sulla base dei risultati del gioco... Rarissime sono le gravidanze e se ne scoprirà il perchè. I titaniani, chiamati Vug, sono in grado d'esser perfettamente uguali ad un terrestre. Sulla base di tutto ciò, il nostro protagonista, Pete Garden, affronterà la sua avventura.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho appena terminato “The Gameplayers of Titan”, di cui mi era rimasta in mente dagli anni ’80 la suggestiva copertina Nord. Mi ha lasciato impressioni “miste”.
    Il romanzo si apre con esilaranti scenet ...continua

    Ho appena terminato “The Gameplayers of Titan”, di cui mi era rimasta in mente dagli anni ’80 la suggestiva copertina Nord. Mi ha lasciato impressioni “miste”.
    Il romanzo si apre con esilaranti scenette di interazione tra l’uomo e le auto-auto, insomma automobili ormai più sagge di lui; e si allarga a mostrare una tipica California da dopobomba dickiano, qui divisa in “possidenti” e non, e ossessionata dal crollo demografico.
    Bella ambientazione e bell’idea il Gioco, che porterà a un gran finale nella partita tra uomini e vug, giocata prima sulla Terra, poi su Titano, infine al di fuori dello spazio-tempo, in una di quelle grandi scene “metafisiche” caratteristiche di Dick (come i sogni in “Maze of Death”..).
    Tutto bene se non fosse che nei capitoli centrali il plot sembra impazzire.. la telepate Patricia McClain passa in un giorno dall’odio per il protagonista la mattina all’amore nel pomeriggio, fino a essere considerata la sua amante alla sera: senza una motivazione o che ciò venga narrato. Il protagonista tratta la sua nuova moglie come uno stuoino, deve sforzarsi persino per parlarle: però in questo mondo di sterili lei rimane incinta dopo un giorno di matrimonio. Al che il protagonista la lascia a casa e va a folleggiare per conto suo: la suddetta telepate gli “mette a disposizione” la figlia diciottenne per passare la serata in compagnia, nonostante senta verso di lei una fortissima rivalità femminile.. e mi pare che il misterioso assassinio di Luckman, il Giocatore più forte, avvenuto creando amnesie artificiali a ben 6 giocatori, non venga mai chiarito.
    Come tutti i grandi amori, Dick si ama anche per i suoi difetti, indubbiamente. Ma non li avevo mai notati come qui..

    ha scritto il 

  • 3

    Il solito P. K. Dick in cui ogni tanto ricasco. Paranoie, fantascienza, droghe di vario tipo, morte aleggiante e un po' di sano odio nazista in varie pillole. Il tutto attraverso tante ottime idee, ch ...continua

    Il solito P. K. Dick in cui ogni tanto ricasco. Paranoie, fantascienza, droghe di vario tipo, morte aleggiante e un po' di sano odio nazista in varie pillole. Il tutto attraverso tante ottime idee, che spuntano così, a moti casuali durante la lettura. Inizio leggendo di un'auto-auto che si rifiuta di far guidare il protagonista perchè troppo ubriaco, e di pochi umani rimasti sulla Terra che partecipano a un Gioco per scambiarsi proprietà e mogli, cercando disperatamente di formare coppie che riescano a procreare. Gli oggetti tengono traccia di qualsiasi cosa uno faccia, e le comunicano a chi li interroga, più tardi. E un sacco di altre cose, su cui comunque incombono i titaniani. Ricorderò inutilmente che il libro è stato scritto nel '63, e che considero questo autore un genio, anche se non riesce mai a convincermi del tutto come scrittore. Sembra che quando abbia presentato tutte le idee e venga il momento di usarle, abbia fretta: hanno esaurito la loro funzione, hanno perso di interesse, bisogna incastrare tutto secondo una trama che le contenga e che finisca in modo decente.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione della Biblioteca Galattica

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/giocatori_di_titano.html

    Il romanzo è ambientato in uno scenario che, solo a tratti, sembra ricordare un classico contesto post apocalittico ...continua

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/giocatori_di_titano.html

    Il romanzo è ambientato in uno scenario che, solo a tratti, sembra ricordare un classico contesto post apocalittico. La Terra è stata sconvolta da una guerra globale nella quale la Cina ha utilizzato un'arma radiattiva che ha reso sì sterile la grande maggioranza della popolazione mondiale ma non sembra aver intaccato null'altro. I Vug, alieni invasori proteiformi provenienti da Titano, ossessionati dal gioco, esercitano all'apparenza una sorta di controllo paternalistico sul pianeta ma in realtà sono divisi tra loro e alcuni hanno piani decisamente meno benigni verso i terrestri.
    E' loro forse, l'autore non lo chiarisce, l'idea del Bluff. Il Bluff è un grande gioco praticato su scala planetaria, simile ad un incrocio tra il Monopoli e il poker, in cui pochi privilegiati, i cosiddetti vincolati, riuniti in circoli locali, scommettono i loro possedimenti terrieri, intere contee o cittadine, e le loro stesse mogli. Il gioco funziona in questo modo: ogni turno un giocatore avanza sul tabellone per un numero di caselle pari alla carta pescata ricevendo o perdendo una certa somma di denaro determinata dall'evento della casella. Il giocatore può tentare di bluffare: soltanto lui, infatti, può vedere la carta che ha pescato e può quindi provare a mentire sul risultato della pescata, raggiungendo, per esempio, una casella più favorevole. Se l'avversario, tuttavia, se ne accorge e chiama il bluff, egli inverte la cifra vinta dal primo giocatore e se ne appropria. Se la chiamata invece risulta falsa, ovvero se viene chiamato un bluff che non è avvenuto, l'accusatore perde la medesima cifra.
    I matrimoni e gli accoppiamenti si susseguono uno con l'altro nella speranza di trovare la fortuna, ovvero di riuscire a generare un bambino, cosa ormai rara e preziosissima. I telepati non possono partecipare al gioco, per gli indubbi vantaggi che avrebbero potendo leggere la mente dell'avversario o prevendo lo svolgimento futuro della partita. I Vug sono telepati naturali e anch'essi praticano il medesimo gioco su Titano; nel loro caso però esso ha una natura completamente differente. Privo infatti, in seguito ai poteri di cui sono in possesso gli alieni, della componente casuale, esso diventa una vera e propria prova di forza con cui gli extraterrestri mettono alla prova la propria potenza telepatica.
    Il protagonista del romanzo è un vincolato di nome Pete. La sua ultima partita, segnata dalla sfortuna, gli ha fatto perdere il suo possedimento preferito, Berkeley, e sua moglie Freya, a cui era veramente legato. Nel tentativo di riprendersi ciò che ha perduto, Pete si ritroverà a giocare una partita molto più grande di lui, in cui il destino stesso dell'umanità è la posta in palio.
    L'opera è ricca dei temi classici della produzione di Dick: la manipolazione e l'illusorietà del reale, i poteri psi, le problematiche relative alla relazione uomo-donna e al matrimonio, gli alieni. L'idea del gioco come manipolazione sociale e, nel caso presente, rimedio all'infertilità è originale e intrigante. L'intreccio si sviluppa però in maniera caotica, con nessi logici e consequenziali spesso traballanti che lasciano il lettore da solo nel tentativo di dare organicità e pieno senso compiuto alle numerose sequenze di cui il romanzo è composto, ciascuna delle quali sembra vivere di vita propria. Nonostante questa mancanza di chiarezza a livello di trama, il romanzo è comunque una lettura complessivamente interessante e godibile, anche per i frequenti intervalli ironici o paradossali di cui l'opera è ricca.

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/giocatori_di_titano.html

    ha scritto il 

  • 4

    La caratterizzazione profonda dei personaggi non è tipica della scrittura di Dick: chi la cercherà in questo romanzo rimarrà quindi deluso.
    Chi invece è pronto ad affrontare una realtà instabile in gr ...continua

    La caratterizzazione profonda dei personaggi non è tipica della scrittura di Dick: chi la cercherà in questo romanzo rimarrà quindi deluso.
    Chi invece è pronto ad affrontare una realtà instabile in grado di mutare tra un battito di palpebre e l'altro, poteri paranormali che minerebbero qualsiasi società tradizionale, macchine parlanti a volte un po' ingenue e la costante sensazione che qualcuno o qualcosa stia tramando alle spalle dei personaggi, allora troverà una lettura piacevole, dal ritmo sostenuto (anche grazie a qualche colpo di scena).

    ha scritto il 

  • 3

    3.5/5

    Sulla terra convivono terrestri e titaniani dopo la guerra tra America e Cina. A causa delle armi usate gli umani sono per la maggior parte sterili e solo alcune combinazioni fortunate portano a ...continua

    3.5/5

    Sulla terra convivono terrestri e titaniani dopo la guerra tra America e Cina. A causa delle armi usate gli umani sono per la maggior parte sterili e solo alcune combinazioni fortunate portano a nuove nascite.
    Le combinazioni sono decise, così come la divisione delle città, dal Gioco introdotto dai titaniani sulla Terra (che poi è il Monopoli modificato e reso meno noioso).
    Il romanzo ha un inizio rilassato con la perdita di Berkley da parte di Pete e l'arrivo di Luckman nei tavoli di gioco californiani, poi, dopo una brusca svolta, aumenta il ritmo degli eventi narrati.
    Molti temi sono quelli classici di Dick come la confusione rispetto alla realtà e le allucinazioni che ne derivano, il concetto di simulacri come inganno, la presenza di pre-cog e il gioco come distrazione dalla sconfortante realtà.
    La parte conclusiva è forse un po' sbrigativa e poteva essere resa più chiaramente, in generale l'ho trovato un buon romanzo e una buona partenza per chi non ha mai letto nulla dell'autore.

    ---
    On Earth both terrestrial and titanians are living after the war between America and Cina. The weapons used on that war had as consequence the sterility of most human beings and a few couple combinations are luck enough to give birth.
    These combinations are decided, as the city owning, by the Game introduced on Earth by the titanians (that it is basically the Monopoly game modified to be less boring).
    The beginning of the novel is quite slow with Pete losing Berkely and Luckman coming to play the Game in California, then there is a turnover point after which the plot becomes more entertaining.
    There are some themes common in Dick's novels like the confusion about reality and the consequent hallucinatory states, the simulacra and pre-cog presence and the game as a distraction from the actual discomforting reality.
    In my opinion the conclusion is too hurried, in general I found this a good novel and a good starting point for who has not read anything by this author.

    ha scritto il 

Ordina per