I promessi sposi

Di

Editore: Rizzoli (SuperBur)

3.9
(9447)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 898 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Sloveno

Isbn-10: 8817107964 | Isbn-13: 9788817107969 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
«Ne' I promessi sposi linguaggio e stile non è costruito 'a priori', secondo modelli o concetti. L'è conseguenza di un dato modo di concepire, di sentire e d'immaginare. Lo stile è la combinazione delle due forze, che aveva lo scrittore in così alto grado: la virtù analitica e la virtù immaginativa».
Francesco De Sanctis
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  • 5

    Renzo e Lucia sono due giovani onesti e di buoni sentimenti che stanno per sposarsi. Tutto è pronto per l’evento, ma Don Rodrigo, il signorotto del luogo, è invaghito di Lucia e impone al povero curat ...continua

    Renzo e Lucia sono due giovani onesti e di buoni sentimenti che stanno per sposarsi. Tutto è pronto per l’evento, ma Don Rodrigo, il signorotto del luogo, è invaghito di Lucia e impone al povero curato, per bocca dei suoi bravi, di non celebrare il matrimonio.

    Don Abbondio è un tranquillo curato di paese senza vocazione religiosa e non ha il coraggio di opporsi ai soprusi, quindi, terrorizzato, inventa delle scuse per non compiere il proprio dovere.

    Renzo è furioso, Lucia spaventata a morte.

    Gli unici su cui i giovani possono contare sono Agnese, madre di Lucia, e Fra’ Cristoforo. Quest’ultimo affronta di petto Don Rodrigo e, prima di essere allontanato dal convento, trova il modo di preparare la fuga dei promessi sposi.

    Renzo trova lavoro in una fabbrica tessile, Lucia viene accolta in un convento di suore. E’ lì che incontra la monaca di Monza, costretta alla vita monacale, ma indotta al peccato da un uomo. Anche Gertrude tradisce Lucia e la donna, rapita, rimane prigioniera nel castello dell’Innominato.

    Durante quella notte di prigione ne accadono di cose! Lucia fa il voto di non contrarre matrimonio e l’Innominato, fino a quel momento senza cuore, “a tu per tu” con la bontà e la disperazione di Lucia si converte. Incontra il Cardinale Borromeo, si confessa e libera la disperatissima giovinetta.

    A questo punto tutto sembra risolto, ma il voto di Lucia e la peste a Milano rimettono tutto in discussione. Ma la Provvidenza ha in serbo per i nostri protagonisti un epilogo felice.

    Ho amato questo libro fin da quando l’ho letto a scuola, ma erano passati più di 20 anni e ci voleva proprio una rilettura.

    E ho così scoperto che, seppur ricordando la storia dei due protagonisti, avevo dimenticato mille particolari.

    Non ricordavo la storia di Fra’ Cristoforo, né tanto meno la notte di prigionia di Lucia e l’animo in subbuglio dell’Innominato.

    Sempre commovente invece il racconto della peste e della deposizione sul carro dei defunti della bambina da parte della madre annientata dal dolore della perdita, ma anche consolata dal fatto che entro sera si sarebbero ricongiunte.

    Insomma, che dire? Niente; di fronte ad uno dei più bei capolavori della letteratura italiana, meglio limitare le parole.

    ha scritto il 

  • 4

    Manzoni fa ridere. Una leggenda a cui a scuola generalmente non si crede, soprattutto perché si fa finta di leggere. L'ironia riesce (quasi) a far dimenticare la morale da pregoni, la Divina Provviden ...continua

    Manzoni fa ridere. Una leggenda a cui a scuola generalmente non si crede, soprattutto perché si fa finta di leggere. L'ironia riesce (quasi) a far dimenticare la morale da pregoni, la Divina Provvidenza, i pianti e i voti di Lucia

    ha scritto il 

  • 0

    Mi arrendo

    Dopo aver provato per l'ennesima volta a leggere questo "capolavoro" della letteratura, posso dirmi sconfitta nuovamente dalla tonnellata di digressioni manzoniane che fanno perdere il ritmo alla stor ...continua

    Dopo aver provato per l'ennesima volta a leggere questo "capolavoro" della letteratura, posso dirmi sconfitta nuovamente dalla tonnellata di digressioni manzoniane che fanno perdere il ritmo alla storia. Ma erano proprio necessarie tutte quelle pagine di chiacchiere inutili??

    ha scritto il 

  • 5

    Ahimè molti, giudicandola ancora tramite i ricordi liceali nei quali veniva fatto leggere obbligatoriamente, lo considereranno ancora un mattone noioso. A tutti consiglio di rileggerselo con mente mat ...continua

    Ahimè molti, giudicandola ancora tramite i ricordi liceali nei quali veniva fatto leggere obbligatoriamente, lo considereranno ancora un mattone noioso. A tutti consiglio di rileggerselo con mente matura, lontano da obblighi di riassunti e temi, solo così si apprezzerà veramente la scorrevolezza e lo stile sublime di Manzoni.

    ha scritto il 

  • 5

    E' il libro che tutti nel biennio delle superiori odiano a causa dei riassunti che gli insegnanti chiedono di fare, ma è un libro che apprezzi a dieci anni dal biennio delle superiori. La storia la co ...continua

    E' il libro che tutti nel biennio delle superiori odiano a causa dei riassunti che gli insegnanti chiedono di fare, ma è un libro che apprezzi a dieci anni dal biennio delle superiori. La storia la conoscono tutti, così come i personaggi, ma rileggendola ora, ha avuto un sapore diverso, perché noi oggi siamo diversi, mi ha colpito la spiritualità di Lucia (cosa normale all'epoca della vicenda, cosa insolita oggi), ho confermato l'amore per i "cattivi" in particolare per l'Innominato e ho trovato profondamente irritante Don Abbondio con i suoi comportamenti. E' stata una lettura non propriamente estiva, ma profondamente apprezzata.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo emozionante, pur con i suoi evidenti difetti

    Ho fresca la visita a Casa Manzoni. Che tenerezza quello scrittoietto davanti alla finestra con vista giardino. E quella tabacchiera sempre portata con sé. Come fai a non volergli bene a uno di cui se ...continua

    Ho fresca la visita a Casa Manzoni. Che tenerezza quello scrittoietto davanti alla finestra con vista giardino. E quella tabacchiera sempre portata con sé. Come fai a non volergli bene a uno di cui senti così palpabile l'umanità; uno che fa commuovere anche un ateo con quel dialogo straordinario tra Lucia e l'Innominato? All'estero sbagliano a non leggerlo granché. Però bisogna anche dire che è un bel tomo che le pagine le fa sentire tutte, salvo i primi quindici capitoli circa, che filano che è una meraviglia, specie l'ingarbugliato, avvincente episodio del matrimonio per sorpresa: l'episodio che preferisco in assoluto. Che orchestrazione.

    ha scritto il 

  • 4

    Voltata ch'ebbe la stradetta, cammina cammina, incontrò cappuccetto rosso!

    Senza alcun dubbio un capolavoro, ma alle superiori, se non fosse stato per l'immarcescibile trasposizione del Trio, dubito che sarei riuscito a digerirlo. Le loro irriverenti sottolineature comiche, ...continua

    Senza alcun dubbio un capolavoro, ma alle superiori, se non fosse stato per l'immarcescibile trasposizione del Trio, dubito che sarei riuscito a digerirlo. Le loro irriverenti sottolineature comiche, invece, mi aiutarono a discernere la non poca ironia con cui Manzoni farcì la sua opera.

    ha scritto il 

  • 5

    Un Classico della Letteraratura

    Un libro sempre interessante da leggere, nonostante sia stato un testo della scuola superiore ho voluto leggere nuovamnete questo libro, ma questa volta tutto d'un fiato, e dico che ne è valsa la pena ...continua

    Un libro sempre interessante da leggere, nonostante sia stato un testo della scuola superiore ho voluto leggere nuovamnete questo libro, ma questa volta tutto d'un fiato, e dico che ne è valsa la pena. Una delle parti più belle, la descrizione dell'interiorità combattuta dell'innominato e ancora la pochezza, molto diffusa anche oggi, di Don Abbondio oppure l'accordo fra il Conte Zio e il padre Provinciale per l'allontanamento di Fra Cristoforo. Da leggere

    ha scritto il 

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