I quarantanove racconti

Di

Editore: Einaudi

4.1
(1854)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 554 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806178539 | Isbn-13: 9788806178536 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: V. Mantovani

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Viaggi

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  • 0

    Non sono mai stata capace di recensire i racconti, da un lato vorrei sempre commentarli con meticolosità uno per uno, dall'altro la mia irrimediabile pigrizia me lo impedisce ogni volta. Così mi limit ...continua

    Non sono mai stata capace di recensire i racconti, da un lato vorrei sempre commentarli con meticolosità uno per uno, dall'altro la mia irrimediabile pigrizia me lo impedisce ogni volta. Così mi limiterò a raccontare un aneddoto su come Hemingway sia stato il mio primo vero approccio alla Letteratura con la L maiuscola.

    Sull'antologia che usavo alle scuole elementari, di cui ricordo pagine scarabocchi brani, insomma tutto tranne il titolo, c'era un passo di uno di questi racconti, "Colline come elefanti bianchi". La maestra ce lo aveva fatto leggere e ci aveva dato il compito di trovare la nostra conclusione a questo accenno di storia. Mi pare ancora di vedermi in casa da sola, mentre lo leggevo e lo rileggevo per cercare un finale che potesse essere all'altezza del buon vecchio Hemingway di cui ancora non sapevo nulla; certo è che intuì qualcosa, perché è ancora troppo netto il ricordo di quel racconto e delle sensazioni che riuscì a donarmi.

    (Ovviamente non trovai nessuna degna conclusione)

    ha scritto il 

  • 5

    "Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho do ...continua

    "Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire."

    col suo strumento storto, spuntato, di sicuro brutto a vedersi, Hemingway ha scritto dei capolavori. Alcuni dei suoi racconti sono in assoluto tra i più belli di tutta la narrativa mondiale, come "Le nevi del Kilimangiaro" e "Colline bianche come elefanti."
    Quest'ultimo me lo rileggo ogni qualvolta mi ricordo che ho tanto da imparare, e che il vecchio Hem è un grande maestro non solo nei dialoghi (che qui assumono un'importanza straordinaria nel portare avanti la narrazione e nel "dire senza dire"), ma anche nello stile asciutto e robusto col quale dà il giusto ritmo alla scena descritta.

    Se aveste voglia di leggervi un bel commento, ve lo linko.
    http://www.minimaetmoralia.it/wp/colline-come-elefanti-bianchi-ernest-hemingway/

    ha scritto il 

  • 5

    Su 49 almeno 30 ottimi e 3 o 4 perle...

    Grandissima qualità. Grandi spaccati di vita. C'è anche uno dei racconti brevi (mezza paginetta) più efficaci che abbia mai letto!

    ha scritto il 

  • 0

    Castellazzo di Bollate

    Lungi da me l'idea di recensire Hemingway. Voglio solo segnalare che nel racconto Una storia naturale dei defunti laddove parla de lo scoppio di una fabbrica di munizioni che sorgeva nella campagne in ...continua

    Lungi da me l'idea di recensire Hemingway. Voglio solo segnalare che nel racconto Una storia naturale dei defunti laddove parla de lo scoppio di una fabbrica di munizioni che sorgeva nella campagne intorno a Milano si riferisce all'episodio dello scoppio della fabbrica Sutter & Tehevenot di Castellazzo di Bollate. Nel disastro, il 17 giugno 1918, morirono sessanta operaie.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Castellazzo_(Bollate)

    ha scritto il 

  • 4

    " O Nada nostro che sei nel nada, sia santificato il nada tuo"

    La preghiera al nulla, contenuta nel racconto " Un posto pulito,illuminato bene" , non poteva che venire dalla penna di Hemingway, e credo sia paradigmatica per capire tutta la sua opera.
    " Di che ave ...continua

    La preghiera al nulla, contenuta nel racconto " Un posto pulito,illuminato bene" , non poteva che venire dalla penna di Hemingway, e credo sia paradigmatica per capire tutta la sua opera.
    " Di che aveva paura? ...Era un nulla che egli conosceva anche troppo bene. Era tutto un nulla e un uomo è nulla pure lui. Alcuni di quel nulla vivevano senza averne coscienza mai, ma egli invece lo sapeva bene, che tutto era nada..."
    Hemingway per tutta la vita ha cercato di combattere contro quel nulla, raccontandoci nei suoi racconti e nei romanzi, l'amore, la morte, la guerra, la caccia grossa, la corrida, sempre alla ricerca delle emozioni, con il suo stile secco e asciutto e con i dialoghi serrati. Non ce l'ha fatta, morirà suicida trenta anni dopo.

    ha scritto il 

  • 5

    Se uno dimentica, per un momento, la boxe, la corrida, la Grande Guerra, la caccia grossa, l'odore dei tronchi di pino tagliati, le tecniche di pesca della trota, gli aperitivi sul mare, le discese su ...continua

    Se uno dimentica, per un momento, la boxe, la corrida, la Grande Guerra, la caccia grossa, l'odore dei tronchi di pino tagliati, le tecniche di pesca della trota, gli aperitivi sul mare, le discese sugli sci, le locomotive, le battute sospese, le corse dei cavalli, le risse col coltello, gli umori delle donne, le auto scoperte, il Padre, il bourbon con poca acqua, le stellate nella pianura, i campi indiani, le ombre della savana, le paci separate, le ambiguità della guerra di Spagna e gli scoiattoli neri, e mette a fuoco l'uomo, il dolore, il senso di essere un anello della catena delle generazioni, il sapore della sconfitta e una fottuta paura di aver paura, ché la morte fa paura ma non bisogna averne paura, né chiedersi perché non bisogna, e allora cosa si può fare, rassegnarsi forse, o fare finta di no, alzare il mento e correre?, allora intravvede gli archetipi della nostra civiltà, cioè le forme con cui abbiamo imparato a guardare a noi stessi. E ci si chiede quali altre messe in scena siano ancora possibili.

    ha scritto il 

  • 4

    7/10

    Sono racconti scritti in un arco di tempo piuttosto ampio è perciò semplice capire che lo stile si differenzia molto dall'uno all'altro.
    Nonostante questo non ho preferito in generale uno stile in par ...continua

    Sono racconti scritti in un arco di tempo piuttosto ampio è perciò semplice capire che lo stile si differenzia molto dall'uno all'altro.
    Nonostante questo non ho preferito in generale uno stile in particolare.
    Alcuni di questi racconti sono molto belli e adatti allo stile usato, altri se fossero stati scritti in un' epoca diversa forse sarebbero stati migliori, altri ancora non li ho capiti; ovvero ho capito la trama ma non ho capito il messaggio che si voleva mandare.
    Ci sono poi quelli che ho capito ma non ho amato per niente.
    Nonostante non sia quello scritto meglio il mio preferito è stato "Il mio vecchio" perché è quello che mi è sembrato maggiormente emotivo. Forse per l'argomento, forse perchè c'era dell'autobiografico e quindi Hemingway quando l'ha scritto era più trasportato ma mi ha trasmesso delle emozioni che, purtroppo, la maggioranza degli altri racconti non è riuscita a darmi.
    Lo consiglio a chi ama Hemingway perchè penso aiuti a capirlo meglio ma non lo trovo un classico irrinunciabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Una delle letture più disordinate della mia vita. Bella e disordinata.
    Ne avevo una copia, ma è andata persa: non so bene se io l'abbia prestata e noi sia ritornata alla base, se l'abbia scambiata pe ...continua

    Una delle letture più disordinate della mia vita. Bella e disordinata.
    Ne avevo una copia, ma è andata persa: non so bene se io l'abbia prestata e noi sia ritornata alla base, se l'abbia scambiata per errore, dove cavolo sia finita, insomma. So che ne avevo bisogno per partecipare al workshop che Alessio Torino ha tenuto alla Grande Invasione di Ivrea.
    Allora corro in biblioteca, e poi corro a Ivrea.
    Workshop interessantissimo: si è parlato del racconto "Campo indiano".
    Ed è così che io, che di Hemingway avevo letto soltanto "Il vecchio e il mare", ho cominciato a familiarizzare con i racconti, letti senza ordine e senza criterio, saltando avanti e indietro, fino a leggerli tutti.
    Bellissimi Colline come elefanti bianchi, Un canarino in dono e Un posto pulito, illuminato bene.
    Gatto sotto la pioggia mi ha proprio rubato il cuor.

    ha scritto il 

  • 0

    Soltanto lo scrittore "che ha cambiato il modo di scrivere di tutto il mondo"

    Leggere i Quarantanove di Hemingway è stato come riascoltare tutti gli scrittori che avevo conosciuto esprimersi attraverso una sola voce. In Colline come elefanti bianchi, uno dei miei racconti prefe ...continua

    Leggere i Quarantanove di Hemingway è stato come riascoltare tutti gli scrittori che avevo conosciuto esprimersi attraverso una sola voce. In Colline come elefanti bianchi, uno dei miei racconti preferiti, si ha l'impressione di leggere un primo Raymond Carver. C'è tutta la delizia del testo sotto al testo, quei rivoli quotidiani che si incagliano nelle apparenze di dialoghi innocui e ordinari.

    http://www.scratchbook.net/2015/05/hemingway-racconti.html

    ha scritto il 

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